Salvatore Perrella e la riflessione teologica su Maria Vergine e Madre

L'adesione ecclesiale al "Nato dalla Vergine" e alla "Vergine per sempre", in questi ultimi cinquant'anni, è stata sottoposta a felici approfondimenti e a improvvide revisioni teologiche. In un tempo come il nostro, è utile ri-pensare e ri-proporre, con intelligenza e passione, una delle "grandi cose" compiute dall'Onnipotente: l'incarnazione del Figlio eterno da donna e nel tempo. Il Natus ex Virgine ci richiama alla "grammatica", alla "parola" e al "dito" del Dio trinitario, che ha tracciato indelebilmente la nostra storia con il prodigio della maternità messianica e della verginità perpetua di Maria.

Schema teologico che illustra il legame tra l'incarnazione, la maternità divina e la verginità perpetua di Maria

La Beata Vergine Maria Madre della Chiesa

Recentemente, il decreto Ecclesia Mater della Congregazione per il Culto Divino ha stabilito che la memoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa venga celebrata ogni anno nel lunedì dopo Pentecoste. Secondo padre Salvatore Perrella, mariologo di fama internazionale, questa decisione sottolinea che Maria e la Chiesa non possono mai essere separate l'una dall'altra.

Venerare Maria con questo titolo significa ricordare che il Concilio Vaticano II rimane la bussola per camminare nei sentieri di questo terzo millennio. Una venerazione che non portasse a diventare "pietre vive" della Chiesa, o un modo di essere Chiesa che facesse a meno di lei, sono entrambi "in difetto" rispetto al messaggio evangelico.

Il senso materno della Chiesa

La Chiesa è "madre" quanto più coopera all'azione dello Spirito Santo. Tale azione è sempre "vergine", poiché lo Spirito non vuole impossessarsi o fare violenza ad alcuno. Nell'azione liturgica, la Chiesa vive questa maternità e verginità celebrando i sacramenti con l'attiva e fruttuosa partecipazione di tutti, in comunione con Maria, la donna in cui lo Spirito ha anticipato gli esiti di tale santità.

Il fenomeno delle apparizioni mariane

La devozione mariana è spesso legata alle apparizioni, eventi che fanno parte della "strategia del cielo". Maria appare come latrice di un messaggio di Dio, con lo scopo di richiamare l'uomo alla conversione, alla penitenza e all'Eucaristia. È fondamentale sottolineare che le apparizioni non sono necessarie alla fede, la quale si poggia sulla rivelazione pubblica di Dio in Gesù, conclusasi con la morte dell'ultimo apostolo.

Infografica sui criteri della Chiesa per il riconoscimento delle rivelazioni private e delle apparizioni

Caratteristiche e discernimento

Le apparizioni mariane presentano caratteristiche distinte:

  • Natura: Sono fenomeni reali soprannaturali, ma rientrano nelle rivelazioni private o profetiche.
  • Variabilità: Non dipendono dalla santità del soggetto, che deve maturare dopo l'incontro.
  • Segni: Possono manifestarsi come apparizioni, visioni o locuzioni interiori.

Al vescovo spetta il processo di verificabilità secondo le norme emanate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il compito è istituire una commissione ad hoc per accertare la credibilità dei fatti e i frutti spirituali dell'avvenimento.

L'esperienza della Commissione su Medjugorje

Padre Salvatore Perrella, in qualità di esperto, ha fatto parte della commissione vaticana su Medjugorje presieduta dal cardinal Ruini. Il lavoro, condotto tra il 2010 e il 2014, ha seguito rigorosamente le norme del 1978, interrogando veggenti e testimoni. Come riportato anche da papa Francesco, la commissione ha ritenuto credibili le prime apparizioni, non avendo riscontrato nei veggenti patologie o intenti dolosi.

Formazione al discernimento spirituale – Il Video del Papa – Marzo 2018

In sintesi, la Chiesa invita a guardare a Maria non come al centro della fede, ma come figura centrale nel cammino verso Cristo. Il miglior atto di devozione risiede nel diffondere informazioni dottrinali validate, imitando la fede, la speranza e la carità della Madre del Signore.

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