Il Monastero delle Clarisse di Albano Laziale, situato a pochi chilometri da Roma nel suggestivo territorio Vaticano delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, nei Castelli Romani, vanta una storia ricca e profonda che affonda le sue radici nel XVII secolo.

Le Origini e la Fondazione con Suor Francesca Farnese
Il Monastero risale ai tempi del pontificato di Urbano VIII (Maffeo Vincenzo Barberini), avendo avuto inizio il 18 marzo 1631. In questa data, il Vescovo del luogo affidò la guida del Monastero, fatto costruire dalla principessa della città Caterina Savelli, alla Clarissa Suor M. Francesca Farnese.
L’8 febbraio 1631, Suor Francesca aveva già lasciato il Monastero di Farnese per intraprendere la nuova missione a cui Dio la chiamava. Durante il suo viaggio verso Albano Laziale, si fermò a Roma, dove, grazie a Costanza Barberini - cognata di Papa Urbano VIII -, ebbe la gioia di essere ricevuta dal Papa stesso. Colpito dalla sua umiltà, il Santo Padre, rivolto ai presenti, disse: «Questa è una grande serva di Dio» e iniziò a conversare con lei delle cose dello spirito, del suo modo di vivere e della nuova Riforma da lei intrapresa.
Suor Francesca volle che nei Monasteri da lei fondati ci fosse unità di vita e totale dipendenza dalla Santa Sede, conforme allo spirito di Santa Chiara. Il Cardinale Francesco Barberini, durante la permanenza di Papa Urbano VIII a Castel Gandolfo, si adoperò affinché le Costituzioni da lei scritte e vissute già da molti anni fossero approvate e confermate dalla Sede Apostolica. Suor Francesca Farnese morì il 17 ottobre 1651.

Periodi di Prova e Soppressione
La storia del Monastero è costellata anche da momenti di grande difficoltà. Già il 28 febbraio 1651, alle ore quattro del mattino, i soldati francesi occuparono Albano e la saccheggiarono. Nonostante avessero appostato un cannoncino alla porta della clausura per entrare, il Monastero fu risparmiato grazie alla provvidenza divina e alla protezione di San Giuseppe, a cui le Sorelle si erano affidate.
Il 15 giugno dello stesso anno, con la soppressione di tutti i monasteri e conventi, i soldati intimarono nuovamente alle Sorelle di Albano di uscire dal Monastero entro 24 ore. Non avendo abiti civili per lasciare la clausura, fu loro concesso di rimanere per un giorno. Riuscirono a prolungare la loro permanenza per lungo tempo, con l’obbligo però di uscire di tanto in tanto e di permettere a persone esterne di entrare e conversare con loro.
Il 20 settembre 1870, con la presa di Roma e l’inizio della prigionia di Pio IX, si alimentò un forte sentimento anticlericale tra la popolazione. Mentre intorno alle mura del Monastero, di giorno e di notte, la gente passava gridando: «Evviva Vittorio Emanuele!», «A morte i preti!», le Sorelle moltiplicavano le loro preghiere. Nell’ottobre 1873, con un ordine emanato da Vittorio Emanuele, Re d’Italia, il Monastero fu definitivamente soppresso.

La Seconda Guerra Mondiale e il Sacrificio delle Sorelle
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la comunità fu duramente provata. Nel 1943, accogliendo l’appello di Papa Pio XII per la pace, l’intera Comunità offrì la propria vita. Il 1° febbraio 1944, un primo bombardamento causò la morte di quindici Sorelle. Appena il Santo Padre Pio XII ricevette la tragica notizia, inviò Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Battista Montini - allora Sostituto della Segreteria di Stato - a portare alle Sorelle il suo conforto e il suo aiuto.
Il 10 febbraio 1944, un secondo bombardamento avvenuto a Propaganda Fide presso Castel Gandolfo - dove le Sorelle superstiti erano state rifugiate - causò la morte di altre tre Sorelle e ne ferì altre ancora. La stessa sera, le Sorelle sopravvissute furono ospitate a Roma dalle Clarisse Cappuccine, ove si trattennero fino al 3 marzo.
La Luce delle Clarisse (anteprima foto)
La Venerabile Serva di Dio Suor Maria Chiara Damato
Tra le Sorelle che risposero con coraggio all’amore di Dio e all’appello del Papa, offrendo la propria vita per la Chiesa e per il mondo, spicca la figura della Venerabile Serva di Dio Suor Maria Chiara Damato, la cui causa di beatificazione è in corso. Morì nel Sanatorio di Bari il 9 marzo 1948, consumata dalla tubercolosi. Il 27 novembre 1999, il suo corpo incorrotto è stato traslato nella chiesa del Monastero di Albano, e il 2 aprile 2011 Papa Benedetto XVI ha firmato il decreto riguardante il riconoscimento delle virtù eroiche della Serva di Dio.

Rinascita, Nuove Fondazioni e Visite Papali
Dopo il conflitto, la comunità di Albano si impegnò nella ricostruzione e nell'aiuto ad altre realtà. Dopo alcuni mesi dalla fine della guerra, il Ministro Generale dei Frati Minori, Padre Leonardo Maria Bello, chiese alla Comunità di aiutare il Monastero delle Clarisse di Palestrina (Roma), completamente distrutto, nel quale era sopravvissuta una sola Sorella. Così, il 20 gennaio 1945, quattro Sorelle, tra le quali una giovane postulante, partirono per Palestrina.
Negli anni successivi, la comunità di Albano ha anche dato vita a nuove fondazioni. Nel 1983, l’allora Vescovo di Rimini, Mons. Giovanni Locatelli, fece ufficiale richiesta alla Comunità di inviare un gruppo di Sorelle per la fondazione di un Monastero nella sua Diocesi. La Comunità accolse la richiesta e il 25 luglio 1985 partirono le prime sei Sorelle per dare inizio alla fondazione. Successivamente, partirono altre cinque Sorelle, e il 28 novembre 1993 - anno in cui ricorreva l’VIII centenario della nascita di Santa Chiara - avvenne l’Erezione Canonica del Monastero di Rimini, accompagnata dalla guida discreta dell’allora vescovo di Albano.
Le Visite dei Pontefici
Il Monastero ha avuto l'onore di accogliere diversi Papi:
- Il 3 settembre 1971, Paolo VI visitò la Fraternità, gioendo nel vedere il Monastero fiorente di vocazioni, come da lui predetto.
- Anche Giovanni Paolo II visitò il Monastero il 14 agosto 1979, affidando l’umanità intera, la Chiesa e la sua persona alla preghiera della Fraternità. In quell'occasione, disse: «Voi non avete abbandonato il mondo per non avere i crucci del mondo … voi li portate tutti nel cuore e, nel travagliato scenario della storia, voi accompagnate l’umanità con la vostra preghiera … Per questa vostra presenza, nascosta ma autentica, nella società e tanto più nella Chiesa, anch’io guardo con fiducia alle vostre mani giunte …». Il 19 settembre 2004, il Santo Padre Giovanni Paolo II incontrò per l’ultima volta la Comunità all’eliporto delle Ville Pontificie. In questa occasione, pur non potendo più comunicare con la parola a causa della sua lunga e grave malattia, espresse, attraverso il gesto delle sue mani giunte e lo sguardo eloquente, il desiderio di essere accompagnato con la preghiera nell’ultima tappa della sua vita e della sua missione nella Chiesa. Mons. Stanislao Dziwisz, in seguito, comunicò telefonicamente alla Madre, Suor Maria Concetta Sfregola, di aver percepito l’unità della Comunità e raccomandò di continuare il cammino rimanendo «forti nell’unità», così come la Fraternità aveva cercato sempre di vivere e testimoniare nel corso dei secoli.
- La Comunità vive «all’ombra della Casa del Papa», come aveva ripetuto Benedetto XVI, rilevando il legame molto stretto che esiste tra il Monastero e il Successore di Pietro. In questo contesto, Papa Francesco ha fatto visita alla Comunità per ben due volte a distanza di un mese - il 14 luglio e il 15 agosto 2013 -, ponendo l’accento sulla bellezza della vita contemplativa e consegnando un «magistero di vita fraterna», ribadendo l’importanza della vocazione e l’urgenza di una risposta radicale alla chiamata del Signore: «Grazie! La Chiesa ha bisogno di questo, ha ha bisogno di martiri …, perché l’evangelizzazione si fa in ginocchio, inizia qui. Perciò la vostra missione nella Chiesa è tanto importante».

La Comunità Oggi: Restauri e Nuova Guida
Nel 1998 sono stati avviati importanti lavori di consolidamento del Monastero e della chiesa, deteriorati dal tempo e dai notevoli danni causati dal terremoto del 1989. Questi lavori hanno segnato una svolta, rendendo più visibile la presenza orante della comunità nel cuore e nella vita della Diocesi.
Il 16 ottobre 2023, Suor Maria Donata Reboldi è stata eletta come nuova abadessa del Monastero Immacolata Concezione delle Sorelle Povere di S. Chiara (Clarisse) di Albano, succedendo a Suor Maria Elisabetta Rea, che negli ultimi tre anni ha svolto questo ruolo e ora è stata eletta vicaria.
La comunità delle Clarisse coltiva ogni giorno l’unione con Dio, rimanendo al contempo vicina alle sofferenze, alle necessità e alle ansie dei fratelli. La loro giornata è scandita dalla preghiera personale e comunitaria, dal lavoro e dalla vita fraterna, con l'obiettivo di essere testimonianza del primato dello spirito e fecondo apostolato a servizio della Chiesa e del mondo intero. Esse riscoprono quotidianamente la bellezza di vivere insieme nella contemplazione il Vangelo del Signore Gesù Cristo, seguendo l’esempio di Francesco e Chiara d’Assisi.

Offerta Spirituale e Contatto con la Comunità
La comunità delle Clarisse di Albano Laziale è anche disponibile nell’accompagnamento vocazionale. Offre, per chi desidera trovare spazi di silenzio e incontro, la partecipazione alla preghiera liturgica e all’Adorazione Eucaristica nella chiesa in piazza Pia, aperta tutti i giorni. Sono inoltre previste giornate di ritiro per le giovani nella foresteria del Monastero e incontri di dialogo, di ricerca vocazionale e di approfondimento spirituale (personali o di gruppo).
Il sito web della comunità, espressione della loro comunione, è in ascolto e a servizio dei fratelli, offrendo indicazioni sulla loro vita, i loro appuntamenti e le loro attività.
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