Il Duomo di Erice, noto anche come Chiesa Madre o Real Chiesa Madrice Insigne Collegiata, è il principale luogo di culto della cittadina siciliana di Erice, situato in piazza Matrice, a pochi passi dall’imponente Porta Trapani. La costruzione del Duomo ebbe inizio nel 1314 per volere di Federico III d'Aragona, sovrano del Regno di Sicilia, utilizzando materiali provenienti da strutture preesistenti, tra cui il vicino tempio pagano dedicato a Venere Ericina. L’edificio, rimaneggiato nel corso del tempo, è in stile gotico chiaramontano per quanto riguarda l'esterno.
L'interno del Duomo di Erice si presenta a pianta basilicale a tre navate, separate da colonne corinzie a fascio. A seguito di crolli parziali avvenuti nel 1853 e nel 1857, l'interno fu ristrutturato in stile neogotico dall'architetto Francesco La Rocca, conferendo all'edificio l'aspetto attuale. Questo stile si manifesta in un ambiente dove le volte del soffitto sembrano un pizzo prezioso, e lo sguardo prosegue incantato verso le magnifiche e delicate decorazioni che rendono l'interno luminoso e prezioso.
L'Altare Maggiore e l'Ancona Marmorea di Giuliano Mancino
Il transetto davanti al presbiterio interrompe la fuga delle navate, conducendo tutte e tre le navi della chiesa nell'unico cappellone che accoglie gli stalli del coro ligneo, rifatto nel 1815. Qui, al centro, si trova l'opera di grande impatto visivo: l'ancona marmorea che sovrasta l'altare maggiore.

Questo polittico in marmo, realizzato nel 1513 dallo scultore Giuliano Mancino, è un elemento focale dell'interno. Nel nastro di base raffigura Gesù con i dodici apostoli e alcuni padri della chiesa. Il corpo dell'opera presenta una nicchia centrale più grande, affiancata da altre quattro nicchie. Nella nicchia centrale è posta la Vergine "Tenda dell'alleanza" assisa in trono con il Bambino in braccio, sovrastata da un tabernacolo. Alla destra della Vergine, si trovano i Santi Pietro e Giovanni Battista, mentre alla sua sinistra stanno i Santi Paolo e Giuliano. Più in alto, delle formelle scolpite a bassorilievo narrano le scene della Passione e della Resurrezione di Cristo.
È bellissimo rimanere ad ammirare quella candida ancona per poi alzare lo sguardo e seguire l’intreccio di trafori, le costolature ritorte e i disegni arabescati che si impreziosiscono sopra le finestre e l’altare maggiore. Tutto, in questo spazio, è dominato dal bianco.
Le Cappelle Laterali della Navata Sinistra
Nella navata sinistra del Duomo si aprono diverse cappelle che custodiscono importanti testimonianze di fede e arte.
La Cappella della Madonna di Custonaci
All'interno di questa cappella è conservata l’immagine della Madonna di Custonaci, la patrona del borgo medievale. Una lapide marmorea interna elenca le date e i motivi che spinsero, nei secoli, i cittadini ericini a trasportare il quadro della patrona, testimoniando la profonda devozione.

Altre Cappelle
Sempre all’interno della navata sinistra si aprono altre due cappelle. In una di queste è conservata una pregevole pala del 1767, raffigurante l’Incoronazione della Vergine, un'ulteriore opera che arricchisce il patrimonio artistico della chiesa.
Altre Opere d'Arte e Arredi Sacri
Oltre agli altari e alle pale maggiori, l'interno del Duomo di Erice custodisce altri significativi arredi sacri e opere d'arte che completano il suo valore storico-artistico:
- Un'acquasantiera cinquecentesca in marmo, testimonianza dell'epoca rinascimentale.
- Due pale ad olio di notevole interesse: una raffigurante Sant’Isidoro Agricola, opera di Orazio Ferrere del 1622, e una Crocifissione databile alla metà dell’Ottocento.