L'Ispirazione del Film "The Exorcism of Emily Rose"
Il celebre film di Scott Derrickson, "L'esorcismo di Emily Rose" (2005), è ispirato a un controverso episodio di cronaca che ha scosso la Germania: la vicenda di Anneliese Michel. Quando un film horror si apre con la frase "tratto da una storia vera", lo spettatore avverte subito un brivido diverso, poiché il racconto riflette qualcosa che potrebbe essere realmente accaduto. Il film ha mescolato la tensione del soprannaturale con il dramma giudiziario, rielaborando la storia di Anneliese e mescolando elementi del processo con il terrore psicologico.
Nel film, la protagonista Emily Rose è una ragazza americana sulla quale è stato eseguito un esorcismo per una presunta possessione demoniaca, e la pellicola ne esplora le conseguenze legali. L'interpretazione dell'attrice Jennifer Carpenter, celebre per l'interpretazione di Debra Morgan in Dexter, ricevette il plauso della critica, rendendo la possessione del personaggio estremamente convincente e turbando anche lo spettatore più impassibile. Ancora più incredibile fu la sua capacità di assumere pose innaturali e agghiaccianti senza l'apporto significativo di effetti speciali, creando una Emily Rose ancora più credibile.

La Vita e i Primi Sintomi di Anneliese Michel
Anneliese Michel nacque a Leiblfing, un piccolo villaggio tedesco, il 21 settembre 1952, in una famiglia profondamente cattolica. La ragazza sorridente che sarebbe diventata il centro di uno dei casi di esorcismo più discussi al mondo, era originaria di Klingenberg, una piccola cittadina della Franconia. Il suo caso è unico nella storia degli esorcismi.
Le Manifestazioni e i Cambiamenti Comportamentali
Nel 1968, Anneliese iniziò a soffrire di convulsioni che la tormentarono durante gli anni della scuola superiore. Era in cura da un neurologo per attacchi notturni e soffriva di epilessia. Durante questi spasmi, affermava di vedere spaventose figure diaboliche e sentiva odori puzzolenti. Tra i primi sintomi accusati dalla giovane c'erano anche paralisi degli arti, un smisurato accrescimento del torace, rigidità improvvisa del corpo e l'impossibilità di parlare. Nonostante tutto, Anneliese riuscì a tornare alle superiori, conseguire il diploma e iscriversi, nel settembre 1973, all'università di Würzburg per realizzare il suo sogno di diventare una maestra elementare.
Con il passare degli anni, le sue condizioni peggiorarono drasticamente. Anneliese iniziò a mostrare comportamenti inspiegabili e si convinse di essere posseduta dai demoni: divenne repulsiva verso qualunque oggetto di natura religiosa (crocifissi, quadri, rosari), mangiava insetti, carbone e una volta leccò le sue urine da terra. Si strappava i vestiti di dosso, guaiva come i cani per giorni e urinava sul pavimento, leccandolo. Convintasi che ciò che le accadeva fosse colpa del proprio peccato e di quelli che le stavano vicino, Anneliese prese a dormire su un pavimento di pietra come penitenza. Nei suoi periodi di lucidità, pregava intensamente, fino a rompersi le ginocchia in seguito alle continue genuflessioni e a praticare continui atti di penitenza per i suoi peccati.
La VERITÀ DIETRO L’ESORCISMO DI ANNELIESE MICHEL
La Ricerca di Aiuto Medico e Spirituale
All'inizio, Anneliese si sottopose a visite mediche e le fu diagnosticata una forma di epilessia del lobo temporale. Le furono prescritti medicinali per curare sia l'epilessia che le convulsioni. Nonostante le cure mediche, Anneliese sosteneva di vedere volti demoniaci in tutte le persone che la circondavano. La scienza è generalmente d'accordo sul considerare il caso di Anneliese Michel come un caso di schizofrenia, con la medicina che asserisce che alcuni farmaci, soprattutto quelli usati in passato e che agiscono direttamente sul cervello, possono provocare allucinazioni in certi pazienti. Questa e la psicosi che affliggeva la giovane ragazza furono la spiegazione, secondo i medici, di ciò che Anneliese vedeva e delle sue presunte possessioni.
Quando le sue preghiere non la aiutarono più a sopportare ciò che le succedeva, Anneliese si rivolse alla Chiesa, convinta di essere posseduta dal maligno. In un primo tempo, la Chiesa non le concesse l'esorcismo, invitandola a diventare più devota. La sua famiglia, molto cattolica, si rivolse al proprio parroco, il quale, dopo essersi consultato con un sacerdote, padre Ernst Alt, decise di scrivere al vescovo di Würzburg, monsignor Joseph Stangl.
Gli Esorcismi: Un Percorso Drammatico
L'Autorizzazione e i Sacerdoti Coinvolti
Dopo aver constatato altri fenomeni strani, padre Alt si consultò con un noto esperto di possessioni diaboliche, il gesuita padre Rodewyk di Francoforte; poi scrisse di nuovo al vescovo la sua convinzione che Anneliese fosse veramente posseduta dal demonio. Padre Amorth, nel suo studio, riferendosi alla situazione drammatica della Germania, scriveva che non aveva mai conosciuto né esorcisti tedeschi, né vescovi tedeschi sensibili al problema. "Ci sono motivi", si legge nella relazione di Padre Amorth, "di carattere storico: la lotta alle streghe nel mondo protestante è stata assai più dura che nel mondo cattolico, per cui anche la relazione a quella pazzia è stata più forte. Ci sono motivi dottrinali: i vescovi temono di essere stimati retrogradi se dimostrano apertura a queste tematiche, per cui o sono decisamente contrari o rifiutano di affrontare l'argomento."
Dopo ben cinque anni di lotta e ricerca, i genitori iniziarono la ricerca di numerosi preti che potessero praticarle un esorcismo. Anneliese non aveva mai smesso di prendere i medicinali prescritti. Perchè l'esorcismo potesse esser ordinato, la Chiesa aveva bisogno di verificare la reale possessione della ragazza. Dopo averla ufficialmente dichiarata posseduta nel settembre 1975, il vescovo Josef Stangl scelse come esorcisti il pastore Ernst Alt e padre Arnold Renz, stimatissimo superiore dei salvatoriani.
Le Sessioni di Esorcismo e le Voci Demoniache
Il 24 settembre 1975, i sacerdoti fecero il primo esorcismo a Anneliese, nella casa dei suoi genitori, a Klingenberg; il 1° ottobre incominciarono anche a registrare gli esorcismi, che furono in tutto 67. Durante questo periodo, l'esorcismo andò avanti per quasi 10 mesi, dal settembre '75 a giugno '76. Durante le varie sedute furono fatte parecchie foto e venne registrato un nastro di circa un'ora e mezza di durata in cui si sente Anneliese parlare con voci demoniache, in più lingue (oltre il tedesco, lingua madre, parlò in latino, greco, aramaico e altre lingue morte) molte volte sdoppiando la voce in due ben distinte. Delle registrazioni audio effettuate durante gli esorcismi contenenti le grida demoniache della ragazza sono disponibili ancora oggi. Padre Amorth mi aveva lasciato un suo studio e gli audio originali degli esorcismi su Anneliese Micheal, preparato per la riunione con gli iscritti all'associazione internazionale esorcisti da lui fondata. Mi aveva detto: "la madre di Anneliese me le ha inviate e non occorre comprendere il tedesco per poter riconoscere, in modo chiarissimo, che le reazioni sono quelle tipiche delle possessioni diaboliche."
Durante gli esorcismi, Anneliese affermava di essere posseduta da Lucifero in persona, Giuda Iscariota, Nerone, il ladrone crocifisso alla sinistra di Gesù, Adolf Hitler, Caino e Fleischmann (un sacerdote del XVI secolo scomunicato). Alcuni psichiatri inquadrano questa caratteristica come un segno del disturbo di personalità multipla.
La Questione delle "Anime Dannate" nella Possessione
È importante sottolineare, come indicato in una nota allegata, che solo i demòni possono possedere il corpo di un altro. Quando si riporta che Anneliese fu posseduta contemporaneamente da Lucifero (capo degli angeli caduti), Giuda Iscariota (primo traditore di Cristo), Nerone (potente terreno e persecutore della Chiesa nascente), Caino (primo fratricida), Hitler (genocida e nemico della Chiesa moderna), Fleischmann (sacerdote indegno del XVI secolo) e altri dannati, si ricorda che i fenomeni di possessione sono eventi molto delicati e accompagnati da aspetti misteriosi che sembrano, perfino, contraddire la retta filosofia. Nel caso di Anneliese, suscita interrogativi il fatto che, oltre ai demòni, fossero attivamente impegnate a tormentare la ragazza diverse anime dannate. Andrà, perciò, tenuta in considerazione la possibilità che potesse trattarsi, verosimilmente, di demòni che si camuffavano solo con il nome di queste anime.
La teoria secondo cui i dannati possano agire come fossero demoni nega praticamente tutta la teologia cattolica sul concetto di anima. Questa teoria fu già condannata dai Santi Padri e, in primis, da Sant'Agostino, il quale spiega che "Apuleio afferma inoltre che anche l'anima umana è un demone e che gli uomini divengono Lari se hanno fatto del bene, fantasmi o spettri se hanno fatto del male e che sono considerati dèi Mani se è incerta la loro qualificazione. E chi non vedrebbe, purché rifletta un tantino, quale voragine spalancano con questa teoria al dilagare dell'immoralità?" (De Civitate Dei contra paganos IX, 11). Anche San Tommaso d'Aquino afferma che lo stato naturale dell'anima è l'unione con il corpo, e se vive dopo la morte, lo fa in uno stato innaturale e anela alla riunione. Se un'anima potesse "possedere" un corpo come fanno i demoni, sarebbe un demone e non anelerebbe alla riunione con il corpo, essendo per se stessa sufficiente.
La Scelta di Anneliese e la Sua "Missione di Salvezza"
Anneliese scrisse delle lettere ai suoi esorcisti chiedendo la fine del rito e rivelando di aver avuto un incontro con la Vergine Maria che la mise davanti ad una scelta: essere liberata dai demoni e trovare la pace eterna subito, o continuare a subire la possessione subendo tutto il potere dei demoni per poter salvare il mondo e le anime di tutti. Anneliese scelse di rimanere posseduta per la salvezza del mondo, interrompendo la pratica di esorcismo. Pronta a morire in "grazia", predisse la data della sua morte. Ecco cosa appunta nel suo diario la ragazza (il 20 ottobre 1975): "Il Salvatore vuole da me obbedienza, per questo io scrivo: 'ogni dolore, anche se piccolo, porta molto frutto, se unito alla mia passione'".
Padre Amorth riteneva che il caso di Anneliese potesse essere qualificato come "caso mistico". "Ne ho seguiti vari", scriveva Amorth, "nella mia esperienza di esorcista. Quando la persona si offre al Signore come vittima, o accetta di donare la vita in espiazione dei peccati del mondo, può essere colpita da possessioni o malattie inguaribili. Perciò non faccio colpa ai medici di non aver ottenuto nulla e non faccio colpa agli esorcisti se i loro sforzi non hanno ottenuto il successo sperato".

La Morte e le Conseguenze Legali
Le Cause del Decesso
Anneliese spirò il 1° luglio 1976, all'età di 23 anni (o 24, secondo altre fonti). Prima di morire, chiese al prete di pregare per lei, e le sue ultime parole andarono alla madre, alla quale chiese scusa. Al momento della morte, pesava poco più di 30 chili (31 kg). L'autopsia rilevò come causa della morte una forte debilitazione causata da malnutrizione e disidratazione, a seguito del suo rifiuto di mangiare e bere a causa dei "demoni che glielo impedivano". Secondo gli agenti che svolsero le indagini e i medici che passarono al vaglio il caso, un'alimentazione forzata (tramite flebo), come già avvenne in passato quando fu ricoverata in ospedale, avrebbe potuto salvare la vita della giovane. Ciononostante, durante le presunte possessioni, Anneliese era dotata di una forza sovrumana, tanto da dover essere tenuta ferma da più uomini.
Due anni dopo la sua morte, i genitori ricevettero la lettera di una suora carmelitana, nella quale rivelava loro di aver avuto una visione in cui il corpo della figlia era ancora intatto. La salma venne riesumata, ma stando alle dichiarazioni, il corpo aveva subito un regolare processo di decomposizione (sebbene non esistano prove fotografiche in merito).

Il Processo e la Condanna
La morte della giovane portò all’apertura di un processo che scosse la Germania. I genitori e i due sacerdoti esorcisti (fatto mai accaduto nella storiografia degli esorcismi) per la sua morte sono stati incriminati, sottoposti a processo penale e condannati. Il processo, iniziato a marzo 1978, vide contrapporsi scienza e religione. Il tribunale di Aschaffenburg, in data 21 aprile 1978, dopo un processo definito "farsa e viziato dai mass media", condannò i genitori di Anneliese, padre Alt e padre Renz a sei mesi di reclusione con il beneficio della condizionale, da considerare già scontati. Nel film, i preti (rappresentati da un unico personaggio, padre Richard Moore, interpretato da Tom Wilkinson) vennero condannati a pagare una multa, mentre i genitori vennero scagionati dalle accuse per aver "sofferto abbastanza", una clausola prevista dal codice penale tedesco. Il verdetto fu, quindi, una condanna simbolica.
La sentenza del tribunale, incredibile, dice testualmente: "Come attenuante a favore degli imputati, che credono irrevocabilmente nel diavolo, non si deve escludere che al momento del fatto, come conseguenza del loro credo, in particolare anche della possessione di Anneliese, essi fossero notevolmente limitati nella loro capacità di intendere e di volere". Ovviamente la sentenza venne esaltata da tutta la stampa tedesca come un trionfo del progresso moderno, un superamento delle superstizioni del medioevo.
Il Giudizio di Padre Amorth sulla Sentenza
"Un pronunciamento assurdo: un tribunale", si legge nello studio di Padre Amorth, "che ci permette di condannare chi crede nell'esistenza del diavolo e nella possessione diabolica, affermando che chi ha queste convinzioni è un semidemente, pronuncia un giudizio su questioni religiose che esulano completamente dalla sua competenza e va contro ogni norma giuridica".
Fortunatamente, non mancarono le polemiche alla decisione del tribunale di Aschaffenburg: il giudice Harald Grochtmann, che ha studiato la sentenza di condanna, ne ha fatto una stroncatura radicale, mentre un altro giurista, il noto avvocato penalista di Francoforte, Schidt-Leichner, è arrivato ad affermare che quella sentenza non condanna quattro imputati, ma la Chiesa Cattolica. La famiglia di Anneliese, nonostante un'altissima probabilità di vittoria, rinunciò ad appellare la sentenza di primo grado per motivi economici, non avendo i soldi necessari per affrontare il processo.
L'Eredità del Caso Klingenberg
Le Repercussioni sulla Chiesa Tedesca e il Rituale di Esorcismo
Il clero germanico, già da lungo tempo contrario a credere all'esistenza del demonio e alle possessioni, tirò un sospiro di sollievo dopo la sentenza. Fortemente condizionata da questa vicenda, la Commissione episcopale tedesca in seguito dichiarò che il caso di Anneliese Michel non era una vera possessione e fece forte pressione alla Santa Sede (scrivendo all'allora prefetto dell'ex Sant'Uffizio, cardinale Joseph Ratzinger) perché il rituale degli esorcismi fosse modificato. In risposta, la Chiesa Cattolica dopo la morte di Anneliese istituì una commissione di inchiesta che definì la ragazza non posseduta, ma attualmente la posizione ufficiale è favorevole all'ipotesi della possessione. In seguito, la Chiesa si limitò a introdurre un nuovo rito nel 1998 chiamato De exorcismis et supplicationibus quibusdam.
Le Conclusioni Finali di Padre Amorth
Ecco la conclusione dello studio di Padre Amorth su questa vicenda: "Il caso Klingenberg ha avuto, e continua ad avere grande influenza. In risposta a tante lettere che mi arrivano dalla Germania, con la richiesta di un appuntamento a Roma per ricevere esorcismi, indirizzo ai gruppi di Rinnovamento carismatico, dove almeno si fanno preghiere di liberazione. Mi comporto allo stesso modo con le lettere che mi arrivano da altre nazioni. Ho anche la speranza che i gruppi del Rinnovamento, se per miracolo esiste qualche esorcista, ne siano informati, e possano indirizzarvi chi ne ha bisogno". E conclude: "Resto convinto che quella di Anneliese fu una vera e propria possessione diabolica".
Il Contrasto tra Fede e Scienza
Ciò che portò Anneliese a credere di essere posseduta fu quasi certamente la sua forte religiosità. Nata e cresciuta in una famiglia cattolica, quando Anneliese aveva solo 4 anni sua madre partorì una figlia illegittima (morta a 8 anni in seguito ad un'operazione). Probabilmente Anneliese si sentiva in dovere di espiare anche le colpe della madre, che secondo la tradizione cattolica aveva fatto uno tra i peggiori dei peccati.
Il processo che seguì la morte vide ancora una volta uno scontro tra fede e scienza: l'accusa di omicidio colposo, per il quale saranno riconosciuti colpevoli i due preti e i genitori della ragazza, viene giustificata dalla decisione di questi e della ragazza di abbandonare la medicina tradizionale per usare rimedi alternativi. Tale scelta fu presa dalla ragazza in accordo con i genitori e i sacerdoti, in quanto la cura medica non si era rivelata efficace e le sue condizioni e i suoi sintomi peggioravano col tempo. Se, quindi, durante l'esorcismo la ragazza avesse continuato la cura e le fosse stata imposta l'alimentazione forzata tramite flebo, secondo l'accusa si sarebbe salvata o, in caso di morte, i genitori e i sacerdoti non sarebbero potuti esser considerati negligenti.
Ancora oggi, a distanza di decenni dalla sua morte, la tomba di Anneliese è meta di pellegrinaggi, segno dell'impatto duraturo di una storia che continua a dividere tra spiegazioni mediche e interpretazioni religiose.