La figura di Padre Ignazio Mirabella emerge come un punto di riferimento nell'arcidiocesi etnea, testimone e protagonista di un ministero sacerdotale dedicato profondamente al tessuto sociale e spirituale del territorio.
La Testimonianza per Umberto Scapagnini
In una toccante messa in suffragio dell'ex Sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, celebrata nel santuario mariano di Valverde (CT), Padre Ignazio Mirabella ha offerto una personale e profonda testimonianza. Mirabella, che aveva amministrato l'unzione degli infermi a Scapagnini, lo ha così ricordato: “Era un uomo di scienza che ha cercato di capacitarsi tutta una vita di quell'altra scienza, la ricerca di Dio”.
Riferendosi agli ultimi momenti di Scapagnini, padre Mirabella ha aggiunto: “Umberto si è preparato fino all’ultimo giorno. Quando gli ho amministrato l’unzione degli infermi, ho visto un uomo sofferente in un modo micidiale e drammatico”. E ancora: “In quel momento ho avuto la strana sensazione che per lui il tunnel non fosse ancora finito”.
La celebrazione a Valverde ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, che ha scelto di partecipare come privato cittadino, e Raffaele Lombardo. In questo contesto, padre Mirabella ha ribadito come “Umberto - così è stato chiamato per tutta l’omelia - era un uomo di scienza che ha cercato di capacitarsi tutta una vita di quell’altra scienza, la ricerca”.

Un Ministero di 38 Anni: Tra Curia e Aree Disagiate
Sacerdote da 38 anni, annoverato tra le ultime ordinazioni di Mons. Domenico Picchinenna, arcivescovo di Catania fino al 1988, padre Ignazio Mirabella ha vissuto e continua a vivere in prima linea il territorio dell’arcidiocesi etnea in tutti i suoi aspetti di complessità sociale e spirituale. Nel suo percorso non sono mancati i ruoli di rilievo nell’ambiente curiale, essendo stato anche vice cancelliere. Tuttavia, il suo sguardo e le sue azioni sono stati sempre rivolti verso le aree più difficili della città, dove spesso si addensano questioni irrisolte legate a fenomeni di marginalità e di fragilità.
L'Impegno nei "Quartieri Impegnativi"
«Più che chiamarli quartieri a rischio - spiega don Ignazio -, mi piace definirli impegnativi». Ha servito come parroco all’Antico Corso e alla Civita, aree caratterizzate da diverse problematiche, ma che gli hanno offerto un prezioso contatto umano con persone «genuine, pure». Questo impegno pastorale si è tradotto in una vera e propria «scommessa culturale».
Padre Mirabella sottolinea l'importanza di andare oltre le pratiche liturgiche: «Non possiamo limitarci alle situazioni liturgiche, alle pie pratiche, che sono certamente essenziali, ma bisogna anche innescare quel valore culturale che mette in moto l’approccio allo studio, la presenza a scuola, il coinvolgimento delle famiglie». Queste parole hanno un impatto significativo in un territorio afflitto da elevati indici di dispersione scolastica, disoccupazione e microcriminalità.
Una società per i giovani
Nei quartieri in cui ha operato, don Mirabella, con la collaborazione dei parrocchiani, ha avviato processi virtuosi che hanno prodotto risultati concreti. Alla Civita, ad esempio, sono stati realizzati laboratori medici, dopo scuola, cineforum, una colonia estiva per i bambini, e anche eventi più complessi come le settimane della filosofia.
«Trovo essenziale - prosegue il don - stimolare un impegno sulla coscienza, cioè fare in modo che siano gli stessi abitanti a incidere sul quartiere, sulla questione urbanistica».
La Parrocchia di Santa Maria della Consolazione: Un Volto Nuovo per la Comunità
Da sei anni, don Mirabella è il pastore della parrocchia di Santa Maria della Consolazione, nella zona del Borgo. Questa è una realtà diversa rispetto alle precedenti, con peculiarità specifiche che necessitavano di un’azione mirata. «Una comunità che ho voluto coinvolgere sin da subito - spiega don Mirabella - nella prospettiva evangelica come scommessa culturale, operando nel solco di quanto detto dal nostro arcivescovo, mons. Luigi Renna, che chiede di rivoluzionare un quartiere».
Il percorso di rinnovamento della comunità, complicato anche dagli anni del Covid, ha avuto un momento significativo con l’inaugurazione della facciata restaurata della chiesa parrocchiale, alla presenza dell’arcivescovo Mons. Luigi Renna.
«Un momento di grande valenza ecclesiale per tutta la comunità parrocchiale - spiega don Ignazio - che inizierà così il nuovo anno pastorale con la benedizione del nostro arcivescovo. Il ‘Volto Nuovo’ della Consolazione di Catania vuole essere il ‘Volto Vivo’ che si affaccia sulla Città come segno della presenza rivoluzionaria del Vangelo che abita la città attraverso l’impegno dei battezzati come ‘costruttori di città’ e al contempo come ‘costruttori di comunità’ nel segno della ‘partecipazione’ e della ‘fraternità’, come ci dice Giorgio La Pira nel suo libro ‘Le città sono vive’». Questo rinnovamento materiale della struttura, che ha anche risolto pericoli strutturali, è animato da un profondo significato di ricostruzione e di invito a migliorare continuamente la comunità.

Rafforzare i Legami e la Fede
Don Mirabella osserva la solitudine e l'abbandono, specialmente tra le persone anziane. Per contrastare questi fenomeni, la parrocchia si impegna a «ispessire le nostre relazioni, i nostri rapporti, per creare quel senso di comunità che passa anche attraverso i gruppi scout, i laboratori evangelici con i catechisti che stanno conducendo un bellissimo percorso di formazione. Crediamo molto nella conoscenza della parola di Dio anche attraverso la creatività che nei bambini è molto importante».
Questo impegno quotidiano mira a sganciare l’appartenenza alla parrocchia dalla semplice partecipazione alla messa settimanale, arricchendo il percorso dei battezzati con maggiore partecipazione e collaborazione. La storia di don Ignazio Mirabella è un esempio delle numerose esperienze di supporto e aiuto al territorio offerte dai sacerdoti, come quelle che si possono leggere sul portale www.unitineldono.it.