Situata in Istria, sul Golfo del Quarnaro, in una posizione riparata ai piedi del Monte Maggiore, con il picco Vojak a 1401 m, Abbazia si estende per 68 km² ed è circondata da boschi di lauro e parchi. Il suo territorio, caratterizzato da un clima relativamente mite, con agosto come mese più caldo e gennaio il più freddo, ha avuto una vocazione turistica da tempi remoti.
Le Origini Antiche: Dal Popolo Liburno all'Era Romana
La storia di Abbazia risale a tempi antichi. Gli abitanti attuali sono discendenti del popolo dei Liburni, presenti in questa regione dal IX secolo a.C. Erano conosciuti come abili navigatori e costruttori di navi veloci, realizzate con assi "cucite" tra loro con la corda. Le loro navigazioni li portavano fino all'Africa del Nord e all'Asia Minore. Una caratteristica distintiva della loro cultura era la venerazione delle donne, che sostenevano il culto degli antenati. Le credenze dei Liburni erano basate su divinità antiche, soprattutto femminili, tra cui Anzotika, Ika, Irija e Sentona, e adoravano anche il dio Silvano.

Dopo lunghe battaglie con i Romani, i Liburni persero il potere e Roma prese il controllo dell'intera area locale. Durante l'epoca romana, probabilmente sorsero delle ville patrizie nella zona, data la vicinanza della romana Castrum Laureana, l'odierna Laurana, e di Tarsatica (Fiume), fondata nel 60 a.C. La zona della Liburnia venne poi inclusa nei confini dell'Italia romana, sebbene non nella Regio X Venetia et Histria. La via Flavia, che collegava Tergeste (Trieste) a Pietas Julia (Pola) e costeggiava il litorale istriano, passava per Tarsatica. Per circa quattro secoli, il controllo diretto di Roma favorì un significativo sviluppo commerciale e culturale, cessando i contrasti tra le tribù locali.
Successioni Post-Romane e il Medioevo Regionale
Dopo la caduta di Roma nel V secolo, l'area fu occupata dagli Ostrogoti (489-526), facendo parte del Regno Italico sotto Teodorico il Grande. Nel VI secolo, con l'imperatore d'Oriente Giustiniano I, la Liburnia fu rioccupata, e il dominio ostrogoto terminò nel 553. Seguì una breve fase di restaurazione imperiale prima dell'insediamento dei Longobardi. Verso il 580 d.C., con la conquista di Sirmium da parte degli Àvari, nuclei di Slavi raggiunsero varie zone della Dalmazia e della Liburnia. Questi flussi migratori continuarono fino all'arrivo dei Franchi nel VII-VIII secolo, i quali, sotto Carlo Magno, estesero il loro dominio. La pace di Aquisgrana nell'812 definì i confini, restituendo il litorale a Bisanzio.
Nel XII secolo, Abbazia passò sotto il controllo del patriarca di Aquileia. Il territorio della futura cittadina era diviso tra due amministrazioni: la parte ovest apparteneva alla cittadina medievale di Apriano, mentre la parte est alla più lontana città di Castua. Dalla parte di Castua si sviluppò Volosca, un piccolo borgo di pescatori protetto da mura contro i pirati.
La Nascita di Abbazia e l'Importanza di Fiume
L'odierna Abbazia nacque con la costruzione della Chiesa di S. Giacomo e del monastero, menzionati per la prima volta nella prima metà del XV secolo. La chiesetta, eretta intorno al 1420 come abbazia dei benedettini profughi dall'abbazia friulana di San Pietro di Rosazzo, è ancora esistente e attorno ad essa si formò il primo abitato, che per secoli si identificò con il nome dell'abbazia. La chiesa, che nel tempo appartenne a vari ordini ecclesiastici (benedettini, agostiniani, paolini, gesuiti), è uno degli edifici più significativi della città.

Dalla metà del XVI all'inizio del XVIII secolo, Abbazia fu di proprietà degli Agostiniani di Fiume, per poi passare, alla fine del secolo, nelle mani della Chiesa. Questa dipendenza da Fiume è un legame storico duraturo. Fiume stessa, o Flumen, nel tardo Medioevo, dopo essere stata feudo dei Signori di Duino, divenne possedimento degli Asburgo e successivamente, nel 1530, ottenne lo status di Comune Libero, assicurandole autonomia e un ruolo centrale nella regione. L'elemento italiano si accentuò nella città, anche grazie alla fondazione di istituzioni come il Ginnasio gesuitico (1627), dove l'italiano era la lingua principale nei corsi inferiori. Nel 1719, Fiume ottenne lo status di porto franco da Carlo VI d'Asburgo, rafforzando ulteriormente la sua importanza regionale.
Un interessante episodio del Medioevo regionale, legato a Fiume, riguarda il trasporto delle "sacre pietre": nel 1291, una nave proveniente dalla Terra Santa approdò a Flumen, trasportando pietre che costituivano parte della Casa della Sacra Famiglia a Nazaret. Questo carico fu custodito a Tersatto, un'altura di Fiume, prima di essere trasportato a Loreto, nelle Marche.
L'Età d'Oro Asburgica e la Nascita del Turismo d'Élite
Con l'arrivo dell'Austria, Abbazia iniziò un periodo di grande progresso. L'anno 1844 è considerato l'inizio dello sviluppo e della trasformazione di Abbazia in un luogo d'élite. Fu allora che il patrizio fiumano Iginio Scarpa costruì Villa Angiolina, dedicandola alla moglie. Questa villa, un magnifico esempio di patrimonio orticolo e oggi sede del Museo croato del turismo, divenne un luogo di ritrovo dell'alta società viennese, contribuendo a far conoscere Abbazia in tutti i territori dell'Impero.

Il potenziale di Abbazia non sfuggì all'attenzione della Imperial regia privilegiata società delle ferrovie meridionali (Südbahn-Gesellschaft). Il suo direttore generale, Friedrich Julius Schüler, capì il valore della località e si adoperò, a partire dagli anni Settanta dell'Ottocento, per trasformarla in una meta turistica per le élite. Nel 1873, il porto di Fiume fu collegato alla rete ferroviaria, e negli anni Ottanta la Società delle Ferrovie meridionali finanziò la costruzione di resort lussuosi, bagni termali, promenade e altre strutture. Il 1884 vide l'inaugurazione del Grand Hotel Kvarner, il più antico hotel della costa adriatica, diventato presto il luogo preferito di re e imperatori europei della monarchia Austro-Ungarica. Nel 1889, Abbazia fu ufficialmente dichiarata il primo wellness resort sul Mare Adriatico.
Per Abbazia essere vista come una prestigiosa stazione di cura, furono investiti grandi sforzi, paragonandola alla città di Nizza. Fino al 1913, furono costruiti una dozzina di alberghi, 44 pensioni, 83 ville e persino 5 bagni termali, circondati da splendidi giardini botanici. Lo sviluppo turistico fu sostenuto anche dal dottore e balneologo austriaco Julius Glax, che, su iniziativa di Schüler, diresse lo sviluppo delle istituzioni mediche e delle attività sanitarie, producendo norme sanitarie e promuovendo l'interesse scientifico verso la talassoterapia.
L'atmosfera culturale viennese era presente anche nella località quarnerina, con la Bečka Kavana (Caffè Viennese) che divenne modello per i caffè della città, dove i nobili potevano leggere e socializzare. A testimonianza del ruolo di Schüler, un suo busto si trova ancora oggi nei giardini di Villa Angiolina. Tra le infrastrutture create in questo periodo spicca anche il Lungomare, una passeggiata costiera di 12 km che va da Volosca a Laurana, completata in tappe fino al 1911. Parallelamente, più nell'entroterra, si estende la passeggiata boschiva Carmen Sylva, dedicata allo pseudonimo della regina rumena Elisabetta, che qui trovava ispirazione per i suoi versi.
Valle delle Abbazie - Documentario
Tra Guerre Mondiali e Cambiamenti Politici
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale causò un brusco declino del turismo ad Abbazia, e la città visse un periodo di crisi. Con l'arrivo del Regno d'Italia, e successivamente del fascismo, la situazione non migliorò. È in questo periodo che la provincia di Fiume, di cui Abbazia faceva parte, fu teatro di tragici eventi. A partire dal settembre del 1938, vennero applicate le leggi razziali, portando all'internamento di molti ebrei residenti nella provincia. La perdita della cittadinanza e l'internamento degli ebrei stranieri, così come i respingimenti alla frontiera, furono applicati con particolare durezza nella provincia del Carnaro (nome italiano del Quarnero), sotto l'attenzione del prefetto Temistocle Testa.
I fascisti furono poi rimpiazzati da occupatori tedeschi nel 1943, che durarono fino al 1945. Dopo la liberazione, Abbazia fu annessa all'ex Jugoslavia. Nel 1947, in base al trattato di Parigi, passò in sovranità alla Jugoslavia, e in conseguenza di ciò, molti italiani, il cui numero era considerevolmente aumentato, esodarono. Durante questo periodo, il turismo di Abbazia cominciò di nuovo a prosperare.
Abbazia Oggi: Tra Tradizione e Futuro
Oggi, Abbazia è un importante centro turistico in continua espansione, con nuovi alberghi, campeggi e agriturismi. La città non è mai stata soltanto un luogo turistico, ma si distingue per le sue peculiarità che sono diventate simboli di una moderna città.
Punti di Interesse e Vita Culturale
- Chiesa di San Giacomo: L'edificio storico da cui la città prende il nome, situata nel cuore di Abbazia.
- Villa Angiolina: L'edificio che ha dato il via allo sviluppo turistico, ora sede del Museo croato del turismo, che racconta la ricca storia della città.
- Albergo Kvarner: Il primo hotel dell'Adriatico orientale, simbolo dell'era d'oro del turismo.
- La ragazza col gabbiano: Romantica scultura eretta nel 1956 sul lungomare, opera del maestro Car, è divenuta uno dei simboli di Abbazia.
- Parchi di Abbazia: Come il parco di San Giacobbe, un bellissimo giardino botanico di 3.64 ettari, suddiviso in 60 campi, con circa 150 specie di piante, e il parco naturale del Monte Maggiore, ricco di flora e fauna, con specie endemiche come la Campanula del Monte Maggiore e il grifone. I parchi abbaziani sono un connubio straordinario di piante autoctone (alloro, quercia) e numerose specie esotiche (magnolie, cedri, palme, sequoie, bambù).
- Mercato: Nel 1907 fu aggiunta la pescheria e Abbazia ottenne un mercato con un'architettura che si inseriva nei nuovi dintorni mondani. Il mercato coperto e la piazza antistante sono stati rinnovati nel 2010.

Abbazia dispone di scuole elementari e superiori, un moderno teatro all'aperto inaugurato nel 1932 e ampliato nel 1957, che d'estate funge anche da cinema, e molti locali di intrattenimento. La città è stata anche sede di importanti gare motoristiche nel circuito cittadino, dei Campionati italiani di scherma (1939) e di una tappa del Giro d'Italia (1940).
Sfide e Connessioni Europee
La costa croata ha ripreso il suo percorso turistico solamente alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Progetti come la pista ciclabile Parenzana (ex ferrovia Trieste-Parenzo) e il progetto europeo Riviera4Seasons2 (concluso nel 2019, che ha coinvolto Abbazia e Portorose) mirano a "destagionalizzare" il turismo sulla costa istriana. Tuttavia, paradossalmente, le ferrovie che a fine Ottocento resero possibile lo sviluppo turistico, sono oggi in uno stato spesso peggiore rispetto a 150 anni fa, evidenziando le sfide attuali nel mantenere le infrastrutture storiche.