San Paolo di Civitate: Storia, Origini e Patrimonio Culturale

San Paolo di Civitate è un borgo arroccato sulle colline della Valle del Fortore, nella provincia di Foggia, che narra secoli di storia e tradizioni. Situato quasi al confine con il Molise, il suo territorio pianeggiante confina con Apricena, Lesina, Poggio Imperiale, San Severo, Serracapriola e Torremaggiore. Questa cittadina offre uno spaccato della Puglia più autentica e originale, lontana dai circuiti turistici di massa, e vanta numerosi piccoli tesori che meritano di essere scoperti.

La posizione strategica di San Paolo di Civitate offre scorci unici sulla Valle del Fortore, un territorio caratterizzato da colline dolci e una natura incontaminata. È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, e la storia si intreccia con la natura e le tradizioni popolari.

Veduta panoramica di San Paolo di Civitate e la Valle del Fortore

Le Origini Antiche: Da Tiati a Teanum Apulum e Civitate

Gli Insediamenti Dauni e la Romanizzazione

Il primo insediamento nel territorio di San Paolo di Civitate risale al I millennio a.C., quando popolazioni daune fondarono l'importante insediamento di Teate (o Tiati). Frammenti di ceramica trovati lungo il Fortore e dalla Marana di Difensola ai Piani di Lauria testimoniano la cultura e l’arte Iapigia e Dauna risalente all’IX-VIII secolo a.C. In questo vasto spazio esistevano anche edifici di culto, tra cui tre lungo la via del tratturo e uno tra esso e le Pezze della Chiesa.

In epoche successive, i vari insediamenti si unirono, dando origine a una città il cui nome, desunto da monete ritrovate in scavi e arature profonde, doveva essere Tiati. Questa città era un centro produttivo di ceramica geometrica, e una fabbrica di tale materiale è stata rinvenuta nella Marana di Difensola, dove acqua e creta erano e sono abbondanti. Le abitazioni di Tiati dovevano essere costruite a pianta rettangolare, circolare o pentagonale, con un palo centrale e altri che reggevano il tetto e le pareti fatte di canne con argilla pressata.

Ricostruzione di abitazioni daune o reperti archeologici di Tiati

Con il tempo, il linguaggio osco, utilizzato a Tiati, subì trasformazioni finché il latino di Roma divenne la lingua parlata a tutti gli effetti. La sconfitta di Tiati, dei Sanniti e di tutte le popolazioni italiche, e i continui contrasti con Roma, furono appianati con la concessione della cittadinanza romana e la fondazione dei Municipi. Conquistata dai Romani nel 318 a.C., Teate assunse il nome di Teanum Apulum e divenne un municipium dotato di autonomia amministrativa.

Secondo l'ispettore Russi, Teanum Apulum si estendeva su un'area di circa 100 ettari, una dimensione enorme per quei tempi, ed era ubicata sulla riva destra del Frento o Frentum. Le monete coniate a Teano erano in argento e rame, e presentavano effigi di teste di donna, cavalieri, Minerva, Ercole, Giove, Nettuno, con iscrizioni come TIATI, TIA, o ITAIT in lingua osca.

Immagine di monete antiche di Teanum Apulum

Storici come Tito Livio (nei suoi "Annales ab Urbe condita") e Marco Tullio Cicerone (nell’orazione in difesa di Aulo Cluenzio del 56 a.C.) menzionano Teanum Apulum, così come Plinio nella sua "Historia Naturalis". La città era attraversata dall'importante strada consolare Tiburtina Frentana Valeria, che la collegava a Tivoli, Pescara, Lanciano e Lucera, rendendola sempre più ricca e importante, con numerose case signorili.

L'Amministrazione e la Vita Sociale di Teanum Apulum

Amministrativamente, Teanum Apulum era retta da un collegio di quattro persone, i quattuorviri, divisi in due coppie: i quattuorviri iure dicundo, che si occupavano delle funzioni più importanti, e due magistrati responsabili della viabilità, della nettezza urbana, dell’ordine pubblico e del mercato. Iscrizioni rinvenute citano magistrati come Cn. Raedivius, Creperius Pacatianus (quattuorviro), P.Tarsaeus (edile), e un sacerdote (flamen) del collegio degli Augustali. Un cittadino che sosteneva gli interessi di Teano a Roma si chiamava M. Numidius, mentre dignus patronus era Flavius Uranius, primo governatore della nuova provincia del Samnium, a cui Teano fu aggregata.

Steli funerarie sono state rinvenute tra Coppa Mengoni e Piani di Lauria, appartenenti a tombe familiari accessibili solo ai membri e con una superficie di circa 12 mq.

La Battaglia del Metauro e il Ruolo di Teanum Apulum

Durante la Seconda Guerra Punica, Roma subì numerose sconfitte. Nel 207 a.C., da Teanum Apulum partì la controffensiva romana guidata dal console Claudio Nerone contro l'esercito cartaginese di Asdrubale Barca, giunto in soccorso del fratello Annibale. Questo episodio cruciale vide Claudio Nerone intraprendere un'ardita marcia di sei giorni (288 miglia) da Teanum Apulum fino alle porte di Senigallia, dove era accampato l'esercito di Asdrubale. Tito Livio, nel 27° libro della sua storia "Ab Urbe condita", descrive come il console chiese ai suoi 6.000 fanti e 1.000 cavalieri di affrontare marce forzate per intercettare Asdrubale prima che Annibale potesse ricongiungersi.

La battaglia che ne seguì sul fiume Metauro, nelle Marche, fu una vittoria decisiva per i Romani, che pose fine alle ambizioni di Asdrubale e diede una svolta alla guerra. Il fiume si tinse di rosso per il sangue di 60.000 cartaginesi, tra cui Asdrubale stesso, la cui testa fu poi gettata nell'accampamento di Annibale. In onore di questo evento storico, il 13 giugno 1957, l'Amministrazione comunale di San Paolo di Civitate, l'Ente Provinciale per il turismo di Foggia e il generale Domenico Ludovico, hanno eretto nei giardini pubblici una colonna di granito che ricorda questa storica battaglia.

Colonna commemorativa della Battaglia del Metauro nei giardini pubblici di San Paolo di Civitate

Il Declino e la Rifondazione Romana

Le vicissitudini di Roma dopo Augusto ridussero il fulgore di Teanum Apulum, e la città verso il 100 d.C. si impoverì e spopolò, trovandosi in condizioni di non poter pagare i tributi a Roma. Considerando la sua posizione strategicamente importante, l'Imperatore la fece ricostruire, incrementandone scambi e commerci e ingrandendone il porto fluviale, da cui le sue merci potevano raggiungere i vari paesi dell'Adriatico. I cittadini, per ringraziarlo, la chiamarono Civitas Traiana. Alla morte dell'Imperatore, l'aggiuntivo "Traiana" cadde, ed essa si chiamò semplicemente Civitas e, molto tempo dopo, Civitate.

Anfiteatro romano di Teanum Apulum e Conferenza Stampa

Il Periodo Medievale e la Baronia di Civitate

Dopo la caduta dell'Impero Romano, il territorio conobbe l'avvicendarsi delle dominazioni bizantine, longobarde e normanne, e nell'XI secolo divenne sede vescovile. Nel 943 d.C. e successivamente nel 1018, i Bizantini, tramite il Catapano Basilio Bojoannes, edificarono una linea di difesa nel nord pugliese, costruendo le città fortificate di Troia, Fiorentino, Dragonara e Civitate. Quest'ultima fu edificata sull'altura del Canneto, occupando un'area molto più piccola della vecchia Teanum.

Il dominio normanno raggiunse il suo apice nel 1043, quando il Parlamento generale dei baroni Longobardi e Normanni istituì la baronia di Civitate, nominandola vassalla della Contea di Puglia. Il primo conte fu Gualtiero, un cavaliere normanno imparentato con la casata Altavilla ed eroe della battaglia di Montepeloso (1041). La baronia comprendeva la città fortificata di Civitate e una porzione della Capitanata.

Il 18 giugno 1053, Civitate fu teatro di un'importante battaglia che vide contrapposti i Normanni di Umfredo d'Altavilla e un esercito di Suebi, Italici e Longobardi coalizzati da Papa Leone IX. Alla morte di Gualtiero, nel 1060 gli succedette Amico II come signore di Civitate.

Mappa storica della Baronia di Civitate o della Battaglia di Civitate

La Nascita di San Paolo dei Greci e l'Influenza Gonzaga

Tra il XV e il XVI secolo, la storia di San Paolo di Civitate prende una nuova direzione. L'area, già conosciuta come San Paolo dei Greci, accoglie numerosi profughi albanesi in fuga che si insediarono poco fuori le mura della vecchia Civitate, in un casale noto come San Paolo. Nel 1568, molte famiglie albanesi di Torremaggiore, invitate dal feudatario Cesare Gonzaga, vi si trasferirono.

Nel 1573, una colonia di albanesi di Torremaggiore e dalla stessa Civitate stipulò un contratto con il feudatario don Cesare I Gonzaga, il quale concesse l'autorizzazione all'edificazione di un nuovo casale attorno alla chiesa di San Paolo e al palazzo baronale, già iniziato ma non terminato da Giovanni Battista Carafa. Come narra Matteo Fraccacreta, gli abitanti si rivolsero al nuovo signore, Cesare Gonzaga, per trasferirsi e costruire nel casale taverne, forni e macellerie per il suo uso. L'organizzazione politica, amministrativa ed economica del casale fu tale da attrarre molte altre persone.

Il territorio fu feudo dei Gonzaga e di altre famiglie, e nel 1640 tornò ai Gonzaga.

Il Terremoto del 1627 e la Ricostruzione

Il 30 luglio 1627, un violento terremoto colpì l'intero comprensorio della Capitanata, provocando danni incommensurabili. L'antica città di Civitate venne rasa al suolo. Il casale di San Paolo, sebbene gravemente danneggiato, riuscì a mantenere intatti la Chiesa di San Paolo e il palazzo baronale. I superstiti ricostruirono l'abitato accanto al casale.

Nel 1641, l'allora barone di San Paolo, Andrea Gonzaga, non solo finanziò la ricostruzione del casale, ma ordinò anche la costruzione di una nuova chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Successivamente, nuove dimore signorili, come quella del Marchese La Greca, e importanti centri civili (la prima sede dell'Università/Comune) e religiosi (la sede vescovile) arricchirono il sito.

Il 26 ottobre 1862, con decreto reale, al nome del Comune "San Paolo" fu aggiunto "di Civitate", in omaggio alle sue antiche origini.

Anfiteatro romano di Teanum Apulum e Conferenza Stampa

Il Patrimonio Architettonico e Religioso

Palazzo Gonzaga (Palazzo Baronale)

Uno dei simboli del borgo è il Palazzo Gonzaga, o Palazzo Baronale, una dimora nobiliare che racconta il prestigio della famiglia che lo abitò. Menzionato per la prima volta nel 1570, fu iniziato dal feudatario Giovanni Battista Carafa (1568) e completato da Cesare Caupadia (1568-1570), divenendo poi di proprietà di Cesare Gonzaga (1570-1575). Questo elegante edificio, a tre piani con pianta quadrata e sedici stanze per lato, con torri quadrangolari, dominava la piazza principale del borgo. Danneggiato dal terremoto del 1627, non fu distrutto.

Originariamente, il palazzo era caratterizzato da più torri. Nel 1720, la torre anteriore sinistra, in stato precario, fu abbattuta per la realizzazione del campanile della chiesa. Anche la torre posteriore venne abbattuta in tempi recenti per motivi di sicurezza. Oggi si conserva un'unica torre, quella che si vede dalla piazza centrale del paese, che delimita il palazzo baronale sulla parte destra della sua facciata.

Fotografia attuale del Palazzo Gonzaga di San Paolo di Civitate

Le Chiese di San Paolo di Civitate

Il patrimonio religioso del borgo trova la sua massima espressione in diverse chiese storiche:

Chiesa Madre di San Paolo Apostolo

Già documentata nel XIII secolo, questa fu la prima costruzione del paese. È attorno a questo luogo che i profughi di Civitate cominciarono a costruire le loro dimore. Il primitivo sacello fu ampliato e ristrutturato e dedicato a San Paulus Graecorum. Importante fu la visita episcopale del Vescovo Germanico Malaspina il 13 settembre del 1591. Successivamente, la Chiesa divenne a doppio culto e poi, a culto unico, quello cattolico. Primo luogo di sepoltura del villaggio, rimase tale fino al 1837. Ha ospitato due importanti tavole del XIV secolo: "Il Salvatore" e "La Vergine con il Bambino".

Interno della Chiesa Madre di San Paolo Apostolo

Chiesa di San Nicola

Costruita nel XVII secolo, fu rasa al suolo dal terremoto del 1627. L'iscrizione murata sul portale della Chiesa documenta la sua ricostruzione, iniziata nel 1704 e terminata, dopo una breve sospensione, nel 1709.

Chiesa di San Giovanni Battista

Nel 1641, il barone Andrea Gonzaga ordinò la costruzione di una nuova chiesa dedicata a San Giovanni Battista, adattando i locali della scuderia del palazzo baronale ad essa annessa. Il primo sacerdote fu, nel 1642, don Salvatore Ornato. Nel tempo, l'edificio religioso è stato oggetto di numerosi lavori di restauro.

Chiesa Santa Maria del Loreto

Risale al XVII secolo la costruzione della Chiesa dedicata alla Regina del Cielo: Santa Maria di Loreto. La Chiesa venne edificata fuori dal casale, sulla strada verso Serracapriola.

Chiesa di Sant'Antonio da Padova e il Convento

Sul luogo della chiesa Santa Maria del Loreto, distrutta dal terremoto del 1627, venne edificata nel 1640, per opera di Domenico Andrea Gonzaga, una nuova chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, affiancata da un convento donato ai frati minori osservanti. La chiesa si arricchisce al suo interno di altari tardo-barocchi addossati alle pareti e di una statua lignea dorata del santo del XVI secolo.

Il Convento dell’Ordine dei Frati Minori Osservanti, edificato da Andrea Gonzaga nel XVII secolo, ha una pianta quadrangolare e si articola intorno a un cortile circondato da un portico con al centro una cisterna. Il piano terra si componeva di cucina, refettorio, stalle e depositi; il primo piano era scompartito in tre dormitori per complessive venti stanze, accessibili tramite corridoi che si affacciavano sul cortile interno. Le pareti e le volte del peristilio, al piano terra, erano finemente dipinte con raffigurazioni dei miracoli di San Francesco. Il Fraccacreta descrive il convento con un ingresso principale posizionato immediatamente a destra della Chiesa di Sant'Antonio da Padova, e corridoi che portavano a un grande giardino annesso (oggi villa comunale) e ad altre aree interne.

Facciata della Chiesa di Sant'Antonio da Padova e parte del convento

Cultura, Tradizioni e Territorio

San Paolo di Civitate è oggi un luogo dove le tradizioni contadine e pastorali sono ancora fortemente radicate, grazie anche alla storica pratica della transumanza, oggi riconosciuta come patrimonio culturale dell’UNESCO. Le celebrazioni locali includono la Sagra del Torcinello nel mese di agosto, che mette in risalto i prodotti tipici e le tradizioni culinarie del territorio.

La prima cosa che si consiglia di visitare per approfondire il passato di questo luogo è il suo Museo Archeologico, dove i reperti rinvenuti dalle macerie del terremoto e dagli scavi raccontano millenni di storia, dai Dauni ai Romani.

Reperti archeologici esposti nel Museo Archeologico di San Paolo di Civitate

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