Un episodio inatteso ha segnato la celebrazione religiosa del 1° gennaio a Paternò, durante la processione con il simulacro di Gesù Bambino. L'evento, che solitamente si svolge in un clima di devozione, è stato caratterizzato da un momento di tensione che ha lasciato sconcerto tra i partecipanti.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, al rientro del simulacro in Piazza Indipendenza, nel centro cittadino, si sono levati cori, applausi e, in particolare, fischi. Questi cori sembravano essere diretti verso il gruppo che portava il simulacro, provenienti da un gruppo di stranieri, stimati in una dozzina, che si trovavano lungo Via Vittorio Emanuele. La situazione ha generato imbarazzo e sdegno, soprattutto considerando la presenza del sindaco Nino Naso e dei Vigili urbani che garantivano l'ordine pubblico.
Il parroco, don Salvatore Patanè, visibilmente turbato da quanto stava accadendo e ipotizzando una derisione del momento religioso, ha tentato di avvicinarsi al gruppo di stranieri, descritti come apparentemente ubriachi. Tuttavia, è stato fermato da un altro fedele presente alla processione, per timore che la situazione potesse degenerare.
A seguito dell'incidente, la processione è rientrata rapidamente in chiesa, e l'evento è stato archiviato, sebbene non senza strascichi. Si narra che anche all'uscita del simulacro, al passaggio dell'immagine di Gesù Bambino davanti al medesimo gruppo di stranieri già presente in piazza, si fossero percepiti risolini e mormorii.

Questo episodio viene visto come l'ennesima manifestazione di una situazione di tensione che si registra in Piazza Indipendenza da diversi mesi, attribuita principalmente all'abuso di alcol da parte di individui, sia italiani che stranieri. Non sono rare, infatti, le risse, l'ultima delle quali si è verificata proprio la notte di San Silvestro.
La situazione è stata stigmatizzata dal deputato nazionale Francesco Ciancitto, il quale, informato dell'accaduto, ha contattato il comandante dei Carabinieri della Compagnia di Paternò. Ciancitto ha sottolineato la necessità di interventi mirati e ha suggerito l'attivazione della "zona rossa", una misura adottata in altre città italiane per tutelare i cittadini.
Anche il sindaco Nino Naso ha espresso il suo coinvolgimento, dichiarando che verranno valutate le azioni da intraprendere per eliminare le situazioni di pericolo.
Rhida Khemiri, un rappresentante della comunità islamica a Paternò, si è detto profondamente dispiaciuto per l'accaduto, definendolo inaccettabile. Ha ribadito il rispetto per tutte le religioni e ha ringraziato i cittadini di Paternò per la loro accoglienza verso gli stranieri. Khemiri ha inoltre sottolineato che l'azione di pochi non deve compromettere il percorso di integrazione intrapreso da anni e ha affermato che chi si mostra ostile verso la comunità ospitante non è benvenuto.