Guida alle Pratiche della Devozione Mariana

Le pratiche esteriori della devozione alla Santissima Vergine Maria sono fondamentali per coloro che desiderano approfondire la propria fede, anche se a volte la vanità o l'eccessiva modestia possono suggerire di nascondere la propria devozione. Tali pratiche, tuttavia, non sono puramente interiori ma si manifestano anche in azioni concrete, distinguendosi da quelle che rimangono unicamente nel cuore.

Coloro che intraprendono questo percorso, spesso con uno spirito contrario a quello di Gesù Cristo a causa della loro precedente condotta, impiegheranno tre settimane a riempirsi di Gesù Cristo per mezzo della Santissima Vergine, seguendo un percorso spirituale ben definito.

Preparazione Spirituale: Le Tre Settimane

Prima Settimana: La Conoscenza di Sé

La prima settimana è dedicata alla conoscenza di se stessi e alla contrizione dei propri peccati. Durante questo periodo, i devoti faranno tutto in spirito di umiltà. È essenziale meditare sulla propria condizione, ricordando la propria mortalità con frasi come: «di S. che sarai, cibo per i vermi». In questa fase, è consigliabile recitare le litanie dello Spirito Santo, chiedendo questa conoscenza allo Spirito Santo.

rappresentazione della contrizione e dell'umiltà, mani giunte in preghiera

Seconda Settimana: La Conoscenza della Santissima Vergine

La seconda settimana è volta alla conoscenza della Santissima Vergine. I devoti potranno leggere e meditare ciò che è stato detto su di lei, approfondendo i suoi misteri, le sue virtù e il suo ruolo nel piano divino. Questa conoscenza è propedeutica per il passo successivo.

Terza Settimana: La Conoscenza di Gesù Cristo

La terza settimana sarà impiegata a conoscere Gesù Cristo. In questo periodo, si mediterà su tutto ciò che è stato detto di lui, e si potrà dire la preghiera di sant'Agostino posta verso l'inizio della seconda parte (67). È fondamentale dire e ripetere cento e cento volte al giorno: «Signore, che io ti conosca!» oppure: «Signore, che io veda chi sei!», per implorare una più profonda rivelazione del Salvatore.

Le Sette Pratiche Fondamentali della Devozione Mariana

1. La Devozione come Schiavi d'Amore

La prima pratica riguarda l'offerta di sé a Gesù e a Maria come schiavi d'amore, per le mani di Maria. Questa pratica implica un'oblazione totale di sé, della propria volontà e dei propri beni alla Santissima Vergine, affinché lei possa disporne per la gloria di Gesù e a beneficio delle anime.

2. Celebrazione delle Grandezze della Santissima Vergine

La seconda pratica consiste nella meditazione e celebrazione delle grandezze della Santissima Vergine. Questa pratica è molto antica e ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura. Coloro che saranno più fedeli a questa devozione reciteranno, ad esempio, due volte un Pater, quattro Ave Maria, un Gloria Patri, e altre due volte un Pater, quattro Ave Maria, un Gloria Patri, come segno di lode e venerazione.

3. L'Uso delle Catene Gloriose della Schiavitù

La terza pratica, tra le più gloriose del cristianesimo, riguarda l'uso dei ferri della schiavitù, intesi come segni gloriosi della propria dedizione. Queste catene, che legheranno ancora le loro ossa, faranno parte della loro gloria e saranno cambiate in catene di luce e di gloria. Tale usanza rafforza l'impegno con questa devozione e l'obbligo stretto di rimanervi fedele, spesso con la rinnovazione dei voti.

Il Significato delle Catene

Le catene hanno un triplice significato:

  1. Per onorare le catene di Gesù Cristo, che per amore nostro ha accettato di essere incatenato e sottomesso.
  2. Per significare che siamo incatenati a Gesù e a Maria.
  3. Per difendersi e preservarsi dalle catene del peccato e del demonio.

Perché dovremmo respingere questo giogo glorioso, che è un giogo di carità? «Ah! via il loro giogo» (Sal 2,3), dice il salmista, riferendosi al giogo del mondo e del peccato. Al contrario, dovremmo introdurre i nostri piedi nei ceppi e il nostro collo nel suo giogo, come invita il Siracide: «Introduci i tuoi piedi nei suoi ceppi e il tuo collo nel suo giogo» (Sir 6,24). E ancora: «Piega le tue spalle e portala, e non infastidirti per i suoi legami» (Sir 6,25). La Sapienza divina, prima di dire queste parole, prepara l'anima affinché non rigetti il suo importante consiglio, poiché «I suoi legami sono legami di salvezza» (Sir 6,30). Dio attira i predestinati con le catene della carità: «Attirerò tutti a me» (Gv 12,32).

simbolica rappresentazione di catene come legami di amore e salvezza

Modi di Indossare le Catene

I devoti possono portare le loro catene al collo, o ai polsi, o ai fianchi, o ai piedi. È noto che il beato Enrico Susone portava un cerchio di ferro ai piedi e diceva che il suo dolore era di non poter trascinare pubblicamente la catena. La madre Agnese di Gesù, di cui si è parlato, portava una catena di ferro ai fianchi, per penitenza delle collane di perle che aveva portato nel mondo.

Don Luigi Maria Epicoco - Cosa accade nella devozione a Maria

4. L'Invocazione "Gesù in Maria"

La quarta pratica suggerisce di fare tutte le proprie azioni dicendo: «Gesù in Maria». Questa invocazione è preferibile ad altre, anche se si può, a dire il vero, usare l'una e l'altra senza scrupolo. Questo modo di parlare mostra di più l'unione intima che c'è tra Gesù e Maria, o meglio, ella non è più, ma solo Gesù è tutto in lei; e sarebbe più facile separare la luce dal sole che Maria da Gesù.

Maria è il trono della misericordia, della liberalità e della gloria di Dio. Per andare a Gesù solo per mezzo di Maria, si può vedere Gesù e parlargli solo tramite Maria, perché Lui concede sempre la sua grazia e la sua misericordia ai poveri peccatori attraverso di lei: «Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia» (Eb 4,16). In lei ha operato tante meraviglie nel segreto che né gli angeli, né gli uomini possono comprendere.

5. La Recita del Rosario e dell'Ave Maria

La quinta pratica riguarda la recita del Rosario e dell'Ave Maria, di cui molti conoscono il pregio, il merito, l'eccellenza e la necessità. Grandi santi come san Domenico, san Giovanni da Capestrano, il beato Alano della Rupe furono molto istruiti per mostrarne il valore.

È un segno certo e prossimo di dannazione eterna avere avversione, tedio e negligenza per l'Ave Maria, che ha salvato il mondo intero. Al contrario, la storia e l'esperienza di parecchi secoli attestano il suo potere. Tutti gli eretici, gli empi, gli orgogliosi e i mondani odiano o disprezzano l'Ave Maria e il Rosario, considerandoli come un serpente piuttosto che una corona. D'altra parte, anche le persone semplici e quelli che non sanno leggere, gustano e recitano con piacere l'Ave Maria; e più sono di Dio, più amano questa preghiera. È un segno infallibile per sapere se una persona è di Dio che esaminare se ama dire l'Ave Maria e il Rosario. Questa preghiera è stata la sola degna di salutare la Santissima Vergine all'Incarnazione del Verbo, nonostante la sua profonda umiltà.

L'Ave Maria è la melodia dei predestinati, il cantico del Nuovo Testamento, il gaudio di Maria e la gloria della Santissima Trinità. Ogni Ave Maria ben recitata le dà una gioia indescrivibile, d'ambrosia e di nettare divino che le si dona. Per questo si consiglia di recitare non solo la coroncina della Santa Vergine, ma anche la terza parte del Rosario e, se se ne ha il tempo, il Rosario intero ogni giorno.

illustrazione del Rosario, con grani e croce

6. La Recita del Magnificat

La sesta pratica prevede la frequente recita del Magnificat, sull'esempio della beata Maria d'Oignies e di parecchi altri santi. Questo cantico è stato pronunciato dalla Santa Vergine, o meglio da Gesù in lei, perché era lui che parlava per bocca di lei. È il cantico più umile e il più elevato di tutti i cantici, un cantico di lode ricevuto da Dio nella legge della grazia. Vi sono in questo cantico misteri così grandi e così nascosti che gli angeli li ignorano. Il beato Alano della Rupe dice che la Santissima Vergine stessa lo recitava spesso, e particolarmente dopo la Santa Comunione, come ringraziamento, a coronamento di tutte le sue opere. Riporta, in un volume in folio che ha composto, parecchie cose meravigliose del bel e divino cantico.

7. Agire Nello Spirito di Maria

Essere Guidati dallo Spirito di Maria

La settima pratica, e la più profonda, consiste nel fare ogni cosa alla Santissima Vergine, e nell'essere guidati in ogni cosa dal suo spirito, che è lo Spirito Santo di Dio. «Quelli che sono guidati dallo spirito di Dio sono figli di Dio» (Rm 8,14). Sono veri e fedeli devoti solo quelli che sono guidati dal suo spirito, il quale deve impadronirsi dell'anima da divenire il suo proprio spirito. Come dice sant'Ambrogio: «Lo spirito di Maria sia in ciascuno per esultare in Dio; lo spirito di Maria sia in Maria e in Gesù». Ogni anima veramente devota deve lasciare che la Santissima Vergine si impadronisca di essa, in modo che ogni sua azione sia ispirata e diretta da Maria.

Questo significa rinunciare ai propri progetti e alle proprie inclinazioni, anche se ci sembrano buoni, se ostacolano lo spirito di Maria. Bisogna aprirsi a lei, per esserne mossi e guidati nel modo che lei vorrà, come uno strumento nelle mani dell'artista, come un liuto nelle mani di un buon suonatore. Questo può avvenire con un atto della volontà, o verbalmente, dicendo, per esempio: «Rinuncio a me stesso, mi dono a te, mia cara Madre». Se l'anima non si lascia guidare, si sarebbe comunque realmente del diavolo.

Agire in Maria

È necessario fare le proprie azioni in Maria. Ella è la figura del Paradiso terrestre, che il nuovo Adamo, Gesù Cristo, vi ha lasciato, dove ha operato le sue meraviglie e dove ha mostrato le sue ricchezze con la magnificenza di un Dio. In lei, l'anima trova un luogo santo e fertile, un tempio puro e senza alcuna macchia, per opera dello Spirito Santo, che vi abita, e da cui essa ha fatto uscire il sole di giustizia per dare la luce al mondo. In Maria l'anima trova giardini incantevoli, nei quali crescono fiori magnifici ed emanano un profumo che delizia anche gli angeli. In lei si trovano case incantevoli di fiducia e di cose materiali.

immagine simbolica di Maria come giardino fiorito o tempio spirituale

Maria come Tempio e Mondo di Dio

Maria è la città di Dio, l'altare di Dio, il tempio di Dio, il mondo di Dio. Queste metafore vengono usate con rispetto alle differenti meraviglie e grazie che l'Altissimo ha operato in Maria. Oh! che ricchezze! Oh! che gloria! Oh! che gioia! Ella è la «sposa, giardino chiuso, fonte sigillata» (Ct 4,12).

Coloro che amano Maria come loro fine prossimo, il proprio intermediario misterioso e il proprio mezzo facile per andare a lui, non devono rimanere oziosi; ma bisogna, sostenuti dalla sua protezione, intraprendere e fare grandi cose per questa augusta Sovrana.

GLORIA A DIO SOLO!

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