La Basilica di San Lucchese a Poggibonsi rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura religiosa in stile gotico nella Valdelsa. Le sue origini affondano nel sito dove originariamente sorgeva la chiesa di Santa Maria in Camaldo.
Le Origini e l'Arrivo di San Francesco
La tradizione narra che nel 1220, durante il suo secondo viaggio nella zona, a frate Francesco d'Assisi venne concessa dal comune di Poggiobonizio la chiesa di Santa Maria de Vico Camalduli, insieme a due case. Fu in questo luogo che Francesco incontrò San Lucchese, figura che la storia ricorda come il primo terziario francescano. Successivamente, la chiesa venne dedicata proprio a lui.
Inizialmente, i frati francescani si limitarono a restaurare la chiesetta romanica preesistente. Tuttavia, il 28 ottobre 1236, papa Gregorio IX autorizzò la costruzione di una nuova chiesa. Il finanziamento dell'opera fu possibile grazie a numerosi lasciti da parte dei poggibonsesi, donazioni che aumentarono considerevolmente dopo la morte di San Lucchese nel 1251.

Sviluppo e Trasformazioni nel Tempo
Nel 1440, il convento passò alla congregazione dell'Osservanza. Tra il 1461 e il 1580, la sede fu scelta per ben 25 convegni della congregazione, testimoniando la sua importanza all'interno dell'ordine francescano.
Un evento significativo si verificò il 3 giugno 1580, quando parte della facciata della chiesa subì un crollo. Come descritto in un resoconto dell'epoca, «i 3 ultimo cavalletti della nostra chiesa di San Lucchese, all'ore 12, smossi i travicelli che erano incastrati circa un palmo nella superficie del muro dinanzi, cascò braccia 12 di altezza e 24 di larghezza e più della detta facciata, essendo tutta spiccata dal lato sinistro verso il convento». Questo evento portò a dubitare di una rovina molto maggiore, ma i lavori successivi videro la realizzazione del portale, della cuspide e la costruzione del loggiato in facciata.
Nel 1810, in seguito alle leggi napoleoniche, il convento fu soppresso e i frati furono allontanati. Questo periodo segnò un momento di abbandono e declino.

Restauri e Conservazione
Nel 1895, le cappelle della chiesa risultavano gravemente lesionate. Tra il 1903 e il 1905, e successivamente nel 1910, furono intrapresi importanti lavori di restauro. Vennero ripristinati il finestrone e l'oculo in facciata, e la cappella di San Lucchese fu restaurata dall'architetto Giuseppe Castellucci.
La chiesa, che in origine doveva essere stata abbandonata all'inizio del Duecento, fu trasformata in stile gotico su disegno di frate Elia e dell'architetto Nicoletto, come ricordato da una lapide sulla facciata datata 1252. Le cappelle absidali furono completate nel 1346.
Nel 1938, la chiesa ottenne il titolo di Basilica Minore, in riconoscimento della presenza al suo interno delle reliquie del primo francescano terziario.
Architettura e Opere d'Arte
L'edificio presenta il tipico impianto mendicante, con una facciata a capanna preceduta da un semplice portico (oggi un portico seicentesco). La parte superiore della facciata è aperta da un oculo. Il campanile è di costruzione moderna.
Sulla destra della chiesa si apre il chiostro, risalente al XVII secolo e affrescato con le Storie di San Francesco da Nicomede Ferrucci.

L'interno della basilica è caratterizzato da un'unica, vasta navata illuminata da finestroni gotici con arco acuto. La navata è conclusa da tre cappelle absidali con volte a crociera. Il soffitto è a travature scoperte.
Tra le opere d'arte di rilievo:
- Nella parte sinistra della navata si trova l'affresco di San Nicola di Bari, opera di Bartolo di Fredi.
- Più vicino all'ingresso, è conservato il dossale di Giovanni della Robbia, datato 1517, raffigurante la Madonna col Bambino e santi. Quest'opera comprende anche l'altare in terracotta policromata dell'Immacolata Concezione, realizzato nel 1514 dallo stesso artista, con Sant'Anna che mostra la Madonna bambina, San Francesco e Sant'Antonio da Padova ai lati, Sant'Agostino e Sant'Ambrogio in alto, e nella lunetta l'Incoronazione della Madonna. Nella parte inferiore sono presenti tre bassorilievi raffiguranti San Francesco con le stigmate, l'Annunciazione e Sant'Antonio che predica ai pesci.
- Nel transetto sinistro, nella cappella di San Lucchese, si conservano affreschi di Cennino Cennini con le Storie della vita di Santo Stefano (1388), accanto a opere più recenti di Arturo Viligiardi (1910) raffiguranti San Lucchese vestito dell’abito della penitenza, Lucchese che porta un malato all’ospedale, Lucchese in estasi davanti all’ingresso della chiesa e La testa del Santo resiste alla prova del fuoco.
- Nella parete sinistra si trovano anche affreschi di Oreste Puccioni e Bartolo di Fredi.
- Nella sagrestia è presente un'alzata di credenza con 17 figure di santi dipinte da Memmo di Filippuccio all'inizio del XIV secolo.

Sull'altare maggiore, costruito in arenaria, è presente un'iscrizione datata 1300.
Un'importante opera d'arte, la "Madonna in trono col Bambino, angeli e sante" (1355) di Taddeo Gaddi, originariamente parte della basilica, è oggi conservata agli Uffizi. Una riproduzione di quest'opera è stata donata alla basilica nel 2024.
Nel 1810, a causa delle soppressioni napoleoniche, i frati minori furono allontanati dalla chiesa e vi poterono ritornare solo nel 1935. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si susseguirono diversi restauri, tra cui quelli del 1903-1905 e del 1910.
La basilica di San.Lucchese Poggibonsi Toscana
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