Testimonianza di Guarigione Divina: Il Miracolo di Diletta

Questa è la testimonianza di Diletta, una ragazza che all'età di 21 anni ha sperimentato un profondo miracolo di salvezza, sia spirituale che fisica. La sua storia inizia nel 2005, quando una serie di eventi inspiegabili ha messo a dura prova la sua vita e la fede della sua famiglia.

L'Inizio del Calvario: Un Mistero Medico

I Primi Sintomi e la Confusione Iniziale

Tutto ebbe inizio un pomeriggio come tanti altri nel 2005. La mamma di Diletta le domandò qualcosa, ma la ragazza non riuscì a rispondere, poiché la sua lingua si era gonfiata a tal punto da negarle la facoltà della parola. Diletta e la sua famiglia erano completamente ignari di ciò che stava accadendo. Quell'episodio, inizialmente un attacco fisico, con il tempo minò le loro spiritualità, allontanandoli dalla via del Signore. Diletta teneva a precisare di essere sempre stata una brava ragazza, con sani principi e una buona educazione, frequentando la parrocchia per attività ricreative con i bambini, insegnare il catechismo e fare volontariato per l’Operazione Mato Grosso.

Nonostante la fedeltà alle terapie prescritte e somministrate, nei giorni seguenti la lingua continuava a gonfiarsi e sgonfiarsi a suo piacimento, destando l'attenzione di tutti i medici. Convinti dell'affidabilità delle cure, la famiglia continuò a credere nei medici finché l'episodio svanì letteralmente una mattina. I dottori definirono l'accaduto come una forma particolare di Edema di Quincke: un ispessimento della mucosa orale dovuto alla somministrazione di agenti alimentari ai quali era diventata allergica, sebbene gli esami allergologici del 28 novembre 2005 non riscontrassero alcuna alterazione.

Il Peggioramento e l'Impatto sulla Vita Quotidiana

Mesi dopo, il 17 aprile 2007, il fenomeno si ripresentò con modalità più disastrose, interferendo adesso con il respiro di Diletta perché regrediva verso la gola. Da quell'episodio, l'edema non se ne andò più, raramente regrediva per qualche giorno; ormai la ragazza ci conviveva. Spesso gli attacchi più forti la prendevano proprio a scuola e, tranne poche amiche, tutte le volte veniva accusata di simulare per attirare l’attenzione o evitare interrogazioni e compiti in classe. Si ritrovava davvero sola, l'ambiente scolastico era diventato invivibile, e la sua unica rivincita era avere una media scolastica invidiabile; ma se da un lato questa allietava gli animi dei professori, dall’altro inaspriva quelli dei suoi compagni di classe.

Diletta ricordava bene il suo ultimo ricovero il 24 gennaio 2008: l'ambulanza giunse a scuola, il medico del 118 le somministrò cortisone in via venosa, e durante la terapia perse del sangue. Una ragazza venne a curiosare, e Diletta, non essendo in grado di preoccuparsi per ciò che le accadeva intorno, ricordava benissimo la sua risata nel vederla lì in quel modo.

Illustrazione di una ragazza con la lingua gonfia e difficoltà respiratorie, in un contesto scolastico

La Ricerca di Aiuto Spirituale e la Via della Fede

L'Incontro con Padre Alfredo Pallotta

Nonostante tutto, Diletta è riuscita a combattere per gli anni 2007 e 2008 grazie all'aiuto di un'anima particolare, una vera e propria messaggera di Dio. Attraverso di lei, il Signore la guidò verso il suo medico, o meglio, il Suo medico, quello adatto a curarla: il padre passionista Alfredo Pallotta della Chiesa di San Paolo della Croce, al Galluzzo in provincia di Firenze. Come ormai si poteva intuire, Padre Pallotta era un esorcista, e accettò Diletta fin dalla sua prima visita come figlia. La ragazza si recava da lui tutte le settimane, lo chiamava a tutte le ore per ricevere benedizioni durante gli attacchi del demonio; a volte quelle telefonate non voleva farle, le costavano veramente care, ma la costanza di sua mamma nell'obbligarla a effettuarle nei momenti più difficili rischiarava subito i suoi occhi.

Il Consiglio Divino e il Santuario di Collevalenza

Durante la fine dell'inverno 2007, a Diletta pervenne il consiglio e la richiesta da parte del Signore di recarsi a Collevalenza, presso il Santuario dell'Amore Misericordioso, e di immergersi, completamente, compresa la testa, per sette volte. La sua famiglia l'accompagnò tutte le volte al Santuario di sabato: prendevano messa la mattina, si soffermavano sempre sulla tomba di Madre Speranza a pregare per la sua guarigione, dopo di che pranzavano, si confessavano e alle 15, dopo la liturgia delle acque, facevano il bagno. Inoltre, si portavano da casa delle taniche per prendere l'Acqua Benedetta e berla sia durante gli attacchi (nonostante Diletta facesse di tutto per non prenderla) sia quotidianamente (molte volte, a sua insaputa, la mamma la mischiava a quella delle bottiglie per fargliela bere).

I bagni non furono semplici da compiere, succedeva sempre qualche imprevisto: Diletta si ammalava con la febbre, dolori alle gambe e molte altre sintomatologie che però svanivano durante le liturgie.

Foto panoramica del Santuario dell'Amore Misericordioso a Collevalenza

L'Esperienza Mistica e la Guarigione Miracolosa

La Visione del Crocifisso

Durante una delle visite al santuario, Diletta si ritrovò a pregare da sola nella cappella del Crocifisso, mentre aspettava la liturgia. Non era la prima volta; solitamente se ne stava seduta su una panca verso il fondo e "studiava" le preghiere che trovava nei vari volantini all'entrata del santuario. Ma il quarto sabato, fu pervasa dal desiderio di contemplare il Crocifisso della cappella. Era sola quella volta, ma si inginocchiò alla seconda panca; la vista le si annebbiò, sbatté gli occhi e vide da vicino il Crocifisso: vedeva solo la parte dalla testa al costato e si spaventò quasi, quando notò che l'immagine si era fatta viva, non era più legno quello che osservava ma carne! Vedeva i muscoli delle braccia di Gesù che si contraevano e si sentiva vuota, come una lattina vuota.

Il Culmine della Guarigione

Diletta aveva anticipato che aveva dolori alle gambe prima di andare a Collevalenza. Quando era a Firenze, questi le impedivano anche di scendere le scale, ma non solo: associati alla lingua, le si gonfiavano le palpebre e sentiva gli occhi pungere come fossero pervasi da mille spilli. In quel periodo, quello durante il compimento dei sette bagni, fece anche un sogno particolare. È certo che quei bagni, uniti all'operato del padre passionista e dei consigli spirituali datile da quell'anima, si rivelarono miracolosi, perché in concomitanza del suo esame di maturità nell'anno 2008, fu protagonista del miracolo che Dio compì su di lei. Dopo quei sette bagni, la sua forza spirituale crebbe e l'edema se ne andò.

Madre Speranza e il santuario di Collevalenza

Gratitudine Eterna e Testimonianza Continua

A tutt'oggi, alla fine del 2009, l'edema non si è più ripresentato. Diletta, da parte sua, non può fare altro che continuare a mettersi in contatto con gli strumenti che il Signore le affidò: con Padre Pallotta che ormai la chiama "figlia diletta", con quell'anima che le fu tanto cara e dispensatrice di consigli preziosi, ma primo fra tutti il Santuario di Collevalenza, presso il quale si reca, anche se più sporadicamente, tutt'ora non per chiedere la sua guarigione ma per ringraziare. Una volta che la propria vita, il proprio corpo e il proprio cammino sono stati segnati dal miracolo di Gesù, non si può fare finta di nulla.

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