La Repubblica delle Banane di Svervegia, patria di Nonciclopedia, si vanta di una storia millenaria, costellata di eventi bizzarri e conquiste improbabili. La sua genesi risale al 3 d.C., quando da una scissione dell'impero Persico nacque l'Impero di Svervegia.
Le prime guerre e le conquiste territoriali
La nascita dell'impero non fu pacifica. I Persiani rivendicarono il loro territorio, dando il via alla prima guerra Svervegio-Persica. Nonostante l'esito incerto, la guerra fu vinta dall'Impero Svervegio, grazie, si narra, alle difficoltà dei Persiani, "essendo pesci", a respirare all'aria aperta e alla loro mancanza di pollici opponibili. La vittoria assicurò alla Svervegia lo Zabizistan, l'Unione Dietetica e parte dell'isola di Ponza.
La Grande Divisione e la riunificazione
Nel 1203, l'espanso impero svervegese, dopo aver conquistato l'Olandimarca e il Belgioburgo, subì la "Grande Divisione svervegese a due cifre e senza resto", venendo spartito in Impero di Svervegia del Nord e Impero di Svervegia del Sud. Questa scissione durò circa quarantatré anni, fino al 1378, quando l'impero si riunì, trasformandosi in una repubblica.
Declino e eventi bizzarri
Il declino della potenza svervegica iniziò nel 1566 con una serie di guerre contro Scozia, Pruzza, Polandia, per poi culminare in un'autodichiarazione di guerra che pose fine alla sua egemonia. Nel 1801, poco dopo la sua fondazione, una carica di bufali campani distrusse il primo palazzo presidenziale, costruito su fondamenta di mozzarella, costringendo l'architetto Ben Turpin a riprogettare il nuovo palacio presidencial telephonico, noto per il suo aspetto anonimo da fabbricato di periferia.
Nel 1812 scoppiò una guerra civile per la spartizione di un pezzo di formaggio, mentre nel 1878 la Svervegia intraprese la prima guerra con l'America, mettendo in mostra strategie innovative. Tra queste, la "Staffetta", in cui tutti i componenti dell'esercito (tre, pari agli abitanti) si passavano l'unico fucile disponibile.

Dopo la vittoria, l'esercito di criceti svervegesi divorava i cadaveri delle vittime per risparmiare sul cibo e ripulire il territorio. Nel 1885, la fondazione del festival Oscarrafone consacrò il premier Zynaxtal II come "latrin lover" e grande idraulico reale. La prima coppa Scarrafone fu assegnata a Maria de Filippi, Indro Montanelli e Silvan.
La politica e il potere
Nel 1911 venne scritto l'inno nazionale "La cavalcata dei mille rutti" dal cantante lirico Enrico Pallazzo. Il leader massimo Ustronzio XXIII fu "eletto" nel 1951, dopo elezioni "democratiche" che deposero l'ex premier Zynaxtal II. Tuttavia, un colpo di stato portò al potere Grande Puffo. Si vocifera di una lotta per il potere con l'ex re di Nabbolandia, XZell.
La Svervegia contemporanea
Nel 2012, la Svervegia è in guerra con lo Spagnogallo, e la Francermania ha bloccato ogni rapporto commerciale con il paese. Durante il lancio inaugurale di una navetta, questa ebbe un incidente con una mucca, esplodendo ma lasciando illeso il "bovino" svervegese.
Cultura e società
La Svervegia è caratterizzata da una cultura unica. La temperatura media è elevata, e il surriscaldamento è un problema legato al sovraffollamento. Gli abitanti sono chiamati Svervegesi (maschi) e Svergognate (femmine). La popolazione è in aumento esponenziale.
La cucina svervegese è rinomata per sapori e usanze sconosciute altrove. Il consumo energetico è esorbitante (0.1 KWh al giorno), dovuto all'alimentazione della lampadina del palazzo presidenziale. La fattoria dei "rotti in culo" è un luogo leggendario.
Il canale televisivo più visto è Hitler Channel, considerato da molti l'unica fonte di cultura. Il quiz televisivo "Cultura moderna svervegese" offre la possibilità di vincere 5.000.000 sesterzi svervegesi indovinando chi si nasconde in una cabina telefonica. Data la popolazione di tre abitanti, di cui uno conduce e un altro è concorrente, la vincita sembra assicurata.
Ogni tre anni e centoquarantasette giorni si tiene il "DoDiPetto Film Festival", con proiezioni di film di "livello mentale apocalittico". Gli spettatori vengono legati a poltrone chiodate per assistere a capolavori come "Pomodori secchi morti alla fermata del trans" e "Metti giù la scopa (e usa lo sturacessi)".
Il "Vaccabolario" elenca definizioni umoristiche di parole comuni, come:
- Abbacchiato: Arrosto d'agnello troppo cotto.
- Abbattimento: Pugno poderoso sulla mascella.
- Abbazia: Sorella della madre di un famoso complesso musicale svedese degli anni '60.
- Abbecedario (1): Esclamazione stupita di chi si stava per dimenticare Dario.
- Abbecedario (2): Esclamazione sollevata di Cambise che si stava per dimenticare il figlio dal nonno Ciro.
- Abbiategrasso: Opulento paese lombardo.
- Abbigliare: "A prendere" un'aspirina perché si ha il raffreddore.
- Abiscìare: Quando un negro va in bagno.
- Aboccatura: Espressione sicula per definire un bavaglio.
- Abbondonte: Congiunzione letteraria fra I Promessi Sposi e La Divina Commedia.
- Abbondantemente: Contrario di "A Berlino Petrarca dice la verita'".
- Abbondanza: Ballo di don Abbondio ne "I Promessi Sposi".
- Abbottonato: Venuto alla luce con un'esplosione.
- Abelardo: Grasso del fratello di Caino.
- Abete: Proprietario di malattia del sangue, detta appunto "di Abete".
- Abetone: Enorme conifera in provincia di Pistoia.
- Abilitare: Soldato molto capace.
- Abitare: Confezionare vestiti.
- Abituale: Vestito da cerimonia.
- Ablatore: Robusto portatore medievale di canonici sfaticati.
- Abusio: Insulto romanesco political correct.
- Abuso: Dell'uso del buso che si verifica nei giovani gay.
E così via, con centinaia di altre definizioni che coprono un'ampia gamma di argomenti, dall'anatomia alla cucina, dalla politica alla religione, sempre con un taglio ironico e dissacrante.