Alessandro Pinna, ex presidente della sezione romana dell'Unitalsi (Unione trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) e attualmente presidente del Collegio sindacale della Asl di Rieti, è al centro di un'indagine giudiziaria per presunta appropriazione indebita. Il giudice dell’udienza preliminare si esprimerà sul suo rinvio a giudizio.
Le Gravi Accuse: Fondi Unitalsi Usati per Scopi Personali
Pinna, che ha ricoperto la carica di presidente della sezione romana dell'Unitalsi fino al 2015, rischia di finire a processo. Tra le accuse a suo carico vi è quella di appropriazione indebita: è ritenuto presunto responsabile di aver sottratto tra il 2009 e il 2016 una somma ingente, pari a un milione e 800mila euro, all'associazione cattolica dedita al trasporto di persone malate in pellegrinaggio verso santuari italiani e internazionali. Secondo le indagini, i soldi, destinati ai malati per i pellegrinaggi a Lourdes, sarebbero stati utilizzati per scopi personali. Pinna avrebbe comprato una lussuosa villa in Sardegna con questi fondi, pagandone anche le spese di gestione per mantenerla.

L'Emergere del Caso e le Testimonianze Chiave
Il caso è venuto alla luce nel 2016, quando il tesoriere dell'Unitalsi, durante i consueti conteggi di bilancio, si è accorto di alcune anomalie. A seguito degli accertamenti, due anni dopo è stata presentata una denuncia alle forze dell'ordine da parte dell'Unitalsi stessa. I fatti contestati a Pinna e a Emiliano Trancalini (anch'egli coinvolto nelle accuse) risalgono a un arco temporale di sette anni. Secondo quanto emerso in sede d'indagine, i barellieri alla guida della sezione romana si sarebbero appropriati di soldi appartenenti all'associazione, con l'aiuto di altre persone complici del loro presunto operato. Con quel denaro, anziché per le finalità associative, avrebbero acquistato una costosa villa vacanze in Sardegna, denominata "Torre delle Stelle", vicino a Cagliari, spendendo 430mila euro, di cui 205mila riconducibili all’associazione secondo il PM.
Il Ruolo delle Domestiche e i Pagamenti in Nero
Le testimonianze delle collaboratrici domestiche, sentite dagli investigatori come persone informate sui fatti, sono state cruciali per ricostruire la vicenda. Le donne avrebbero lavorato in nero presso la villa in Sardegna, ricevendo pagamenti tramite assegni intestati all’Unitalsi. Anna Maria Pireddu, una domestica 64enne di Cagliari, ha dichiarato di aver ricevuto «cinque assegni intestati all’Unitalsi dal valore di 7.632 euro» quale parziale pagamento della sua attività lavorativa nella villa di Alessandro Pinna. La Pireddu ha ammesso di «non aver avuto un vero e proprio contratto di lavoro» per otto anni. Ha inoltre raccontato che inizialmente gli assegni le venivano consegnati da un'amica, Dolores Cannas, ma con il tempo, acquisita «una certa confidenza con il Pinna, lui stesso le ha pagato dandomi i titoli in questione». Alla domanda su chi le abbia dato gli assegni, ha risposto: «Pinna».
Anche Maria Dolores Piras, 61 anni, sarda, anch'essa governante e sentita come testimone, ha inizialmente negato rapporti economici con Pinna e Trancalini. Tuttavia, di fronte agli assegni intestati all’Unitalsi per un valore di 37mila euro, ha ammesso di averli incassati «come corrispettivo delle prestazioni lavorative nell’abitazione a Torre delle Stelle», dove si occupava della gestione della casa, pulizie domestiche e cucina. Tutti gli assegni le sarebbero stati erogati da Pinna. La Piras ha premesso agli investigatori di aver conosciuto Pinna e Trancalini durante un viaggio dell'Unitalsi a Barcellona, stringendo rapporti di amicizia.

Sviluppi Giudiziari e Reazioni Politiche
L'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari è stata fissata per stabilire se Pinna verrà rinviato a giudizio. L'Unitalsi si costituirà parte civile, rappresentata dagli avvocati Raffaele Bava e Roberto Afeltra. Sulla vicenda, il senatore Maurizio Gasparri ha presentato un'interrogazione parlamentare con una richiesta scritta di risposta indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza. A seguito del rinvio a giudizio di Alessandro Pinna per l'accusa di aver speso fondi dell'Unitalsi a titolo personale per una villa in Sardegna, l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha dichiarato di aver avuto un colloquio telefonico con il Direttore Generale della Asl di Rieti, Marinella D’Innocenzo, «condividendo con lei l’opportunità delle dimissioni del Presidente del Collegio sindacale della Asl di Rieti, affinché possa serenamente dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono attribuiti».
Iniziative Sociali Sotto la Presidenza di Pinna: "Un Mare di Speranza"
In un contesto antecedente alle accuse, Alessandro Pinna, in qualità di presidente della sottosezione Unitalsi di Roma, aveva promosso diverse iniziative. Tra queste, si distingue "Un mare di speranza", un progetto realizzato in collaborazione con Roma Capitale. L'iniziativa, svoltasi dal 12 al 14 settembre 2014 a Genova, ha visto protagonisti oltre 30 persone con disabilità provenienti dalle periferie della Capitale. L'evento prevedeva tre giorni all'insegna della socializzazione e del turismo accessibile, con momenti clou come la visita all'Acquario di Genova e ai luoghi significativi del capoluogo ligure.
L'iniziativa era stata concepita come una risposta all'allarme lanciato dall'Unitalsi Roma riguardo ai bambini con disabilità nella Capitale, dei quali il 40% era costretto a rimanere in casa, frequentando solo ambienti familiari. I ragazzi partecipanti provenivano da quartieri come Prenestino, Casilino, Magliana e Marconi. Il programma includeva anche una visita a Torre del Lago Puccini (Lucca) e a Pisa, e una Santa Messa al santuario genovese della Madonna della Guardia. I partecipanti furono accolti all'interno della Cattedrale di San Lorenzo a Genova dal Prefetto, Mons. Benedetto Tuzia, ausiliare della diocesi di Roma.
In quell'occasione, Alessandro Pinna spiegò l'obiettivo dell'iniziativa: «È possibile portare fuori dalle loro case le persone disabili, soprattutto i più giovani, per garantire loro una vita sociale piena e senza rinunce.» Proseguì affermando: «Il nostro impegno non è solo quello di abbattere le barriere architettoniche, ma anche quello di contribuire a un cambio di passo della cultura contemporanea per rilanciare la disabilità come una vera risorsa per le nostre comunità e non un peso.» Un ringraziamento particolare fu rivolto all'Acquario di Genova per aver creduto nel progetto. L'Unitalsi assiste gruppi fino a 20 persone con disabilità, promuovendo il turismo accessibile come diritto fondamentale.

tags: #alessandro #pinna #presidente #unitalsi