La Cattedrale di Trani, dedicata a San Nicola Pellegrino, riassume il fascino tipico dell’architettura pugliese, combinando natura e lavoro dell’uomo in un abbraccio immortale. La sua pietra calcarea e lo stile longilineo, austero ed imponente, con le punte rivolte verso l’alto, attirano l'attenzione per le forme pulite e incredibilmente armoniche. Questo gioiello incontrastato del romanico pugliese è l'icona di Trani, una città incantevole e accogliente costruita sul mare Adriatico. La sua bellezza monumentale si eleva imponente sul mare Adriatico, spicca come una gemma preziosa sulla costa e nell’anima cittadina, rendendola una delle chiese più affascinanti d’Italia.

Storia e Architettura della Cattedrale di Trani
La storia della cattedrale, o per meglio dire, delle cattedrali di Trani risale al Medioevo, IX secolo d.C. La Cattedrale di Trani vanta una storia ancora più antica, essendo stata costruita sulle vestigia di una antica chiesa preesistente nello stesso luogo, chiamata Santa Maria della Scala, un luogo di culto risalente al IV secolo a.C. L'attuale cattedrale sorge sul sito già occupato dalla precedente cattedrale paleocristiana, documentata dal IX secolo e dedicata alla Vergine. La grande chiesa cominciò a sorgere nel 1099 per volontà del vescovo Bisanzio, a seguito della morte e canonizzazione del giovane pellegrino Nicola, sbarcato a Trani dalla Grecia.
La sua architettura è quella tipicamente romanica della Puglia. La cattedrale fu costruita durante il dominio normanno per desiderio del vescovo di Bisanzio, a seguito della morte e canonizzazione di San Nicola Pellegrino. La chiesa è dedicata a San Nicola Pellegrino, un giovane di origine greca, morto a Trani nel 1094 nel corso di un pellegrinaggio. Si racconta che dopo la sua morte siano avvenuti svariati miracoli, e per tale ragione fu canonizzato per iniziativa dell’arcivescovo di Bisanzio, su autorizzazione di Papa Urbano II. Al nobile intento religioso di accogliere le reliquie di San Nicola, gli storici affiancano un’ipotesi politica più suggestiva, ovvero quella di dare a Trani, attraverso la costruzione del monumento, maggior prestigio e potere politico per meglio competere con la nemica Bari, custode delle reliquie di San Nicola.
La Cattedrale è stata realizzata con un particolare tufo calcareo perlaceo capace di risplendere al sole di un velato manto bianco e rosa, si tratta della celebre pietra di Trani. È rialzata rispetto al livello stradale perché venne fondata sull'antica chiesa di Santa Maria del V-VI secolo.
La Facciata e il Campanile
All’esterno la Cattedrale di Trani si mostra alta e maestosa in tutta la sua bellezza. La facciata della Chiesa di Trani è imponente e presenta una forma allungata verso l’alto. È situata in un punto isolato, lontana dalle altre costruzioni. La facciata a salienti della Cattedrale presenta una scalinata a doppia rampa che sale al portale maggiore. Nella parte inferiore della facciata si succedono nove arcate cieche a tutto sesto. A decorare la facciata appaiono tre finestre e un piccolo rosone sulla navata centrale, con le loro aperture ornate da figure zoomorfe realizzate per conferire alla struttura una certa plasticità.
Il portale d’ingresso centrale è incorniciato dall’arcata poggiante su due colonnine e sostenuta da due raffigurazioni di belve. Uno degli elementi più pregevoli della Cattedrale è il portale con le ante in bronzo realizzate da Barisano da Trani nel 1175. Oggi l’originale è situato nel vicino Museo diocesano; al suo posto si trova una replica collocata nel 2012. Tuttavia, possiamo ammirare l’inventiva dell’artista nel decorare gli archivolti e gli stipiti con motivi vegetali e geometrici, scene sacre e profane, figure umane, animali fantastici. Di grande interesse le 32 formelle in cui riconosciamo figure di angeli adoranti, Cristo in trono con i simboli degli Evangelisti, la Vergine in trono con il Bambino, i dodici Apostoli, il Battista e il profeta Elia, San Giorgio e Sant’Eustachio, San Nicola Pellegrino (ai cui piedi volle effigiarsi lo stesso Barisano), le scene della Discesa dalla Croce e della Discesa al Limbo, ma anche arcieri e lottatori con le mazze, draghi alati, leoni e l’Albero della Vita.

L’alto campanile di 59 metri che affianca la meravigliosa basilica è invece di un’altra epoca: la sua costruzione è iniziata nel 1200 ed è terminata soltanto un secolo dopo. Un campanile di 60 metri, opera di “Nicolaus sacerdos protomagister”, affianca la facciata. Sotto il campanile si ammira un ampio arco a sesto acuto che crea un effetto architettonico spettacolare. La scelta di praticare questa apertura di passaggio sotto il campanile nacque dalla necessità di garantire la circolazione nella zona della piazza antistante.
Interni e Cripte
All’interno, la Cattedrale è qualcosa di favoloso. All’esterno la parte retrostante della Cattedrale si staglia maestosa con il massiccio e alto transetto terminante con tre absidi. All’interno, dietro l’altare e sotto il transetto si apre la cripta che ospita le reliquie di San Nicola. Dal un ingresso laterale si scende nella grande cripta strutturata su tre navate, con due file di dodici colonne e un meraviglioso matroneo al piano superiore.
La cripta della cattedrale di Trani, infatti, non corrisponde all’etimologia, non è affatto ‘nascosta’, è luminosa ed alta, con crociere sorrette da una selva di elegantissime colonne di marmo greco; varchi oggi murati ne consentirono l’accesso dall’esterno ed il funzionamento in autonomia finché non venne ultimato il corpo longitudinale; tuttavia, la posizione della cripta permane quella canonica, sottostante il presbiterio, in quanto le fu genialmente allineata una chiesa a sala, impostata su due file di basse colonne, che conserva solo nel nome la memoria dell’antica chiesa di Santa Maria. La pianta di questa chiesa inferiore è a tre navate terminante con un’abside unica. All’interno, nel presbiterio, troviamo resti di un mosaico pavimentale con le raffigurazioni di Adamo ed Eva, Alessandro Magno, cervi e centauri. Del mosaico pavimentale che una volta caratterizzava l’ambiente ne rimane solo una leggera traccia all’altezza del transetto, raffigurante Adamo ed Eva mentre mangiano la mela e Alessandro Magno mentre spicca il volo grazie all’aiuto di due grifi.
Da non perdere assolutamente la Cripta di Santa Maria, che presenta affascinanti affreschi come quello che raffigura la Vergine con Bambino e due Santi, posto sul sepolcro di Passasepe Lambertini (XIV secolo). La cripta occupa l’area dove in passato sorgeva la chiesa primitiva sulla quale è stata edificata la cattedrale.
Attraverso una serie di scale si discende verso la Cripta di San Nicola, di grande raffinatezza con le sue 28 colonne. La cripta di San Nicola, dove si arriva scendendo una serie di scale, con le sue 28 colonne, l’ambiente ospita le reliquie di San Nicola Pellegrino, celebrato anche con una bellissima statua.
Rosario dalla Cripta della Cattedrale di Trani - Mercoledì 29 dicembre ore 20.50 su Tv2000
I Rosoni di Puglia e la Cattedrale di Trani
I rosoni, finestroni e mensole esterne sono popolate da un inquietante repertorio di figure animali ed immaginarie, tipico dei bestiari medievali gotici, mentre all’interno spiccano mosaici policromi su fondo bianco. Simplicità che richiama quello della Cattedrale di Trani, a sedici raggi come quello della Chiesa madre di Matera. I rosoni sono le meraviglie candide del progetto “I rosoni di pietra”, lanciato nei mesi scorsi a Bari dalla “Compagnia degli Exsultanti” per dare avvio all’iter di richiesta e riconoscimento agli stessi del titolo di Patrimonio Mondiale Unesco.
Sono tanti, tutti spettacolari, e non sono neppure gli unici di Puglia, ma forse i più significativi sì; e sempre muti testimoni oculari un po’ misteriosi, nei secoli, delle vicende che hanno costruito la storia di Puglia.
- C’è quello della Cattedrale di Gravina, che rievoca l’antico luogo di culto costruito nel 1095 per volontà di Unfrido d’Altavilla, signore normanno della città, e distrutto nel 1456 da una calamità naturale: ventiquattro raggi e al centro il bassorilievo della Madonna Assunta.
- C’è quello dell’Abbazia di San Leonardo di Siponto, a pochi chilometri da Manfredonia, che esattamente a mezzogiorno del solstizio d’estate viene trafitto dal Sole, delineando sulla volta al centro della navata principale una rosa luminosa di undici petali che si proietta su una croce intagliata nel pavimento.
- Identica magia che si produce nello stesso giorno a Carovigno, dove il Sole, a partire dalle ore 16.30, proietta attraverso il rosone della Chiesa madre il suo disco infuocato al centro della vecchia navata e indi sul pavimento, creando una sfera luminosa.
- Abbacinante per la sua bellezza quasi francescana, a Laterza, anche il rosone della Chiesa di San Lorenzo Martire, armoniosa fusione tra elementi di architettura dalmata e il romanico pugliese.
- Meno famoso, ma forse non meno importante, quello della Chiesa madre di Minervino di Lecce, eretta nel 1573 ad allargamento di un precedente luogo di culto sempre dedicato all’Arcangelo con la spada. Anche in questo caso è presente uno di quei fenomeni che fanno la gioia degli appassionati di archeo-astronomia. Nei giorni intorno all’equinozio di primavera e d’autunno, infatti, il Sole al tramonto colpisce esattamente la parte alta dell’abside, penetrando appunto attraverso il rosone e disegnando un disco luminoso sulla parte orientata a est del tempio: «In direzione della Terra Santa, ma anche a rappresentare Cristo nella sua gloria».
I rosoni inseriti nel progetto saranno appunto 33 o 36 - «toccherà al Comitato scientifico del sodalizio decidere al riguardo» - e saranno comunque idealmente disposti lungo un asse territoriale che comprende tre punti forti: il rosone della Cattedrale di Troia, quello del Duomo di Ostuni e quello della Chiesa madre di Otranto. Sono tanti, ognuno con le sue caratteristiche che lo rendono unico. E magico.
Rosoni in Provincia di Foggia
- Cattedrale di Troia
- Abbazia di San Leonardo di Siponto
- Duomo di San Pietro a Cerignola
- Cattedrale di Bovino
- San Francesco Fasani a Lucera
- San Severino abate a San Severo
Rosoni nella BAT (Barletta-Andria-Trani)
- Cattedrale di Trani (lato mare)
- Cattedrale di Barletta
Rosoni nel Barese
- Cattedrale di Bari (facciata e abside)
- Cattedrale di Ruvo di Puglia
- Madonna delle Grazie di Gravina
- Sant’Eustachio ad Acquaviva delle Fonti
- Cattedrale di Bitonto
- Cattedrale di Altamura
- Cattedrale di Conversano
- Madonna della Greca di Locorotondo
- San Domenico a Monopoli
- Santa Lucia a Gioia del Colle
- Chiesa della Madonna di Loreto a Mola di Bari
- Duomo e Assunta di Giovinazzo
- Chiesa madre di Noci
- Chiesa di San Michele a Bitetto
- Madonna Veterana a Triggiano
Rosoni nel Leccese
- Cattedrale di Otranto
- Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina
- Chiesa di Cristo Re a Santa Maria di Leuca
- Santo Stefano a Soleto
- Chiesa di San Michele Arcangelo a Minervino
- Basilica di Santa Croce (capoluogo salentino)
Trani e i suoi Monumenti
Icona della Puglia, quella di Trani è una città incantevole e accogliente in provincia di Bari. La sua fama è dovuta all’eleganza della chiesa ed allo splendido scenario naturale nella quale è inserita: una vasta piazza in pietra tranese, a pochi metri dal mare e dal porto veneziano, presso i quali si erge maestosa e solenne a testimonianza dello splendore e della potenza della città in epoca medievale. Dalla Cattedrale è possibile ammirare anche il Castello Svevo, edificato nel 1233 sotto il regno di Federico. Nella medesima piazza, le istituzioni s’incontrano e sfidano con rispetto: castello militare, Cattedrale, Tribunale, museo diocesano, raccontano la presenza delle varie forme del potere. Trani offre emozioni a non finire: il Castello svevo, il quartiere ebraico con le sinagoghe, le numerose chiesette sparse tra i vicoli del centro.
Rosario dalla Cripta della Cattedrale di Trani - Mercoledì 29 dicembre ore 20.50 su Tv2000
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