I Comandamenti sono considerati una fonte di vita eterna, poiché chi li osserva porta Dio dentro di sé. Il settimo comandamento, "Non rubare", rientra tra i precetti fondamentali per raggiungere questa meta.
Il Furto: Offesa alla Giustizia e alla Carità
Il furto rappresenta un'offesa alla giustizia e, in misura ancora maggiore, alla carità. Il settimo comandamento proibisce esplicitamente di prendere o trattenere ingiustamente i beni del prossimo, arrecando danno ai suoi beni in qualsiasi modo. Chi non ama, infatti, non potrà entrare nel regno dei cieli. Le severe parole pronunciate da Gesù durante il giudizio finale, "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli", sottolineano la gravità di questa trasgressione.
La carità si configura come un valido sostegno per evitare di venir meno al settimo comandamento. È importante comprendere che il furto non si limita alla sottrazione di beni materiali, denaro, proprietà o lavoro, ma può estendersi anche a sfere più astratte come il pensiero, la libertà, il cuore, la fede, la pace e l'amore.
In caso di un torto arrecato al prossimo, Dio ci ordina di riparare al danno causato nella misura in cui ci è possibile e di non ripeterlo mai più. Questo è il percorso per ottenere il perdono del Signore, poiché il vero pentimento si manifesta solo attraverso un buon proponimento.

Doveri verso la Collettività e il Distacco dai Beni Materiali
In qualità di membri di una comunità civile ben organizzata, dove tutti beneficiano del bene comune, abbiamo precisi doveri verso lo Stato, tra cui il pagamento delle tasse per i servizi pubblici. L'evasione fiscale o il mancato contributo creano disagio, ingiustizia, disordine e povertà.
La nostra esistenza non dipende dai beni posseduti, ma dalla grazia divina che ci viene concessa. Per questo motivo, Gesù ci ammonisce a non attaccarci morbosamente ai beni materiali e a stare lontani dall'avarizia, che costituisce un furto verso coloro che sono nel bisogno. Come afferma Gesù nel Vangelo di Luca (12,15): "Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni".
Ricordiamo che nulla abbiamo portato in questo mondo e nulla potremo portare nell'aldilà. Come insegna San Paolo nella sua Prima Lettera a Timoteo (6,10): "L’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali". La ricchezza ottenuta disonestamente genera insoddisfazione interiore e danno fisico, poiché il denaro acquisito ingiustamente viene quasi sempre speso in modo improprio. Chi ruba, infatti, è destinato a spendere per godere, ma finisce per non godere di ciò che spende.
Il Rispetto della Creazione e la Responsabilità Ecologica
Anche il disprezzo e lo spreco dei beni della creazione, come il danno ecologico e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, sono da considerarsi un'offesa a Dio e al prossimo. La Chiesa insegna che il settimo comandamento esige il rispetto per l'integrità della creazione. Gli esseri viventi e gli elementi naturali sono destinati al bene comune dell'umanità, e il loro utilizzo deve essere sempre accompagnato dal rispetto dei principi morali.
Chi ruba, in ultima analisi, deruba sé stesso, perché perde la connessione con Dio. È pertanto fondamentale comportarsi onestamente, "come in pieno giorno", evitando di accumulare tesori terreni che sono effimeri. Dobbiamo invece concentrarci sull'aiutare chi è nel bisogno, sia materialmente che spiritualmente, accumulando così "tesori nel cielo".

Il "Non Rubare" nell'Economia Moderna
Il comandamento "Non rubare" si estende a tutto il mondo dell'economia. Nella sua accezione più primitiva, esso si lega alla giustizia commutativa: ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è tuo. Tuttavia, la visione cristiana dei beni è più complessa.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, voluto da Giovanni Paolo II e confermato da Benedetto XVI, afferma che il diritto alla proprietà privata non annulla la destinazione universale dei beni. La promozione del bene comune richiede il rispetto della proprietà privata, ma questa deve essere vista come un mezzo per aiutare i più bisognosi. La Chiesa ha rifiutato sia le ideologie totalitaristiche che mirano all'abolizione della proprietà privata, sia il capitalismo sfrenato che concentra i mezzi di produzione nelle mani di pochi, lasciando molti in una situazione precaria.
Giustizia Distributiva e il Ruolo dello Stato
Lo Stato gioca un ruolo fondamentale nell'equilibrare il benessere della popolazione attraverso la giustizia distributiva, che si attua tramite leggi e regolamenti per garantire servizi essenziali. La politica dei tributi e delle imposte riflette le scelte dei governi riguardo alla giustizia sociale.
Lavoro e Imprenditoria
Il rapporto tra impresa e lavoro è centrale nel progresso economico. Il lavoro, indispensabile per ogni produzione, è regolato da contratti che stabiliscono il rapporto tra benefici imprenditoriali e lavorativi, influenzato da leggi, consuetudini e rapporti di forza.
Sfruttamento e Paesi Poveri
Un aspetto critico del "non rubare" riguarda la ricerca di materie prime, manodopera e lavorazioni pericolose nei paesi poveri, spesso a scapito della loro popolazione. Le grandi aziende, forti delle loro capacità tecniche e finanziarie, possono approfittare della povertà e dell'arretratezza per ottenere vantaggi, configurando un vero e proprio sfruttamento. La dottrina sociale della Chiesa enuncia principi morali di equità, mentre le leggi civili sono più soggette a variabili politiche ed economiche.
Teoria e pratica: la Dottrina Sociale della Chiesa e il Territorio
Le Virtù Morali e il Settimo Comandamento
Il settimo comandamento è strettamente legato a tre virtù morali fondamentali: la temperanza, la giustizia e la solidarietà.
- Temperanza: Modera l'uso e il possesso dei beni creati. La virtù della povertà, intesa come distacco dai beni materiali e accontentarsi di ciò che è sufficiente, è un esempio di temperanza. Nostro Signore stesso ci ha mostrato un esempio di povertà e distacco.
- Giustizia: Garantisce i diritti del prossimo e consiste nel dare a ciascuno ciò che gli è dovuto. Si distingue in:
- Giustizia commutativa: Regola i rapporti tra persone singole (es. pagamento di un debito).
- Giustizia distributiva: Stabilisce ciò che la comunità deve ai cittadini in base ai loro bisogni e contributi.
- Giustizia legale: Riguarda i doveri del cittadino verso la comunità, incluso il pagamento delle tasse.
- Solidarietà: È la determinazione ferma di impegnarsi per il bene comune, riconoscendo la responsabilità reciproca tra tutti gli esseri umani. Si manifesta nella condivisione dei beni, sia materiali che spirituali.
Violazioni del Settimo Comandamento
Il settimo comandamento proibisce diverse forme di comportamento scorretto:
- Furto: Sottrarre di nascosto beni altrui.
- Rapina: Sottrarre beni con la violenza.
- Frode: Ingannare gli altri tramite documenti falsi o trattenendo il giusto salario.
- Usura: Richiedere un interesse superiore a quello legale, spesso approfittando della situazione di bisogno altrui.
- Corruzione e spreco di beni.
Chi ha commesso un'ingiustizia ha l'obbligo di riparare il danno. La restituzione di ciò che è stato sottratto (o almeno l'intenzione di farlo) è necessaria per ricevere l'assoluzione sacramentale. L'impossibilità fisica o morale di restituire esonera dall'obbligo, finché dura tale impossibilità.
La Dottrina Sociale della Chiesa e il "Non Rubare"
La Dottrina Sociale della Chiesa offre principi morali per regolare la vita sociale. Essa non interviene direttamente nell'azione politica, ma esprime giudizi morali quando sono in gioco i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime.
Tra gli insegnamenti fondamentali si annoverano:
- La dignità trascendente della persona umana e l'inviolabilità dei suoi diritti.
- Il riconoscimento della famiglia come cellula fondamentale della società.
- Gli insegnamenti sul bene comune e il ruolo dello Stato.
- L'importanza dell'ecologia e della cura della casa comune.
Il lavoro umano è considerato un dovere e un mezzo per santificare le persone e le realtà terrene. La giustizia sociale si realizza quando vengono create le condizioni che permettono a individui e associazioni di conseguire ciò a cui hanno diritto.
La Chiesa sottolinea la preferenza di Dio per i poveri e la necessità di un atteggiamento di attenzione verso chi ha bisogno. La giustizia e la solidarietà tra le nazioni sono cruciali, con le nazioni ricche che hanno una responsabilità morale verso quelle meno sviluppate.

Il Doppio Lavoro e la Responsabilità verso i Disoccupati
Il doppio lavoro svolto per un eccessivo desiderio di guadagno può violare il settimo comandamento, sottraendo opportunità di impiego ai disoccupati e sacrificando il tempo prezioso da dedicare alla famiglia, a sé stessi e a Dio.
La parabola del povero Lazzaro (Vangelo di Luca 16,19-31) e l'insegnamento di Gesù sull'accumulo di tesori sulla terra (Vangelo di Matteo 6,19-21) ci ricordano l'importanza del distacco dai beni materiali e dell'aiuto verso i bisognosi.
Papa Francesco, citando sua nonna, ricorda efficacemente che "il sudario non ha tasche", sottolineando che non portiamo via nulla con noi quando moriamo.
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