Il Significato della Veste Viola del Sacerdote nella Liturgia Cattolica

Il Ruolo dei Colori nella Santa Messa

La santa Chiesa, nel corso dell’anno, distribuisce tutto il mistero di Cristo e commemora il giorno natalizio dei santi. In tal modo, nel corso dell’anno ripercorriamo i vari episodi della vita del Signore e della storia della salvezza. In questo itinerario della Chiesa, i colori e le forme delle vesti liturgiche manifestano i Misteri che si manifestano nella diversità dei tempi liturgici. La Chiesa in ogni Messa ci presenta i colori che evocano meglio le azioni salvifiche di Gesù e la loro efficacia sacramentale durante l’anno liturgico. Così, c’è un’unità armonica in tutto ciò che compone la santa Messa: parole, gesti, azioni e oggetti.

Come spiega la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, i colori liturgici, ovvero il bianco, il verde, il rosso e il viola, hanno il compito di scandire l’anno liturgico e di esprimere la caratteristica particolare dei misteri che vengono celebrati.

Schema dei colori liturgici e dei tempi liturgici

Il Colore Viola: Simbolismo e Uso Liturgico

Uso nei "Tempi Forti"

Gli ornamenti liturgici viola si usano nelle Messe dei cosiddetti “tempi forti”, quali l'Avvento e la Quaresima, e in quelle dei defunti (Istruzione Generale del Messale Romano (IGMR), n. 346). Il viola viene quindi riconfermato come colore dell’Avvento e della Quaresima. Questi sono periodi che richiedono una preparazione e un cammino di conversione. Quando si aspetta un ospite importante si mette a posto la casa, si pulisce, si butta via ciò che non serve. Allo stesso modo, in questi tempi, ci viene chiesto di vegliare e di stare pronti e per fare ciò siamo chiamati a liberarci di tutto ciò che non serve.

Casula viola indossata da un sacerdote

Il Simbolismo Profondo del Viola

Il viola è un colore discreto e serio, simbolo dell’austerità, della penitenza, della profondità spirituale e della preparazione. Il viola si ottiene dalla combinazione del rosso con l’azzurro. In questo miscuglio alcuni autori hanno visto l’unione del colore rosso, che è simbolo dell’amore, e dell’azzurro, simbolo dell’immortalità. Altri vedono l’unione tra il cielo, rappresentato dall’azzurro, e la terra, rappresentata dal rosso. Questa composizione lo rende un colore che ispira il rapporto con il divino, forse anche a causa della sua scarsa presenza in natura rispetto ad altri colori. La tradizione popolare ha quindi sempre legato il viola al mistero, al trascendente, alla spiritualità e alla magia. Anche oggi nella cromoterapia il viola è un colore associato alla meditazione.

In sintesi, la sua composizione unisce il rosso, simbolo della forza, della vitalità, del coraggio, del dinamismo, con il blu, simbolo della meditazione, della calma, della purificazione e della tenerezza.

Tuttavia, si può scegliere il colore rosa nelle «domeniche di Gaudete (la terza domenica d’Avvento) e Laetare (la quarta domenica di Quaresima)», per ricordare a chi digiuna e fa penitenza la vicinanza del Natale e della Pasqua e quindi la fine della penitenza.

Il Viola nelle Messe per i Defunti

Gli ornamenti liturgici viola si usano anche negli Uffici e nelle Messe per i defunti (IGMR, n. 346). Il motivo per il quale viene indossato ai funerali è il suo significato simbolico di penitenza e lutto. Così, il colore viola nelle Messe per i defunti ci manifesta la visione soprannaturale, la vicinanza di Dio, di fronte alla realtà della morte. Un funerale è un momento in cui i fedeli sono chiamati a pregare e a fare penitenza per le anime dei defunti, e il colore viola ricorda loro questo aspetto spirituale.

Quando si celebra un funerale cattolico, il sacerdote ha tre opzioni circa il colore dei paramenti da indossare, come si legge chiaramente nell'Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR, 346):

  • Il colore viola si usa nel tempo di Avvento e di Quaresima. Si può usare negli Uffici e nelle Messe per i defunti.
  • Il colore nero si può usare, dove è prassi consueta, nelle Messe per i defunti. Il nero è stato associato al lutto fin dall’antica Roma e simboleggia tradizionalmente la morte, richiamando l'oscurità e riflettendo la tristezza della morte.
  • Il colore bianco trasmette speranza ai funerali, ricordando la speranza della vita eterna e celebrando il Battesimo cristiano che il defunto ha ricevuto in vita. Il bianco è anche collegato alla vittoria di Gesù a Pasqua. Nelle culture asiatiche, il bianco è il colore tradizionale del lutto.
Sacerdote con paramenti viola durante una celebrazione funebre

Storia e Evoluzione del Significato del Colore Viola nella Liturgia

Nell’antichità il viola era un colore che veniva legato alla ricchezza e al prestigio. Per ricavare i colori più forti veniva infatti utilizzata una conchiglia marina con il guscio simile a quello della chiocciola. Mescolando minerali con la secrezione della chiocciola della porpora si ottenevano tonalità di colore che andavano dal nero, al rosso, al viola fino a tonalità di verde. Più il capo era scuro, più porpora veniva utilizzata e quindi maggiore era il prestigio di quella stoffa.

È interessante constatare come un colore che in passato è stato legato alla potenza e ricchezza dei re, nel corso dei secoli è sempre di più stato associato a penitenza, conversione, espiazione. Questo è in parte legato al fatto che i Vangeli ci raccontano che i soldati di Ponzio Pilato vestirono Gesù con un mantello di porpora dopo che fu fatto flagellare per poi schernirlo davanti a tutti chiamandolo Re dei Giudei. Per i cristiani il viola di quel mantello evoca il dolore e la sofferenza che precede la salita al Calvario e la morte in croce di Gesù. In parte invece deriva dal fatto che, come già menzionato, il viola in ambito religioso era considerato quasi come una variante del nero.

Rappresentazione artistica di Gesù con il mantello di porpora

Le Riforme Liturgiche

Se fino a un certo momento gli usi romani venivano considerati solo come lontane norme di riferimento, i trattati di Papa Innocenzo III sono stati i primi ad imporsi come regole a cui fare stretto affidamento. Il Messale Romano del 1570 e il Concilio di Trento resero obbligatorie le consuetudini romane, definendo una volta per tutte i colori liturgici da utilizzare durante l’anno, facendo riferimento anche alle istruzioni di Papa Innocenzo III. Nel nuovo messale romano successivo al Concilio Vaticano II vengono ribaditi e confermati i colori liturgici della tradizione.

Panoramica sugli Altri Colori Liturgici

Verde

Il verde si usa nelle Messe del Tempo Ordinario. Mentre a Natale si considera l’inizio della vita di Gesù e a Pasqua la parte finale, il Tempo Ordinario non celebra un particolare mistero ma la globalità del mistero di Cristo: la sua predicazione, l’umiltà, la signoria, l’umanità, la divinità e la missione. Questo tempo si situa tra il Natale e la Quaresima e dopo la Pasqua sino all’Avvento. Il simbolismo del colore verde è associato al mondo della natura e della vegetazione, evocando le idee della fecondità, dell’abbondanza, del rifiorire e della forza (tutti collegati al suo termine latino viridis, viriditas). E forse proprio da ciò deriva il senso di speranza che caratterizza questi periodi: la speranza della venuta del Messia e la speranza della Risurrezione salvifica.

Bianco

In genere il bianco è associato alla pace, alla serenità, purezza o al divino. La Chiesa ha inteso questo colore anche come simbolo della santità di Dio, per cui nella liturgia della Messa troviamo il colore bianco nella celebrazione «dell’Ufficio e delle Messe del Tempo Pasquale e della Natività del Signore; poi, nelle celebrazioni del Signore, escluse quelle della Passione, della beata Vergine Maria, dei Santi Angeli, dei Santi non martiri, nella solennità di Tutti i Santi (1° novembre), nella festa di san Giovanni Battista (24 giugno), nelle feste di san Giovanni Evangelista (27 dicembre), della Cattedra di san Pietro (22 febbraio) e della conversione di san Paolo (25 gennaio)» (cfr. IGMR, n. 346). Nelle feste della santissima Vergine Maria, nelle quali ordinariamente si usa il bianco, sono anche ammessi ornamenti di colore azzurro perché simbolo di purezza e verginità.

Rosso

La liturgia usa il colore rosso nelle Messe dello Spirito Santo, che discese sugli Apostoli come lingue di fuoco, e per le Messe della Passione e dei Martiri. Potremmo dire che la scelta del colore evoca in modo simbolico il fuoco dello Spirito Santo e il sangue dei Martiri e prima di tutto il Sangue di Cristo sparso per noi. Secondo l’Istruzione Generale del messale Romano, gli ornamenti rossi si usano «la domenica della Passione e il Venerdì Santo, la domenica di Pentecoste, nelle celebrazioni della Passione del Signore, nelle feste natalizie degli apostoli e degli Evangelisti e nelle celebrazioni dei santi Martiri» (n. 346). Tutte queste sono occasioni nelle quali contempliamo il mistero dell’amore di Dio per gli uomini attraverso il dolore e il sacrificio.

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