La distribuzione della Santa Eucaristia è un momento centrale della Liturgia cattolica, e sorgono spesso domande riguardanti le modalità e le circostanze in cui può essere amministrata, specialmente in situazioni particolari. Una delle questioni più frequenti riguarda la possibilità di distribuire più di un'ostia a ciascun comunicante.
La Distribuzione di Più Ostie: Quando è Permessa?
È permesso dare a chi si comunica più di un’ostia alla volta? La domanda sorge spesso, specialmente in contesti che presentano sfide logistiche o pastorali, come la Comunione ai malati in case di cura. Vi sono casi in cui persone in lista per ricevere la Comunione non riescono a prenderla per vari motivi - ad esempio, per inabilità fisica causata da problemi allo stomaco, o per confusione mentale che impedirebbe loro di riconoscere Gesù nell’Eucaristia.
In queste circostanze, dal momento che il ministro straordinario per la Comunione non ha la chiave per riportare le ostie avanzate in chiesa, ci si interroga sulla possibilità di dare due ostie a qualcuno che l’ha già ricevuta.
Situazioni Particolari e la Norma Liturgica
Di norma, se sono avanzate delle ostie dopo la Comunione e non c’è alcun tabernacolo in cui riporle, allora è il sacerdote stesso a consumarle prima di purificare i vasi sacri.
Ci sono, tuttavia, alcune situazioni in cui un sacerdote durante la Messa può scegliere di dare più di un’ostia ai fedeli. Ad esempio, nel caso che la Messa venga celebrata in un luogo privo di tabernacolo e il sacerdote preveda, prima di distribuire la Comunione, che il numero delle ostie ecceda quanto egli stesso possa consumare con il necessario rispetto e dignità per l’Eucaristia. In questi casi è meglio avvisare in anticipo i fedeli che potrebbero ricevere due ostie, poiché se ciò avvenisse inaspettatamente per loro, potrebbe costituire una distrazione e disturbare il fervore del momento della Comunione.

Negli ospedali e negli ambienti di cura, si applica fondamentalmente la stessa norma. Il ministro può dare due ostie a qualsiasi altro comunicante nel caso non sia possibile riportare le ostie nel tabernacolo.
Lo Spezzare l'Ostia Sacra
In situazioni di necessità, come quando alla Messa partecipano più persone del numero di ostie consacrate o conservate nel tabernacolo, il sacerdote o il ministro della Comunione può decidere di spezzare le piccole ostie in due, in modo che tutti possano ricevere la Comunione. Se questo è valido per un’ostia spezzata, la stessa logica può estendersi alla distribuzione di più di un’ostia, sempre con il dovuto discernimento e rispetto.
3MC 40 - Quali sono le parti della Messa?
Il Ministro dell'Eucaristia: Ruoli e Responsabilità
L’Eucaristia può essere distribuita ai fedeli solamente dal Sacerdote a meno di eccezioni dovute a necessità. Per questo motivo viene più volte ricordato ai fedeli che l’ostia dev’essere ricevuta direttamente in bocca e non in mano, poiché solo le mani del sacerdote sono consacrate.
Il Ruolo Esclusivo del Sacerdote e la Teologia
I sacerdoti sono costituiti ministri dei sacramenti. L'Eucaristia si compie nella consacrazione della materia, non già nell’uso, a cui si riferisce la sua distribuzione. In merito al dubbio che ogni fedele possa distribuire l’Eucaristia, San Tommaso d'Aquino risponde in questa maniera:
- Primo, poiché come si è detto egli consacra in persona di Cristo. Ora, come Cristo consacrò da sé il proprio Corpo, così da sé lo distribuì agli altri. Come quindi appartiene al sacerdote consacrare il corpo di Cristo, così appartiene a lui di distribuirlo.
- Secondo, poiché il sacerdote è costituito intermediario tra Dio e il popolo. Come quindi spetta a lui offrire a Dio i doni del popolo, così spetta a lui di dare al popolo i doni santi di Dio.
- Terzo, poiché per rispetto verso questo sacramento esso non viene toccato da cosa alcuna che non sia consacrata: per cui sono consacrati il corporale, il calice, e anche le mani del sacerdote, per poter toccare questo sacramento.
Dello stesso avviso era anche San Francesco d’Assisi che risolve la questione in questo modo: «E siamo tutti fermamente convinti che nessuno può essere salvato se non per mezzo delle sante parole e del sangue del Signore nostro Gesù Cristo, che i chierici pronunciano, annunciano e amministrano.»

I Ministri Straordinari della Santa Comunione
La questione della distribuzione della Comunione da parte di un laico, come l'esperienza di un celebrante che chiede aiuto a un fedele per distribuire l'Eucaristia, solleva interrogativi sulla legittimità. In primo luogo, occorrerebbe conoscere tutti i dati circostanziali oltre all’intenzione e alla motivazione del celebrante, che non sempre sono noti. Tuttavia, si può presumere che quel celebrante sapesse bene cosa volesse fare.
Bisogna ricordare infatti che il celebrante, quale presidente dell’assemblea liturgica, ha la prerogativa di compiere tutte quelle scelte celebrative che, nel rispetto delle norme rituali, egli ritiene necessarie per il bene dell’assemblea o, come si può anche dire, per una attiva e fruttuosa partecipazione alla celebrazione eucaristica (salus animarum suprema lex). Peraltro, la descrizione del servizio compiuto da quel fedele - un «signore anziano, vestito dignitosamente» - suggerisce che il celebrante si sia attenuto, considerando di trovarsi in caso di necessità, in modo rispettoso alle norme previste per la distribuzione della Comunione da parte di fedeli, scelti ad hoc.
Proprio questo caso è previsto nell’Istruzione della Congregazione per la disciplina dei sacramenti del 1973 (Immensae caritatis, 1.II) sulla Comunione sacramentale: il celebrante, per qualche particolare difficoltà o necessità, può, col permesso del vescovo, «deputare una persona idonea che nei casi di vera necessità e, solo in quella circostanza, distribuisca la comunione».
È bene ricordare che la dizione «ministro straordinario della Eucaristia» potrebbe trarre in inganno; il punto essenziale di questo ministero è infatti la distribuzione dell’Eucaristia e non già la consacrazione, che rimane compito esclusivo del presbitero. Il fedele scelto per questo servizio alla Chiesa riceve un apposito mandato da parte del vescovo del luogo di residenza per il quale ha la facoltà di distribuire l’Eucaristia agli altri fedeli e di portarla ad infermi ed ammalati presso il loro domicilio. Il mandato ha una durata variabile a seconda dei casi. Tra le funzioni principali rientra il portare la Santa Comunione ad anziani, ammalati ed infermi che sono impossibilitati a recarsi in Chiesa ed hanno più bisogno di unirsi a Gesù in modo particolare nei giorni festivi e possibilmente in continuità con le celebrazioni liturgiche in modo da creare veramente il senso della «comunità celebrante».
Concludendo, si può osservare che scelte del tipo di quella del celebrante citata, potrebbero risultare, in senso pastorale, delle vere opportunità, offerte a qualche fedele, per fargli prendere coscienza e sperimentare cosa sia l’esercizio di un ministero laicale a favore della comunità cristiana.
Consolazione e Fede: L'Eucaristia nella Vita dei Santi
La ricezione dell'Eucaristia è un momento di profonda comunione con Cristo, e anche episodi inattesi possono assumere un significato spirituale. Una particola, una volta consacrata, rimane consacrata, indipendentemente dal numero di ostie ricevute.
A conferma di questa misericordia divina, si può citare un passaggio della storia di un’anima di santa Teresa di Lisieux: «Un giorno, contrariamente al mio solito, ero un poco turbata mentre andavo alla Comunione, mi pareva che il Signore non fosse contento di me, e io dicevo a me stessa: “Ah se oggi ricevo soltanto metà di un’ostia, sarò addolorata, crederò che Gesù venga quasi malvolentieri nel mio cuore”. Mi avvicino… oh felicità! per la prima volta in vita mia, vedo il sacerdote che prende due ostie ben separate e me le dà! Lei capisce la mia gioia e le lacrime dolci che ho pianto, vedendo una misericordia tanto grande». Questo episodio sottolinea come la ricezione dell'Eucaristia, anche in quantità inattesa, possa essere percepita come un segno della provvidenza e della grazia divina.
