La storia della nave Poma Santa Maria, naufragata nel 1607 sulle coste del Gargano Nord, vicino a Torre Mileto, offre uno spaccato affascinante di un evento storico dimenticato. Le fonti documentarie che narrano il saccheggio avvenuto nel lido di Santo Nicandro sono state pubblicate da Antonio Russo nel volume "Poma Santa Maria: un naufragio del 1607 a Torre Mileto", con un'introduzione di Filippo Fiorentino. La Poma era una marsiliana, un veliero mercantile di modeste dimensioni, che solcava le rotte dell'Adriatico, allora conosciuto come Golfo di Venezia, trasportando merci da Corfù alla Serenissima.
Tra i beni imbarcati e dispersi dopo il naufragio, oltre a generi di prima necessità come olio d'oliva e farina, figuravano anche articoli di lusso, tra cui un considerevole quantitativo di 1400 pelli di montone. Non risultavano invece imbarcati ufficialmente 12 cannoni e un numero imprecisato di archibugi, un vero e proprio arsenale di armi che, essendo di contrabbando, non era presente nelle liste di carico.
A differenza delle autorità inglesi, che in contesti simili non si preoccuparono di recuperare il contenuto dei container, le merci razziate a Torre Mileto furono prontamente recuperate dal commissario al contrabbando don Rodrigo di Salazar. Ben 80 persone, protagoniste del saccheggio delle merci arenate, vennero arrestate e costrette a restituire il maltolto. L'obiettivo del recupero delle merci, prelevate dagli abitanti di San Nicandro, Rodi, Cagnano, Ischitella, Carpino e Peschici per essere poi vendute e i cui proventi destinati al Tesoro del Vicereame, fu tenacemente perseguito dalle autorità spagnole, in particolare da don Rodrigo, che fece incarcerare chiunque avesse sottratto parte del carico naufragato.
Don Rodrigo rischiò persino un conflitto di competenze con le autorità locali, le quali intendevano garantire il diritto di prelazione agli abitanti dell'Università. Per le popolazioni del Gargano, l'affondamento di un bastimento carico di merci rappresentava un evento provvidenziale, soprattutto in assenza di diritti legittimi avanzati da alcuno, nemmeno da Simon Batacchio, il "patron" della barca. Consapevole delle sanzioni per la merce scottante imbarcata clandestinamente a Corfù, Batacchio aveva raggiunto Venezia, abbandonando il relitto al suo destino.
Ciò portò al riversarsi delle popolazioni di tutti i centri del Gargano sulla spiaggia di Torre Mileto, per recuperare il materiale spiaggiato, ritenuto nullius, cioè di nessuno. Il disagio vissuto dalle classi povere del Promontorio in quel periodo era notevole. La dominazione spagnola, esercitata attraverso il potere dei Viceré, aveva generato malcontento a causa di ruberie e imposte gravose. Al clima di forte indigenza si aggiungeva il pericolo di continui attacchi dal mare da parte di corsari, pirati e predatori illirici.
L'interesse del Professor Antonio Russo per la Poma Santa Maria ebbe origine nel 1975, quando un gruppo di sub dei carabinieri di Taranto riportò a riva tre grossi cannoni avvistati nelle acque antistanti la torre di vedetta, segnalandoli alla Soprintendenza Archeologica della Puglia.
Ciò che fu recuperato nel relitto della marsiliana dai sommozzatori giunti da Peschici nel 1607, e che pretesero di essere compensati con un terzo del materiale riportato in superficie, includeva una balla di 1400 pelli, riconciate dagli artigiani di Peschici e Rodi per essere rivendute; quaranta cardovane; un'ancora; una gomena; i documenti di trasporto; un tabarro di panno; dodici staia di farina rotti; alcune schiavine pelose; uno staio d'olio; e due cannoni, le cui tracce andarono poi perdute.
Oggi, i tre cannoni del XVII secolo, parte del carico trasportato dalla Poma Santa Maria affondata nelle acque di Torre Mileto il 24 marzo 1607 e ripescati nel 1975, sono stati collocati nel piazzale antistante Torre Mileto, dopo varie peripezie e traslochi. La Torre, restaurata dal Parco del Gargano e dal Comune di San Nicandro, attende ancora un'adeguata valorizzazione.

La Santa Maria: L'Ammiraglia di Cristoforo Colombo
La Santa Maria, nota anche come La Gallega, è stata l'ammiraglia della flotta di Cristoforo Colombo durante il suo primo viaggio nel 1492, insieme alle caravelle Niña e Pinta. La sua importanza storica risiede nel ruolo centrale che ebbe nella spedizione che portò alla scoperta del Nuovo Mondo, aprendo le porte all'esplorazione e alla colonizzazione delle Americhe e cambiando il corso della storia mondiale.
La Santa Maria era un nao, un tipo di nave robusta adatta ai lunghi viaggi oceanici, e non una caravella come le altre due imbarcazioni. Fu costruita a Santander ed era di proprietà di Juan de la Cosa, un navigatore basco che operava nelle acque del Sud della Spagna. Colombo la noleggiò per il suo primo viaggio, e fu la nave ammiraglia finché rimase a galla.
La sua lunghezza era di circa 26,32 metri sulla coperta e 8,40 metri di larghezza massima. La stazza lorda era di circa 100 tonnellate, equivalenti a circa 51,3 tonnellate odierne secondo la capacità di stivaggio dell'epoca. Era considerata una nave robustissima, costruita da abili maestri d'ascia "ad occhio", senza l'ausilio di piani o disegni.

Caratteristiche e Armamenti
La Santa Maria era dotata di tre alberi con vele quadre, tranne quello di mezzana che montava una vela latina triangolare. Sul bompresso era issata la "civada", una piccola vela quadra. All'albero di maestra, alto circa 26,60 metri, veniva issato il grande trevo con la croce di Castiglia. La nave poteva anche montare lateralmente due "coltellacci", piccole vele quadre supplementari.
Sul ponte di poppa, nel cassero sopraelevato, si trovava la cabina dell'ammiraglio, arredata in modo semplice. Gli altri membri dell'equipaggio dormivano sotto il ponte di coperta, sul nudo legno, dove era installata anche una rudimentale cucina. A scopo difensivo, la Santa Maria era armata con bombarde e colubrine, oltre a un certo numero di spingarde portatili.
Sugli alberi sventolava lo stendardo di Castiglia e Leon, bianco e rosso con castelli e leoni. Sull'albero di mezzana era posta l'insegna della flotta, bianca con croce verde, inquadrata dalle iniziali F e J dei sovrani di Spagna, Fernando e Isabella. Nelle grandi occasioni, sulla murata sinistra veniva esposto lo stendardo reale, damasco rosso con le immagini del Cristo in croce e della Vergine Maria.
Il Viaggio e il Naufragio
La Santa Maria salpò dal porto di Palos de la Frontera il 3 agosto 1492, sotto il comando di Cristoforo Colombo. Durante il viaggio, l'equipaggio affrontò numerose sfide, tra cui tempeste e l'incertezza della navigazione verso terre sconosciute. Il 12 ottobre 1492, avvistarono terra, raggiungendo un'isola nell'arcipelago delle Bahamas.
Purtroppo, la Santa Maria non completò il viaggio di ritorno. La notte del 25 dicembre 1492, a circa 250 metri dalla costa dell'attuale Haiti, la nave si incagliò su un banco di sabbia a causa dell'inesperienza del timoniere. Colombo e il suo equipaggio, composto da trentanove persone, dovettero abbandonare la nave. Parti del relitto furono utilizzate per costruire il Forte La Navidad, il primo insediamento spagnolo nel Nuovo Mondo.
Il resto della Santa Maria affondò nella barriera corallina, senza più riemergere. Questo evento segnò la fine della nave ammiraglia, ma non l'inizio dell'era delle esplorazioni.
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Repliche e Ritrovamenti
Nel corso dei secoli, sono state realizzate numerose repliche della Santa Maria, con vari gradi di fedeltà all'originale. La prima ricostruzione fu promossa dalla Spagna nel 1890 per celebrare il quadricentenario del Primo Viaggio di Colombo. Altre repliche sono state costruite per eventi come l'Expo 86 e commissionate da città come Columbus.
Nel maggio 2014, il subacqueo americano Barry Clifford ha annunciato il presunto ritrovamento del relitto della Santa Maria sul fondo dell'oceano, al largo della costa settentrionale di Haiti. Le analisi preliminari, basate sulla topografia marina e su prove archeologiche, sembrano confermare l'identità della nave. Se confermata, questa scoperta sarebbe uno dei ritrovamenti più importanti della storia marittima.
Nonostante queste repliche e i potenziali ritrovamenti, la ricostruzione assoluta della Santa Maria rimane difficile, poiché le conoscenze derivano principalmente da racconti e dal diario di bordo di Colombo, che descriveva le tre caravelle e la spedizione.
Il Galeone Santo Spirito e Santa Maria di Loreto
Un altro importante naufragio avvenuto nel XVI secolo, precisamente nel 1579, fu quello del grande galeone raguseo Santo Spirito e Santa Maria di Loreto, nello specchio di mare di Punta Chiappa. Nonostante ripetuti tentativi di ricerca a partire dagli anni '70, il relitto non è mai stato ritrovato.
Le tecniche costruttive delle navi di questo periodo sono meno conosciute rispetto a quelle delle antiche navi romane. Sappiamo che il 29 ottobre 1579, il Santo Spirito, un imponente veliero mercantile che cercava riparo da una forte mareggiata, si schiantò contro la scogliera. La nave aveva già subito danni significativi in un fortunale l'anno precedente, mentre era diretta dalla Spagna ai porti di Livorno e La Spezia.
Partita da Genova il 28 ottobre 1579, la nave trasportava un carico di cannoni, munizioni e chiodi per costruzioni navali destinati al vicereame di Napoli, oltre a tessuti di cotone e lana. Ulteriori dettagli sulla storia del galeone possono essere ricostruiti grazie ai documenti conservati negli archivi italiani ed europei.