In occasione dell'8ª edizione del Festival 'in situ', l'artista digitale francese Miguel Chevalier ha trasformato le volte, il transetto e il coro della cattedrale di Notre-Dame, a Rodez, con lo spettacolo della trasformazione dell'universo. L'installazione, intitolata 'Digital Supernova', è stata una proiezione di realtà virtuale generativa che ha inondato la cattedrale cattolica medievale di Rodez tra l'8 e il 18 agosto.
Rodez è stata scelta come capitale di IN SITU 2019, l'evento che ogni anno mira a valorizzare il ricco patrimonio della regione dell'Occitania attraverso installazioni effimere che dialogano tra architettura e arte. Un artista digitale ha «dato vita alla storia» utilizzando proiezioni di luce, facendo risplendere il soffitto della cattedrale di Notre-Dame di Rodez con motivi impressionanti.
"Digital Supernova": Un Viaggio tra Arte e Cosmo

L'installazione mozzafiato, che combina arte e spiritualità, ha visto l'immensità del cosmo rivivere tra le volte della Cattedrale di Rodez. Il progetto, visibile dall'8 al 18 agosto, ha combinato la proiezione di trenta diverse griglie di luci colorate che hanno "animato" le volte gotiche della chiesa con immagini di esplosioni di stelle massicce.
Digital Supernova è stata un'installazione di realtà virtuale generativa proiettata sulle volte della navata, del transetto, della crociera del transetto e del coro della cattedrale. Trentacinque diverse trame di luce colorate, sotto forma di reti sinuose, si sono sviluppate una dopo l'altra, sovrapposte a sorprendenti mappe celesti immaginarie e a immagini di supernove, esplosioni luminose di stelle massive. Questo grande drappeggio virtuale di luce si è attorcigliato e ridimensionato per creare forme sempre più diversificate e complesse. Gli elementi si sono attratti e respinti, generando un ritmo di dilatazione e contrazione simile alla respirazione.
I visitatori sono stati invitati a passeggiare, sedersi e alzare gli occhi verso i cieli. Queste costellazioni digitali di pixel hanno immerso il pubblico in un'atmosfera intrisa di luce, un'installazione che, aprendosi sull'infinito, ha sprigionato un'energia radiosa in questo spazio di pienezza, proiettando i visitatori di fronte ai misteri dell'universo.
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Miguel Chevalier: Pioniere dell'Arte Virtuale e Digitale
Miguel Chevalier, nato nel 1959, è un nome di riferimento dell'arte digitale. Dal 1978, Chevalier utilizza l'informatica come mezzo di espressione nel campo delle arti plastiche, affermandosi a livello internazionale come uno dei pionieri dell'arte virtuale e digitale. Sperimentale e multidisciplinare, la sua opera interroga la nozione di immaterialità nell'arte, così come le logiche indotte dal computer, quali l'ibridazione, la generatività, l'interattività e la messa in rete.
Le sue installazioni, spesso monumentali, affrontano questioni legate al rapporto tra natura e artificio, all'osservazione dei flussi e delle reti che organizzano le nostre società contemporanee, all'immaginario dell'architettura e delle città virtuali, o ancora alla trasposizione di motivi derivati dall'arte islamica nel mondo digitale. Nel 2019, il museo Soulages di Rodez gli ha dedicato una mostra personale, "Pixels Noir Lumière", dal 20 aprile al 26 maggio, nell'ambito del Siècle Soulages.
La Cattedrale di Notre-Dame di Rodez: Capolavoro Gotico e Rinascimentale

La costruzione della Cattedrale di Rodez iniziò nel 1277, a seguito del crollo del campanile dell'edificio precedente. Il cantiere ebbe inizio con il coro e proseguì da est a ovest fino al XVI secolo. La fede, la tenacia dei vescovi e l'audacia degli uomini d'arte permisero un'straordinaria opera di costruzione protrattasi per tre secoli, trasformando la cattedrale in un capolavoro dell'arte gotica e rinascimentale e in un emblema della città.
Dal gotico raggiante delle cappelle del coro al gotico fiammeggiante della navata, l'evoluzione delle forme è evidente in un materiale singolare: il gres rosa. L'insediamento di François d'Estaing sulla sede episcopale nel 1504 inaugurò un periodo prospero con l'edificazione del campanile, una vera e propria «carpenteria di pietre», e poi l'imponente pala d'altare della Deposizione commissionata dal canonico Galhard Roux. A metà del XVI secolo, Georges d'Armagnac concluse i lavori affidando la concezione della parte superiore della facciata ovest a Guillaume Philandrier, formatosi con Serlio in Italia. Egli eresse un vero e proprio prototipo di facciata di chiesa romana, il cui modello si diffuse poi in tutta Europa.
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