Francesco Scognamiglio: La Filosofia della Moda, l'Arte della Couture e il Legame con Madonna

Francesco Scognamiglio, couturier di Pompei, classe 1975 e con un passato da Versace, ha sempre vissuto il suo lavoro come un esercizio di evoluzione umana e di stile. Per lui, la creatività è tutta una questione di capacità e know-how. Lo stilista nutre una profonda convinzione che gli italiani possiedano una grande cultura della moda, un elemento che deve continuare a essere parte integrante del nostro DNA e che necessita di rispetto. Come egli stesso afferma, "la moda ha bisogno di attori e non di comparse".

Una Visione Critica del Sistema Moda

Scognamiglio esorta gli stilisti a un nuovo senso di rispetto verso se stessi e il Paese, per dare nuova linfa al genio custodito nell'italianità. Ha spesso criticato la frenesia e il caos che hanno caratterizzato il settore negli anni recenti, con troppi personaggi che si sono improvvisati stilisti e molti incompetenti che non sanno come si costruisce un abito o la tromba di una spalla. «È veramente arrivata l’ora di resettare e mi auguro che questo momento sia servito a tanti per cambiare direzione», dichiara lo stilista, richiamando l'esigenza di un nuovo equilibrio, come già espresso da Giorgio Armani.

Francesco Scognamiglio ritratto in studio con bozzetti

La Necessità di Razionalità e un Cambio Drastico

Scognamiglio stesso ha vissuto in prima persona la pressione di un sistema frenetico, arrivando a creare sei collezioni l'anno, tra pre-collection, sfilate e couture. «Allora ho detto: “Stiamo per andare a schiantarci contro un muro”». Questa consapevolezza lo ha portato a sperare che le recenti difficoltà possano "rimettere in riga" il sistema e i suoi attori, introducendo una maggiore razionalità. Egli auspica che il mondo della moda possa rinascere in maniera meno frenetica, con un cambio drastico del sistema.

Il Ruolo del Creatore e il Valore del "Made in Italy"

Da napoletano, Scognamiglio è fiero della cultura della sartoria e della creatività del Sud, sostenendo che qui vi sia più genio che in ogni altra parte del mondo. Tuttavia, sottolinea la necessità di dare più rispetto alla figura dello stilista, che negli anni è stata spesso offuscata da professioni come stylist, top model e art director, le quali, a suo parere, hanno preso il sopravvento. «Il potere non può essere di uno stylist. Lui deve essere un complemento per dare all’immagine una forza e un’identità che le consentano di essere riconosciuta, ma l’identità è nostra e nessuno deve toccare il nostro lavoro», ribadisce con fermezza. Per Scognamiglio, il "Made in Italy" deve essere protetto e valorizzato, guardando alle competenze italiane senza essere esterofili. «Dobbiamo proteggerla dando più valore alle nostre competenze, non essendo esterofili e guardando agli Stati Uniti come al gotha. Da oggi in poi comandiamo noi, chi vuole stare alle nostre condizioni ci stia».

Critica alla Comunicazione e al Mondo degli Influencer

Il mondo della comunicazione è un altro aspetto che Scognamiglio ritiene corrotto. Pur rispettando le persone, non ha mai avuto considerazione per gli influencer. Sostiene la necessità di professionisti che sappiano tradurre il lavoro degli stilisti, "penne che sappiano scrivere e non di cosce da far vedere". Ha sempre assegnato le prime file delle sue sfilate a chi veramente sa raccontare la moda, senza mai invitare influencer, nemmeno Chiara Ferragni. Tuttavia, su quest'ultima, il suo giudizio è oggi diverso: «Oggi non guardo a lei come a un’influencer. È un’imprenditrice di grandissimo valore e una persona molto gentile».

Il Legame Profondo con Madonna: Dalla Prima Volta al Madame X Tour

Francesco Scognamiglio ha costruito un universo estetico che ha conquistato numerose celebrità della musica e del cinema, da Lady Gaga a Beyoncé, Björk, Kylie Minogue e Nicole Kidman. Tra queste, Madonna occupa un posto speciale. La "Material Girl" è stata la prima star planetaria a indossare un suo capo nel 2008, una camicetta di chiffon immortalata negli scatti del fotografo brit Tin Munro. Scognamiglio, fan di Madonna da quando aveva otto anni, ricorda ogni dettaglio degli abiti creati ad hoc per lei.

Bozzetto del vestito di Madonna per il tour Madame X

La Sfida del Tour Madame X

L'ultima impresa che ha visto Scognamiglio vestire Madonna è stata il suo tour Madame X. Nell'estate precedente al tour, lo stilista fu contattato dal team di Madonna per creare parte dei costumi, in particolare la sezione "latina, fado". Nonostante il forte desiderio di Scognamiglio di partecipare, la conferma di Madonna tardava ad arrivare. La situazione si sbloccò solo ad agosto, con un'urgenza incredibile: creare l'abito per la prima data del 7 settembre, con la prima prova look fissata per il 2 settembre. «Ma i miracoli esistono, non li fa soltanto la Madonna di Pompei. Li ho fatti anch’io», racconta Scognamiglio, che in quattro giorni coinvolse una nota azienda italiana. L'incertezza sul fatto che Madonna avrebbe effettivamente indossato il suo abito durò fino all'ultimo. La conferma arrivò il giorno dopo il concerto, con una notifica su Instagram: «Madonna ti ha taggato in un suo post».

L'Abito Ispirato a un Cielo Stellato e l'Incontro Emozionante

L'ispirazione per l'abito del tour Madame X fu un cielo stellato. Una notte a Capri, Scognamiglio disegnò un abito in chiffon blu notte tempestato di zirconi e cristalli, trasparente. L'incontro più bello, però, avvenne il 12 gennaio a Lisbona, quando Madonna lo invitò sul palco, gli dedicò la serata e lo abbracciò. «È stato molto toccante, non me l’aspettavo perché mi era stato nascosto tutto», ricorda lo stilista. In un altro gesto di vicinanza e affetto, Scognamiglio ha regalato a Madonna, dopo la perdita del fratello, un ostensorio simile a quello che si può trovare nella sua casa, oggi custodito nella casa di New York della star e contenente una croce.

Il Santuario Personale: L'Atelier e la Casa di Milano

Francesco Scognamiglio, pur vivendo a Milano da vent'anni, ha un legame indissolubile con Napoli. La sua casa-atelier milanese è un vero e proprio "santuario personale", un luogo che, pur essendo non lontano dalla Stazione Centrale, sembra un'estensione della Napoli barocca e nobile, come quelle ritratte nei film di Sorrentino. Decorata con gargoyle e creature mostruose sulle facciate, la casa per Scognamiglio è un luogo di protezione e ispirazione.

Interno dell'atelier di Francesco Scognamiglio a Milano

Fede, Simmetria e Bellezza

Gli angeli, che lui interpreta come i figli che non ha avuto, sono onnipresenti, dai putti in ceramica di Capodimonte ai neoclassici in bronzo. Scognamiglio crede profondamente nella religione cattolica, nella simmetria e nella bellezza che "deve essere protetta", simboleggiata da frammenti del volto in gesso dell'Apollo del Belvedere custoditi sotto campane di cristallo. La sua casa è un tripudio di ripetizioni e numeri, in particolare il due e il tre: tre sezioni all'ingresso, tre sequenze di stucchi, tre cornici che replicano uno specchio ottocentesco, e i tre colori base - bianco, nero e oro - che rappresentano le forze cromatiche della Chiesa, del potere e della solennità, rimandando alle sue origini pompeiane. Ogni mattina si sveglia di fronte a una statua di Cristo e nel suo bagno c'è un'acquasantiera al posto del lavandino, ma il suo sguardo si posa anche sugli dei, i guerrieri e gli eroi della sua gipsoteca all'ingresso, creando un'armonia tra sacro e profano.

Napoli nel Cuore di Milano

Nella sua casa milanese, Napoli è ovunque. Dallo specchio barocco nella sala da pranzo, che si riflette su vasi dorati appartenuti alla villa di Franco Zeffirelli a Positano, al corallo nero ottocentesco che disegna ombre sulle pareti. Questi pezzi d'arte, scovati in giro per il mondo, sono per lui "pezzi di te sparsi nel mondo", frutto di una "continua e frenetica ossessione". Persino Lady D, che Scognamiglio ha avuto l'onore di incontrare nel 1995 da Versace, entra nella narrazione, attraverso il racconto di un tavolo da giardino che aveva tentato di acquisire a un'asta a Los Angeles. La sua camera da letto ospita chandelier italiani di metà Ottocento, nudi accademici maschili di autori francesi e un San Giovanni Battista dipinto da M. Thirionet.

Nuovi Inizi e Progetti Futuri: Il Rinascimento di Scognamiglio

Recentemente, Scognamiglio ha festeggiato i suoi primi cinquant'anni a Napoli, una città in grande fermento. Ha ricomprato il marchio che porta il suo nome dal fondo di investimento Y Capital Management, un percorso definito come una "lunga e sofferta trattativa". Questo segna un nuovo capitolo, un "nuovo Rinascimento" come spesso definisce il futuro in cui desidera entrare, dove la moda e la vita quotidiana possano portare a maggiore felicità e ordine.

The Renaissance: Un Evento a Palazzo Reale

Il prossimo 26 giugno, Scognamiglio presenterà l'evento "The Renaissance" a Palazzo Reale a Napoli, dove esporrà una piccola collezione di alta moda per la Fall-Winter 2025/26. Saranno quindici abiti esclusivi, pezzi unici lavorati da ricamatori, ispirati agli affreschi e agli stucchi del palazzo, trasformati in creazioni impreziosite da ricami, piume e veli di chiffon. «Da sarto, prendo un fregio, uno stucco, un dipinto di Caravaggio, prendo il Cristo velato e immagino un vestito. Voglio dimostrare ciò che so fare, cioè lavorare artigianalmente», spiega, ribadendo la sua critica agli stilisti improvvisati. L'obiettivo è incontrare le clienti con un'umanità che si è persa, celebrando la bellezza di Napoli e sostenendo il restauro di opere d'arte esposte nel Palazzo.

Espansione nell'Interior Design e l'Estetica Non Minimalista

Tra i nuovi progetti, Scognamiglio lancerà anche una linea di arredi al prossimo Salone del Mobile di Milano e curerà l'interior design di un albergo. L'ispirazione sarà la sua estetica, traendo suggestioni da Pompei, il suo luogo di nascita. La sua moda, così come il suo approccio alla vita, è tutt'altro che minimalista. «Un napoletano non può essere minimalista! La mia moda è ricca, la mia estetica è di una sensualità quasi religiosa!». Ricorda con orgoglio un cappotto di broccato realizzato per Parigi nel 2016, impreziosito da cabochon di porcellana e centinaia di ore di lavoro artigianale, un pezzo d'arte acquistato da una principessa araba. Nonostante la complessità e la "follia" di tali creazioni, la sua risposta è ferma: «Tutta la vita. Io faccio solo cose da psicopatico».

tags: #francesco #scognamiglio #madonna