Le Direttive della Diocesi di Roma per il Triduo Pasquale

La Diocesi di Roma ha emanato una serie di indicazioni pastorali per le celebrazioni del Triduo Pasquale, ponendo l'accento sulla centralità della parrocchia e sulla valorizzazione del sacramento della Riconciliazione. Queste disposizioni sono state inviate ai sacerdoti della Diocesi di Roma, accompagnate da una lettera firmata dal Cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma. Il porporato ha osservato che tali indicazioni "nella Diocesi hanno già trovato generalmente piena applicazione".

La Centralità della Parrocchia nelle Celebrazioni del Triduo

Il documento sintetizza le disposizioni del Consiglio episcopale della diocesi di Roma sul Triduo della Passione e Risurrezione del Signore, richiamando e ricordando i criteri teologici e pastorali formulati dal Concilio Vaticano II a oggi.

Orientamenti Teologici e Pastorali

Le principali indicazioni riguardano:

  • Fare convergere nelle parrocchie le celebrazioni per il Triduo Pasquale.
  • Evitare che la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari.
  • Valorizzare il sacramento della Riconciliazione.

Come aggiunge il Vicario di Roma, "le parrocchie e le istituzioni pastorali che hanno cura d’anime, quali le chiese nazionali, le missioni in cura d’anime per i migranti, le cappellanie ospedaliere e carcerarie, divengono il cuore pulsante della vita liturgica nelle celebrazioni del Triduo Pasquale". Nel testo, i vescovi insistono in particolare sul ruolo della parrocchia, definendola "cuore pulsante della vita liturgica nelle celebrazioni del Triduo pasquale". Le altre realtà ecclesiali, ha aggiunto il Cardinale De Donatis, "possono invece riscoprire il proprio carisma di luoghi privilegiati per la preghiera personale e la celebrazione della riconciliazione".

Per tale motivo, quanti abitualmente frequentano rettorie o luoghi sussidiari di culto, "nonché gli oratori aperti al pubblico delle comunità religiose e di altre comunità - si legge nel documento - sono esortati a prendere parte alle celebrazioni del Triduo nelle chiese parrocchiali".

La fondazione di tale orientamento risiede nella necessità di riscoprire la centralità della parrocchia in quanto «casa di famiglia» e «comunità di fede». Questa indicazione è supportata dalla Lettera “Paschalis sollemnitatis” della Congregazione (oggi Dicastero) per il culto divino del 16 gennaio 1988, che ribadisce l’obbligo di celebrare il Triduo pasquale soltanto nelle chiese parrocchiali. Una spiegazione pastorale e più convincente proviene da un documento del 2019 del Consiglio episcopale della diocesi di Roma, sempre a firma del cardinale vicario, Angelo De Donatis.

Il Cardinale De Donatis, richiamando l'Esortazione Christifideles laici di San Giovanni Paolo II, ha sottolineato che: "La comunione ecclesiale, pur avendo sempre una dimensione universale, trova la sua espressione più immediata e visibile nella parrocchia: essa è l’ultima localizzazione della Chiesa, è in un certo senso la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie." Il Papa ha evidenziato l'importanza di riscoprire "il vero volto della parrocchia, ossia il mistero stesso della Chiesa presente e operante in essa: anche se a volte povera di persone e di mezzi, anche se altre volte dispersa su territori quanto mai vasti o quasi introvabile all’interno di popolosi e caotici quartieri moderni, la Parrocchia non è principalmente una struttura, un territorio, un edificio; è piuttosto “la famiglia di Dio, come una fraternità animata dallo spirito d’unità”, è “una casa di famiglia, fraterna ed accogliente”, è la “comunità di fedeli”."

In definitiva, la parrocchia è fondata su una realtà teologica, poiché "essa è una comunità eucaristica". Ciò significa che è "una comunità idonea a celebrare l’Eucaristia, nella quale stanno la radice viva del suo edificarsi e il vincolo sacramentale del suo essere in piena comunione con tutta la Chiesa". Tale idoneità si radica nel fatto che la parrocchia è una comunità di fede e una comunità organica, costituita da ministri ordinati e altri cristiani, in cui il parroco, che rappresenta il vescovo diocesano, è il vincolo gerarchico con tutta la Chiesa particolare. Il documento del Consiglio episcopale di Roma spiega inoltre che la parrocchia, "in quanto comunità radunata attorno alla mensa della Parola e dell’Eucaristia è il luogo dell’apostolato comunitario, perché fonde insieme tutte le diversità organiche, affinché vi risuoni la sinfonia composta dallo Spirito". È proprio nella parrocchia, quindi, che si esprime la vocazione universale della Chiesa, dove il particolare è parte di un tutto organico e ciascuno è a servizio dell'intero corpo, con ogni battezzato invitato a contribuire alla comunità con il proprio carisma ad ogni iniziativa apostolica missionaria della propria famiglia che la parrocchia rappresenta.

Eccezioni alle Disposizioni

Nonostante l'enfasi sulla centralità parrocchiale, il Consiglio episcopale riconosce alcune eccezioni. "Il Sacro Triduo potrà essere celebrato in quei luoghi in cui si è oggettivamente impossibilitati a prendere parte alla celebrazione liturgica della comunità parrocchiale". Questo include, ad esempio, i monasteri di clausura, le carceri e gli ospedali.

Foto di una chiesa parrocchiale di Roma durante una celebrazione

Orientamenti Pastorali in Situazioni di Emergenza Sanitaria

In un contesto di emergenza sanitaria mondiale, il Cardinale Vicario Angelo De Donatis ha scritto una lettera alla comunità diocesana - sacerdoti e diaconi, religiose e religiosi, e tutto il popolo di Dio - per fornire orientamenti pastorali specifici per la Settimana Santa, esortando a vivere "una Pasqua diversa", riscoprendo l’ascolto della Parola di Dio e la ricchezza dei simboli della Liturgia «nelle nostre case».

In tale situazione, è rimasta la necessità che le Messe siano celebrate senza la presenza dei fedeli, i quali hanno potuto seguirle da casa, in streaming o in diretta televisiva. Il Cardinale De Donatis ha raccomandato di "seguire le liturgie presiedute dal Santo Padre, nostro vescovo e, in ogni caso, di dedicare un congruo tempo all’orazione personale e familiare, valorizzando soprattutto la Liturgia delle Ore e le altre pratiche di pietà".

Specifiche Liturgiche per la Settimana Santa in Emergenza

La nota della diocesi ha chiarito le modalità di celebrazione per i giorni della Settimana Santa:

  • La Messa della Domenica delle Palme è stata celebrata "solo in forma semplice (terza forma del Messale Romano), omettendo la processione, la benedizione e la distribuzione di palme e rami di ulivo".
  • La Messa Crismale ha potuto essere celebrata alla fine dell’emergenza sanitaria.
  • La Messa in Coena Domini è stata celebrata eccezionalmente "senza la presenza del popolo", omettendo la lavanda dei piedi, già facoltativa, e la processione al termine della celebrazione.
  • Per il Venerdì Santo, è stata predisposta un’intenzione "da introdurre nella Preghiera universale, dedicata a coloro che si trovano in una situazione di smarrimento, ai malati, al personale sanitario e in suffragio dei defunti". L’atto di adorazione della Croce, mediante il bacio, è stato effettuato dal solo presidente dell’azione liturgica.
  • Anche per la Veglia Pasquale è stato previsto un rito più semplice, senza l’accensione del fuoco; "della liturgia battesimale si mantenga solo il rinnovo delle promesse".

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La Preghiera Domestica e Familiare

Si è sottolineato che "l’itinerario celebrativo che viviamo in parrocchia è favorito e raggiunge maggiori frutti spirituali se viene preparato da una preghiera domestica e continua dopo a risuonare anche tra le mura domestiche in un tempo di contemplazione orante, secondo l’antica tradizione mistagogica, di iniziazione al mistero". A tal fine, sono state realizzate sette preghiere dedicate al Giovedì Santo, al Venerdì Santo, al Sabato Santo, ai defunti della settimana, alla preparazione alla veglia, alla colazione pasquale e alla benedizione della mensa di Pasqua. Queste preghiere sono state pensate per le famiglie della diocesi e prevedono anche il coinvolgimento dei bambini.

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