L'Inno e Marcia Pontificale è l'inno nazionale ufficiale dello Stato della Città del Vaticano. La Santa Sede, tuttavia, giudica limitativa la definizione di "inno nazionale" per questa composizione, intendendo che essa parli «al cuore di quanti in tutto il mondo vedono in Roma la sede di Pietro», configurandosi pertanto come canto transnazionale ad uso di tutti coloro che professano la religione cattolica e riconoscono il primato di autorità al Vescovo di Roma.
La Composizione Musicale
La musica dell'Inno e Marcia Pontificale venne composta da Charles Gounod (1818-1893). Stilisticamente, si tratta di una pomposa marcia alla francese, tipica del repertorio del compositore.
- L'Inno si divide in due parti: la prima, in fa maggiore, è solenne e maestosa, seguita dalla seconda, il cui stile è affine a quello dei canti liturgici.
- A queste due parti fa seguito una terza parte, la Marcia Pontificale, dal carattere imperioso.

La Storia dell'Inno
L'Inno Precedente e la Prima Esecuzione di Gounod
Nel 1857, lo Stato della Chiesa si dotò per la prima volta di un inno nazionale: la "Marcia Trionfale" del compositore e maestro di banda austriaco Vittorino Hallmayr, successivamente re-intitolata "Inno Pontificio".
L'11 aprile 1869, in occasione della celebrazione del giubileo di sacerdozio di Papa Pio IX, Charles Gounod inviò in omaggio alla Santa Sede di Roma una solenne e pomposa marcia alla francese. Il motivo piacque al Papa e se ne ipotizzò l'immediata adozione quale nuovo inno nazionale. Tuttavia, la presa di Roma da parte dell'esercito italiano, con la conseguente sparizione dello Stato della Chiesa e dei suoi simboli, impedì che ciò accadesse. In quella fatidica sera dell'11 aprile 1869, la "Marche pontificale" di Gounod fu applaudita e ripetuta più volte in Piazza San Pietro da sette bande musicali pontificie e un coro di oltre mille soldati, in un concerto straordinario in onore del Sommo Pontefice.
Inno della Città del Vaticano (Santa Sede): Inno e Marcia Pontificale [Rimasterizzato]
Adozione Ufficiale
Nel 1929, a seguito dei Patti Lateranensi, fu costituito lo Stato della Città del Vaticano, che recuperò i vecchi simboli dello Stato della Chiesa, tra cui la bandiera e il già citato inno di Hallmayr.
Fu Papa Pio XII, in previsione del Giubileo del 1950, a decidere la sostituzione dell'inno. Il 24 dicembre 1949, il brano di Gounod fu eseguito in presenza del Papa e per l'occasione ridenominato "Inno e Marcia Pontificale". Dotato di un testo latino e di un testo italiano, divenne ufficialmente l'inno della Santa Sede il 1º gennaio 1950, previa promulgazione di un decreto papale ad hoc.
I Testi dell'Inno
Originariamente, la marcia di Gounod non aveva una lirica per l'accompagnamento canoro; ad essa si accompagnano tre testi (due in latino e uno in italiano), scritti posteriormente da tre differenti autori.
Testo in Italiano
Solo nel 1949, allorché la partitura venne adottata quale inno istituzionale della Santa Sede, il Vescovo Salvatore Antonio Allegra (1905-1969), all'epoca organista della Basilica di San Pietro in Vaticano, compose un testo in italiano, oggi comunemente cantato, che esordisce con le parole Roma immortale, di martiri e di santi.
Testi in Latino
Il testo in latino composto da Mons. Antonio Allegra non venne mai adottato ufficialmente. Solo verso gli anni Novanta, essenzialmente allo scopo di rendere l'inno cantabile anche da persone non di madrelingua italiana, il canonico Raffaello Lavagna (1918-2015) si dedicò alla scrittura di una nuova verseggiatura latina. Il testo da lui prodotto, basato essenzialmente su varie citazioni e menzioni della figura di San Pietro contenute nel Nuovo Testamento, esordisce con le parole O felix Roma - o Roma nobilis.
Fu presentato privatamente a Papa Giovanni Paolo II il 15 giugno 1991, in occasione del 60º anniversario di fondazione della Radio Vaticana. La prima esecuzione pubblica, che ne sancì l'adozione ufficiale da parte della Città del Vaticano, affidata al coro ed orchestra della Mitteldeutscher Rundfunk di Lipsia, si tenne il 16 ottobre 1993 nell'Aula Paolo VI. Questa data coincideva con le celebrazioni per il 15º anno di pontificato di Papa Giovanni Paolo II e con il 100º anniversario della morte di Charles Gounod.

Arrangiamenti e Spartiti
Dell'Inno Pontificio esistono diverse trascrizioni e riduzioni per vari complessi musicali. Lo spartito originale per Organo (nella versione di Gouin, Pierre) è disponibile per il download gratuito.
- Nel 1985, il Maestro Alberico Vitalini ha realizzato per le edizioni della Radio Vaticana una riduzione della partitura per pianoforte e per orchestra.
- Oltre alle normali trascrizioni per fanfare (gli arrangiamenti più eseguiti dai complessi bandistici in occasione di cerimonie pontificie sono di S.P. van Leeuwen, Reginaldo Caffarelli e Antonino De Luca), esistono pure delle riduzioni per orchestra, pianoforte e coro, sempre ad opera del Maestro Alberico Vitalini della Radio Vaticana.
Protocollo di Esecuzione
Le norme di protocollo vaticane disciplinano le modalità per la pubblica esecuzione dell'inno:
- In ambito statale, fino al 1970, l'esecuzione era tipicamente affidata al corpo musicale della Guardia Palatina d'Onore; dopo il suo scioglimento, sono subentrate le bande dei residui corpi di difesa e pubblica sicurezza interni alla Città del Vaticano.
- La partitura può essere eseguita integralmente (inno + marcia) solo a cospetto del Santissimo Sacramento (tipicamente durante una funzione religiosa) e in presenza del Papa allorché svolge attività ufficiali (ivi compresi ricevimenti di capi di Stato stranieri o visite all'estero).
- All'occorrenza, l'onore di un'esecuzione completa può essere esteso ai legati, laddove incaricati di rappresentare pubblicamente il Pontefice.
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