L'immagine del Buon Pastore è una figura chiave e un'immagine biblica profonda che indica principalmente Gesù, definito come "il Pastore grande delle pecore" (Eb). Questa metafora affonda le sue radici nella matrice nomadica del popolo ebraico, basata sull'allevamento del bestiame. La vita dei pastori era spesso sentita in tensione con quella sedentaria degli agricoltori.
Origini Antico Testamento e Simbolismo
Nell'Antico Testamento, il pastore è colui che guida il gregge, anche attraverso la valle oscura. Il bastone è il simbolo e lo strumento della sua autorità, e la presenza del pastore rappresenta sicurezza per il gregge, come illustrato nel Salmo 23. Tuttavia, l'immagine del pastore è stata utilizzata anche per denunciare comportamenti negativi: il profeta Ezechiele delinea il comportamento dei pastori di Israele, ovvero dei capi politici e religiosi, che si preoccupano solo di "nutrirsi di latte, di rivestirsi di lana, di ammazzare le pecore più grasse, ignorando le pecore deboli, non curando le inferme, non fasciando le ferite, non riportando le disperse."
Gesù Cristo: Il Vero Buon Pastore
Nel contesto cristiano, il titolo di "Buon Pastore" attribuito a Gesù sottolinea il suo ruolo di guida che allontana i suoi seguaci dalle tenebre. Il "piccolo gregge" dei discepoli che egli ha radunato (Lc) rappresenta la comunità escatologica alla quale è promesso il regno dei santi dell'Altissimo (cfr. Dn). Questo gregge sarà perseguitato dai lupi esterni (Mt; Rm) e da quelli interni, travestiti da pecore (Mt); sarà disperso, ma, secondo la profezia di Zaccaria, il pastore colpito lo radunerà nella Galilea delle genti (Mt).
Nel quarto Vangelo, queste indicazioni sparse formano un quadro grandioso e unitario che presenta la Chiesa sotto il vincastro dell'unico pastore (Gv). Egli solo delega il potere pastorale e si descrive come il leader protettivo che guida e si prende cura dei suoi seguaci. Questa figura ideale non impone con la forza, ma conduce dolcemente, cercando di avvicinare il mondo all'ideale cristiano in modo graduale. Il Buon Pastore cerca e si prende cura di coloro che si sono persi, rappresentando un amore sacrificale verso l'anima e sottolineandone il suo valore.

Il Modello per i Pastori della Chiesa
È con il modello di Gesù che devono identificarsi i pastori della Chiesa, a partire da Pietro, che riceve la missione di pascere le pecore del gregge di Cristo risorto (Gv). Nel cristianesimo delle origini, il Buon Pastore era l'immagine dei leader che presiedevano le Chiese. Cristo, il Buon Pastore, è colui che è disceso dal cielo per le pecore smarrite, e Dio stesso è visto come un protettore e un educatore, che guida i suoi seguaci e provvede ai loro bisogni spirituali.
Iconografia e Rappresentazioni Artistiche
Fino all'inizio del IV secolo, l'unica iconografia di Gesù utilizzata era la sua rappresentazione come Buon Pastore, recante sulle spalle una pecorella smarrita. Questa immagine di misericordia e protezione si estende anche a figure come San Francesco, che viene paragonato a un pastore per la sua compassione e cura verso i suoi compagni di viaggio spirituale.
Il Mosaico di Galla Placidia: Un Esempio Eloquente
Nel Tempio di Gerusalemme, Gesù si rivelò dicendo: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore». Un'illustrazione straordinaria di questa figura è il mosaico allegorico di Cristo pastore, situato all’entrata del mausoleo di Galla Placidia a Ravenna. Il paesaggio è dipinto con realismo e attenzione ai dettagli. Gesù, seduto al centro della lunetta, rappresenta la via per la quale le pecore «entreranno e usciranno e troveranno pascolo», come narrato nel Vangelo di Giovanni.

Nel mosaico, il bastone e il vincastro, simboli del Pastore divino menzionati nel Salmo 23, convergono nella croce, emblema di salvezza. Il bastone corto guida il gregge e protegge dalle minacce, mentre il vincastro lungo e ricurvo recupera le pecore smarrite, riportandole sulla retta via. Gesù troneggia su una roccia a tre gradini, metafora della Trinità e della vigilanza del pastore sul suo gregge. Questa immagine evoca i monti biblici, sedi di alleanze divine: dal Sinai al Calvario, dove l’ultima alleanza è stata sigillata con il sangue di Cristo.
Il “bel pastore” senza barba, che diverrà caratteristico nell’arte successiva, incanta e attira le pecore con il suo amore genuino e la promessa di un’esistenza piena di significato. Egli è un pastore universale, vestito alla romana, che trasforma la croce, strumento di tortura, in uno di misericordia e redenzione. Vestito di una tunica dorata e un mantello porpora, colori imperiali e divini, Gesù è il vivente, il vittorioso. La sua divinità si manifesta nel servizio e nella cura del gregge.
Gesù Buon Pastore, fra arte pagana e cristiana - Jesus Good Shepherd, among pagan and christian arts
La Cura e il Sacrificio del Buon Pastore
Il giudizio universale, descritto nel capitolo 25 di Matteo, ci ricorda che, nonostante il desiderio di salvezza del pastore, la libertà delle pecore di accettare o rifiutare il suo amore rimane sacra. La tunica dorata di Gesù simboleggia l’incorruttibilità e la fedeltà eterna. La promessa del pastore è che «siamo venuti perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza». Anche nelle notti più oscure, i fedeli sono sostenuti e guidati da questa fedeltà immutabile.
Come pecore in un mosaico di vita, ci si può sentire smarriti, con pezzi che sembrano non incastrarsi. Ma è in questo contesto che Gesù ci chiama per nome, conoscendoci profondamente. Nel tumulto delle nostre giornate, è facile ignorare la chiamata del buon pastore e seguire invece coloro che si rivelano mercenari. Gesù mette in guardia: «Il mercenario… vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge… non gli importa delle pecore». Questa metafora ci ricorda che, nonostante la libertà concessaci, spesso ci smarriamo, attratti da false guide in un mondo caotico e talvolta crudele.
Ma il vero pastore non si arrende mai alla nostra perdizione. Egli invita ad ascoltare la voce di questo pastore, appassionato delle anime, che guida con amore autentico, fino al sacrificio della propria vita per la nostra salvezza: «Il buon pastore dà la vita per le sue pecore».
Il Conforto del Salmo 23
La figura del Buon Pastore risuona profondamente nelle parole del Salmo 23, che offrono conforto e sicurezza, ricordandoci che, nonostante le sfide e le paure, non siamo mai soli:
«Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia. Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza».