Il Canto degli Apostoli: Fede e Fondamento della Chiesa

Il concetto di "canto degli apostoli" trova una delle sue espressioni più significative nell'antico inno cristiano del "Te Deum", dove il "coro degli apostoli" è tra coloro che acclamano la gloria divina. Questo inno millenario, parte integrante della liturgia cristiana, proclama la lode a Dio Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ripercorrendo i misteri della fede e l'attesa del giudizio finale.

Il "Te Deum" e la Lode Apostolica

Il "Te Deum laudamus" è una delle più solenni preghiere di ringraziamento e lode della tradizione cristiana. La sua struttura è un inno trinitario che coinvolge la creazione e la comunità dei credenti, unendo le voci celesti e terrene nell'adorazione di Dio. Un passaggio cruciale recita:

«Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora. A te cantano gli angeli e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Ti acclama il coro degli apostoli e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico Figlio, e lo Spirito Santo Paraclito. O Cristo, re della gloria, eterno Figlio del Padre, tu nascesti dalla Vergine Madre per la salvezza dell'uomo. Vincitore della morte, hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi. Soccorri i tuoi figli, Signore, che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria nell'assemblea dei santi. Salva il tuo popolo, Signore, guida e proteggi i tuoi figli. Ogni giorno ti benediciamo, lodiamo il tuo nome per sempre. Degnati oggi, Signore, di custodirci senza peccato. Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato. Pietà di noi, Signore, pietà di noi.»

Questo inno evidenzia come gli apostoli siano parte integrante della lode universale a Dio, riconosciuti come fondamento della Chiesa che proclama la sua gloria e adora la Trinità.

Rappresentazione artistica del

Le Colonne della Fede Cristiana: Pietro e Paolo

La nostra fede cristiana non si fonda su ragionamenti teorici di filosofie umane o rivelazioni segrete, ma su fatti accaduti in luoghi e tempi precisi, testimoniati dagli apostoli. Essi videro e udirono, camminarono con Gesù e lo incontrarono vivo dopo la risurrezione. Tra tutti gli apostoli, Pietro e Paolo sono riconosciuti come le colonne portanti della Tradizione cristiana, celebrati insieme per la loro unità di intenti, sebbene martirizzati in giorni diversi.

San Pietro: La Roccia della Chiesa

Simone di Galilea fu chiamato “Cefa” o Pietra da Gesù, che fu ospitato in casa sua agli inizi del ministero pubblico. Pietro, primo tra i discepoli, professò che Gesù era il Cristo, il Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro. Gesù affermò in risposta: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». In questo, Cristo intende fondare la sua Chiesa sull'affermazione di fede di Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Pietro deriva da pietra e non pietra da Pietro.

Pietro corre al sepolcro, mosso dalle parole delle donne che affermano di averlo trovato vuoto. Viene chiamato da Gesù stesso sulle rive del lago a confermare il suo amore per lui in un dialogo dalle sfumature misteriose e con l’incarico specifico di «pascere le pecore» di Cristo. Testimone della Trasfigurazione e della Risurrezione, dovrà «confermare nella fede i propri fratelli».

Lo incontriamo protagonista nella vita della prima Comunità a Gerusalemme, e il suo ruolo di guida è riconosciuto da tutti i testi neotestamentari e da Paolo. È spinto da Paolo e dallo Spirito Santo ad aprire la predicazione anche ai pagani, come raccontato negli Atti degli Apostoli. Il beato Pietro, dotato di un ardente amore verso Cristo, ha avuto la grazia di sentirsi dire da lui: «A te darò le chiavi del regno dei cieli». Sant'Agostino spiega che queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l'intera Chiesa, poiché Pietro è la personificazione dell'universalità e dell'unità della Chiesa. Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro l'incombenza di pascere il suo gregge, non perché meritò egli solo tale compito, ma perché Cristo, rivolgendosi a uno, vuole esprimere l'unità.

Secondo la tradizione, Pietro morì martire sotto l’imperatore Nerone, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano, presso la via Trionfale.

Icona di San Pietro con le chiavi del Regno dei Cieli

San Paolo: L'Apostolo delle Genti

Accanto a Pietro, la figura di Paolo, un personaggio straordinario, intelligente e vivace, come rivelano i suoi scritti. Impulsivo e profondo nel suo pensiero, Paolo fu “afferrato da Cristo” e spinto a predicare unicamente «Gesù e questi crocifisso». Pone al centro della sua predicazione quel Vangelo che lui stesso aveva ricevuto dagli altri apostoli nel 35-36 d.C., in seguito all’esperienza della via di Damasco. Traccia l’ideale del cristiano come colui in cui vive Cristo stesso, a cui apparteniamo: «Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me…» tanto che «per me vivere è Cristo».

Nel libro degli Atti, la figura di Pietro passa gradualmente in secondo piano per lasciare il posto a quella di Paolo. Paolo si reca a Gerusalemme per incontrare i discepoli e per approfondire la propria conoscenza di Gesù, e dopo tre anni andò per consultare Cefa, rimanendo presso di lui quindici giorni, senza vedere altri apostoli se non Giacomo, il fratello del Signore. Successivamente, andò nelle regioni della Siria e della Cilicia, pur essendo sconosciuto personalmente alle Chiese della Giudea. Dopo quattordici anni, andò di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con sé anche Tito. Espose loro il vangelo che predicava tra i pagani, e riconobbero la grazia a lui conferita. Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a lui e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché loro andassero verso i pagani ed essi verso i circoncisi.

Nei suoi tre viaggi missionari fondò moltissime Comunità cristiane. Ritornato a Gerusalemme, fu arrestato e con un quarto viaggio condotto prigioniero a Roma, dove alcuni anni dopo trovò la morte con Pietro. Il suo testamento spirituale, riprodotto da Luca negli Atti mentre saluta i presbiteri di Mileto, e ciò che egli stesso (o un suo discepolo) scrive nella seconda lettera a Timoteo, ci fanno intravedere la sua santità e la sensibilità del suo animo: «Io sto per essere versato…, ho terminato la corsa, ho conservato la fede».

Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Morì martire a Roma, trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense.

Mappa dei viaggi missionari di San Paolo

La Predicazione Universale e la Nascita della Chiesa

Entrambi, Pietro e Paolo, nella fede e nell’amore di Gesù Cristo, annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri. I loro nomi rappresentano tutti gli apostoli, riuniti nella predicazione e nel martirio per annunciare il Vangelo «fino ai confini del mondo», come aveva loro comandato il Cristo. Il Vangelo di Marco, ad esempio, è stato scritto per rendere imperitura la predicazione di Pietro, mentre Paolo ci ha lasciato una decina di lettere inviate alle Comunità della Turchia e della Grecia da lui fondate.

La predicazione apostolica incontrò opposizioni. Pietro e Giovanni, ad esempio, furono arrestati e i capi religiosi intimarono loro di non fare propaganda al messaggio di Gesù. Anche davanti a queste sfide, la Chiesa nascente, guidata dagli apostoli, affrontò questioni fondamentali. Negli Atti degli Apostoli (At 15,7-21), in un contesto di grande discussione, Pietro si alzò e ricordò che Dio aveva scelto che per sua bocca le nazioni ascoltassero la parola del Vangelo. Affermò che Dio aveva dato testimonianza ai Gentili concedendo loro lo Spirito Santo, senza discriminazioni, purificando i loro cuori con la fede. Per questo, chiese: «Perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare? Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro». Successivamente, Barnaba e Paolo riferirono dei segni e prodigi compiuti tra le nazioni. Infine, Giacomo prese la parola e, richiamando le parole dei profeti, propose di non importunare coloro che dalle nazioni si convertivano a Dio, ma solo di ordinare loro di astenersi da contaminazioni con gli idoli, unioni illegittime, animali soffocati e sangue.

Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato e hanno seguito la giustizia. «Per tutta la terra si diffonde la loro voce, ai confini del mondo la loro parola» (Sal 18, 5).

La conversione di san Paolo

L'Eredità Viva e la Celebrazione nella Liturgia

La Chiesa celebra la solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli, festa che celebra le sue origini e le sue fondamenta. Pietro, con la sua professione di fede, è il custode della fede e il centro di unità della Chiesa. Paolo è l’inviato in missione che deve rendere grande il nome di Cristo fra le genti. È una festa di Dio, in cui, per lui e grazie a lui, esistono i santi.

Ogni festività è presenza di Cristo, e i santi nella venerazione del popolo cristiano condividono la stessa corona di gloria. Ancora oggi, il Papa e il collegio episcopale si appellano a Pietro e Paolo per pronunciare un insegnamento solenne o una solenne benedizione che renda attuale e viva la Tradizione apostolica, da cui Papa e vescovi traggono luce e forza. Non può mancare la preghiera per il Papa, successore degli apostoli Pietro e Paolo, che presiede “nella carità” alla Chiesa universale.

La liturgia ricorda l'eredità degli apostoli con diverse preghiere e canti:

  • Antifona: «Ti ha illuminato lo Spirito del Padre mio perché mi conoscessi - dice il Signore -. E io ti dico: Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.»
  • Preghiera: «O Dio, che ci allieti con la festa solenne dei santi Pietro e Paolo, fa’ che la tua Chiesa sia fedele alla parola degli apostoli dai quali ha ricevuto il primo annunzio del vangelo.»
  • Preghiera: «O Padre, che hai fondato la tua Chiesa sulla fede e sul nome di Pietro e gli hai associato Paolo perché predicasse la tua gloria alle genti, arricchisci di grazie quanti oggi ne celebriamo la gioiosa memoria.»
  • Preghiera: «O Dio, che hai edificato la tua Chiesa sul fondamento degli apostoli, reggila sempre con la loro protezione e la loro preghiera.»
  • Preghiera: «Signore Dio nostro, che hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana con la predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo, vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna.»
  • Preghiera: «O Dio, Creatore e Signore dell’universo, che hai scelto gli apostoli come araldi della tua gloria, accogli la supplica della Chiesa che confida nel loro aiuto; donale di vivere nella pace e di crescere nella fede e nell’amore operoso.»

Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro.» Questo amore è il fondamento della missione apostolica, e la Chiesa, amata da Cristo, è edificata sul fondamento degli apostoli e dei profeti.

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