Bibbia e Corano: Analogie e Differenze Fondamentali

Il rapporto tra Cristianesimo e Islam, due delle maggiori religioni monoteiste al mondo, è da sempre oggetto di studio e confronto. La comprensione delle differenze fondamentali e delle analogie tra la Bibbia e il Corano, i rispettivi testi sacri, è cruciale per evitare facili sincretismi e per fornire strumenti validi di dialogo e testimonianza. Questo approfondimento mira a esplorare l'origine, la struttura e i contenuti di questi due testi, evidenziando le loro peculiarità e i punti di contatto.

Mappa del Medio Oriente con evidenziate le aree di origine e diffusione di Cristianesimo e Islam

Il Corano: Origine, Struttura e Carattere

Le Radici Storiche della Rivelazione Coranica

Prima di addentrarci nei contenuti, è opportuno contestualizzare l'origine del Corano. Maometto (Mohammad in arabo), nato alla Mecca attorno al 570 d.C., condusse inizialmente un'esistenza da carovaniere. Dopo aver sposato una ricca vedova all'età di 25 anni, le sue preoccupazioni economiche cessarono, permettendogli di dedicarsi a una vita di meditazione e preghiera, a cui era naturalmente incline. Fu in questo periodo che Maometto entrò in conflitto con i suoi conterranei a causa delle sue idee monoteistiche, in netto contrasto con il politeismo dilagante.

Secondo la tradizione islamica, fu in questo contesto che Maometto avrebbe ricevuto da Allah (Dio in arabo) la rivelazione contenuta nel Corano. Perseguitato dai membri della sua stessa tribù, i Coreisciti, Maometto fuggì dalla Mecca nel 622 d.C. Questa data, nota come Egira (la fuga verso Medina), segna l'inizio ufficiale dell'Era Islamica. A Medina, la dottrina di Maometto, che si considerava e fu sempre più considerato l'ultimo grande profeta inviato da Allah, si diffuse ampiamente. Nel 630 d.C., Maometto, a capo di un esercito, conquistò la Mecca, instaurando il Primo Stato Islamico. Alla sua morte, due anni dopo, l'Arabia era divenuta una nazione unita dalla religione. È importante notare che l'origine dell'Islam ebbe un carattere sia militare che politico: Maometto fu non solo "profeta" ma anche un generale che si impose con le armi, instaurando il primo regime islamico.

La Natura e la Struttura del "Libro Sacro"

Il Corano, il "Libro Sacro" dell'Islam, deriva dall'arabo Qu'ran, che significa "recitazione ad alta voce", riflettendo la sua iniziale trasmissione orale. Sebbene le vicende della sua transizione alla forma scritta non siano del tutto chiare, i discepoli di Maometto trascrissero i suoi discorsi per evitare la dispersione delle parti. Il Corano si divide in 114 Sure (capitoli), comprendenti 6200 versetti. Ogni Sura ha un titolo desunto da una sua parola o espressione, ma non esiste un nesso logico tra le Sure, che sono poste in ordine di lunghezza, dalla più lunga alla più breve, con l'eccezione della "Sura aprente" o Fatiha, che è breve ma posta all'inizio.

La lingua del Corano è l'arabo classico, o "Lingua Araba Chiara", come indicato in 26:195. I Musulmani lo leggono esclusivamente in arabo, sebbene esistano versioni in lingue moderne. Il Corano è considerato la parola di Allah, corrispondente perfettamente all'Umm al-Kitab o "Madre del Libro", un presunto esemplare autentico conservato presso la Divinità. Come affermato in 43:1-4: "Per il Libro esplicito. Ne abbiamo fatto un Corano arabo, affinché comprendiate! Esso è presso di Noi, nella Madre del Libro, sublime e colmo di saggezza". Allah parla direttamente a Maometto, che è solo il trasmettitore della rivelazione divina, non l'autore.

I segreti del corano il libro sacro dell'Islam | Documentario in italiano sulla Religione musulmana

Ordine e Coerenza nel Corano: Un Confronto con la Bibbia

Per chi ha familiarità con la Bibbia, una prima impressione nella lettura del Corano è di grande confusione. Si presenta come un insieme di affermazioni, riferimenti biblici islamizzati, precetti e accuse contro Ebrei e Cristiani, il tutto senza un ordine apparente. L'ordine attuale, dalla Sura più lunga alla più breve, è artificiale. Ciò solleva interrogativi sull'ordine originario della presunta rivelazione divina a Maometto e sul metodo di Dio nel rivelarsi all'umanità. La Bibbia, al contrario, mostra un ordine logico dalla Genesi all'Apocalisse, con una narrazione ben strutturata della volontà divina, a cui si riferiscono direttamente o indirettamente le parti sapienziali e profetiche. Si può quindi affermare che vi è un abisso incolmabile in termini di ordine logico tra Corano e Bibbia.

Tuttavia, alcuni temi ricorrenti emergono nel Corano, come l'origine divina della rivelazione, le accuse contro Ebrei e Cristiani ("il popolo del Libro", Ahl al-Kitab) che avrebbero alterato la Torah e il Vangelo, e precetti morali che ricalcano quelli biblici. Vi sono anche riferimenti al Paradiso per i credenti musulmani, sebbene una vera e propria escatologia si trovi principalmente negli Hadit (Tradizioni), non nel Corano stesso.

La Bibbia nel Corano: Riferimenti e Distorsioni

Il Corano come Conferma delle Scritture Precedenti

Un aspetto fondamentale è il profondo legame dell'Islam con l'Ebraismo e il Cristianesimo. Il Corano afferma più volte che sia agli Ebrei che ai Cristiani fu già data una rivelazione da parte di Allah, definita come l'insieme di Torah, Salterio e Vangelo. Maometto, quindi, sarebbe venuto per confermare le Scritture già date. Ad esempio, in Corano 2:40-41 si legge: "O figli d’Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e rispettate il Mio patto e rispetterò il vostro. Solo Me dovete temere. E credete in ciò che ho fatto scendere a conferma di quello che già era sceso su di voi e non siate i primi a rinnegarlo". Questo concetto è ribadito in 5:48: "E su te abbiamo fatto scendere il Libro con la verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione". Addirittura, il Corano suggerisce che la sua essenza fosse già presente nelle Scritture antiche (26:196-197).

Accuse di Alterazione e Influenze Apocrife

Nonostante la pretesa di conferma, il Corano accusa Ebrei e Cristiani di aver alterato la rivelazione. In 5:13-14 si afferma: "Ma essi [gli Ebrei] ruppero l’alleanza e Noi li maledicemmo e indurimmo i loro cuori: stravolgono il senso delle parole e dimenticano gran parte di quello che è stato loro rivelato... Con coloro che dicono: Siamo Cristiani, stipulammo un Patto. Ma dimenticarono una parte di quello che era stato loro ricordato".

All'interno del Corano si trovano solo alcune parti della Bibbia, spesso rielaborate in chiave islamica e alterando gli originali. Inoltre, sono presenti passi tratti dalla letteratura ebraica apocrifa e dai Vangeli apocrifi, testi non ritenuti autentici dalla Chiesa Cristiana delle origini e contenenti narrazioni fantasiose non riscontrabili nei testi biblici ufficialmente accettati.

Figure Bibliche e Discrepanze

Nel Corano vengono menzionati numerosi personaggi biblici, tra cui: Adamo (considerato "Padre del genere umano" e "Prescelto da Allah"), Eva, Caino ed Abele, Noè, Lot, Abramo, Ismaele (figlio di Abramo e profeta), Giacobbe, Rachele, Giuseppe, il Faraone, Amram (padre di Mosè), Mosè, Aronne, Davide, Golia, Salomone, Elia, Zaccaria, Giona e Giobbe. Il personaggio biblico più menzionato è Gesù (Isa), insieme a Maria, sua madre, e Giovanni Battista. Tuttavia, ampie parti della Bibbia sono ignorate, come quasi tutti i Libri Profetici, i Libri Sapienziali (il Salterio è solo menzionato), gli Atti degli Apostoli, le Lettere del Nuovo Testamento e l'Apocalisse.

Le parti desunte dalla Bibbia e menzionate nel Corano spesso non coincidono con la Bibbia degli Ebrei e dei Cristiani, e il Corano non offre spiegazioni per tali discrepanze. Un esempio significativo è la creazione di Adamo e la caduta di Satana. Nel Corano (15:26-50), si narra come Allah creò l'uomo dall'argilla e ordinò agli angeli di prostrarsi; Iblis (Satana) rifiutò, ritenendo Adamo inferiore, e fu bandito. Questa narrazione della caduta di Satana e degli angeli ribelli si trova anche nel libro apocrifo "Vita di Adamo ed Eva", risalente a un periodo tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., in cui Adamo è considerato un'immagine di Dio da adorare.

Gesù nel Corano e nel Vangelo: Due Figure Distinte

La figura di Gesù (Isa) rappresenta uno dei punti di maggiore divergenza tra Cristianesimo e Islam, nonostante sia il personaggio biblico più menzionato nel Corano.

Il Gesù Coranico

Il Corano presenta Gesù come il più grande dei profeti inviati da Dio/Allah prima di Maometto. Descrive la sua nascita miracolosa da Maria Vergine, la sua identità e la sua missione, ma afferma risolutamente che egli non è il figlio di Dio e, men che meno, Dio stesso. È un grande uomo, creato da Dio. Nella Sura 5 del Corano, Gesù stesso negherebbe di essere Dio:

"E quando Dio gli domandò: ‘O Gesù, figlio di Maria, sei tu che hai detto agli uomini: prendete me e mia madre come dei oltre a Dio?’ La risposta di Gesù: ‘Gloria a te! Come potrei dire ciò che non ho il diritto di dire?'"

E ancora, ai suoi discepoli: "In verità, Dio è il mio Signore e vostro Signore: adorate lui, dunque!"

Il Corano attribuisce a Gesù una missione speciale: annunciare la venuta di un messaggero successivo, Maometto, il "Sigillo dei profeti", culmine della rivelazione divina. La missione di Gesù, tuttavia, non avrebbe successo secondo il Corano, poiché i figli di Israele non credono in lui, lo accusano di magia e tramano per ucciderlo. Sebbene il Corano riconosca un certo favore verso i cristiani ("porre coloro che ti hanno seguito al di sopra dei miscredenti fino al giorno della risurrezione"), questo è spesso condizionato dal pagamento di una tassa per risiedere nelle terre musulmane.

Il Gesù coranico è un "servo di Allah" a cui è stata data la Scrittura e che è stato fatto profeta, benedetto e incaricato di orazione e decima, con bontà verso sua madre. L'episodio della "tavola imbandita" è un miracolo a lui attribuito, dove Allah fa scendere dal cielo una tavola imbandita su richiesta degli apostoli, come segno divino.

Illustrazione di Gesù Cristo come profeta, secondo l'iconografia islamica tradizionale (senza raffigurare il volto)

Il Gesù del Vangelo

Il Gesù del Vangelo è una figura radicalmente diversa da quella coranica. Nel Simbolo apostolico, i cristiani professano:

"Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, Figlio Unigenito di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato della stessa sostanza del Padre… Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo…"

Gesù stesso, durante la sua vita missionaria, ha svelato gradualmente la sua identità e missione. È stato un Maestro incomparabile di amore e fedeltà al Padre, con una commovente dedizione a tutti, specialmente ai malati, ai poveri, ai peccatori e persino ai suoi nemici. Alcune definizioni che Gesù dà di se stesso nei Vangeli includono:

  • "Se voi conosceste me, conoscereste anche il Padre mio: Egli mi ha mandato"
  • "Io sono la Luce del Mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre… Io sono il buon Pastore, io sono la Porta: chi entra attraverso me sarà salvo"
  • "Per questo il Padre mi ama, perché io offro la vita e poi la riprendo. Nessuno me la toglie, sono io che la offro di mia volontà"
  • "Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi. Rimanete nel mio amore… Io sono la Via, io sono la Verità e la Vita"
  • "Padre, ho parlato così perché essi credano che tu mi hai mandato"
  • "Io sono la risurrezione e la vita. Chi vive e crede in me non morirà mai"
  • "Io e il Padre siamo una cosa sola"
  • "Il Padre mi ha consacrato e mandato nel mondo. Allora perché mi accusate e dite che bestemmio se affermo di essere Figlio di Dio?"
Rappresentazione artistica di Gesù Cristo che insegna ai suoi discepoli

Punti di Convergenza e Divergenza tra Bibbia e Corano

Le riflessioni del Prof. Piero Stefani, autore di "Bibbia e Corano, un confronto", offrono una prospettiva utile per identificare le similitudini e le differenze tra questi testi sacri.

Similitudini Fondamentali

Una precisazione importante è la distinzione tra Bibbia ebraica e Bibbia cristiana (formata da Antico e Nuovo Testamento), sebbene i libri dell'Antico Testamento coincidano in gran parte con quelli della Bibbia ebraica, ma sono letti e interpretati in modo diverso.

La somiglianza più profonda tra Bibbia e Corano risiede nel fatto che sono considerati sacri dalle rispettive comunità. Tutte e tre le comunità religiose (ebraismo, cristianesimo e islam) condividono la convinzione che, nel corso della storia, Dio abbia comunicato agli esseri umani parole destinate a prendere forma scritta, attraverso specifici mediatori. Sono, quindi, tutte "religioni rivelate".

Altri punti comuni significativi includono:

  • Dio come Creatore: Per tutte e tre, Dio è definito creatore, il che implica che la realtà ha avuto inizio per un atto libero di Dio. Non si tratta di dimostrare l'esistenza di Dio, ma di riconoscere in noi e attorno a noi i segni della Sua opera creatrice.
  • Leggi Divine: Dio ha comunicato agli esseri umani delle leggi (come i Dieci Comandamenti) per regolare i rapporti interni alle comunità e quelli con le altre persone e società. La questione del rapporto tra queste leggi di origine divina e i contesti storici o le leggi civili rimane un tema di dibattito e risposte molteplici all'interno di ogni tradizione.

Differenze Cruciali

La Definizione di "Popolo del Libro" e la Struttura dei Testi

L'espressione "popolo del libro" non si adatta allo stesso modo a tutte e tre le comunità. Per il cristianesimo, la fonte prima della rivelazione è Gesù stesso, di cui i Vangeli sono memoria e testimonianza. Sia l'ebraismo che il cristianesimo definiscono i loro testi sacri in modo gerarchizzato:

  • La Bibbia ebraica è composta da Torah (Legge o Pentateuco), Neviim (Profeti) e Ketuvim (Scritti), con un ruolo decisivo della Torah.
  • Per il cristianesimo, il vertice è costituito dai quattro Vangeli canonici, incentrati sulla vita pubblica, morte e resurrezione di Gesù, e considerati una chiave interpretativa per l'intera Bibbia.

Il Corano, invece, ha avuto un processo redazionale molto più breve. La sua scansione interna è tra Sure "fatte scendere" alla Mecca e quelle medinesi, successive all'Egira. I suoi contenuti si suddividono in annunci, narrazioni e leggi, con queste ultime che incidono maggiormente sulla vita della comunità e risalgono al periodo finale della vita di Maometto, quando già esercitava una forma di governo.

L'espressione "comunità dei credenti" calza bene per cristiani e musulmani, poiché l'appartenenza alla Chiesa e all'Umma (comunità musulmana) presuppone la fede. Meno per gli Ebrei, che costituiscono un vero e proprio popolo, essendo ebrei innanzitutto per nascita (secondo una discendenza matrilineare).

L'Origine del Male

Tutte e tre le tradizioni individuano l'origine del male nella trasgressione. Perché vi sia trasgressione, deve esistere una legge o un comando. Il mito più noto è quello della proibizione di mangiare dall'albero della conoscenza del bene e del male. Tuttavia, il Corano, al pari di prospettive presenti nell'apocalittica giudaica e cristiana, introduce una violazione antecedente a quella umana: il peccato angelico, connesso alla figura di Iblis, l'angelo superbo e disobbediente che rifiutò di prostrarsi ad Adamo. Sia per la Bibbia che per il Corano, la storia di Caino rappresenta il simbolo più conosciuto della personalizzazione del peccato come forza che induce a compiere atti brutali.

La presenza del male rimane uno scoglio complesso. A volte, in passi sia biblici (Isaia 45,7) che coranici, si legge che Dio stesso crea il male, un'affermazione che non va assolutizzata ma neppure accantonata del tutto.

La Resurrezione dei Morti

  • Nella Bibbia ebraica, il tema è presentato in maniera "defilata", con chiarezza solo nel tardo libro apocalittico di Daniele.
  • Nel Nuovo Testamento, la resurrezione dei morti svolge un ruolo centrale. Il kerygma (l'annuncio fondamentale della fede) è incentrato sulla "buona novella" di Gesù Cristo morto e risorto. Per la fede cristiana, esiste un legame inscindibile tra la risurrezione di Gesù Cristo e quella dei salvati.
  • Nel Corano, la resurrezione dei morti è affermata in maniera forte e inequivocabile, trovando il suo fondamento nella perenne attività del Dio creatore: Allah, che ha plasmato l'uomo dalla polvere, è capace di dare nuova vita a ossa disseccate. La resurrezione è intrinsecamente legata al giudizio, in virtù del quale si è beati o dannati, una prospettiva anticipata da un interrogatorio che avviene nelle tombe.

Miracoli e Testimonianze: Gesù e Maometto

Un'altra differenza sostanziale riguarda il tema dei miracoli:

  • Nel Corano, Maometto, a quanti gli chiedevano un miracolo per confermare la sua missione di profeta di Allah, rispondeva di non aver ricevuto questo dono e, di fatto, non ne ha mai compiuti. Maometto morì nel 632 d.C. a Medina, dove si trova il suo sepolcro.
  • A Gesù, i suoi avversari chiedevano incessantemente un segno per dimostrare che parlava in nome di Dio e che era Suo Figlio. Gesù rispondeva con i numerosi miracoli compiuti sotto gli occhi di tutti. Il segno di valore assoluto, che coinvolge la credibilità di Dio stesso, è la sua Risurrezione dalla morte. La storia ha registrato che Gesù morì, che dopo tre giorni risorse e che apparve a innumerevoli testimoni che hanno testimoniato con la propria vita la loro fede in Cristo Risorto. A Gerusalemme si venera ancora il suo sepolcro, ma è vuoto, a testimonianza della sua risurrezione.

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