Il Significato di Portare Frutto Evangelico: Scelti da Dio per una Vita Produttiva

La domanda a cui prestare maggiore attenzione nel cammino di fede è la seguente: "Come posso intrattenere una relazione con Dio in modo tale da vivere una vita leale con la sua volontà?". Gesù stesso ci ha dato la risposta, rivelando la chiave per una vita spiritualmente produttiva e appagante.

Gesù, la Vite Vera, e i Tralci

In un passo fondamentale, Gesù ha illustrato la relazione essenziale tra Lui e i credenti attraverso la metafora della vite e dei tralci. Questo concetto è espresso chiaramente nel Vangelo di Giovanni:

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata. Dimorate in me e io in voi. Come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me, e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati. Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi; dimorate nel mio amore. Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, egli ve la dia» (Giovanni 15:1-11, 16).

Un'illustrazione che raffigura Gesù come la vite, i credenti come i tralci e Dio Padre come il vignaiolo, con frutti abbondanti.

La Necessità di Dimorare

La relazione che esiste tra la vite e i tralci è la chiave per raggiungere l'obiettivo di portare frutto. Gesù disse: «Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.» Un tralcio deve rimanere saldamente attaccato al tronco per rimanere in vita. Come discepoli di Cristo, dobbiamo rimanere saldamente legati a Lui per rimanere spiritualmente produttivi. Un tralcio trae forza, nutrimento, protezione ed energia dalla vite. Se viene spezzato, muore rapidamente e diventa infruttuoso. Quando trascuriamo la nostra vita spirituale, ignoriamo la Parola di Dio, trascuriamo la preghiera e sottraiamo aree della nostra vita all'esame dello Spirito Santo, siamo come un tralcio spezzato dalla vite. La nostra vita diventa infruttuosa. Abbiamo bisogno di arrenderci ogni giorno, di comunicare ogni giorno e di essere quotidianamente, a volte ogni ora, in contatto con lo Spirito Santo per camminare "nello Spirito" e non adempiere "i desideri della carne" (Galati 5:16).

Il Ruolo del Padre, il Vignaiolo

Un Dio agricoltore è il nostro, un Dio contadino dalle mani grosse e callose e dal volto segnato dal sole e dal freddo. Che non solo odora di pecore, le sue, quelle che strappa ai morsi dei lupi, ma che infaticabile lavora nei campi, i suoi, perché esplodano di vita. Le viti non sono piante alte e possiamo immaginarlo, questo Dio, inginocchiato e sudato a prendersi cura di noi. E se il Padre è il vignaiolo, il Figlio è lui stesso vite, pianta dalle cui radici germogliamo tutti e tutte. È un Dio che scorre nelle mie vene, non distante, non da cercare fuori o altrove, ma tanto intimo e vicino che posso succhiare da lui la vita.

Che Cosa Significa "Portare Frutto"?

Il frutto a cui ci si riferisce è una personalità leale con Dio, un carattere che gli somigli. Nel mondo naturale, il frutto è il risultato di una pianta sana che produce ciò per cui è stata progettata (Genesi 1:11-12).

Il Frutto dello Spirito: Un Carattere Trasformato

Il frutto buono è quello prodotto dallo Spirito Santo. Paolo lo identificò con "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo" (Galati 5:22). Galati 5:22-23 ci dà un punto di partenza: il frutto del Suo Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. Più lasciamo libero corso allo Spirito Santo nella nostra vita, più questo frutto si manifesta (Galati 5:16, 25).

Il Frutto per il Regno di Dio: Opere Eterne

Il frutto che possiamo produrre se dimoriamo in Cristo non è da confondere con il frutto dello Spirito. È lo Spirito Santo che produce il frutto dello Spirito in noi. Invece, il frutto che noi possiamo produrre, ma solo se dimoriamo in Gesù Cristo, è quello di aiutare gli altri a vedere più di Dio, in modo che Dio venga glorificato. Frutto spirituale è compiere opere che fanno crescere il regno di Dio. Facciamo questo aiutando altri a conoscere Dio e ad essere fortificati nella loro fede, così danno gloria e ringraziamenti a Dio. È quando aiutiamo altri a crescere nella santità, o ad avere pace nella prove, guardando più a Cristo. È quando aiutiamo altri a vedere e confessare il loro peccato. L'apostolo Paolo voleva portare frutto negli altri, come espresso in Filippesi 1:22: "Ma se il vivere nella carne è per me un lavoro fruttuoso, allora non saprei proprio cosa scegliere, perché sono stretto da due lati: avendo il desiderio di partire da questa tenda e di essere con Cristo, il che mi sarebbe di gran lunga migliore, ma il rimanere nella carne è più necessario per voi." Questo frutto sarebbe stato utile per il loro avanzamento e la loro gioia nella fede in Cristo.

Vivere una vita fruttuosa / Spiegazione di Giovanni 15

Il Percorso per una Vita Fruttuosa

La Grazia e l'Azione dello Spirito Santo

La Bibbia insegna che la grazia viene da Dio, in modo completo e gratuito. Nell'ambito di tale esperienza, Dio ci dona lo Spirito Santo che, operando dentro di noi, ci purifica e consente di portare frutto. L'azione della grazia trasformatrice continua in noi finché vivremo; tramite essa diverremo sempre più simili a Gesù. I grandi santi le cui vite sono riportate nella Scrittura, non hanno mai preteso di essere diventati senza peccato; ma hanno affermato e predicato che in Cristo si ottiene la vittoria sul peccato. Paolo dice: "Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù" (Filippesi 3:12). Possiamo essere vittoriosi contro il peccato, ma ciò può avvenire solo in Cristo Gesù, nostro Salvatore.

La Potatura Necessaria

Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Sulle prime può sembrare una parola troppo dura. Il tralcio fruttuoso deve essere potato? Il coltello deve tagliare anche quelli migliori e i più utili? Proprio così, poiché molta parte del lavoro di potatura ad opera del Signore viene fatta per mezzo di afflizioni di vario genere. Non è ai malvagi, ma a coloro che temono Dio che vengono promesse tribolazioni in questa vita; tuttavia, il risultato finale riuscirà a ricompensare la natura dolorosa dei mezzi impiegati. Se possiamo portare più frutto per il Signore, non ci importa della potatura e della perdita di fogliame. Talvolta la potatura viene operata dalla Parola di Dio senza alcuna prova, e questo toglie al sapore della promessa ciò che poteva sembrare aspro. La Parola ci purificherà e ci renderà più utili. Il Signore, che in misura diversa ci ha fatti portatori di frutto, opererà su di noi fino a quando raggiungeremo un grado di "produzione" molto più elevato. Questa è una grande gioia.

Immagine di un vignaiolo che pota un tralcio di vite con cura.

Il Costo del Frutto: Sacrificio e Morte all'Io

Dobbiamo capire che portare frutto è costoso. Bisogna sacrificare tante altre cose per avere una vita che porta molto frutto. La tua passione dev'essere il regno di Dio. Bisogna far morire quello che in noi è terreno. Gesù rispose ai suoi discepoli: "L’ora è venuta, in cui il Figlio dell’uomo deve essere glorificato. In verità, in verità vi dico: Se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perderà, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna" (Giovanni 12:23-25). Se tu ami la tua vita terrena, se vuoi salvare la vita che hai creato sulla terra, non avrai frutto spirituale, e perderai la vita che hai costruito. L’apostolo Paolo era pronto a spendersi completamente per portare frutto spirituale, sapendo che questo gli avrebbe dato gioia per tutta l’eternità. Egli descrive questo in Filippesi 2:14-18, esortando: "Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato."

L'Uso dei Doni Spirituali

Grazie a Dio, se tu sei un vero credente, tu puoi avere una vita piena di frutto spirituale, perché ogni vero credente ha ricevuto da Dio uno o più doni spirituali, che sono quelli che usiamo per portare frutto. Ci sono doni di parola e doni di servizio. Avremo frutto quando quello che diciamo o che facciamo porta altri a vedere più di Dio e a glorificare Dio. In 1 Pietro 4:10-11 si legge: "Ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta al servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Se uno parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; se uno fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen."

  • Quanto è importante che usiamo le nostre parole per aiutare altri a vedere più di Dio. Evangelizzare aiuta i non credenti a vedere più di Dio. Poi, con altri credenti, ci sono parole di incoraggiamento, parole di conforto, parole che aiutano a ricordare le promesse di Dio, parole che aiutano a riconoscere il peccato, parole che aiutano a capire meglio la Bibbia, parole che danno saggezza.
  • Possiamo portare frutto spirituale anche con i nostri servizi, quando aiutano altri a vedere più di Dio. Per esempio, c'è il dono spirituale di servire, o aiutare, in modo che una persona veda più della cura di Dio. C'è il dono di aiutare chi è nel bisogno, di curare un ammalato, di fare i lavori pratici utili per facilitare l'evangelizzazione o l'insegnamento.

La Preghiera e la Sapienza dall'Alto

Epafra pregava che i credenti fossero fermi, perfetti e compiuti nella volontà di Dio. Quindi, le sue preghiere producevano frutto spirituale. La preghiera è un potente mezzo per portare frutto spirituale, quando preghiamo secondo la volontà di Dio. Quanto è importante che impariamo a pregare sempre di più secondo gli esempi di preghiere che troviamo nella Bibbia. La vera sapienza è di vivere per portare frutto. In Giacomo 3:17 leggiamo che "la sapienza che viene dall’alto, prima di tutto è pura, poi pacifica, mite, docile, piena di misericordia e di frutti buoni, senza parzialità e senza ipocrisia." Se vuoi vera sapienza, impegnati, più di ogni altra cosa, a portare frutto spirituale. Questa è la vera sapienza. Questa è l'unica vita che vale veramente. La preghiera quotidiana di ogni figlio di Dio sarà: "Signore, riempimi di grazia, oggi."

La Generosità e il Frutto Eterno

Anche dare soldi per promuovere l'opera di Dio produce frutto spirituale, come abbiamo visto con i Filippesi, che sostenevano Paolo (Filippesi 4:17: "Non già che io ricerchi il dono, ricerco invece il frutto che abbondi a vostro favore"). Aiutare i credenti nel bisogno porta loro a ringraziare Dio, e anche questo è un frutto spirituale. Paolo dichiara in 2 Corinzi 9:11-12 che la liberalità dei credenti "produrrà rendimento di grazie a Dio. Poiché l’adempimento di questo servizio non solo supplisce alle necessità dei santi, ma produce anche abbondanza di ringraziamenti verso Dio". Quindi, la loro offerta di soldi si trasformava in ringraziamenti verso Dio. Questo è molto incoraggiante. Noi possiamo usare i soldi che Dio ci ha dato, qualcosa che alla fine sarà persa per sempre, per produrre frutto spirituale che durerà per tutta l'eternità. In Luca 16, dopo la parabola del fattore infedele, Gesù ci comanda ad usare i nostri soldi per portare frutto spirituale che dura nell'eternità. Quando Gesù dice "ricchezze ingiuste", sta parlando dei soldi di questo mondo. Non sono ingiuste in sé, però, sono alla radice di tanti peccati. Gesù sta dicendo di usare i nostri soldi per fare delle amicizie eterne, ovvero, per aiutare le persone ad essere salvate.

La Gioia e la Glorificazione di Dio nel Frutto

La Vera Gioia e lo Scopo della Vita

Cosa vogliamo? Per cosa ci impegniamo, per cosa a volte litighiamo, cosa cerchiamo? Vogliamo gioia vera, profonda gioia. Ma spesso, non l’abbiamo. Nel mondo, si cerca la gioia in tanti posti sbagliati. E spesso, se non guardiamo a Cristo, anche noi cerchiamo la gioia nei posti sbagliati. Non portano mai la vera gioia, non soddisfano mai il cuore. Avremo gioia, vera gioia, quando la nostra vita porta frutto che dura. Quando compiamo cose che valgono eternamente. Questo è perché Dio ci ha creati a sua immagine. Dio è un Dio che compie opere che durano. Come credenti, il nostro cuore sarà soddisfatto solo quando viviamo portando molto frutto per la gloria di Dio. NULLA soddisferà il nostro cuore, a fondo, se non solo quando portiamo molto frutto. L’unico, il solo senso che possiamo cercare di dare alla vita si riassume in questa semplice e umile richiesta da parte di Dio, portare frutto: che senso avrebbe una vite che alla fine dell’estate non desse i suoi grappoli abbondanti, succosi e dolci come miele? Se restasse solo un insieme di rami secchi e inariditi? In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Dice Paolo agli Ateniesi: “In lui noi viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (Atti 17:28): è aria nei nostri polmoni, sangue nelle nostre vene, gemma sempre pronta a fiorire. Questa è una promessa preziosa per colui che vive con l’obiettivo di portare del frutto.

Foto di un raccolto abbondante di uva in un vigneto soleggiato, simboleggiante il frutto spirituale.

Distinguere il Frutto Autentico dalla Finzione

Una contraffazione del buon frutto è la finzione. Possiamo diventare esperti nella routine, nel gergo e nel "comportarci da cristiani", senza però sperimentare alcun potere reale e senza portare alcun frutto eterno. I nostri cuori rimangono egocentrici, arrabbiati e privi di gioia, anche quando ci sforziamo di servire Dio. Possiamo facilmente scivolare nel peccato dei farisei del tempo di Gesù, giudicando noi stessi in base a come pensiamo di apparire agli altri e trascurando quel luogo segreto del cuore dove germoglia ogni buon frutto. Quando amiamo, desideriamo, perseguiamo e temiamo le stesse cose che fa il resto del mondo, non stiamo dimorando in Cristo, anche se la nostra vita può essere piena di attività legate alla Chiesa. Le nostre opere saranno messe alla prova dal fuoco. Usando una metafora diversa da quella del frutto, 1 Corinzi 3:12-15 dice: "Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, stoppia, l'opera di ciascuno sarà manifestata, perché il giorno la paleserà; poiché sarà manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale sia l'opera di ciascuno. Se l'opera che uno vi ha costruito sopra rimane, egli ne riceverà ricompensa." Dio è il giudice anche dei nostri pensieri e delle nostre motivazioni. Tutto sarà portato alla luce quando saremo davanti a Lui (Ebrei 4:12-13). Tutto quello che facciamo che è terreno sarà perso per sempre. Invece, il frutto che portiamo per Cristo durerà per tutta l'eternità. In Giovanni 4, Gesù, parlando con i discepoli di evangelizzare i Samaritani, dichiara che il frutto è per la vita eterna: "Or il mietitore riceve il premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme" (Giovanni 4:36).

Una povera vedova in una capanna di una stanza può portare tanto frutto quanto un televangelista che conduce crociate gigantesche, se si arrende a Dio in ogni cosa e usa tutto ciò che le ha dato per la Sua gloria. Come il frutto è unico per ogni albero, il nostro frutto è unico per noi. Dio sa cosa ha affidato a ciascuno di noi e cosa si aspetta che ne facciamo (Luca 12:48). Paolo viveva per portare frutto, sapendo che così, avrebbe avuto gioia al ritorno di Cristo, una gioia eterna. Per portare frutto, dobbiamo vivere con gli occhi sul ritorno di Cristo.

Oh che possiamo noi incoraggiare gli uni gli altri ad avere una vita piena di frutto spirituale, affinché possiamo avere la gioia di Cristo! Oh che ogni genitore possa desiderare questo, più di ogni altra cosa, per i suoi figli!

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