Il culto per San Nicolò ha radici profonde che risalgono all’XI secolo, periodo in cui il corpo del Santo fu traslato da Myra, antica città della Turchia, alla città di Bari. Da quel momento, la devozione verso il Santo rimase sempre viva, portando alla costruzione di numerosi edifici di culto a lui dedicati in diverse località.
Le origini e la ricostruzione del XV secolo
La Chiesa di San Nicolò sorge spesso al posto di edifici preesistenti, di cui oggi rimangono solo cenni di carattere storiografico. Nel XV secolo, Benedetto Corbelli, un ricco padovano e probabile discendente del primo Corbelli (originario di Cazoxana), decise di far erigere un nuovo edificio con il consenso di Papa Innocenzo VIII. Questa nuova costruzione sorse nella zona compresa tra Mira Taglio e Mira Porte, in memoria dell'antica struttura distrutta dalle guerre.
La chiesa fu edificata nel 1475 da Maistro Zuane di Chomo. All'epoca, l'edificio presentava una struttura a navata unica terminante con un'abside pentagonale, inquadrata da strette finestre ad arco acuto strombate e arricchita da rosoni. La facciata originale era in stile romanico, caratterizzata da un protiro e dal campanile incorporato direttamente nell'abside. La chiesa assunse il titolo di "parrocchiale" e fu sottoposta alla pieve di Borbiago sotto la giurisdizione della famiglia Corbelli.

Evoluzione architettonica e trasformazioni nei secoli
Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito trasformazioni radicali che ne hanno mutato l'aspetto originario:
- Nel XVII secolo: La chiesa fu ampliata con l'aggiunta di due navate laterali e la realizzazione di una nuova abside.
- Nel XIX secolo: Venne costruita la facciata attuale, caratterizzata da elementi stilistici neorinascimentali. In questo periodo, il piccolo campanile originario fu sostituito da una nuova costruzione più alta e distaccata dal corpo principale.
- Nel XX secolo: A partire dalla seconda metà del '900, sono state apportate le variazioni maggiori all'interno, tra cui la sistemazione degli altari, la sostituzione dell'antico organo e la chiusura di alcune porte.
Un recente restauro degli intonaci esterni e delle decorazioni interne ha finalmente restituito l'immagine della chiesa così come doveva apparire agli antichi abitanti del luogo, preservando l'integrità delle strutture originali.
Il patrimonio artistico e i cicli di affreschi
L'interno della chiesa è uno scrigno di arte sacra. Di particolare rilievo è il ciclo di affreschi realizzato da Gianfrancesco da Tolmezzo sul coro e sull’arco trionfale. Il tema centrale dell'opera è la Redenzione dell’uomo, sviluppato attraverso due scene principali nelle lunette: l’Adorazione dei Pastori e l’Adorazione dei Magi.
Nell'arco trionfale sono rappresentate dieci sante, tutte figure femminili rese con estrema maestria. Sotto l’affresco di San Nicolò, i realizzatori hanno dimostrato una precisione tecnica notevole, utilizzando strumenti come compassi e stecche per tracciare le linee rette e i cerchi perfetti dei rosoni.
Oltre al ciclo del Tolmezzo, si possono osservare:
- S. Cristoforo con il Bambino: Situato sulla parete centrale dell’abside.
- S. Nicolò: Affrescato sulla parete nord della navata centrale.
La luce che permea dai rosoni gotici sulle pareti permette di apprezzare appieno le gradazioni cromatiche di queste opere, che hanno richiesto interventi di restauro esclusivamente conservativi grazie all'eccellente tecnica esecutiva originale.
***** PROVESANO (PN) chiesa di S. LEONARDO affreschi di GIANFRANCESCO DA TOLMEZZO
La Basilica di San Nicolò e l'intervento di Giuseppe Bovara
Un altro esempio significativo legato a questo titolo è la chiesa situata nei pressi del lago, le cui notizie certe sulla fondazione mancano, ma che nel XII secolo presentava dimensioni ridotte e uno schema romanico a tre navate. Nel tardo Trecento, la famiglia Gazzari ne promosse l'ampliamento con la creazione della cappella di Sant’Antonio Abate (attuale battistero).
L'espansione definitiva avvenne nell'800, quando l'architetto Giuseppe Bovara fu incaricato di progettare una chiesa più grande per far fronte alla crescita della città di Lecco. I lavori, iniziati tra il 1828 e il 1830, videro l'abbandono del progetto originario a croce latina a favore di una grande volta a cassettoni e l'ingrandimento della parte absidale con cupola e coro.
Elementi architettonici esterni ed interni
La facciata della basilica è neoclassica, a capanna, con un frontone triangolare e paraste con capitelli ionici. Sul frontone è incisa la dedica al santo patrono. Le porte in bronzo, realizzate nel 1975 dallo scultore Enrico Manfrini, includono la Porta della Misericordia (principale) e la Porta dei Papi.
| Elemento | Descrizione / Autore |
|---|---|
| Altare Maggiore | Realizzato in marmo di Carrara (post Concilio Vaticano II). |
| Affresco Cupola | Gloria del Rosario di Luigi Morgari. |
| Vasca Battesimale | Pregevole manufatto di epoca romanica (XII secolo). |
| Porte Bronzee | Enrico Manfrini (1975). |

Iconografia e decorazioni pittoriche tarde
Il pittore Luigi Morgari ha lasciato un'impronta indelebile con l'affresco del Trionfo di Cristo, dove Cristo Re è assiso in trono circondato dalle allegorie dei cinque continenti e dalle Virtù teologali. Sulle pareti laterali del presbiterio, San Nicolò è raffigurato mentre difende la fede nella Trinità al Concilio di Nicea, utilizzando l'emblematico esempio del mattone composto da fuoco, terra e acqua.
L'apparato decorativo si completa con i lavori di Casimiro Radice e Giovanni Valtorta, autori di:
- 34 tondi raffiguranti i santi arcivescovi di Milano sulle pareti laterali.
- Sei tondi dietro l'altare con i santi Pietro, Paolo, Nicolò, Lorenzo, Eufrasio e il Beato Pagano.
- Dieci scene evangeliche lungo la navata centrale e affreschi nelle cupolette delle navatelle.
Queste opere, insieme alle statue di San Pietro e ai quadri del martirio di Pietro da Verona, rendono la chiesa un luogo di straordinaria densità storica e artistica, capace di raccontare secoli di devozione e mutamenti stilistici.
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