Le elezioni europee e il ruolo della Chiesa: tra pace, valori e futuro dell'Unione

Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e la nomina della Commissione Europea rappresentano un'occasione cruciale per il futuro dell'Unione. In questo contesto, le Conferenze Episcopali europee e nazionali, inclusa la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), hanno espresso le loro preoccupazioni e le loro aspettative, invitando i cittadini, in particolare i cattolici, a partecipare attivamente e consapevolmente al voto.

La Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE)

La Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE), il cui nome latino è *Commissio Episcopatuum Communitatis Europaeae*, è un'organizzazione cattolica romana. Essa riunisce i vescovi europei con l'obiettivo di esaminare la politica e la legislazione dell'Unione Europea (UE) dal punto di vista della dottrina sociale della Chiesa cattolica.

La COMECE è composta dai vescovi delegati dalle ventisei conferenze episcopali cattoliche dell'Unione Europea e dispone di un segretariato permanente a Bruxelles. È stata istituita il 3 marzo 1980, succedendo al Servizio europeo di informazione pastorale (SIPECA, attivo dal 1976 al 1980). La Commissione è finanziata dalle ventisei conferenze episcopali che ne fanno parte. Dal 22 marzo 2023, il presidente è Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Completano la struttura quattro vicepresidenti e un segretario generale, don Manuel Barrios Prieto.

Sede della COMECE a Bruxelles, con bandiere dell'UE e del Vaticano

Conferenze Episcopali Nazionali e Sovranazionali in Europa

La rete delle Conferenze Episcopali è vasta e comprende entità nazionali e sovranazionali, fondamentali per il dialogo e l'azione della Chiesa a livello europeo. Tra le conferenze episcopali nazionali in Europa si annoverano quelle di Albania, Austria, Belgio, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia con Monaco, Germania, Grecia, Inghilterra e Galles, Irlanda, Italia con San Marino, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Federazione Russa, Scozia, Slovacchia, Slovenia, Spagna con Andorra, Svizzera con il Liechtenstein, Turchia, Ucraina (rito latino e greco) e Ungheria. A livello sovranazionale, esistono le Conferenze episcopali dei Santi Cirillo e Metodio e della Scandinavia.

Appello all'Unione Europea e l'eredità dei padri fondatori

La CEI, attraverso il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna, e Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale, ha pubblicato una "Lettera all’Unione Europea". In essa si sottolinea l'importanza di rafforzare l'identità europea e di promuovere un senso di vicinanza tra i cittadini e l'Unione, spesso percepita come distante o sconosciuta.

La lettera evidenzia il ruolo fondamentale dell'UE nell'affrontare sfide comuni, come la pandemia di COVID-19, e ricorda come l'Unione sia nata dalle ceneri delle guerre mondiali, grazie alla visione di padri fondatori come Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, animati dalla fede cristiana. Essi hanno creduto che le nazioni non fossero destinate a combattere, ma a vivere insieme, creando un'Europa che rendesse impossibile il ritorno della guerra.

Foto dei padri fondatori dell'Unione Europea: Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi

Il progetto della Comunità Europea, concepito nel 1951 attorno al carbone e all'acciaio per prevenire conflitti, si è evoluto attraverso i Trattati di Roma del 1957, l'allargamento a nuovi popoli, il cambio di nome in Unione Europea nel 1992 dopo la caduta del muro di Berlino, e l'espansione nel 2004 ai Paesi dell'ex Patto di Varsavia. La moneta unica e l'abbattimento delle barriere per la libera circolazione di persone e merci sono stati passaggi cruciali.

"Storia dell’integrazione europea nel contesto globale" Giuliana Laschi (Università di Bologna)

Sfide attuali e la necessità di un'anima europea

L'Europa, pur essendo un organismo vivo e in continua evoluzione, necessita di nuove riforme istituzionali per affrontare le sfide contemporanee. La CEI e la COMECE sottolineano che l'UE non può essere solo una burocrazia; servono direttive e regolamenti, ma è fondamentale coltivare un'anima che promuova la coesione. Papa Francesco ha espresso preoccupazione, chiedendo all'Europa: «verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo?».

Dopo un lungo periodo di pace, gli ultimi due anni hanno dimostrato che la guerra su territorio europeo è tornata possibile. È necessario riprendere il progetto dei padri fondatori e costruire nuovi patti di pace per far cessare i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, e per combattere l'antisemitismo. Come affermava Robert Schuman nella Dichiarazione del 9 maggio 1950, «L’Europa non è stata fatta: abbiamo avuto la guerra»; l'unità è un compito sempre nuovo e urgente.

Il ruolo dell'Europa nel mondo e le divisioni interne

L'appello delle Conferenze Episcopali è affinché l'Europa rafforzi la sua voce nel mondo, portando la sua volontà di pace, gli strumenti della sua diplomazia e i suoi valori per stabilire nuovi equilibri e relazioni internazionali. Le divisioni interne, le pandemie e le proteste sociali, come quelle recenti degli agricoltori, evidenziano la fragilità di vantaggi acquisiti e la necessità di superare le frammentazioni. L'isolamento ridurrebbe ogni Paese, anche grande, a un "vaso di coccio tra vasi di ferro".

Per stare insieme, sono necessarie motivazioni, ideali e valori condivisi. Papa Francesco ha enfatizzato: «In questo frangente storico l’Europa è fondamentale. Perché essa, grazie alla sua storia, rappresenta la memoria dell’umanità ed è perciò chiamata a interpretare il ruolo che le corrisponde: quello di unire i distanti, di accogliere al suo interno i popoli e di non lasciare nessuno per sempre nemico».

Le appartenenze nazionale ed europea si implicano a vicenda. L'Unione è stata fin dall'inizio un'unione di Paesi liberi e sovrani che hanno rinunciato a parte della loro sovranità a favore di una comune, più forte. La fede cristiana ha svolto un ruolo importante nella definizione del volto dell'Europa, seminando nei cuori e nella cultura il rispetto per la dignità della persona. Il Papa auspica un'Europa che «non sia ostaggio delle parti, diventando preda di populismi autoreferenziali, ma che nemmeno si trasformi in una realtà fluida, se non gassosa, in una sorta di sovranazionalismo astratto, dimentico della vita dei popoli».

Infografica sulle migrazioni in Europa e le rotte principali

Accoglienza, integrazione e un nuovo rilancio dell'Unione

L'Europa non può guardare solo al suo interno. È chiamata ad aiutare il mondo, a combattere l'ingiustizia e la povertà. Da decenni è il sogno di migranti che cercano una vita migliore; non si tratta di accogliere tutti, ma di assicurare che nessuno perda la vita nei "viaggi della speranza" e che molti possano trovare ospitalità. L'Italia, spesso lasciata sola nella gestione delle migrazioni, rappresenta un punto di riferimento per i Paesi mediterranei e africani, in una prospettiva di partenariato tra uguali.

È tempo di un nuovo grande rilancio del cammino dell'Unione verso un'integrazione sempre più piena, che includa un fisco europeo il più possibile equo, una politica estera autorevole, una difesa comune e un processo di allargamento ai Paesi che ancora non ne fanno parte. Le esigenze di innovazione economica e tecnica (come l'Intelligenza Artificiale), di sicurezza, di cura dell'ambiente, di custodia della "casa comune", di salvaguardia del welfare e dei diritti individuali e sociali sono sfide che solo insieme potranno essere affrontate e superate. Oltre alle riforme istituzionali, è necessario far crescere un sentire comune e un senso civico di respiro europeo, la coscienza dei popoli del continente di essere un unico grande popolo.

Le prossime elezioni europee: un appello al voto consapevole

Le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e la nomina della Commissione Europea sono un'occasione irripetibile. Le Conferenze Episcopali esortano tutti, candidati e cittadini, inclusi i sedicenni che per la prima volta voteranno in alcuni Paesi, a cogliere l'importanza di questo gesto civico. Non andare a votare non significa restare neutrali, ma assumersi la responsabilità di dare ad altri il potere di agire, potenzialmente contro la nostra libertà.

I vescovi delegati delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea invitano tutti i cittadini, in particolare i cattolici, a prepararsi ed esprimere il proprio voto nelle prossime elezioni europee di giugno 2024. Il progetto europeo di un'Europa unita nella diversità, forte, democratica, libera, pacifica, prospera e giusta è un progetto che i vescovi condividono e di cui si sentono responsabili. Questo progetto, nato dalle ceneri delle guerre e con l'intento di garantire pace, libertà e prosperità, ha avuto origine grazie al coraggio e alla lungimiranza di persone che hanno saputo superare le inimicizie storiche.

Nonostante le difficoltà e le incertezze attuali, dovute a crisi e sfide come le guerre in Europa e nei Paesi vicini, le migrazioni, il cambiamento climatico, la digitalizzazione e l'uso dell'intelligenza artificiale, è fondamentale affrontare queste sfide alla luce dei valori fondanti dell'Unione Europea. Si ha bisogno di politici coraggiosi, competenti e motivati da valori che perseguano il bene comune.

"Storia dell’integrazione europea nel contesto globale" Giuliana Laschi (Università di Bologna)

Criteri per la scelta dei candidati

Come cristiani, è importante discernere per chi e per quale partito votare in un momento così cruciale. È necessario considerare vari fattori, che possono differire da un Paese all'altro, come la possibilità di scegliere candidati o partiti, i programmi elettorali e i candidati stessi. Le Conferenze Episcopali degli Stati membri possono offrire utili orientamenti basati sulla promozione della dignità di ogni persona umana, la solidarietà, l'uguaglianza, la famiglia e la sacralità della vita, la democrazia, la libertà, la sussidiarietà e la salvaguardia della "casa comune".

In questo contesto, la CEI ha indicato ai cattolici di privilegiare coloro che credono «nel progetto europeo di un’Europa unita nella diversità, forte, democratica, libera, pacifica, prospera e giusta». Tutti sono chiamati a portare avanti questo progetto esprimendo il proprio voto e scegliendo responsabilmente i deputati che rappresenteranno i valori cristiani e lavoreranno per il bene comune nel prossimo Parlamento europeo.

Rappresentazione artistica del Parlamento Europeo in sessione

Il voto dei giovani e l'impegno in politica

Molti giovani voteranno per la prima volta, alcuni a soli 16 anni. I vescovi incoraggiano vivamente i giovani a esercitare il loro diritto di voto e a costruire così un'Europa che assicuri loro il futuro e risponda alle loro più genuine aspirazioni. Si incoraggiano anche i giovani cattolici europei che sentono la chiamata a impegnarsi in politica a seguire questa vocazione, preparandosi adeguatamente, sia intellettualmente che moralmente, a contribuire al bene comune in uno spirito di servizio alla comunità. Questo appello ai giovani studenti è esteso a tutti i cittadini europei.

Pace, fine vita e le sfide italiane

La CEI ha espresso preoccupazione per la "tenuta del sistema Paese" e per le aree depresse e in crisi, con progressivo spopolamento e scarsi servizi. Un'altra preoccupazione riguarda i "venti di guerra" in Europa. I vescovi italiani affermano che «non possiamo rassegnarci a un aumento incontrollato delle armi, né tanto meno alla guerra come via per la pace. L’Italia - l’Europa no? - ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Il Cardinale Zuppi ha anche affrontato il tema del fine vita, ribadendo che per la Chiesa italiana «le cure palliative, disciplinate da una buona legge ma ancora disattesa, devono essere incrementate e rese nella disponibilità di tutti senza alcuna discrezionalità di approccio su base regionale, perché rappresentano un modo concreto per assicurare dignità fino alla fine oltre che un’espressione alta di amore per il prossimo. La piena applicazione della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, inoltre, è ulteriore garanzia di dignità e di alleanza per proteggere la persona nella sua sofferenza e fragilità».

Questo è un passaggio esplicito che mostra il dissenso verso decisioni come quella dell'Emilia Romagna, che ha introdotto l'accesso al suicidio medicalmente assistito in modo gratuito per il paziente richiedente, con un iter che prevede la messa in atto entro 42 giorni dalla domanda.

Il Cardinale Zuppi ha sottolineato come le parole di Papa Francesco sulla pace, anche se a volte fraintese, siano «sofferta e drammatica condivisione di un dolore che non potremo mai misurare», vivendo l'umanità «un lunghissimo Venerdì Santo» insanguinato da conflitti e guerre. Ha invitato gli Stati e i popoli europei a riscoprire la loro vocazione originaria, improntando le relazioni internazionali alla cooperazione e auspicando che le prossime scelte per il Parlamento europeo portino a istituzioni votate a politiche di pace e disarmo.

L'Italia ha bisogno dell'impegno di ciascuno, di responsabilità e di partecipazione. Il crescente astensionismo è sintomo di un disagio che deve essere ascoltato. Agli eletti si chiede di svolgere il loro mandato come "un’alta responsabilità", al servizio di tutti, a cominciare dai più deboli. L'agenda dei problemi del Paese è fitta: povertà in aumento, inverno demografico, protezione degli anziani, divari territoriali, transizione ecologica, crisi energetica, difesa dei posti di lavoro (soprattutto per i giovani), accoglienza e integrazione dei migranti, superamento delle lungaggini burocratiche e riforme democratiche. Queste sfide richiedono un impegno di tutti e in piena sintonia con l'Europa.

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