Il Rosario, pur essendo una delle preghiere devozionali più diffuse e amate nella Chiesa Cattolica, è talvolta oggetto di incomprensioni e critiche. Tuttavia, esso è una preghiera evangelica che non solo contiene lodi e petizioni offerte nel nome della Santa Trinità, ma si presenta piuttosto come un insieme di preghiere che portano il credente a un profondo incontro con Gesù attraverso gli occhi e il cuore di Maria, sua Madre.

Fondamenti Teologici e Spirituali del Rosario
Maria, Madre e Mediatrice
La preghiera principale del Rosario è il "Padre Nostro", insegnatoci da Gesù in persona. Questa è poi seguita dall’Ave Maria, l’invocazione della Beata Vergine Maria per portare le nostre richieste a Dio, attraverso suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo. La Madre è sempre unita al Figlio. La Bibbia è ricca di richieste del popolo a Dio attraverso la mediazione di intercessori. Basti pensare al popolo di Israele che chiama Mosè a portare le sue richieste a Dio, o al Re Davide che si rivolge al profeta Nathan per chiedere perdono a Dio. Nella Chiesa antica, l’Apostolo Pietro ottenne da Dio miracoli alla richiesta del popolo, come la guarigione di Enea e la resurrezione di Tabità. Questi e molti altri casi simili non distolgono dalla prerogativa di Gesù Cristo come il solo Mediatore fra Dio e l’umanità. Gesù dichiara: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre, se non per mezzo di me» (Gv 14,6).
Tuttavia, Gesù non insegna che tutti debbano andare a Lui direttamente, senza passare per intermediari. Al contrario, durante il suo ministero pubblico, molti dei miracoli da lui operati gli furono richiesti attraverso intermediari. Ad esempio, si può ricordare il paralitico che fu portato a Gesù da altri, come anche la guarigione del servo del centurione o quella della figlia della donna siro-fenicia. In mezzo a tutti questi intermediari umani fra chi è nel bisogno e Gesù, la più forte fu sua madre, Maria. Lei spicca come la sola persona che fece sì che Gesù compisse un miracolo fuori dalla "sua ora". Quando, a Cana di Galilea, Maria disse a Gesù che agli sposi veniva a mancare il vino, Gesù rispose con parole che potrebbero sembrare rudi a qualche madre oggi: «Donna, che ho da fare con te? La mia ora non è ancora giunta» (Gv 2,4). Non era ancora la sua ora, e noi ricordiamo che l’ora di Gesù è anche quella di Dio, suo Padre! Tuttavia, Gesù realizzò il miracolo desiderato da sua madre. Questa è la potenza dell’intervento della madre, la forza dell’intercessione della Madre Maria. Maria, la prima dei credenti, ci introduce a Lui, se noi siamo devoti a lei. Il Rosario è una devozione che, attraverso la Madonna, ci porta a Cristo; è Gesù Cristo il termine di questa lunga e ripetuta invocazione a Maria. Si parla a Maria per arrivare a Gesù.
Il Rosario come Compendio del Vangelo
Il Rosario non è semplicemente una devozione a Maria, ma è una devozione che conduce alla divina Trinità delle Persone attraverso i cuori e le menti di Gesù Incarnato e Maria Immacolata. Papa San Paolo VI lo ha definito un «compendio del Vangelo». È concepito in modo tale da aiutarci a riflettere brevemente sui principali eventi della nostra redenzione. Il Rosario è un importante mezzo di istruzione nelle verità della nostra fede e ci porta ad amare e ad essere amati da Maria, che ha dato questa forma di preghiera alla Chiesa. Diciannove dei venti misteri sono tratti direttamente dal Nuovo Testamento, mentre uno (l'Assunzione) proviene dalla Tradizione. Questi misteri del Rosario sono come punti alti del Nuovo Testamento che contengono esplicitamente o implicitamente tutti i fondamenti della nostra fede. Per questo motivo, più abbiamo familiarità con il contenuto di questi misteri, più profondo sarà il nostro uso del Rosario. Il Rosario ci permette di ripercorrere col pensiero i vari momenti della sua vita accanto al Figlio, e l'anima trae e assorbe impercettibilmente le virtù che contengono.

Affrontare le Critiche: Ripetizione, Monotonia e "Uso Magico"
Questa preghiera, tuttavia, è rimasta una delle più abusate e criticate nel panorama della spiritualità cattolica. L’abuso in molti casi avviene perché nel Rosario le stesse preghiere sono pronunciate ripetutamente. Per molti, questo dà spazio a una recita senza attenzione, come quella di una formula magica. La stessa comprensione “magica” si manifesta quando qualcuno indossa, porta in giro o agita il rosario, senza preoccuparsi di pregarlo o manifestarne il suo contenuto di preghiera, come se fosse un amuleto.
Alcuni di coloro che criticano il Rosario si rifanno al fatto che è una preghiera ripetitiva. Essi presentano ciò come parte di quello che Gesù rimprovera quando insegna: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole» (Mt 6,7). Questo perché l’espressione greca “mê battologêsête”, può essere tradotta come «non usare vane ripetizioni». Tuttavia, sebbene il verbo greco “battalogeo” possa significare «balbettare, chiacchierare noiosamente o usare vane ripetizioni», l’enfasi in questo testo non è sulla ripetizione, ma sulla verbosità della preghiera. Questo è chiaro dalla seconda parte del versetto quando si usa la parola “polulogia” (che significa «molte parole, loquacità, prolissità o molto parlare»). Perciò, ciò che Gesù condanna è la vuota loquacità nella preghiera. Questo potrebbe accadere con o senza ripetizioni, quando qualcuno prega con troppe parole che mostrano consapevolmente la propria erudizione o pietà e inconsciamente cancellano la voce di Dio e lo fanno apparire come un ascoltatore ignorante, che ha bisogno di essere istruito sui bisogni di colui che chiede. Infatti, l’uso delle ripetizioni nella preghiera ha chiari precedenti biblici; due esempi dai Salmi vengono immediatamente alla mente: il Salmo 80, con l’espressione ricorrente «O Dio, fa’ che ritorniamo, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi», e il Salmo 136 che ripete 26 volte «perché il suo amore è per sempre». Il Rosario, dunque, dovrebbe aiutarci a riscoprire la bellezza e la ricchezza della preghiera devozionale.
Molti cattolici oggi non pregano il Rosario perché, come dicono, trovano troppo difficile pensare a due cose contemporaneamente: le Ave Maria e il mistero del Rosario. Questa obiezione nasce da un malinteso su cosa sia il Rosario e come debba essere pregato. Il Rosario è una combinazione di preghiera vocale, le Ave Maria e i Padre Nostro, e di preghiera mentale, la meditazione sui vari incidenti o misteri della vita di Nostro Signore e di Sua Madre. Non c'è conflitto in questa combinazione, ma piuttosto una fusione dell'una con l'altra, perché mentre le labbra pronunciano le parole dell'Ave Maria, la mente dovrebbe riflettere sul mistero del Rosario che è stato annunciato. La ripetizione delle 10 Ave Maria è usata come strumento di misura per determinare la durata del tempo per meditare sul mistero in questione. Quindi, il Rosario, correttamente compreso, ci porta davanti alla nostra riflessione non le preghiere vocali recitate, ma i misteri della nostra redenzione. Se alcuni trovano difficile meditare su questi misteri, sia per mancanza di istruzione, sia per stanchezza, o per qualche difficoltà fisica o mentale, il Rosario non sarà senza frutto, se faranno del loro meglio, tenendo presente che le distrazioni involontarie non sminuiscono il valore della preghiera. Nella preghiera, ciò che vogliamo fare e cerchiamo di fare, è più importante davanti a Dio del fatto che riusciamo o meno a farlo.
Per quanto riguarda coloro che ritengono il Rosario insignificante, sostenendo che non è in linea con lo spirito del Concilio Vaticano II, il Decreto sulla liturgia (n. 13) afferma chiaramente che «le devozioni popolari del popolo cristiano sono vivamente raccomandate, purché siano in accordo con le leggi e le norme della Chiesa». Inoltre, il fatto che Papa San Giovanni XXIII, che convocò il Concilio, e Papa San Paolo VI, che presiedette le sue sessioni e la sua conclusione, raccomandarono così vivamente il Rosario, è una chiara prova della mente della Chiesa a questo riguardo. Non solo questi tre Papi, che regnarono durante il Concilio Vaticano II o dopo, furono grandi amanti del Rosario, ma lo fu anche il loro predecessore Papa Pio XII, che scrisse in un'enciclica su questa preghiera di Maria: «Conosciamo bene la potente efficacia del Rosario per ottenere l'aiuto materno della Vergine».
Perché pregare il ROSARIO (non è roba da vecchi!)
I Misteri del Rosario: Contemplare la Vita di Cristo con Maria
Il Rosario, nel suo iter contemplativo, ci invita a fissare lo sguardo su Cristo ripercorrendo i suoi lineamenti umani. Esso ci fa come «respirare» i sentimenti di Cristo e ci conduce facilmente a una conoscenza profonda e coinvolgente di Lui attraverso la via di Maria di Nazareth, donna di fede, di silenzio e di ascolto. È un modo di conoscere meglio la sua vita e i suoi sentimenti, attraverso gli occhi e il cuore di sua madre. «La Madre sua intanto custodiva tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2,19). Il compito di ogni discepolo di Cristo è di conformarsi sempre più pienamente al suo Maestro. Chi meglio di Maria, maestra insuperabile, in questo può guidarci?
Il Rosario è strutturato attorno alla meditazione di venti "misteri" della vita di Gesù e di Maria, divisi in quattro serie:
I Misteri della Gioia (Lunedì e Sabato)
Questi misteri sono caratterizzati dalla gioia che irradia dall'evento dell'Incarnazione.
- L'Annunciazione: L'angelo Gabriele entrò da Maria e le disse: «Ti saluto, Maria, piena di grazia». Maria si fece serva del Signore e con la grandezza della sua fede accolse il nostro salvatore.
- La Visitazione: Maria si reca dall'anziana parente che attendeva un bambino, ed Elisabetta la salutò: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!». Gesù, il Salvatore atteso, è venuto al mondo.
- La Nascita di Gesù: Maria diede alla luce Gesù. Contempliamo mentre stringi tra le braccia Gesù, Figlio tuo e Dio con noi, e fa' che amiamo Gesù come lo fai tu, Salvatore.
- La Presentazione di Gesù al Tempio: Nel tempio tu offri al Padre Gesù, vero agnello immacolato. Aiutaci a donarci a Gesù e ai fratelli, a unirci all'offerta che Gesù ogni giorno rinnova sull'altare.
- Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio: Maria e Giuseppe cercarono Gesù con angoscia. Meditiamo la tua ansia nel cercare Gesù e la tua gioia quando lo ritrovi, pregando per Gesù, Figlio tuo, che vive nell'obbedienza al Padre.
I Misteri della Luce (Giovedì)
Questi misteri, introdotti da Papa San Giovanni Paolo II, coprono la vita pubblica di Gesù, dal Battesimo alla Passione. Essi sono particolarmente significativi della vita pubblica, perché «è tutto il mistero di Cristo che è luce. “Io sono la luce del mondo” (Gv 8,12)».
- Il Battesimo di Gesù al Giordano: Lo Spirito Santo scese su di Lui come una colomba, e una voce dal cielo disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».
- Le Nozze di Cana: Maria disse ai servi: «Fate quello che vi dirà». Gesù ordinò di attingere e portarne al maestro di tavola, e l'acqua divenne vino. Così, grazie all'intervento di Maria, la prima dei credenti, Gesù apre alla fede il cuore dei discepoli.
- L'Annuncio del Regno di Dio: Gesù annuncia il vangelo del Regno, la necessità della conversione e il perdono dei peccati.
- La Trasfigurazione: Gesù apparve trasfigurato sul Monte Tabor; il suo volto brillò come il sole. Dalla nube uscì una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio l’eletto; ascoltatelo».
- L'Istituzione dell'Eucaristia: Gesù, «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine». Egli si offre in sacrificio per la nostra salvezza.
I Misteri del Dolore (Martedì e Venerdì)
Questi misteri contemplano la passione e la morte di Gesù.
- L'Agonia nell'Orto: Terminata l'ultima Cena, Gesù andò con i discepoli nel Getsemani e disse loro: «L'anima mia è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Tu, Madre, condividi con tutta l'anima la passione di Gesù, tuo figlio, nell'obbedienza totale al Padre.
- La Flagellazione: Pilato chiese alla folla: «Chi dei due volete che vi lasci libero?». Tutti risposero: «Barabba!». Essi gridarono: «In croce!». Ogni colpo sul corpo innocente di Gesù è una ferita nel tuo cuore di madre.
- La Coronazione di Spine: I soldati vestirono Gesù con una veste rossa, prepararono una corona di rami spinosi e gliela posero sul capo. Il dolore che tormenta il capo del tuo figlio circonda il tuo cuore di madre e la tua anima.
- Il Viaggio al Calvario: Gesù prese la croce sulle spalle. Tu hai seguito con amore Gesù sulla via della croce, aiutandoci ad essere misericordiosi con tutti coloro che soffrono.
- La Crocifissione e Morte di Gesù: Gesù disse al discepolo che egli amava: «Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». Con la morte del figlio, tu ti offri a Dio per la nostra salvezza, Madre.
I Misteri della Gloria (Mercoledì e Domenica)
Questi misteri ci portano alla speranza della risurrezione e alla vita eterna.
- La Risurrezione di Gesù: Aiutaci a far risuscitare Gesù ogni creatura dalla morte nella vita eterna e ad essere la nostra speranza.
- L'Ascensione di Gesù al Cielo: Gesù condusse i discepoli fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Fa' che possiamo vedere e amare Gesù presente nella Eucaristia e nei fratelli.
- La Discesa dello Spirito Santo: I discepoli erano radunati tutti insieme nello stesso luogo con Maria. Apparvero lingue come di fuoco che si separavano e si posavano su ciascuno di loro, ricevendo lo Spirito promesso da Gesù.
- L'Assunzione di Maria al Cielo: Maria, dopo la sua vita terrena, fu assunta nella gloria. Aiutaci a seguire la via del Vangelo.
- L'Incoronazione di Maria Regina del Cielo e della Terra: Maria, il tuo Figlio Risorto asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. Tu sei per noi, ancora in cammino sulla terra, un segno di speranza e consolazione.
Il Rosario nella Vita Quotidiana e Familiare
Il santo rosario, per fortuna, ancora oggi è una preghiera-contemplazione nella vita di tanti, singoli credenti e famiglie unite. Papa San Giovanni Paolo II testimoniò: «Quante grazie ho ricevuto in questi anni dalla Beata Vergine attraverso il Rosario». Il Rosario è da sempre preghiera della famiglia e per la famiglia, ne favoriva la comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità; una famiglia che prega unita, resta unita.
Padre Pio chiamava il rosario un'«arma», uno “strumentuccio” per spalancare le porte del Cielo. Sebbene il termine “arma” possa sembrare strano in tempi di guerra, esso esprime la potenza pacifica e intercessoria di questa preghiera. Papa Paolo VI descrive il rosario come una preghiera ordinata, disciplinata, organizzata, che segue un filo e ha uno scopo determinato, sostenuta da uno spirito di vera pietà. È una preghiera collettiva, che impegna molti a pregare insieme, un coro, un’armonia. Inoltre, il rosario è un’educazione alla pietà religiosa, semplice e popolare, ma al tempo stesso seria e autentica. Insegna a unire l’orazione con le azioni comuni della giornata, santifica le amicizie e le occupazioni, e abitua a unire le parole della preghiera al pensiero, alla riflessione sui misteri, portandoci alla comprensione delle più alte verità della nostra religione, l’incarnazione del Signore, la sua redenzione e la vita cristiana, presente e futura. Papa Francesco ha detto che la Vergine è «la donna dell’ascolto, della decisione, dell’azione». Da lei dobbiamo imparare a vivere tesi verso Gesù.
Praticare il Rosario: Consigli e Benefici
Il rosario si prega servendosi di uno strumento fatto di “grani”: il modello base ha cinque “poste” di dieci grani (su cui si prega l’Ave Maria), intercalate da un grano sul quale si prega il Padre nostro. Si può imparare a pregarlo per trasmissione o anche servendosi di video online. Quando si prega da soli e il tempo lo consente, può essere utile fermarsi un po' dopo aver dichiarato il mistero in questione, inserendo se stessi e i propri problemi nel significato del mistero. Il Rosario aiuta il cuore a trovare il ritmo della respirazione, è un'attività ossigenante per molti tessuti del nostro organismo e ha un beneficio non solamente spirituale (perché aiuta spirito e anima a tenere vivo il focus sul Vangelo) ma anche psicofisico. Conosco ragazzi che non ne possono più fare a meno, persino giovani uomini che lo pregano durante gli allenamenti o in palestra.
Lo “sport del Rosario” ha tre obiettivi:
- Centrare la vita cristiana sulla vita di Cristo.
- Uscire dalla porta (la parola più antica di sport, de-sport, significa proprio questo) e dare aria e vigore ai nostri pensieri, che hanno la tendenza ad essere sedentari e ad accartocciarsi.
- Ricordarsi degli altri, intercedere per loro.
Il rosario, come preghiera vocale, è perfetto anche per i principianti, ma se praticato con diligenza, diventa la preghiera della fede adulta, come quella preghiera “continua” che - dice Gesù nel Vangelo di Luca - è una necessità. Non c'è limite all'estensione della profondità e dell'ampiezza a cui può condurre la meditazione del Rosario. La sua libertà nella considerazione dei misteri dà una struttura alla nostra meditazione, e tuttavia lascerà che l'ispirazione dello Spirito Santo ci conduca verso quei significati che sono più utili per suscitare amore e devozione alla Santissima Trinità. Che il Rosario veda un aumento nella vita contemplativa di ognuno che prende il suo rosario cercando l'unione con la Trinità Divina attraverso la prospettiva di Gesù e Maria.
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