L'Immagine della Vergine Maria nell'Opera di Giacomo Manzù

Giacomo Manzù, universalmente noto con il suo pseudonimo, è stato uno scultore di fama internazionale. Nato a Bergamo verso il Natale del 1908 e scomparso a Roma nel 1991, Manzù non vantava un'educazione accademica formale. Egli si formò, infatti, all’interno delle botteghe bergamasche specializzate nell’intaglio e nella doratura, essendo figlio di un calzolaio.

Foto di Giacomo Manzù al lavoro nel suo studio

L'Immacolata dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

Tra il 1929 e il 1932, dopo un'esperienza francese, Giacomo Manzù si trasferì a Milano. Qui l'architetto Muzio gli commissionò la decorazione della cappella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, allora in costruzione. In questo contesto, l'artista eseguì una statua dell’Immacolata in cemento e rame, inserendola tra le numerose opere di soggetto sacro, come gli sportelli dei tabernacoli e i grandi bassorilievi dei Santi nella cappella maggiore.

Destinata inizialmente alla cappella stessa, la statua fu tuttavia prestissimo spostata nel 1933, per decisione di Padre Gemelli. Alla statua venne data una nuova collocazione: sotto il portico di ingresso dei collegi universitari Augustinianum e Ludovicianum. Queste residenze studentesche maschili, situate in via Necchi accanto all’Ateneo, furono pensate proprio da padre Gemelli per generare una «comunità educante» immersa nell'ambiente universitario e in grado di vivere appieno l'esperienza accademica.

La statua dell'Immacolata di Giacomo Manzù sotto il portico dell'Università Cattolica di Milano

Descrizione dell'opera

Secondo quanto riportato da M. Vianello (in La statua dell’Immacolata di Giacomo Manzù, in Manzù in Università Cattolica, Vita e Pensiero, Milano 2004), questa Madonna «è una madre che regge il fanciullo con la posa di tutte le madri, mentre il piccolo Gesù con una mano si appoggia sorridente al suo petto e con l’altra sostiene la croce: motivo […] che qui si riesprime con un affettuoso senso di pacata dolorosa tenerezza».

La Carriera e il Riconoscimento Internazionale di Manzù

La fine degli anni venti e l'inizio dei trenta segnarono l'inizio della stagione di riflessione e ricerca che avrebbe portato Manzù, nel giro di pochi anni, a imporsi nel contesto artistico nazionale. Nel 1939, gli fu assegnato il premio di scultura alla II Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma.

La carriera dell'artista proseguì con intensità lungo gli anni quaranta, con un susseguirsi di mostre e riconoscimenti. Nel 1948, Manzù allestì una sala personale alla Biennale di Venezia, dove si aggiudicò il premio per uno scultore italiano assegnato dal Comune di Venezia.

Questi successi inaugurarono per Manzù una fase di maggiore impegno sul fronte internazionale: le sue opere furono esposte nelle più importanti esposizioni allestite in Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti. Negli anni cinquanta, Manzù iniziò anche a lavorare alla realizzazione della celebre Porta della Morte per la Basilica di San Pietro, la cui inaugurazione nel 1964 segnò il punto di massima popolarità raggiunto dall'artista.

Manzù è altrettanto celebre per i suoi Cardinali, opere che, insieme ai suoi ritratti, testimoniano il suo profondo interesse per la figura umana. La sua attività fu sostenuta e accompagnata lungo gli anni cinquanta e sessanta da personalità di spicco, tra cui papa Giovanni XXIII, Igor Stravinskij e Marc Chagall.

Manzù tra vita e opere

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