La Grotta di Lourdes a Chiampo è un luogo di profonda devozione che richiama migliaia di pellegrini ogni anno. Essa è una copia esatta, per dimensioni e fattezze, dell'originale grotta di Lourdes in Francia, e rappresenta un punto di riferimento spirituale per l'intera vallata.

La Genesi della Grotta di Chiampo e la Figura del Beato Claudio Granzotto
La realizzazione della Grotta di Lourdes a Chiampo è strettamente legata alla figura del Beato Claudio Granzotto (al secolo Riccardo), nato nel 1900 a Santa Lucia di Piave (TV). Dopo aver conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia e lasciato una promettente carriera da professore, Granzotto indossò il saio francescano, dedicandosi a una vita al servizio degli altri, in preghiera e povertà.
Tra il 1933 e il 1935, Granzotto edificò la grotta di Lourdes a Chiampo, scolpendo con maestria la statua della Vergine in marmo di Carrara e quella di Santa Bernadette in pietra del Chiampo. Il Beato Claudio Granzotto morì il 15 agosto 1947 per un tumore al cervello. Il suo motto, "aiuterò e consolerò tutti", riassume la sua esistenza dedita al prossimo. È stato beatificato nel 1994, e la sua figura carismatica di frate scultore continua a contribuire in modo significativo ad attirare turisti e visitatori al sito.

La Storica Pieve di Chiampo e la Comunità Francescana
La Pieve, antica chiesa di Chiampo, è stata un luogo devozionale per l’intera vallata fin dal Mille. Sebbene l'antica chiesa sia stata demolita nel 1962 per realizzare l’attuale edificio, la sua storia è intrinsecamente legata alla presenza francescana e alla devozione locale. Nel 1867, i primi frati, scacciati da Vicenza dopo la soppressione dei beni religiosi da parte dello Stato, giunsero alla Pieve. Accolti dal sindaco Antonio Fracasso e dal parroco don Orazio Faggian, trovarono asilo nella vecchia casa del sacrestano, da cui ebbe inizio il cammino della comunità francescana della Pieve.
Sopra la porta laterale dell'antica Pieve, come testimoniato da foto storiche, era visibile una lapide posta nel 1866, in occasione del 15° anniversario della morte del sacerdote e amico di Giacomo Zanella, don Paolo Mistrorigo.

Don Paolo Mistrorigo: Intellettuale e Amico di Giacomo Zanella
Don Paolo Mistrorigo nacque nel 1804 a Chiampo. Dopo aver studiato filosofia e teologia, venne ordinato sacerdote nel 1828 e divenne maestro del collegio comunale Cordellina in S. Marcello. Acceso patriota, insegnò Filologia e Storia al liceo di Vicenza nel 1841 e fece parte della prestigiosa Accademia Olimpica. Scrisse numerose poesie, liriche e inni, pubblicati in varie collane tra il 1846 e il 1850. Morì il 3 agosto 1851.
Il celebre poeta Giacomo Zanella espresse la sua stima e affetto per Mistrorigo, affermando: «Reputo mia somma ventura essermi legato giovanissimo in amicizia con Paolo Mistrorigo, già professore di filologia e di storia nel liceo di Vicenza: bellissimo ingegno, di cui l’Italia ha vedute e lodate varie versioni da Orazio e da Ovidio. Eravamo nativi dello stesso luogo.»

L'Ode "Ad un'antica immagine della Madonna": Significato e Testo
L’ode “Ad un’antica immagine della Madonna”, dedicata alla statua della Madonna della Pieve del XV secolo, è un'espressione profonda di fede e riflessione. La poesia, incisa anche su una lapide all’esterno del convento, si articola in due parti contrastanti. La prima descrive l’“umile paesel” che, nella sua antica e devota fede, ricorre alla Vergine, trovando grazie e conforto nei dolori della vita. La seconda, per contrapposto, ritrae l’“audace secolo” XIX che, nella sua incredulità materialistica, cade nella superbia e vede la vita sempre più tormentata dal dubbio, dalla tristezza e dal freddo di una morte totale.
Un estratto della poesia recita:
Pel suo fedel sepolto e pe’ garzoni
Lontan lontano militanti accende
Povera cera e doni
Di pochi fior la vedovella appende,
Che conta i giorni e piagne.
Il "Derby" delle Grotte di Lourdes: Chiampo a Confronto con Trissino
Nel giro di una manciata di chilometri, tra la valle dell'Agno e quella del Chiampo, esistono due grotte della Madonna di Lourdes, una a Trissino e l'altra a Chiampo. Entrambe sono frutto della devozione e accomunate dal soggetto, ma presentano dinamiche sostanzialmente diverse. La Grotta di Chiampo è annualmente meta di migliaia di pellegrini, mentre quella trissinese, pur essendo un sito di grande valore affettivo, non rientra tra le tappe del turismo religioso su larga scala, rimanendo quasi un segreto gelosamente custodito dagli abitanti del luogo.
Don Lucio Mozzo, parroco di Trissino, spiega le differenze: «Non c'è nessuna proporzione tra le due grotte, non si può fare un confronto. La nostra grotta è conosciuta a livello locale. Il sito viene valorizzato una volta l'anno, alla fine del mese di maggio e del Rosario. In quell'occasione viene organizzata una celebrazione, nella quale i fedeli si spostano dalla vicina chiesa di Sant'Andrea alla grotta per una preghiera.»

Fattori Determinanti per il Successo della Grotta di Chiampo
I motivi della maggiore notorietà e afflusso di visitatori alla Grotta di Chiampo sono molteplici. Don Mozzo evidenzia: «La grotta di Chiampo è legata alla Pieve, la quale è un santuario. Da noi non ci sono santuari. In più, essa è opera di Beato Claudio Granzotto.» Pertanto, il legame con un santuario consolidato e la paternità di un frate scultore beatificato nel 1994, contribuiscono in modo significativo ad attrarre un vasto pubblico.
Gian Franco Masiero, membro della Pro loco trissinese, aggiunge un'ulteriore differenza strutturale: «La grotta di Chiampo è stata realizzata in cemento, mentre quella di Trissino è un anfratto naturale.»
La Grotta di Trissino: Origini e Caratteristiche Specifiche
La grotta trissinese fu inaugurata il 25 maggio 1961 dal vescovo di Treviso mons. Antonio Mistrorigo, che in quella data benedisse il sito, l'altare e le immagini della Madonna e di Santa Bernadette. Le due sculture che adornano la grotta sono opera di Felice Canton da Camisano. Il sito fu fortemente voluto dall'arciprete dell'epoca, mons. Florindo Lucatello, figura storica per Trissino, dove fu parroco per cinquant'anni. Profondamente devoto alla Madonna, il sacerdote volle dedicare il sito a lei, realizzando una fedele ricostruzione della grotta di Lourdes in Francia.

Potenziali Sviluppi e l'Influenza di Eventi Straordinari
Riguardo alla possibilità che la grotta trissinese possa ambire a diventare un'importante meta di pellegrinaggi, magari con investimenti mirati, don Mozzo si mostra scettico: «No, non c'è alcuna prospettiva, in tal senso. A meno che non si verifichi qualche miracolo.»
Tuttavia, il recente esempio del Santuario di Santa Libera a Malo dimostra come eventi straordinari possano influenzare l'afflusso di fedeli. Il santuario ha infatti registrato un rilevante aumento delle visite in seguito alla notizia della guarigione miracolosa di una bambina veneziana. Durante la gravidanza della madre, i medici avevano diagnosticato gravi problemi di salute alla bimba. I genitori si erano recati a pregare la Madonna protettrice delle partorienti al santuario maladense, e successivamente la piccola era nata perfettamente sana. Un evento simile alla grotta di Trissino, unito alla particolare conformazione del luogo e alla suggestione che potrebbe evocare, potrebbe teoricamente portare il sito religioso a un maggiore successo.