Informazioni su Vincenzo Scaravaglione Sacerdote

Le informazioni relative a Vincenzo Scaravaglione come sacerdote emergono da diversi contesti, sia in ambito parrocchiale che nella sua attività all'interno della diocesi di Cassano Jonio, in particolare per la sua partecipazione a iniziative culturali e religiose.

Ruoli e Incarichi Ecclesiastici

Mons. Vincenzo Scaravaglione ha ricoperto diversi incarichi parrocchiali e diocesani, testimoniando un percorso di servizio significativo all'interno della Chiesa. Tra i suoi ruoli si annoverano:

  • Parroco della parrocchia “S. Raffaele Arcangelo” e “S. Giuseppe” fraz. Indirizzo: Via Tessaglia snc, fraz. Eusebiu p.
  • Parroco “S. Indirizzo: C/da Vigne - 87072 Francavilla M.
  • Parroco “S. Indirizzo: Piazza G.B. Scaravaglione mons.
  • Parroco in solido “S.
  • Parroco della Parrocchia “Assunzione B.V. Indirizzo: Via G. Rossini, 25 - Fraz. Gimigliano mons.
  • Parroco “Natività B. V.
  • Parroco “B. V. Di Chiara mons.
  • Parroco “Ss.
  • Parroco della parrocchia S.
  • Assistente Delegazione Univ. Cattolica S. Indirizzo: via A.
  • Parroco in solido “Cuore Immacolato B. V. Cavallo mons.
  • Cappellano struttura resid. Indirizzo:Via Magna Grecia, 30 - 87070 Roseto C. De Bartolo mons. De Cicco mons.

Oltre a questi incarichi pastorali, Mons. Scaravaglione è stato anche:

  • Docente I.S.S.R. (Istituto Superiore di Scienze Religiose), evidenziando un impegno nella formazione teologica.

Contributi Culturali e Partecipazione a Eventi

Mons. Carmine Scaravaglione (presumibilmente Vincenzo Scaravaglione, data la ricorrenza del cognome nel contesto delle attività culturali ecclesiastiche) ha contribuito attivamente a iniziative culturali legate alla fede e all'arte sacra. Un esempio è la sua partecipazione alla presentazione di una serie di santini intitolata "Gli attributi iconografici dei santi", organizzata dall'Amministrazione Comunale di Villapiana (CS) e dalla Parrocchia di Santa Maria del Piano, in collaborazione con l'Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre.

In quest'occasione, tenutasi Venerdì 14 gennaio 2011, Mons. Carmine Scaravaglione ha tenuto una relazione su: «Il leone, il bue, l’aquila: i simboli del tetramorfo nell’arte raffigurativa dei santi», dimostrando una profonda conoscenza dell'iconografia e della simbologia religiosa.

Temi cristiani nell’arte sacra e religiosa d’Oriente e di Occidente

Contesto Storico-Sociale della Vita Sacerdotale in Italia (XIX secolo)

Il XIX secolo, descritto come "il secolo della borghesia, del libero pensiero e delle grandi applicazioni", ha avuto un'importanza grandissima nella storia dell'incivilimento umano, influenzando profondamente anche la vita ecclesiastica e sociale.

Morano nel XIX Secolo: Clero e Società

Nel comune di Morano, nonostante l'abolizione degli ordini feudali nel 1806, la società all'inizio del secolo era ancora divisa in tre classi. La borghesia si fondeva con il clero, numerosissimo, ricco e potente, mentre gli artigiani e i contadini sottostavano alla loro dipendenza e soggezione.

Morano, con una popolazione che nel 1816 contava 7878 abitanti e che raggiunse i 12-13 mila per poi scendere a 6236 alla fine del secolo, aveva complessivamente nelle sue tre parrocchie oltre 100 preti. Verso la metà del secolo, il numero si attestava a non meno di 60. Questi ecclesiastici fraternizzavano con la borghesia, condividendo interessi, educazione e istinti.

Formazione e Ruolo del Clero

I giovani borghesi venivano educati dai preti del paese, per poi entrare nel seminario di Cassano. Dopo aver conseguito la laurea all'Università di Napoli con un esame complementare, tornavano in patria per esercitare una professione o vivere di rendita. Essi erano costantemente in contatto con il clero, sia come amministratori delle confraternite, sia partecipando a ritrovi e scampagnate.

I preti spesso assumevano il ruolo di educatori per fratelli e nipoti, indirizzandoli verso carriere vantaggiose e matrimoni favorevoli. Un prete in famiglia deteneva un'autorità considerevole, potendo spesso ereditare l'intero patrimonio familiare.

Incisione storica di un prete del XIX secolo che insegna

Religiosità e Costumi

La classe dirigente era scrupolosa nell'osservanza dei precetti della Chiesa, partecipando alla messa domenicale e a tutte le feste religiose. Erano assidui nelle novene e nelle prediche quaresimali, e il Giovedì Santo partecipavano in massa alla comunione, ricevendo posti distinti e attenzioni particolari dal clero.

Le processioni, in particolare quelle dei misteri, erano eventi di grande richiamo. Inizialmente cruente, con personaggi reali, furono poi sostituite da statuette o fantocci di cartapesta. La gara per trasportare queste "stazioni" generava un vero e proprio mercato, portando ingenti somme alle confraternite. Col tempo, si introdusse l'uso di raccogliere offerte spontanee durante il percorso.

L'importanza delle pratiche religiose era legata anche agli aspetti gastronomici delle festività, con "scorpacciate" e "sbornie" che ne erano il coronamento.

Il Clero e il Potere

In quei tempi, la polizia era in mano al clero, che aveva il diritto di assistere allo scrutinio di leva, disponeva dei gendarmi e della forza pubblica. Poteva anche mandare in carcere chi bestemmiava in pubblico, mostrava segni di irreligiosità o trascurava la comunione pasquale.

L'educazione dei bambini borghesi era affidata a preti e frati che non sempre distinguevano la missione sacerdotale da quella educativa. L'insegnamento si concentrava su basi religiose e latine, con una limitata introduzione a materie come scrittura, grammatica, mitologia e un po' di matematica e filosofia ortodossa. Solo più tardi, verso il 1860, cominciarono ad aprirsi scuole più "logiche e umane".

La classe femminile e quella degli artigiani e contadini erano generalmente escluse dall'istruzione, con eccezioni limitate. Un documento del XVII secolo attesta che nella parrocchia di S. Pietro a Morano non vi erano né medici né maestri di scuole pubbliche, ad eccezione di un diacono che insegnava i rudimenti della fede.

tags: #vincenzo #scaravaglione #sacerdote