Questo articolo raccoglie le biografie di diverse personalità storiche, spaziando da ecclesiastici e musicisti a militari e avventurieri, evidenziando i loro contributi e le loro storie di vita.
RABAGLIA BASILIO ANTONIO (1793-1870)
Le origini e la vocazione
Basilio Antonio Rabaglia nacque a Vestana nel 1793 da Giacomo e Maria Magnani. La sua vocazione sacerdotale maturò in un periodo drammatico, durante la guerra napoleonica del 1812.
L'esperienza nella campagna di Russia
In quell'anno, nonostante la miseria generale causata dal blocco continentale, Napoleone Bonaparte si impegnò in una nuova guerra contro la Russia. Dopo aver varcato il Niemen e sbaragliato i Russi a Borodino, il 14 settembre entrò a Mosca, città che i Russi avevano incendiato prima di abbandonarla. Questa azione costrinse Napoleone a una ritirata disastrosa, segnata dalla mancanza di viveri, dal freddo e dai continui attacchi nemici che sterminarono l'esercito francese e i suoi alleati.
Dei 27.000 Italiani che presero parte alla spedizione, soltanto un migliaio rispose all'appello fatto dal principe viceré Eugenio il 24 dicembre 1812. Tra questi "prodi reduci" c'era anche il Rabaglia, il quale, in quei tristi frangenti, aveva fatto voto di farsi sacerdote se fosse tornato a casa salvo.
Carriera ecclesiastica e opere
Fedele al suo voto, Rabaglia fu ordinato sacerdote e fu parroco a Vestana dal 24 aprile 1826 al 28 settembre 1840. Successivamente, divenne priore di Monticelli, incarico che ricoprì dal 1840 fino alla sua morte, avvenuta all'età di 77 anni, il 7 maggio 1870.
Rabaglia predilesse le scienze sacre e coltivò anche l'estro poetico, che gli fu fecondo di diverse poesie.
A Monticelli, il monumentale cimitero deve la sua origine alla magnanimità del Rabaglia e della famiglia Mariotti. A Vestana, una bella fonte, sormontata da un piedistallo di granito su cui domina l'immagine di Maria Mater Gratiae, eterna la memoria del Rabaglia.
L'epigrafe posta ai piedi della Vergine recita: "Spinto dall’amore di Patria e memore dei benefici della Madre di Dio, Basilio Antonio Rabaglia, Priore di Monticelli, agli assetati dell’uno e dell’altro bene, preparò questa duplice fonte nell’anno del Signore 1856."

RABAGLIA LUIGI (1812-1845)
Luigi Rabaglia, figlio di Domenico e Chiara Galingani, nacque a Parma il 9 dicembre 1812 e morì nel 1845. Fu un avvocato e giureconsulto di valore.
RABAJOTTI ANTONIO (1852-1923)
Una vita di avventura
Antonio Rabajotti, nato a Grezzo il 6 maggio 1852, visse una vita straordinaria, morì a Pountypridd il 27 agosto 1923. Partì dal suo paese natale in gioventù, viaggiando per tutto il mondo e cimentandosi nelle imprese più inverosimili. Negli ultimi anni di vita tornò a Bardi, portando molti cimeli delle sue imprese e dei suoi viaggi, ma poi riprese a viaggiare, spegnendosi in Inghilterra. I giornali dell'epoca parlarono a lungo delle sue avventure.
Imprese e mito
Fu un personaggio da romanzo, protagonista di imprese clamorose quanto contrastanti. Vinse il campionato inglese di pugilato per dilettanti nel 1881, ma organizzò anche spedizioni che crearono veri e propri miti nell'epoca del Klondike, dell'El Dorado e delle miniere di Re Salomone.
Una sua impresa, in particolare, fece epoca, sia perché accese le fantasie di mezzo mondo e lo tenne col fiato sospeso, sia perché fu realmente drammatica. Accadde in Australia, dove Rabajotti si recò dopo aver visitato il Regno Unito, l'Oriente e l'America, sempre alla ricerca di avventure, alla testa di spedizioni e di imprese, con la speranza di trovare mitici tesori, miniere, città sepolte e antiche civiltà.
Partì con cinque uomini e sette cavalli da Perth, diretto a Kimberly, attraverso il grande deserto australiano, alla ricerca di un mitico tesoro. La stampa dell'epoca seguì la spedizione con apprensione.

La corsa all'oro del Klondike
RABAJOTTI FRANCESCO (1874-1896)
Francesco Rabajotti, nato a Grezzo il 27 giugno 1874, fu caporale nel 40° Reggimento fanteria. Trasferito nelle truppe d'Africa l'11 gennaio 1869, fu immediatamente inviato nelle Ambe, dove cadde in combattimento nel 1896.
RABALLI ANTONIO (1730)
Antonio Raballi, falegname di Montechiarugolo, nell'anno 1730 realizzò un cassettone nel Castello di Montechiarugolo, firmato "a.di. 20 maggio 1730 A.nio Raballi".
RABBONI GIUSEPPE (1879)
Giuseppe Rabboni fu cappellano a Fontevivo. Durante l'imperversare del colera nel 1879, si distinse per la sua premurosa e assidua assistenza ai colpiti dal morbo. Fu segnalato al Ministero di Stato del Dipartimento di Grazia e Giustizia perché si adoperò grandemente a vantaggio degli infelici colpiti da quel male, avendone assistiti da solo circa cinquanta.
Per molti anni, Rabboni svolse anche il ruolo di maestro nella scuola elementare di Fontevivo, fondata dal Pinelli.
RABONI PIETRO (1831)
Pietro Raboni, di Traversetolo, durante i moti del 1831, fu un propagatore della rivolta.
RACAGNI PAOLO (1889-1917)
Giovinezza e formazione
Paolo Racagni nacque a Parma il 12 ottobre 1889, figlio del generale Camillo e di Maria Luisa De Luchi. Studente d'ingegneria al Politecnico di Torino, dove ottenne il diploma di ingegnere-architetto, volle essere soldato non appena scoppiò la guerra nel 1915.
Eroismo e sacrificio nella Grande Guerra
Sottotenente e poi tenente nel 3° Reggimento alpini, si distinse in numerosi combattimenti. Morì in seguito alle gravi ferite riportate nella decima battaglia dell'Isonzo, a Selletta Vodice, il 26 maggio 1917.
Il Racagni fu decorato di medaglia d'oro al valor militare alla memoria. La motivazione recita: "Fulgido esempio di fermezza, di coraggio e di ogni più eletta virtù militare, quale comandante di una sezione mitraglieri, operando di propria iniziativa, seppe tener testa a forze nemiche di gran lunga superiori. Ferito ben tre volte in breve tempo, rimase al proprio posto, rinunciando a farsi medicare. Ferito una quarta volta alla gola e portato al posto di soccorso, non appena medicato tornò sulla linea di combattimento, ove con mirabile eroismo, manovrando egli stesso un’arma, inflisse ingenti perdite all’incalzante avversario. Mentre in tal guisa eroicamente operava, venne nuovamente e mortalmente colpito. Spirò serenamente poco dopo."

RACHELI MARIO (1879-dopo 1940)
Mario Racheli nacque a Parma il 29 gennaio 1879, figlio di Aneto e Edonede Malaspina. Non si hanno altre informazioni sulla sua vita.
RACHELLE FERDINANDO (1805/1823)
Ferdinando Rachelle, di Parma, suonò con Pietro Rachelle al Teatro Carcano di Milano come secondo violoncello negli anni 1805 e 1806.
RACHELLE GIOVANNI (1812-1892)
Formazione e carriera musicale
Giovanni Rachelle, figlio di Pietro, nacque a Parma il 10 luglio 1812. Fu allievo di Gaetano Beccali nella Ducale Scuola di Musica di Parma e a vent'anni vinse il concorso per violoncello di spalla nella Ducale Orchestra.
Nel 1825 e nel gennaio 1834, suonò in accademie al Teatro Ducale di Parma.
Trasferimento in Sardegna e insegnamento
Nel 1834, in disaccordo con il padre, si trasferì in Sardegna, scritturato come primo violoncello nell'orchestra del Teatro Civico di Sassari. L'anno seguente, entrò anche come primo flauto tra i musicisti della Cattedrale di Cagliari.
Restò in Sardegna, dove due generazioni di strumentisti lo ebbero come maestro. Scrisse sinfonie e ballabili per orchestra, messe e composizioni varie di genere sacro e profano, continuando a lavorare fino a 80 anni. Morì a Cagliari il 19 marzo 1892.
RACHELLE LAUDELIA GIUSEPPINA (1809-1836)
Laudelia Giuseppina Rachelle, figlia di Pietro, nacque nel 1809 e morì a Parma nel 1836. Studiò violoncello con il padre, che le dedicò il "Breve metodo". All'età di quindici anni, domenica 27 febbraio 1820, tenne il concerto di inaugurazione dell'Accademia Filarmonica di Parma, che aveva sede nel palazzo del conte Bajardi, eseguendo al violoncello un concerto di Alfonso Savj.
Pochi mesi dopo, il 24 maggio 1820, tenne al Teatro Ducale di Parma un'accademia nella quale eseguì un concerto di Soliva e, con il padre, le "Variazioni per due violoncelli" di Alfonso Savj.
RACHELLE MICHELE (1833/1834)
Michele Rachelle fu primo violino e direttore d'orchestra nella stagione del Teatro Carcano di Milano nel Carnevale del 1833. In una lettera del 9 luglio 1833, Gaetano Donizzetti, parlando di lui come primo violino e direttore d'orchestra per il Teatro Riccardi di Bergamo, scrisse: "Giovane di distintissima abilità, non poteva cadere la scelta sopra soggetto migliore."
Nell'aprile 1834, fu il direttore dell'orchestra dei Filarmonici della Scuola diretta dal Sig. Pietro Massini a Milano nell'esecuzione della "Creazione del mondo" di Haydn (maestro al cembalo fu Giuseppe Verdi). Nel fondo musicale dell'archivio capitolare del Duomo di Vicenza si trova una romanza manoscritta, "La sera", parole del cavaliere Rachelle.
RACHELLE PIETRO (1775-1837)
Carriera musicale e didattica
Pietro Rachelle, nato a Parma l'8 maggio 1775, fu suonatore di violoncello dal 1790. Nel 1794 ricevette la nomina di soprannumerario nella Reale Orchestra di Parma e presto ne divenne il primo violoncello. Negli anni della dominazione napoleonica si trasferì a Milano, dove fu attivo in molti teatri.
Nel 1816, con la ricostituzione dell'Orchestra Ducale a Parma, fu nominato primo violoncello in proprietà, gli fu concesso di rivestire l'uniforme decretata da S.M. e fu nominato socio onorario della Ducale Società Filodrammatica Parmense.
Nel 1836 e 1837, fu docente di violoncello a titolo gratuito nella Ducale Scuola di Musica di Parma. Per questa attività scrisse il trattato "Breve metodo per imparare il violoncello", pubblicato da Ricordi in diverse edizioni fino al 1868. Morì a Parma il 7 luglio 1837.

RACHELLI GERARDO (1409)
Gerardo Rachelli, di Parma, si laureò in legge. Fu eletto, assieme ad altri, a presentare la Bacchetta della Signoria di Parma a Nicolò d'Este quando la città si sottomise a lui il 27 giugno 1409.
RADOS GIUSEPPE (c. 1799)
Giuseppe Rados, nato a Parma intorno al 1799, figlio di Luigi, coltivò nell'incisione la maniera a granito.
RADOS LUIGI (1773-1840/1844)
Formazione e attività artistica
Luigi Rados, nobile parmense (conte), nacque a Parma il 19 ottobre 1773. Studiò alla milanese Accademia di Brera, assistente di Giuseppe Longhi e di Raffaello Morghen. Si dedicò prevalentemente all'incisione, praticando e sperimentando tecniche quali l'acquaforte, l'acquatinta e la maniera a granito.
A essa affiancò, a detta dello Zani, l'attività di disegnatore e calligrafo, stimolato dalla grande tradizione tipografica parmense inaugurata dal Bodoni. Artista versatile, si impegnò nella traduzione di capolavori del passato, da Leonardo ("L'ultima cena", 1829) a Raffaello ("Madonna della seggiola") e affrontò una grande varietà di temi: celebri ritratti (Gian Domenico Romagnosi, L'imperatore Ferdinando I, Sismondo de Sismondi, Maria Luisa d'Austria), scene di genere, paesaggi e vedute urbane.
Va ricordato inoltre l'importante contributo del Rados alla divulgazione delle effigi di artisti di teatro, tra cui la nota serie pubblicata da Giovanni Ricordi nel 1821.
Produzione e contesto storico
Ebbe una calcografia a Reggio Emilia nel periodo dal 1797 al 1801, dalla quale uscirono una serie di testate con emblemi, fregi e vignette della Repubblica Cisalpina utilizzate negli atti ufficiali. Relativamente a immagini legate al periodo rivoluzionario e a quello della dominazione napoleonica, si citano il "Prospetto della piazza Virgiliana di Mantova" e il "Monumento a Virgilio" (1801), le tavole all'acquatinta dai disegni dell'Antolini per "Descrizione del Foro Bonaparte" (Parma, 1806) e lo "Spettacolo di naumachia dato dalla città di Milano il 9 giugno 1811". Morì a Milano nel 1840 o 1844.

RAFFAELI FRANCESCO (1859)
Francesco Raffaeli, di Parma, fu deputato all'Assemblea dei Rappresentanti del Popolo di Parma nel 1859, prendendo parte ai lavori dell'Assemblea.
RAFFI STEFANO (1784-1864)
Studi e ordinazione sacerdotale
Stefano Raffi nacque a Metti il 21 aprile 1784. Dopo aver seguito studi privati, entrò al Collegio Alberoni di Piacenza e fu ordinato sacerdote nel 1809.
Carriera ecclesiastica e il Seminario di Bedonia
Fu curato a Pianello e a Bedonia, dove rimase anche come parroco. La sua opera principale fu la realizzazione (su disegno dell'ingegnere Pietro Tagliasacchi) del Seminario di Bedonia, di cui pose la prima pietra nel 1841, collocandovi le reliquie di San Vincenzo de' Paoli.
Di tendenze legittimistiche, opposte a quelle del suo amico e collaboratore Giovanni Agazzi, concepì l'Istituto come un albergo, dove potevano essere ospitati i candidati al sacerdozio. Invece i Missionari di San Vincenzo, cui fu affidata la gestione dell'opera inaugurata il 25 luglio 1846, ne fecero un Seminario tridentino a pieno titolo.
Del Raffi, come prezioso documento, rimane il "Giornale di tutte le spese eseguite" (Archivio parrocchiale di Bedonia), che è un autentico e minuzioso diario della costruzione del Seminario, da lui gestita e condotta a termine tra tante difficoltà. Morì a Bedonia il 23 giugno 1864.

RAGAZZI GIACOMO (1766-1805)
Giacomo Ragazzi, di Parma, fu professore di violino e suonatore di ballo per i paggi nel Reale Collegio di Parma tra il 1766 e il 1782. Negli spettacoli dati in occasione delle feste ducali del 1769 fu sottoripetitore ai balli, mentre nelle stagioni di Carnevale del 1775 e del 1778 fu ripetitore dei balli al Teatro Ducale di Parma (Archivio di Stato di Parma, Teatri e Spettacoli borbonici, bb. 4-5).
Con Regio Decreto del 6 agosto 1774, il duca Ferdinando di Borbone gli aumentò il soldo da 27 lire al mese a 60 lire. Il 19 maggio 1780, lo stipendio fu portato da 720 lire all'anno a mille lire. Alla chiesa della Steccata di Parma suonò dal 1780 al 1805. Nel 1786, iniziò a lavorare nell'orchestra dell'Accademia Filarmonica di Parma.
RAGAZZONI ANDREA (1447/1495)
Andrea Ragazzoni, di Parma, fu un mercante attivo tra il 1447 e il 1495.
RAGAZZONI GIOCONDO (1819)
Giocondo Ragazzoni, di Parma, fu un calcografo. Tra le sue stampe si ricorda una tavola per i "Due carmi del padre T. Ceva" (Parma, 1819).
RAGAZZONI GIROLAMO (1572/1575)
Girolamo Ragazzoni, di Parma, figlio di Andrea e fratello di Vittore, fu attivo tra il 1572 e il 1575.
RAGAZZONI OTTAVIO (1590)
Ottavio Ragazzoni, di Parma, fu forse parente di Pietro Paolo Ragazzoni. Monaco carmelitano a Mantova, curò la pubblicazione dell'antologia "Liber primus Psalmorum ad Vesperas 5 v. ex variis excellentissimis viris desumptus" (Venezia, 1590), che conteneva anche una sua composizione.
RAGAZZONI PIETRO PAOLO (1499-1580)
Cantore e Maestro di Cappella
Pietro Paolo Ragazzoni nacque a Parma il 28 giugno 1499. Dal 1539 al 1564 fu, con alcune interruzioni, cantore della cappella della Steccata di Parma. Il 20 marzo 1564 fu nominato maestro di cappella e due anni più tardi lasciò la Steccata per dirigere la cappella del Duomo di Parma, dove fu attivo fino al 1580.
Opere musicali
Compose il "Libro Primo di Madrigali a 4 voci" (Venezia, Girolamo Scotto, 1544 e 1564), dedicato da Parma, il 28 gennaio 1564, a Girolamo Vida vescovo d'Alba. Di questa pubblicazione un esemplare si conserva alla Biblioteca Ministeriale di Celle; contiene 32 madrigali. Morì a Parma tra ottobre e novembre del 1580.

RAGAZZONI VITTORE (1562/1564)
Vittore Ragazzoni, di Parma, figlio di Andrea e fratello di Girolamo, fu attivo tra il 1562 e il 1564. La sua famiglia esercitò la mercatura. Il Ragazzoni compose rime amorose.
RAGGI PIETRO (post 1833)
Pietro Raggi, musicista girovago di Parma, nel 1833 arrivò a Kiev, in Russia, proveniente da Mogilev.
RAGGI VINCENZO (seconda metà XVIII secolo/1809)
Vincenzo Raggi, di Parma, attivo già nella seconda metà del XVIII secolo, fu tra i membri della Società Parmigiana dei Pittori ed Incisori all'Acquarello (1807-1809).
RAGNI NINO (1894-1917)
Nino Ragni, figlio di Antonio e Teresa Fusari, nacque a Parma il 26 luglio 1894. Direttore di un'azienda privata, fu tenente nell'86° Reggimento Fanteria. Fu decorato di medaglia d'argento al valor militare e morì nell'Ospedale di guerra n. 8 della Croce Rossa l'11 settembre 1917 a San Giorgio di Nogaro.