Dopo 35 anni di servizio pastorale e di cura verso la comunità e il territorio, all'età di 72 anni, don Cosimo Scordato ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico di Rettore della chiesa di san Francesco Saverio, nel quartiere Albergheria di Palermo. Questa decisione, presa con il diritto di ogni sacerdote di ritirarsi dal proprio incarico, come dimostra anche il caso di papa Benedetto XVI nel 2013, segna la conclusione di un lungo e intenso ministero.

Un impegno profondo per la liberazione e la solidarietà
L'operato di don Cosimo Scordato va ben oltre la sfera accademica della sua sapienza teologica. Come sottolineato da Romolo Menighetti in "Le formiche della storia", don Cosimo è uno di quei sacerdoti palermitani che, partendo dal cuore del degrado sociale della città, lavora, studia e prega affinché i valori di liberazione e solidarietà non vengano sopraffatti dal conformismo illegale e dall'egoismo violento.
La sua amicizia con don Pino Puglisi, il prete ucciso nel 1993 per il suo impegno antimafia, è un ulteriore testimonianza del suo coraggio e della sua dedizione. Nel libro "Dalla mafia liberaci, o Signore", don Cosimo ha denunciato apertamente l'associazione mafiosa definendola una "struttura di peccato", affermando che l'adesione a essa dovrebbe essere considerata come un porsi al di fuori della Chiesa, data l'incompatibilità con il Vangelo di Gesù Cristo.
Uno stile pastorale gioioso e ottimista
Nonostante la gravità dei temi affrontati e la consapevolezza delle sofferenze e delle ingiustizie presenti nella società, don Cosimo Scordato è una persona allegra e solare. Spesso conclude le celebrazioni della messa con una battuta di spirito, interpretando le vicende umane con un ottimismo teologico che invita a "volare alto" e ad accendere una luce anche nell'oscurità.
La sua visione del mondo, intrisa di speranza e di un profondo senso di accoglienza, si riflette nel suo essere annunciatore di Pace, o "Shalom" come preferisce definirla, e di Speranza. Le sue appassionate e toccanti omelie, raccolte nel testo "Libertà di Parola", sono un esempio della sua capacità di comunicare il messaggio evangelico in modo coinvolgente.

Don Cosimo Scordato e la Teologia della Liberazione
Don Cosimo Scordato, già docente e psicopedagogista e dal 2020 giornalista pubblicista, insegna teologia presso la Facoltà Teologica di Sicilia e ha contribuito alla fondazione del Centro Sociale Autogestito "San Francesco Saverio" nel quartiere Albergheria di Palermo.
Negli anni Ottanta, il suo lavoro sulla "Teologia del Risanamento" a Palermo si rifaceva esplicitamente alla "Teologia della Liberazione" sudamericana. L'elezione di papa Francesco, proveniente dall'Argentina, ha visto una nuova fase di dialogo e apertura verso le istanze della Teologia della Liberazione. Sebbene papa Francesco non sia un esponente diretto, ha mostrato un'apertura significativa, come dimostra la pubblicazione di un volume di Gustavo Gutiérrez, fondatore della TDL, insieme al cardinale Mueller. Questa apertura è resa possibile sia da un'evoluzione della teologia stessa, che si è sganciata da alcune analisi marxiste, sia dalle crescenti contraddizioni del capitalismo internazionale, che evidenziano sempre più le disuguaglianze e le difficoltà di sopravvivenza per gran parte dell'umanità.
Papa Francesco, attingendo al magistero sociale dei pontefici precedenti, pone una forte enfasi sui poveri e sui bisognosi, analizzando le cause economiche, finanziarie e politiche che determinano guerre, conflitti e migrazioni di massa. Il suo stile di vita, fin dall'inizio del suo pontificato, mira a promuovere un'immagine di Chiesa "per i poveri" e, soprattutto, una Chiesa "povera" in termini di stile di vita della comunità ecclesiale.
Riflessioni sul fine vita e la sacralità della vita
Le parole di don Scordato, diffuse anche sul quotidiano Repubblica, si pongono in contrasto con la recente posizione dell'Episcopato siciliano riguardo al disegno di legge regionale sul fine vita. Don Cosimo ha espresso il suo parere favorevole all'accelerazione della morte in casi di sofferenze atroci e quando la guarigione è impossibile, diversamente da quanto indicato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che sottolinea l'importanza di non interrompere le cure ordinarie e di considerare le cure palliative come una forma privilegiata di carità.
Don Scordato reinterpreta i temi della morale cattolica, affermando che non è la vita in sé ad essere sacra, ma le persone, e che ogni individuo ha diritto a una vita dignitosa fino alla fine. Questa posizione si discosta dall'insegnamento del Catechismo e dall'Enciclica "Evangelium Vitae" di Giovanni Paolo II, che definiscono l'eutanasia una grave violazione della Legge di Dio.
Di chi sono in nostri giorni? Declinazioni sul tema del fine vita - Dott. Giampaolo Poles
La Chiesa di San Francesco Saverio: un centro di vitalità e accoglienza
La chiesa di San Francesco Saverio è un luogo vibrante di attività e accoglienza. La sua apertura, il viavai di persone e la disponibilità della canonica testimoniano una comunità viva e attiva. Don Cosimo, nella sua stanza piena di libri, indica numerosi contatti di parrocchie, rettorie e iniziative sociali e culturali, sottolineando la generosità nel condividere informazioni per un migliore contatto e supporto.
La rettoria di San Saverio si distingue per la sua duplice natura: da un lato, è legata al territorio del quartiere Albergheria; dall'altro, funge da punto di incontro per persone provenienti da tutta la città, offrendo uno spazio di confronto, aggregazione e appartenenza religiosa.
Dimensione religiosa ed ecclesiale
Dal punto di vista religioso, la comunità si ritrova abitualmente, con la celebrazione domenicale della messa come fulcro della vita comunitaria. L'attenzione è rivolta alla Parola di Gesù Cristo, utilizzata come guida per affrontare le sfide contemporanee e i problemi del tempo presente, sempre nel rispetto del Vangelo.
Momenti di celebrazione e legame con il territorio
Dalla messa domenicale scaturiscono altri momenti di celebrazione, come le messe infrasettimanali, i matrimoni e, in particolare per gli abitanti del quartiere, i funerali. La celebrazione dei funerali a San Saverio è un momento sentito, in cui la gente del quartiere si sente "a casa propria", e don Cosimo la valorizza come apertura alla speranza della resurrezione.
Le persone del quartiere intrattengono un rapporto particolare con San Saverio, specialmente durante le feste popolari (come quelle dedicate all'Addolorata e a San Michele), i matrimoni e i funerali. La messa domenicale accoglie anche queste persone, sebbene non costituiscano la maggioranza dei partecipanti.

La preparazione ai sacramenti: un percorso condiviso con i genitori
Don Cosimo Scordato ha sperimentato per diversi anni un'iniziativa di preparazione alla prima comunione e alla cresima che ha visto una grande adesione. L'esperienza prevedeva un anno di preparazione con la partecipazione alla messa domenicale delle famiglie. L'iniziativa, inizialmente molto apprezzata, ha portato a un numero crescente di partecipanti, tanto da dover essere interrotta per evitare fraintendimenti o una competizione con le proposte delle parrocchie.
Negli ultimi due anni, un gruppo di famiglie ha ripreso questa iniziativa, con i genitori stessi che si occupano della preparazione dei bambini. Questo modello, che prevede la lettura e il commento del Vangelo prima della messa domenicale, sottolinea l'importanza della formazione dei figli affidata primariamente ai genitori. Don Cosimo ritiene fondamentale che i genitori si sentano parte attiva nella crescita dei propri figli, anche in ambito religioso e spirituale.
La partecipazione dei genitori è considerata una "condicio sine qua non" per la catechesi e la partecipazione dei bambini alla messa. L'obiettivo è che i genitori vengano con i loro figli, diventando parte integrante del processo di formazione.
Il gruppo giovanile e la laicità del popolo cristiano
Esiste un gruppo giovanile che, dopo la prima comunione, viene seguito e sensibilizzato alle tematiche di Libera. L'obiettivo è portare avanti iniziative che possano interessare i giovani.
Don Cosimo sottolinea il significato della parola "laico" (dal greco "laos", popolo), intendendo che tutti partecipano al popolo di Dio e, all'interno di questo, offrono diversi ministeri. Come presbitero, presiede la comunità domenicale, ma la sua presidenza non sostituisce la responsabilità genitoriale nella formazione dei figli.

L'Assemblea Permanente: un luogo di confronto su temi scottanti
Da oltre sei anni, la rettoria di San Saverio ospita un'assemblea permanente, un momento di approfondimento che si svolge ogni due settimane. Durante questi incontri, la comunità si confronta su tematiche religiose e socio-politiche di grande attualità. Vengono selezionati temi religiosi e socio-politici particolarmente problematici, con l'obiettivo di creare uno spazio di approfondimento che culmina nella stesura di un documento. Questo testo viene poi proposto all'assemblea domenicale per un parere, talvolta attraverso un referendum.
Tra i temi affrontati figurano il celibato del clero, la scomunica per chi produce armi e il problema dell'omosessualità. L'assemblea si propone di esprimere idee con libertà, anche quando queste si discostano dalle posizioni ufficiali della Chiesa, assumendosi la responsabilità delle proprie opinioni e rimanendo aperti al confronto e al riconoscimento di eventuali divergenze.
L'assemblea permanente è composta da persone che partecipano alla liturgia domenicale e desiderano approfondire il Vangelo, confrontandolo con le problematiche attuali. Il documento prodotto viene poi presentato all'assemblea domenicale, che può essere coinvolta nell'esprimere un parere.
La rettoria come spazio aperto e di sostegno
La rettoria di San Saverio è un luogo multifunzionale che ospita diverse attività: la celebrazione domenicale, i corsi prematrimoniali, le feste popolari e momenti formativi aperti alla comunità su temi come la riconciliazione, il Vangelo e il cristianesimo. La rettoria si concepisce come uno spazio aperto.
Viene promosso un doposcuola per gli studenti delle scuole medie superiori del quartiere, con una quarantina di ragazzi coinvolti. Volontari supportano gli studenti nella preparazione delle interrogazioni, offrendo anche un aiuto economico per l'acquisto di libri e per le iscrizioni universitarie grazie a un fondo cassa.
La rettoria ospita anche il gruppo degli Alcolisti Anonimi e il gruppo "Ali d'Aquila", parte integrante della liturgia, che quest'anno ha programmato l'approfondimento dei temi biblici relativi all'omosessualità, invitando persone disposte a trattare l'argomento.
La rettoria è disponibile anche per incontri condominiali e celebrazioni private. Si sta lavorando per avviare un servizio domiciliare per gli anziani e è stata organizzata una consulenza familiare per migliorare i rapporti tra sposi e tra genitori e figli.

Il Centro Sociale e l'impegno per il territorio
Sul piano sociale, la rettoria è collegata al Centro Sociale Autogestito "San Francesco Saverio", un'entità aconfessionale. Si sta inoltre lavorando per regolamentare il mercato del quartiere, attualmente in una situazione di irregolarità.
Fede, carità e speranza: i pilastri dell'esperienza di fede
L'esperienza di fede che caratterizza la comunità si fonda sulla carità e sulla speranza. La speranza è intesa come uno sguardo critico verso il futuro, che non si accontenta dello status quo e che invita a un costante progresso. Come affermava don Milani, è necessario essere sempre critici nei confronti della politica.
La carità, invece, non si limita all'atteggiamento interiore donato da Dio, ma si concretizza nell'organizzazione di questo amore in forma politica, promuovendo la responsabilizzazione e la compartecipazione alla crescita del territorio.
Tesori di esperienze e un futuro di condivisione
La comunità fa tesoro di diverse esperienze significative, tra cui la Teologia della Liberazione sudamericana, l'insegnamento di don Milani sull'importanza della scuola e del recupero scolastico, e l'esperienza di Danilo Dolci con le autoanalisi popolari e le assemblee popolari.
Si desidera condividere tutte le iniziative intraprese, come la richiesta alla Caritas di promuovere la realizzazione di mense o, in alternativa, di chiedere al Comune di istituire mense e dormitori comunali per far fronte alle emergenze, attualmente gestite da associazioni di volontariato come Biagio Conte, i Cappuccini e la Caritas stessa.
La lotta alla mafia e il ruolo della Chiesa nel territorio
Il problema della mafia è centrale nella città di Palermo. È fondamentale prevenire la sua diffusione sul territorio, organizzando la città come un luogo alternativo, di aggregazione sociale, dove promuovere progetti di sviluppo e praticare la democrazia diretta.
Don Cosimo ritiene che le comunità ecclesiali debbano rafforzare il loro legame con il territorio, identificando i problemi locali e collaborando con le istituzioni, le scuole, gli ospedali e gli enti di aggregazione. L'obiettivo è un'incarnazione del Vangelo che si traduca in azioni concrete, capaci di cambiare la realtà, guarire, liberare e creare una realtà nuova, proprio come l'azione di Gesù che opera nella strada, non solo all'interno del tempio.
La comunità deve ripartire dall'atteggiamento del Vangelo, dalla "bella notizia", traducendola in fatti concreti che siano sorretti dalla celebrazione domenicale e che fungano da profezia per il mondo, annunciando una vita donata e condivisa.
Originalità e diversità nelle comunità ecclesiali
Don Cosimo sottolinea che la Chiesa è costituita dalle persone che vivono nel territorio e da lì sviluppano il loro cammino, la loro vita, le loro speranze e sofferenze. Altrimenti, la Chiesa rischia di diventare un "corpo malato".
Spesso, nell'organizzazione ecclesiastica, prevale la standardizzazione, mentre ogni esperienza dovrebbe essere valorizzata nella sua originalità e diversità, a seconda del prete e del territorio di riferimento. È importante imparare ad esprimersi nell'originalità, evitando la standardizzazione che porta a un'uniformità di approccio.
Pur condividendo nell'essenziale la fede, le comunità dovrebbero sperimentare in modo originale sul proprio territorio, ricercando prassi e modalità di realizzazione. Successivamente, dovrebbero confrontarsi e mettere a frutto reciprocamente le proprie esperienze.
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