Il concetto di sinodo, derivante dal greco "syn-hodos" che significa "camminare insieme", rappresenta una dimensione fondamentale della vita e della missione della Chiesa. Questo principio di comunione e partecipazione è spesso espresso visivamente attraverso loghi e simboli che ne racchiudono il significato profondo.
L'Essenza del Sinodo: Ascolto, Comunione e Cammino
L'ascolto, elemento cardine del sinodo, è evocato dal tratto semicircolare che richiama la forma di un orecchio, un simbolo grafico essenziale dell'accoglienza e dell'unione tra le persone. La Croce di Cristo, con le sue linee semplificate, assume un ruolo centrale: da un lato, apre alla circolarità della comunione ecclesiale; dall'altro, si fonde con le pagine del Vangelo, rivelando la fonte e la meta del cammino sinodale.
Alla Croce i discepoli guardano per comprendere la propria identità e confrontano quanto emerso dall'ascolto e dalla lettura delle realtà con il Vangelo, imparando così a essere missionari nel mondo. Le fiammelle che volteggiano al vento rappresentano lo Spirito Santo, evocando i segni della Pentecoste. Provenendo dall'alto e dall'esterno della circolarità, ne indicano l'origine divina e la necessità di rimanere aperti all'inedito del Padre. Scaturendo dalla Croce, richiamano il mistero pasquale da cui nasce la Chiesa, e posandosi sulla Parola, simboleggiano la sua azione vivificante per la comunità cristiana e la sua missione.
Il popolo di Dio è rappresentato in movimento, in linea con l'etimologia della parola "sinodo". Questo aspetto è sottolineato da diverse sagome che riassumono l'umanità nella sua diversità di situazioni, generazioni e origini. La molteplicità dei colori brillanti che le caratterizzano simboleggia la gioia. Non esiste gerarchia tra queste persone, che sono tutte sullo stesso piano: giovani, anziani, uomini, donne, adolescenti, bambini, laici, religiosi, genitori, coppie, single. Il vescovo e la suora non sono posti davanti a loro, ma in mezzo a loro, a testimonianza di una comunione paritaria.
I bambini e gli adolescenti, che spesso aprono il cammino, fanno riferimento alle parole di Gesù nel Vangelo: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli".

Il Sinodo come "Camminare Insieme": Storia e Significato
Il termine "Sinodo" ha radici antiche e si compone della preposizione greca "syn" (con) e del sostantivo "hodos" (via), indicando letteralmente il "camminare insieme" del Popolo di Dio. Questo concetto rimanda a Gesù Cristo stesso, che si presenta come "la via, la verità e la vita". Nel greco ecclesiastico, il termine esprime l'essere convocati in assemblea. Fin dai primi secoli, con la parola "sinodo" si indicavano le assemblee ecclesiali a vari livelli (diocesano, provinciale, patriarcale, universale) convocate per discernere, alla luce della Parola di Dio e in ascolto dello Spirito Santo, questioni dottrinali, liturgiche, canoniche e pastorali.
Il termine greco sýnodus è tradotto in latino come sýnodus o concilium. Sebbene le radici delle parole "sinodo" e "concilio" siano diverse, il loro significato è convergente. Il termine "concilio" arricchisce il significato di "sinodo", richiamando il termine ebraico qahal, che significa "raduno, assemblea". Questa parola ebraica trova riscontro in greco nella parola ecclesia, legata al verbo kalein, "chiamare". L'esperienza del Sinodo è quindi quella di "camminare insieme", e i credenti sono synodoi, compagni di viaggio, chiamati a testimoniare e annunciare la Parola di Dio.
La Sinodalità nella Storia della Chiesa
La sinodalità è una "dimensione costitutiva della Chiesa, attraverso cui essa si manifesta e si configura come Popolo di Dio". Fin dalle origini, la Chiesa si è riunita per discutere questioni che necessitavano di approfondimento. "La sinodalità si dispiega sin dall'inizio quale garanzia e incarnazione della fedeltà creativa della Chiesa alla sua origine apostolica e alla sua vocazione cattolica". I Sinodi sono stati introdotti come luoghi per risolvere casi che il vescovo locale non poteva trattare da solo. I "Canoni apostolici" affermano che il vescovo locale non dovrebbe fare nulla di "importante" senza l'approvazione del vescovo "superiore".
Per i problemi che riguardavano l'intera Chiesa, nel 325 fu indetto a Nicea il primo "Concilio ecumenico". "Per la prima volta, attraverso l'esercizio sinodale del ministero dei Vescovi, si esprime istituzionalmente sul livello universale l'exousia (autorità) del Signore risorto che guida e orienta nello Spirito Santo il cammino del Popolo di Dio". Nel corso del primo millennio si svolsero Concili ecumenici, mentre i Sinodi permanenti ebbero e continuano ad avere un ruolo importante nelle Chiese orientali. Dal V secolo, a Roma operò un Sinodo che si evolse nei Concili tenutisi nella Chiesa occidentale durante il Medioevo, come il Concilio di Konstanz che risolse lo scisma d'Occidente, e il Concilio di Trento, convocato in risposta alla riforma protestante.
Tra il 1869 e il 1870 si tenne in Vaticano un Concilio ecumenico per definire i dogmi del Primato e dell'Infallibilità del Papa. All'esperienza della Chiesa riunita nel Concilio Ecumenico Vaticano II si lega la nascita del Sinodo dei vescovi.
Il Sinodo dei Vescovi: Istituzione e Sviluppo
Durante i lavori del Vaticano II, emerse il desiderio dei Padri conciliari di mantenere vivo l'autentico spirito di collegialità. A tal fine, Papa Paolo VI, con il motu proprio Apostolica sollicitudo del 15 settembre 1965, istituì il Sinodo dei Vescovi per tutta la Chiesa. Questo documento sottolinea che il Sinodo dei Vescovi, composto da vescovi scelti dalle varie parti del mondo per offrire un aiuto più efficace al sommo pastore, è "una istituzione ecclesiastica centrale; rappresentante tutto l'Episcopato cattolico; perpetua per sua natura; quanto alla sua struttura, svolgente i suoi compiti in modo temporaneo ed occasionale".
Il primo Sinodo dei Vescovi, tenutosi nel 1967, fu incentrato sul tema "La preservazione e il rafforzamento della fede cattolica, la sua integrità, il suo vigore, il suo sviluppo, la sua coerenza dottrinale e storica". Papa Francesco, nella Costituzione apostolica Episcopalis communio, ricorda che il Sinodo dei Vescovi costituisce "una delle più preziose eredità del Concilio Vaticano II". "Da allora in poi il Sinodo, nuovo nella sua istituzione ma antichissimo nella sua ispirazione", aggiunge il Papa, "presta un'efficace collaborazione al Romano Pontefice".
In cammino, 13 ottobre 2021 - Cosa significa la parola Sinodo?
Il Prossimo Sinodo: Un Cammino Inedito
Il Sinodo dei Vescovi che si è aperto il 10 ottobre 2021 ha trattato il tema stesso della sinodalità, presentandosi con modalità e fasi inedite. Non si è svolto solamente in Vaticano, ma in ciascuna Chiesa particolare dei cinque continenti, segnando la prima volta nella storia di questa istituzione che un Sinodo si è svolto in modalità decentrata. Il processo sinodale segue un itinerario triennale articolato in tre fasi: ascolto, discernimento e consultazione.
La prima tappa (ottobre 2021 - aprile 2022) ha riguardato le singole Chiese diocesane. La fase successiva, quella continentale (settembre 2022 - marzo 2023), ha avuto come finalità il dialogo sul testo del primo Instrumentum laboris. L'ultima fase del cammino sinodale è quella della Chiesa universale (ottobre 2023), culminata nella celebrazione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, seguita dalla fase attuativa nelle Chiese particolari.
La Sinodalità: Comunione, Partecipazione e Missione
Papa Francesco, nel suo discorso ai fedeli della diocesi di Roma il 18 settembre 2021, si è soffermato sul processo sinodale attorno al tema "Per un Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione". Ha sottolineato che il tema della sinodalità non è un capitolo di un trattato di ecclesiologia, una moda, uno slogan o un nuovo termine da usare o strumentalizzare, ma esprime "la natura della Chiesa, la sua forma, il suo stile, la sua missione".
Il Pontefice ha posto una domanda cruciale: "I poveri, i mendicanti, i giovani tossicodipendenti, tutti questi che la società scarta, sono parte del Sinodo?". La risposta è affermativa: "Sì, caro, sì, cara: non lo dico io, lo dice il Signore: sono parte della Chiesa". Ha aggiunto che se non si chiamano queste persone o non si va da loro per ascoltare ciò che sentono, "non stai facendo bene il Sinodo". Il Sinodo "è fino ai limiti, comprende tutti. Il Sinodo è anche fare spazio al dialogo sulle nostre miserie".
Sinodalità e Ministero Gerarchico
Nel 2015, in occasione del 50° anniversario dell'istituzione del Sinodo dei vescovi, Papa Francesco ha ricordato che "il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio". Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell'ascolto, nella consapevolezza che "ascoltare è più che sentire". Il cammino sinodale inizia ascoltando il Popolo e poi "ascoltando i Pastori". Attraverso i Padri sinodali, i Vescovi agiscono come autentici custodi, interpreti e testimoni della fede di tutta la Chiesa. Il cammino sinodale, infine, "culmina nell'ascolto del Vescovo di Roma". Il fatto che il Sinodo agisca sempre cum Petro et sub Petro non è una limitazione della libertà, ma una garanzia dell'unità.
Interpretazioni Simboliche dei Loghi Sinodali
Diversi loghi sono stati creati per rappresentare il cammino sinodale, ognuno con la propria simbologia specifica.
Il Logo dell'Albero della Vita
Realizzato dall'arch. Angelo Santitoro, questo logo è costituito da una barca che rappresenta il viaggio umano e cristiano, affrontato nella sicurezza della fede simboleggiata dalla Croce. La barca, fin dalle origini cristiane, è simbolo della Chiesa in cammino. L'albero della nave-chiesa è simbolo della Croce di Cristo. La scelta cromatica richiama elementi naturali e simbolismo cristiano: l'acqua blu del mare (o cielo) simboleggia la purezza; il colore della barca e della Croce rimanda alla terra, simbolo di fertilità, in cui affonda il legno dell'albero maestro che è Croce di Cristo, la cui luce illumina il percorso della vita.
Il Logo della Diocesi di Como
Questo logo, nella sua essenzialità, vuole esprimere il significato del Sinodo della diocesi di Como e comunicarne il tema "Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio". L'idea di "Chiesa in cammino" identifica l'essenza del Sinodo. La strada, con le sue curve e i suoi andamenti, rappresenta la vita e la storia. Su questa strada cammina il popolo di Dio, rappresentato dal lago blu stilizzato. I corpi dei fedeli, slanciati verso l'Alto in segno di lode e ringraziamento, sono anche slanciati l'uno verso l'altro, intrecciati a formare un abbraccio che comunica la relazione come luogo della Misericordia di Dio. L'abbraccio rappresenta il farsi prossimi, il sostenersi e aiutarsi reciprocamente. Questa relazione, al centro del logo, diventa fiamma e roveto, luogo epifanico dell'Amore misericordioso di Dio.
Un altro logo, opera di Alessandra Giarratana, è stato realizzato all'interno di un progetto della classe 4^G3, indirizzo grafico, dell'istituto I.S.I.S. L'ascolto è richiamato dal tratto semicircolare, che allude a un orecchio. La Croce di Cristo si apre alla circolarità della comunione ecclesiale e si fonde con le pagine del Vangelo. Le fiammelle volteggianti evocano lo Spirito Santo.

Il cammino sinodale intende rispondere a varie domande sulla vita e sulla missione della Chiesa, promuovendo un modello di Chiesa basato sull'ascolto reciproco, la partecipazione attiva e la missione condivisa, in spirito di comunione e sotto la guida dello Spirito Santo.