Incontri di Preghiera in Quaresima: Affrontare le Tentazioni e il Combattimento Spirituale

La Quaresima è un tempo di grazia, conversione e preghiera, che conduce la Chiesa nel deserto, luogo biblico per eccellenza della prova e dell’incontro con Dio. Non si tratta di uno scenario simbolico o marginale, ma di uno spazio decisivo della rivelazione. È anche un periodo di lotta spirituale, un vero e proprio “combattimento contro lo spirito del male”. In questi quaranta giorni siamo chiamati a pregare, ascoltare la Parola e praticare il digiuno e la penitenza. Tutto questo ci aiuta a purificare il cuore e a prepararci all’incontro con Cristo. Se durante la Quaresima ci si sente più combattuti del solito, è normale, poiché questo tempo di conversione porta con sé prove e tentazioni, perché è proprio quando si cerca di avvicinarsi a Dio che il nemico tenta di distoglierci dal cammino.

La Quaresima come Cammino nel Deserto e Tempo di Prova

Il deserto è il luogo in cui l’uomo è spogliato delle sicurezze, dove emergono le domande radicali e dove si decide la qualità della relazione con Dio. È un tempo per fare deserto e verità dentro di noi, riflettendo sulle quaresime della nostra vita. Gesù entra nel deserto ricollegandosi consapevolmente alla storia del suo popolo. Israele aveva attraversato il deserto per quarant’anni, sperimentando la fedeltà di Dio ma anche la propria fragilità, cedendo più volte alla tentazione. Gesù assume quella storia e la porta a compimento: guidato dallo Spirito Santo, affronta un tempo di solitudine, di prova e di lotta spirituale, preparandosi interiormente alla missione che il Padre gli affida.

“Era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo”. Questo spinge verso il deserto, sebbene si possa anche opporre resistenza. Nasce proprio da qui la prima domanda per la nostra Quaresima: se si ha il desiderio, il coraggio di lasciarsi condurre nel deserto. È necessario allora dire a sé stessi che non sarà Quaresima se non si avrà il coraggio di dare a questo tempo momenti di deserto, cioè un indugio in qualche spazio di silenzio, per stare faccia a faccia con sé stessi e con Dio, per un’urgenza di sincerità.

Rappresentazione di Gesù nel deserto, immerso nella solitudine e nella preghiera, circondato da un paesaggio arido e roccioso, con figure simboliche delle tentazioni

Le Tentazioni di Gesù nel Deserto: Un Modello per l'Adulto

Nel deserto, luogo in cui si manifesta l’azione del maligno, Gesù subisce l’assalto della tentazione: il piacere, il potere, l’avere sono richiami forti, che Gesù rifiuta in nome del legame con il Padre, che è il tutto della sua vita, donata al progetto di Dio nonostante le lusinghe del mondo. Non era indegno di Gesù, nostro Salvatore, l’essere tentato, visto che era venuto per essere ucciso. Era anzi giusto che vincesse le nostre tentazioni con le sue tentazioni, dato che era venuto a vincere la nostra morte con la sua morte.

La Natura della Tentazione

La tentazione passa per tre stadi: la suggestione, la dilettazione, il consenso. Noi, quando siamo tentati, il più delle volte cadiamo nella dilettazione, o addirittura nel consenso. Noi, infatti, siamo nati dalla carne di peccato e portiamo nelle membra ciò che ci muove tante battaglie. Gesù, invece, che s’incarnò nel grembo della Vergine, venne nel mondo senza peccato e non provò in sé contraddizione alcuna. Egli, dunque, poté essere tentato per suggestione, ma l’anima sua non fu toccata dalla più piccola compiacenza di peccato. Quindi, tutta quella tentazione diabolica che lo assalì, fu di fuori, non di dentro.

L’antico avversario del genere umano si rivolse contro il primo uomo, Adamo, con tre tentazioni. Lo tentò di gola, di vanagloria e d’avarizia, ma tentandolo riuscì anche a vincerlo, perché se lo sottomise in seguito a un atto di consenso. Ecco: il diavolo lo tentò di gola quando gli mostrò il frutto dell’albero proibito e lo indusse a mangiarne. Lo tentò di vanagloria, quando disse: “Sarete simili a Dio”. Lo tentò di avarizia, quando disse: «Conoscerete il bene e il male». L’avarizia, infatti, non mira soltanto al denaro, ma anche agli onori. Per il fatto che il diavolo attrasse Adamo nostro padre alla superbia, lo spinse pure a quella forma d’avarizia che è smania di eccellere.

Ma con quei mezzi che gli servirono a vincere il primo Adamo, il diavolo fu vinto dal secondo Adamo. Il demonio tenta il Signore nella gola quando dice: “Comanda che queste pietre diventino pane”. Lo tenta di vanagloria quando dice: “Se tu sei figlio di Dio, gettati di sotto”. Lo tenta con l’avarizia degli onori quando dice: «Tutto io ti darò se ti prostri e mi adori». Così il demonio esce dai nostri cuori, scornato, passando per quella stessa strada da cui era venuto, superbo, a dominarci.

Le Tre Grandi Tentazioni Rivelate

Ogni anno, all’inizio della Quaresima, ci vengono presentate le nostre tentazioni. Le risposte di Gesù al tentatore smascherano la logica profonda della menzogna. Satana tenta di piegare persino la Scrittura ai propri fini, ma Gesù la restituisce alla sua verità, mostrandone il senso autentico. Non cede alla tentazione di usare Dio per affermare se stesso, né di trasformare il potere in strumento di dominio.

  • La prima tentazione: "Pietre o pane?" Questa è la tentazione di sostituire Dio con le cose, di vivere di solo pane, di vivere di cose e per le sole necessità materiali, possedendo con avidità la vita. “Non si vive di solo pane”, ci dice Gesù. Siamo fatti per cose più grandi; il pane è buono, è indispensabile, ma più importanti ancora sono altre cose: le creature, gli affetti, le relazioni. È l’invito a non accontentarsi, a non ridurre i nostri sogni a denaro.
  • La seconda tentazione: Il tentatore passa da sé agli altri. "Io so come conquistare il potere! Tu ascoltami e ti darò il potere su tutto". Vuoi avere gli uomini dalla tua parte? Assicuragli pane, autorità, spettacolo, allora ti seguiranno! Ma Gesù vuole liberare, non impossessarsi dell’uomo, lui sa che il potere non ha mai liberato nessuno. Esattamente il contrario di come agisce Dio, che non fa mercato dei suoi doni, ma offre per primo, dà in perdita, senza niente in cambio. La pace è nell’abbandono confidente.
  • La terza tentazione: Questa riguarda l'individuo e Dio. «Chiedi a Dio un miracolo». Ciò che sembra essere il massimo della fede, ne è invece la caricatura: non fiducia in Dio, ma ricerca del proprio vantaggio, non amore di Dio ma amore di sé, fino alla sfida. È la tentazione del successo, di sfidare il Signore. Gesù risponde «no»: «Io so che Dio è presente, ma a modo suo, non a modo mio. Dio è già in me forza della mia forza». Dio è presente, è vicino, intreccia il suo respiro con il mio. Interviene, ma non con un volo di angeli, bensì con tanta forza quanta ne basta al primo passo. Rifiuta di cadere nella presunzione. Sappiamo che Dio vuole servirci. Trascorriamo la nostra vita in una sorta di caduta libera confortevole aspettandoci che venga a salvarci?

Tentazione di Gesù nel deserto (film Jesus)

La Risposta di Gesù e la Forza della Parola

Tentato dal diavolo, Gesù oppose in risposta i comandi contenuti nella sacra Scrittura. Colui che - essendo la potenza di Dio - poteva cacciare il tentatore nell’abisso, non mostrò la virtù della sua potenza, ma si accontentò di ripetere i comandi della sacra Scrittura, per offrirci così l’esempio della sua pazienza. C’insegnava così - quando riceviamo qualche offesa dagli uomini cattivi - a rispondere con parole d’ammaestramento, non già con parole di vendetta.

Consideriamo quanto è grande la pazienza di Dio e quanto è grande la nostra impazienza! Noi - se siamo provocati con qualche ingiuria o qualche offesa - ci accendiamo d’ira e ci vendichiamo quanto possiamo; là dove non possiamo arrivare con la vendetta, arriviamo con le minacce. Il Signore sperimentò l’avversità del diavolo e non gli rispose altro che parole miti. Sopportò colui che poteva punire, affinché da questo gli derivasse maggior gloria, dal fatto, cioè, d’aver vinto con la pazienza il nemico che avrebbe potuto annientare con la potenza.

L’unica vera forza dell’uomo è la Parola di Dio. Benedetto XVI ha più volte sottolineato come il deserto sia il luogo dell’essenziale. Privato degli appoggi materiali, l’uomo è posto di fronte alle domande decisive dell’esistenza. Anche Gesù attraversa questa spogliazione, caricandosi delle tentazioni e delle miserie dell’umanità. Riflettere sulle tentazioni di Gesù significa allora lasciarsi interrogare da una domanda fondamentale: che cosa conta davvero nella mia vita?

Il Combattimento Spirituale Quotidiano

La Quaresima non è anzitutto un tempo di rinunce esteriori, ma un tempo di verità, in cui si è chiamati a rimettere Dio al centro. In un contesto culturale segnato dalla secolarizzazione, questa scelta non è mai scontata. Non si è cristiani per tradizione o per appartenenza sociale: ogni giorno la fede deve essere rinnovata, soprattutto di fronte alle tentazioni che attraversano la vita personale e sociale. La lotta spirituale non si combatte solo nei momenti straordinari, ma nella vita di tutti i giorni. Ogni scelta, ogni pensiero, ogni gesto può diventare un’occasione per avvicinarsi a Dio o per allontanarsene.

La tentazione è il tentativo di Satana di allontanarci da Dio. Questo è il suo obiettivo: portare l’uomo a dubitare così tanto dell’Amore di Dio. Satana lavora con il “se” con grandissima agilità nel presente e nel quotidiano. Satana ti sfida a pensare: “Se tu sei veramente figlio amato da Dio, perché ti capita tutto quello che ti capita? Se vuoi essere importante, fai questo o quello anche se può far del male, se non avessi questa famiglia, se potessi, se fossi, se avessi… Se Dio mi ama, allora perché ho questi problemi, perché non mi aiuta?” In pratica il suo terribile scopo è distoglierci dal presente, portandoci attraverso i “se” nel passato o nel futuro, nell’ansia o nei sensi di colpa, così da renderci difficile dire sì alla realtà e farci credere che Dio Amore non esiste.

In quei momenti dovremmo dirgli: “Sta scritto: adorerai il Signore, tuo Dio, e servirai Lui solo” - non la curiosità, la pigrizia o altro, ma Lui. Alla fine solo amare Dio nel reale servizio agli altri - nutrire gli affamati, dare rifugio ai senzatetto, confortare gli afflitti - vincerà. Il cammino quaresimale richiama il credente a una scelta che tocca il centro dell’esistenza: seguire Gesù lasciando che il suo Vangelo diventi criterio concreto di vita. Non si tratta anzitutto di un impegno etico, ma di un atteggiamento interiore che riconosce Dio come origine e compimento dell’umano.

Strumenti e Incontri di Preghiera per Adulti in Quaresima

Per vivere fruttuosamente il tempo quaresimale, le comunità propongono diversi momenti di preghiera e riflessione specifici per gli adulti, focalizzati sul tema delle tentazioni e del rinnovamento spirituale.

Adorazioni Eucaristiche Tematiche

  • Sono disponibili schemi per Adorazioni Eucaristiche per l'inizio del tempo di Quaresima, incentrati sul tema delle "tentazioni", complete di canti. Uno di questi schemi prevede un'attività da fare durante l'Adorazione: scrivere su un cartoncino la Tentazione a cui si vuol rinunciare durante il cammino quaresimale.
  • Altre proposte includono Adorazioni Eucaristiche aventi come tema centrale le tentazioni di Gesù con brani evangelici, riflessioni e canti.
  • Esistono inoltre schemi per Adorazioni Eucaristiche in preparazione alle Domeniche di Quaresima (cicli liturgici A, B, C), complete di canti, che permettono una riflessione continua.

Incontri di Riflessione e Preghiera

Molti incontri sono pensati per l'inizio del cammino quaresimale, come un momento di preghiera e digiuno per adulti. Sono stati anche presentati i tre “rimedi” contro le tentazioni nel deserto quotidiano: digiuno, carità e preghiera.

Alcuni incontri di preghiera possono essere strutturati con un atto penitenziale e invocazione dello Spirito Santo, l'intronizzazione del crocifisso, e brevi momenti di riflessione su temi come "le mani e i passi di Gesù", "le spalle di Gesù", "la voce di Gesù", prevedendo anche un momento di adorazione della Croce. Altri incontri per il Mercoledì delle Ceneri o i primi giorni di Quaresima possono avere come tema l'uomo e la terra, trattando di creazione, caduta-peccato e promessa nuova, con l'uso di canzoni di cantautori contemporanei.

Si possono anche organizzare libretti che propongono incontri di preghiera per ogni venerdì di Quaresima a partire da alcuni simboli: deserto, luce, croce, sassi. Un breve incontro di preghiera per il tempo di Quaresima può ripercorrere l'itinerario del figlio prodigo, sottolineando, con alcuni testi spirituali, la realtà del deserto non solo come luogo geografico, ma come condizione del cuore. Esistono anche incontri di preghiera che contemplano il cammino di Gesù carico della croce attraverso gli sguardi di alcune donne presenti.

Un percorso di preghiera per la Quaresima può essere organizzato in quattro momenti: Ascoltare, Cambiare, Ricostruire, Servire, con segni che accompagnano la liturgia. Alcuni incontri invitano a riflettere sulla passione, morte e risurrezione di Gesù attraverso l'incontro con i personaggi che hanno causato tanta sofferenza al Signore nelle sue ultime ore. Questo permette ai partecipanti di paragonare le proprie sofferenze a quelle del Crocifisso e comprendere che il cuore, spesso ferito, ritrova la gioia e la speranza proprio grazie alla risurrezione.

Infine, le proposte per la celebrazione penitenziale in prossimità della Pasqua sono fondamentali per l'adulto, con liturgie tese a sottolineare l'incontro con un Dio che ascolta il grido dell'uomo che lo invoca dalla sua debolezza e previene persino il grido mettendosi lui per primo alla ricerca di chi si trova lontano da lui.

La Guida del "Combattimento Spirituale"

La lotta spirituale è una realtà quotidiana. Anche i grandi santi hanno vissuto questa lotta e ci hanno lasciato preziosi consigli per affrontarla. Uno di loro è San Francesco di Sales, che raccomandava con insistenza un libro in particolare: “Combattimento spirituale” di padre Lorenzo Scupoli. Questo testo, da secoli un riferimento nella spiritualità cristiana, aiuta a riconoscere i nostri vizi, a combattere le tentazioni e a rafforzare il cuore nella fiducia in Dio.

Questo libro è un manuale concreto che aiuta a riconoscere i tranelli della superbia e della vanità, a esercitare la pazienza nei momenti difficili e a mantenere il cuore saldo nella speranza. Insegna a dominare le passioni che spesso ci trascinano senza che ce ne accorgiamo, a controllare le parole che diciamo - perché anche la lingua può diventare un’arma - e a difendersi dagli inganni sottili del maligno, che vuole allontanarci dalla via della virtù. Leggerlo durante la Quaresima significa avere una guida preziosa per questo tempo di purificazione, allenandosi, giorno dopo giorno, in quella lotta invisibile che ogni cristiano è chiamato a combattere.

La preghiera è la nostra arma più potente, e saperla usare è fondamentale. “Combattimento spirituale” non solo ci ricorda che la preghiera è indispensabile, ma ci insegna come pregare con efficacia, come restare saldi nei momenti di prova e come non arrenderci quando la stanchezza o la distrazione prendono il sopravvento. Padre Scupoli scrive: «L’orazione è lo strumento attraverso il quale possiamo ottenere tutte le grazie che piovono su di noi dalla fonte della bontà e amore di Dio». Questo libro ci aiuta a trasformare la preghiera in una vera arma di battaglia, capace di guidarci nelle lotte spirituali quotidiane.

Copertina del libro

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