I programmi educativi nella scuola dell'infanzia pongono sempre più enfasi sull'esplorazione del mondo dei mestieri, sia antichi che moderni, come strumento fondamentale per lo sviluppo cognitivo e sociale dei bambini. Attraverso esperienze pratiche e coinvolgenti, i più piccoli possono avvicinarsi alle diverse professioni, comprendendo il valore del lavoro e le trasformazioni sociali.
L'Importanza della Conoscenza dei Mestieri nel Percorso Educativo
La scoperta dei mestieri rappresenta un'opportunità unica per i bambini di esprimere curiosità e interesse verso realtà che, nel caso delle professioni più antiche, rischiano di scomparire. Pur sapendo che il nostro mondo è in continua evoluzione, è fondamentale ricordare da dove siamo partiti per valorizzare il patrimonio culturale e storico. I bambini e le bambine, insieme alle loro famiglie, approcciano questa tematica con vera gioia, esprimendo curiosità e interesse verso una realtà che va scomparendo. Forse, grazie a loro, questo patrimonio non andrà perduto.
Il Progetto "C'era una volta": Viaggio nei Mestieri Antichi
Nel contesto della riscoperta dei vecchi mestieri, i docenti della sezione dei 5 anni della scuola dell’Infanzia “Fratelli Cervi” di Macerata hanno organizzato laboratori a tema in collaborazione con le educatrici del Comune di Macerata, nell’ambito del progetto “C’era una volta”. Questi laboratori hanno rappresentato un'occasione preziosa per i genitori di trascorrere tempo di qualità con i propri figli, offrendo un'opportunità di condivisione, per conoscersi, ridere e giocare insieme, cercando di "fermare il tempo" in un mondo che è sempre di corsa.
Le attività si sono svolte tra le vie del piccolo borgo di case di terra “Villa Ficana”, un luogo ideale per approfondire i mestieri e le professioni che sono scomparsi man mano che la società è progredita a seguito delle innovazioni nel campo tecnologico, dell’avvento della rivoluzione industriale e dell’insorgere di nuove esigenze umane e sociali.

Laboratori Pratici: Riscoprire il Passato
Il percorso didattico è iniziato con la scoperta dell’antico mestiere del fornaio. A scuola, i bambini hanno preparato l’impasto da far lievitare e nel pomeriggio, insieme ai genitori, hanno dato forma a piccole focacce da cuocere nel forno di terra del borgo.
Successivamente, i presenti sono stati suddivisi in tre sottogruppi che si sono alternati per svolgere altri antichi mestieri:
- Il Tessitore: sono stati realizzati dei piccoli telai con il cartone riciclato e i bambini hanno potuto sperimentare la tecnica della tessitura.
- La Lavandaia: con sapone di Marsiglia, acqua e “olio di gomito”, i partecipanti hanno sperimentato la fatica del lavare tele di stoffa a mano, scoprendo un mestiere che richiedeva grande sforzo fisico.
- Il Falegname: i bambini hanno tentato di affinare la coordinazione oculo-manuale fissando dei chiodi con il martello su una tavoletta di legno. Successivamente, con un filo di lana, hanno provato a disegnare qualcosa, dando libero sfogo alla creatività.
Il pomeriggio si è concluso con un momento di condivisione e convivialità, assaporando le focacce calde e gustose appena sfornate.
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Il Sostegno al Progetto "C'era una volta"
Il progetto “C’era una volta” è stato selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Questo Fondo, nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria (rappresentate da Acri), il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo, sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Martina Fermani per l'ospitalità e l'aiuto nell’organizzazione all’interno dell’Ecomuseo di Villa Ficana; ad Alessandro Battoni, abitante del borgo e genitore, per aver acceso il forno e cucinato; e alla pedagogista Claudia Suatoni e Federica Scoccia per la co-progettazione e cooperazione nell’organizzazione.
Esplorare i Mestieri Attuali: L'Invito ai Genitori
La scuola dell'infanzia si interroga costantemente su ciò che ci circonda, ponendo domande sul significato di una città e sul frenetico movimento quotidiano degli adulti. Per questo motivo, è stato deciso di invitare i genitori a scuola per giocare e parlare delle loro professioni e luoghi di lavoro. I genitori si sono messi in gioco con entusiasmo, partecipando attivamente e condividendo con i bambini proposte ed emozioni.
- In un laboratorio, si è “volato” con un papà pilota, trasformando le sedie dei bambini in un vero e proprio aereo, stimolando l'immaginazione e la comprensione di un mestiere moderno.
- In un altro, è stato scoperto il mondo dell’artigianato, trasformando la delicatezza delle mani dei bambini in arte attraverso attività creative.
- Infine, tutti i genitori dei più piccoli sono entrati in classe in veste di cuochi, per realizzare con i bambini gustosissime pizzette e cantare insieme il motivetto: “Siamo cuochi, molto in gamba! Non abbiamo celebrità, ma guardate! Siamo perfetti!”.

Il Progetto "Mestieri" al Nido d'Infanzia "La Casa dei Bambini" di Albino
Dopo l’interruzione causata dalla pandemia da Covid-19, il nido d’infanzia “La Casa dei Bambini” di Albino ha ripreso alcuni dei suoi progetti fondamentali, tra i quali il progetto “Mestieri”. La Cooperativa Sociale La Fenice ONLUS, promotrice dell'iniziativa, ha sempre creduto che i propri servizi non dovessero essere “isole”, ma “mondi” aperti al territorio in cui si radicano.
Grazie alle collaborazioni nate nel tempo, il nido ha aperto i propri “confini” sia verso l’interno, ospitando nel servizio figure professionali che hanno condiviso i loro saperi con i bambini, sia verso l’esterno, esplorando il territorio circostante alla ricerca di luoghi curiosi e di persone che li abitano, offrendo così esperienze concrete e significative.

Metodologie e Risorse per l'Apprendimento dei Mestieri
Il Museo Etnografico "Arti e Mestieri di un Tempo": Un Percorso Educativo
Il museo etnografico “Arti e Mestieri di un tempo” offre da anni alle scuole, oltre alle visite guidate dell’esposizione museale, una serie di e-laboratori, condotti da esperti, che hanno come matrice comune il “fare” come presupposto del “pensare”. Questi elementi sono richiamati anche nelle Indicazioni Nazionali 2012, che invitano a realizzare attività didattiche in forma di laboratorio per favorire l’operatività e, allo stesso tempo, il dialogo e la riflessione su ciò che si fa.
Lo spazio museale è utilizzabile gratuitamente per attività autogestite dalle classi. Per i bambini della scuola dell’infanzia e del primo ciclo della scuola primaria è possibile effettuare un percorso preparatorio alla visita guidata al museo attraverso l’utilizzo di un draghetto: Cedri, un personaggio fantastico che custodisce il museo. Questo percorso si sviluppa sui piani del castello e viene realizzato prima e dopo il laboratorio, con una durata totale di circa 1 ora e mezza. In caso di scelta di un laboratorio, la visita al museo è obbligatoria.
E-Laboratori Tematici
Tra i laboratori proposti dal museo, figurano:
- E-laboratorio di fiabe e leggende: intitolato “Masche, diauli, zampe di gallina!”, un'immersione nel patrimonio narrativo locale.
- E-Laboratorio “Lo spaventapasseri”: un'attività pratica e ludica dal titolo “Un, due, tre… la paura tocca a te!”, che stimola la manualità e la fantasia.

Attività Pratiche e Creative in Classe per Esplorare i Mestieri
Per stimolare la curiosità dei bambini e far comprendere i mestieri del passato, si possono organizzare varie attività pratiche e creative direttamente in classe.
Riconoscere gli Strumenti del Passato
Un'attività didattica efficace consiste nel collocare in una scatola dei cartoncini raffiguranti gli strumenti che usavano le mamme del passato. L’educatrice chiama un bambino e lo invita a prendere un cartoncino; dopo averlo guardato attentamente, il bambino deve dire il nome dell’attrezzo rappresentato e chi lo usa. Successivamente, i bambini possono scegliere un mestiere del passato, rappresentarlo graficamente, colorarlo, ritagliarlo ed incollarlo su un cartellone murale.
Ricreare i Mestieri Dimenticati attraverso i Lavoretti
Attraverso attività manuali e creative, i bambini possono avvicinarsi alla realtà di mestieri come la raccoglitrice di olive, la spigolatrice o le venditrici di fiori, comprendendo meglio le fatiche e le condizioni di vita associate a queste professioni storiche.
Il Mestiere della Raccoglitrice di Olive
Il lavoro della raccoglitrice di olive era di carattere stagionale e incredibilmente impegnativo. Queste donne si alzavano all’alba, percorrevano molti chilometri a piedi nudi per raggiungere gli uliveti e lavoravano dalle 10 alle 13 ore al giorno, spesso senza assistenza sanitaria e chinate a terra. Se avevano figlioletti, li portavano sul luogo di lavoro; i più grandicelli spesso lasciavano la scuola presto per aiutare la mamma nella raccolta. Il padrone dell’uliveto metteva a loro disposizione dormitori, che erano grandi stanze condivise o piccoli locali bui senza finestre né cucina. A fine giornata, la raccoglitrice doveva trasportare sacchi pieni di olive sulla testa, nei magazzini o al frantoio, ricevendo in cambio olio, olive o denaro.
Per realizzare un uliveto didattico in classe, si può colorare un foglio di polistirolo come base. Gli alberi d’ulivo si possono creare con rotoli di carta igienica e cartone resistente. Con il cartoncino si possono poi disegnare e ritagliare alcune raccoglitrici di olive e i recipienti (cestini, ceste, sacchi) che esse usavano.

La Spigolatrice
Il lavoro della spigolatrice era estremamente faticoso. Ella doveva stare curvata dalla mattina fino a sera sotto il sole cocente di giugno e luglio, raccogliendo le spighe che cadevano dalla mietitrice o dai covoni. Questo mestiere era svolto unicamente da donne povere, costrette dal bisogno a sopportare ogni disagio pur di assicurare ai loro bambini almeno un tozzo di pane. Il padrone del campo permetteva loro di raccogliere le spighe, a condizione che, nelle ore di riposo, pulissero i locali, lavassero la biancheria del padrone e cucinassero per tutti i mietitori. La spigolatrice si alzava presto, arrivando sul posto di lavoro quando ancora non c’era il sole, e portava con sé una fiasca di terracotta piena d’acqua per spegnere l’arsura.
Per creare una spigolatrice artigianale, si può prendere un rotolo di carta igienica e incollare su una delle due estremità una pallina da ping-pong per la testa. Le braccia si possono realizzare con carta di giornale avvolta intorno a un filo di ferro. La struttura viene rivestita con un vestitino e sulla testa si incollano tanti fili di cotone nero per simulare i capelli. Con il cartoncino si può creare un cestino dove collocare le spighe di grano.

Le Venditrici di Fiori
Il mestiere delle venditrici di fiori, svolto da donne non più giovanissime e da ragazzine, era molto duro. Esse giravano per le strade delle città dall’alba al tramonto, guadagnando pochi spiccioli che spesso non bastavano nemmeno per acquistare un tozzo di pane. La borghesia del tempo le considerava “poveracce” che vivevano ai margini della società, a causa del loro abbigliamento liso, l’assenza di scarpe data la loro povertà, la sporcizia e i capelli disordinati. Non vanno confuse con le fioriste odierne, che possiedono un negozio e vendono fiori freschi. Le venditrici di fiori lavoravano in strada con qualsiasi tempo, vendendo fiori appassiti e brutti, spesso acquistati al mercato tra gli scarti dei fioristi. Raccoglievano i fiori in mazzetti, legandoli con scarti di canapa o fili di corda, e li collocavano nel cesto. Molti passanti li compravano solo per pietà e carità, non per la bellezza dei fiori.
In classe, con il das, si può plasmare una donnina, colorarla e verniciarla una volta asciutta. Con il cartoncino si può realizzare un cestino con fiorellini da collocare al braccio della venditrice di fiori. Inoltre, si può pensare di regalare alla mamma per la sua festa una rosa rossa realizzata con un pezzo di stoffa rossa: si taglia una striscia rettangolare di stoffa, la si assottiglia verso la fine, si arrotonda la parte superiore per formare i petali e la si arrotola partendo dalla parte più stretta, fermando il tutto con un elastico.

La Narrazione come Strumento Didattico
Nel patrimonio di fiabe, tradizioni e leggende presenti su un certo territorio è racchiusa la memoria e la sapienza della gente che lo abita. Attraverso la tecnica teatrale dello storytelling (l’arte di narrare) una narratrice propone all’uditorio una serie di fiabe e leggende scelte tra le più rappresentative - per forma, soggetti e stilemi - del territorio piemontese. Questo metodo consente ai bambini di immergersi nelle storie e nelle tradizioni legate ai mestieri e alla vita di un tempo.
È possibile realizzare un’azione teatrale appositamente ambientata nei locali del Museo di Arti e Mestieri di un Tempo di Cisterna d’Asti. Alle classi partecipanti vengono forniti materiali cartacei e suggerimenti per lo sviluppo di percorsi didattici in classe. Durante i laboratori narrativi, che si svolgono nella cucina del castello o nel salone della cisterna/prato (in caso di bel tempo), vengono utilizzati canti, filastrocche, ritmi e danze da diverse culture del mondo, dal Maghreb al Sud America, dall’Africa all’Est Europa, arricchendo l'esperienza culturale.
Un’importante risorsa didattica è “VEUTI CHE TRA CONTA?”, una raccolta di elaborati prodotti dalle scuole dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero sull’uso della fiaba nella didattica, che documenta, a partire dalla pagina 145, l’attività delle scuole di Cisterna. La fiaba della Masca della Nosala, ad esempio, è ambientata in un luogo confinante con il Bosco della Costituzione. Il libro è scaricabile gratuitamente, offrendo spunti preziosi per gli insegnanti.