Questo articolo esplora l'integrazione di FAIRterm 2.0 nella formazione dei traduttori per la traduzione specializzata, concentrandosi sull'italiano. Il sistema di gestione terminologica è stato progettato secondo i principi FAIR (Findability, Accessibility, Interoperability, Reusability) e strutturato su tre livelli per esplicitare le relazioni tra conoscenza specializzata e designazioni linguistiche.
Contesto e Obiettivi della Ricerca
La ricerca si basa su un progetto pedagogico che ha coinvolto studenti di master in traduzione italiano-francese nel campo della medicina legale. L'analisi delle voci terminologiche prodotte in FAIRterm, del flusso di lavoro collaborativo e delle relazioni riflessive degli studenti suggerisce che lo strumento può supportare la formalizzazione del ragionamento terminologico e una più chiara giustificazione delle scelte di traduzione.

Il ruolo fondamentale della terminologia nella traduzione specializzata
"Chiedersi se la terminologia è al centro dell'attività linguistica del traduttore specializzato è come chiedersi se un essere vivente respira" (Rouleau 2003: 143). Questa metafora sottolinea il ruolo cruciale della terminologia nella traduzione di testi specializzati.
Negli ultimi decenni, l'insegnamento universitario della terminologia ha visto un'evoluzione significativa, orientandosi verso dispositivi didattici basati sull'autenticità dei compiti e sulla responsabilizzazione degli studenti, in linea con i principi dell'apprendimento basato su progetti (Project-Based Learning) (Kiraly 2005; Maruenda Bataller e Santaemilia Ruiz 2016). Questo dinamismo ha caratterizzato anche la giornata di studio "La didattica della terminologia nello spazio universitario francofono: approcci innovativi e strumentali", i cui contributi sono stati recentemente pubblicati in un volume collettivo (Loupaki e Vezzani 2025).
Le riflessioni emerse da questo incontro evidenziano le mutazioni in atto nella didattica della terminologia e sottolineano la crescente importanza degli approcci strumentali, collaborativi e interoperabili nella formazione dei professionisti delle lingue. Queste riflessioni si inseriscono in un più ampio corpus di lavori dedicati all'insegnamento della terminologia e alla sua articolazione con la formazione dei traduttori (Alcina 2009).
Il rinnovamento delle metodologie didattiche
Il rinnovamento degli approcci pedagogici è anche dovuto all'evoluzione del ruolo stesso della terminologia nelle formazioni in traduzione: non è più insegnata come un semplice modulo tecnico, ma come una competenza trasversale, mobilitata in contesti complessi, a monte e a valle del processo traduttivo (Biel e Martín Ruano 2022). In questa prospettiva, l'integrazione di strumenti digitali non risponde a una logica di semplice modernizzazione tecnologica, ma costituisce una vera e propria svolta didattica, in quanto modifica le modalità stesse di appropriazione delle conoscenze.
Le piattaforme collaborative, i software di gestione terminologica, i corpus specializzati e i sistemi di annotazione offrono agli studenti la possibilità di esplorare gli usi reali della lingua specialistica, di strutturare le conoscenze specializzate e di sviluppare uno sguardo critico sulla qualità e l'affidabilità delle risorse (Pecman e Kübler 2011). È precisamente in questo contesto di evoluzione delle pratiche pedagogiche, all'incrocio tra innovazione tecnologica e esigenze professionali, che si inserisce la presente ricerca.
Obiettivi della presente ricerca su FAIRterm 2.0
La ricerca prosegue i lavori condotti da Vezzani (2021) sull'utilizzo pedagogico di FAIRterm 1.0 - un sistema di gestione della terminologia basato sui principi FAIR per la scienza aperta - in un progetto di formazione in traduzione specializzata applicato al settore dell'enologia. Basandosi su questa prima sperimentazione, il presente articolo si propone di esplorare il potenziale didattico di FAIRterm 2.0, versione completamente rielaborata dello strumento, in un nuovo ambito disciplinare: la traduzione italiano-francese nel campo della medicina legale.
L'obiettivo è duplice:
- Presentare le evoluzioni funzionali e metodologiche introdotte in questa nuova versione dell'applicazione, in relazione alle esigenze espresse dagli utenti.
- Esaminare come un tale strumento possa essere integrato in un dispositivo di apprendimento basato su progetti nella traduzione specializzata.
L'articolo è strutturato come segue:
- La sezione 2 ripercorre i fondamenti teorici del paradigma FAIR applicato alla terminologia, sottolineando i principi che hanno guidato la concezione della prima versione di FAIRterm (1.0), i limiti identificati durante il suo utilizzo, e gli elementi che hanno portato allo sviluppo della seconda versione dello strumento (FAIRterm 2.0).
- La sezione 3 descrive il dispositivo pedagogico implementato e le scelte metodologiche che hanno guidato lo studio di caso.
- La sezione 4 propone l'analisi di alcuni casi che illustrano le pratiche terminologiche sviluppate dagli studenti durante la compilazione delle schede in FAIRterm, così come i feedback dei partecipanti.
FAIRterm: Un Sistema di Gestione Terminologica basato sui Principi FAIR
FAIRterm costituisce un sistema di gestione della terminologia esplicitamente concepito per implementare il paradigma della "terminologia FAIR" (Vezzani 2022). Ispirato ai principi FAIR (Findability, Accessibility, Interoperability, Reusability), così come definiti da Wilkinson et al. (2016) per la gestione ottimale dei dati della ricerca, questo paradigma traspone tali orientamenti al settore della ricerca terminologica. Lo strumento FAIRterm che ne deriva è liberamente accessibile online e consente la compilazione di voci concettuali nonché la raccolta di dati terminologici multilingue.

FAIRterm 1.0: Origini e Prime Applicazioni
La prima versione di FAIRterm (1.0) è stata creata nel 2020. È stata inizialmente testata presso l'Università di Padova, prima di essere resa disponibile a un pubblico più ampio. La prima sperimentazione documentata è descritta da Vezzani (2021) e ha coinvolto un gruppo di trenta studenti iscritti al corso di traduzione specializzata francese del secondo ciclo di master "Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale" del Dipartimento di Studi Linguistici dell'Università di Padova.
Caratteristiche tecniche di FAIRterm 1.0
Sul piano tecnico, FAIRterm 1.0 richiede un'autenticazione individuale per accedere alla modalità "compilazione", che consente l'inserimento, la modifica e l'archiviazione dei dati terminologici. L'interfaccia adotta un modello a specchio: dopo aver selezionato la lingua di partenza e la lingua di arrivo in cui il concetto deve essere espresso, l'utente può iniziare la compilazione introducendo i termini corrispondenti (equivalenti) nelle due lingue di lavoro.
Successivamente, è possibile inserire altre informazioni, ovvero diverse categorie di dati - come la parte del discorso, il genere, il numero, ecc. - che appaiono a sinistra per il termine sorgente e a destra per il termine target. In totale, sono disponibili quasi quaranta categorie, raggruppate in quattro insiemi principali:
- caratteristiche formali,
- informazioni semantiche,
- variazione e
- uso.
Una volta inserite le informazioni, il sistema ne consente il salvataggio. I dati possono quindi essere esportati per il riutilizzo in formato tabulare (TSV) o in formato TermBase eXchange (TBX), in conformità con la norma ISO 30042 (2019).
Applicazioni concrete di FAIRterm 1.0
FAIRterm 1.0 ha rapidamente trovato applicazioni concrete. In particolare, è servito da supporto allo sviluppo della risorsa TriMED, una collezione di dati terminologici multilingue per il campo medico, nata da un progetto di dottorato (Vezzani e Di Nunzio 2020). È stato anche utilizzato per la creazione di altre due risorse: CAMEO, riguardante la terminologia del commercio internazionale (Vezzani e Di Nunzio 2022) e DITTO sulla terminologia dei trattati di disarmo internazionale (Vezzani e Silecchia 2023).
Contemporaneamente, lo strumento è stato adottato nell'ambito del progetto "Terminology without Borders", coordinato dall'Unità di Coordinamento della Terminologia (TermCoord) del Parlamento Europeo. Questo progetto, in coerenza con gli obiettivi della Direzione Generale della Traduzione (DG TRAD), mirava a favorire una comunicazione chiara e accessibile per i cittadini. FAIRterm è stato così mobilitato in diverse collaborazioni tra istituti e università europee, dando vita a partenariati fruttuosi con, ad esempio, l'Institute of Intercultural Communication and Management (ISIT) di Parigi e l'Università Aristotele di Salonicco (Elbaz et al. 2022; Elbaz e Loupaki 2023).
Evoluzione verso FAIRterm 2.0: Rispondere alle Nuove Esigenze
Tra il 2020 e il 2023, l'utilizzo crescente di FAIRterm 1.0 ha generato numerosi feedback, sia dal mondo universitario che da contesti professionali. Questi feedback sono stati raccolti principalmente durante presentazioni dello strumento, workshop di formazione e scambi con utenti coinvolti in diversi progetti terminologici e pedagogici. Hanno permesso di identificare alcuni punti migliorabili e hanno fornito preziose indicazioni per orientare lo sviluppo futuro dello strumento.
Limiti di FAIRterm 1.0 e problematiche identificate
In particolare, la prima versione di FAIRterm accorda una posizione predominante alle informazioni di natura linguistica riguardanti i termini che, in una data lingua, designano un concetto, così come i loro equivalenti in altre lingue di lavoro. Questo orientamento risponde pienamente alle esigenze della formazione in traduzione specializzata, così come definite inizialmente.
Tuttavia, la terminologia è qui intesa come una disciplina a doppia dimensione (Meyer 1993; Costa 2013; Vezzani 2022): si interessa all'analisi e alla descrizione dei termini in quanto designazioni linguistiche di concetti, ma anche alla modellizzazione dei concetti stessi in quanto entità extralinguistiche e alle relazioni gerarchiche o associative che li collegano. Inoltre, in conformità con il principio di autonomia dei termini, così come descritto nella norma ISO 12616-1 (2021), ogni termine incluso in una voce concettuale deve essere considerato come una sotto-unità autonoma, suscettibile di essere descritto secondo lo stesso insieme di categorie di dati.
In FAIRterm 1.0, questa esigenza è solo parzialmente soddisfatta: l'applicazione non consente la creazione di più sezioni di termini che raggruppano le diverse varianti denominative (Freixa 2006) che, in una stessa lingua di lavoro, si riferiscono allo stesso concetto. Infine, mentre FAIRterm 1.0 era stato inizialmente pensato per la formazione dei traduttori specializzati, la sua adozione da parte di un pubblico più diversificato - comunicatori tecnici, ricercatori in terminologia, istituzioni internazionali - ha evidenziato esigenze supplementari nella strutturazione dei dati terminologici. Questi utenti hanno in particolare sottolineato l'interesse di integrare nuove categorie, non solo descrittive ma anche prescrittive, permettendo ad esempio di qualificare lo stato di un termine (preferito, ammesso, sconsigliato).
FAIRterm 2.0: Interfaccia Rielaborata e Struttura a Tre Livelli
Come la sua prima versione, FAIRterm 2.0 rimane basata sul paradigma FAIR e si appoggia sull'implementazione delle norme ISO TC 37 SC 3 relative alla gestione terminologica. Tuttavia, al fine di rispondere alle esigenze espresse dagli utenti e di risolvere le problematiche identificate durante le prime sperimentazioni (punti 1-3), la seconda versione propone un'interfaccia completamente rielaborata. Dopo l'autenticazione, l'utente accede a un ambiente strutturato su tre livelli di inserimento, corrispondenti rispettivamente al livello del concetto, della lingua e del termine.

Livello del Concetto
La scelta del dominio avviene tramite un menu a tendina che riprende integralmente la classificazione di EuroVoc, il thesaurus multilingue e multidisciplinare dell'Unione Europea. Una volta selezionato il dominio, la creazione di una voce concettuale avviene cliccando sul pulsante "add concept entry", il che genera automaticamente un identificatore numerico unico nel campo "concept". L'utente può quindi specificare un sottodominio, liberamente inseribile, al fine di situare più precisamente il concetto in una data specialità, ad esempio distinguendo, all'interno del dominio medico, una sottocategoria come l'oncologia. Quando diverse voci concettuali sono già state create, l'interfaccia consente di definire le relazioni gerarchiche o associative tra concetti.
Livello della Lingua
Una volta definito il livello concettuale, l'utente può arricchire la voce creando una sezione di lingua. Il pulsante "add language section" apre un menu a tendina che consente di scegliere una lingua tra l'insieme delle lingue codificate dalla norma ISO 639 (2023). Per la lingua selezionata, l'interfaccia offre la possibilità di inserire una definizione del concetto, di indicare un riferimento esterno corrispondente al link alla fonte della definizione, di identificare questa fonte con il suo nome e di aggiungere note. Queste note servono in particolare a precisare se la definizione è stata direttamente redatta dall'utente o elaborata a partire da diverse fonti documentarie.
Livello del Termine
L'utente può introdurre il termine che designa il concetto analizzato, precisarne lo status d'uso previsto in una prospettiva piuttosto prescrittiva - che sia preferito, ammesso, sconsigliato o obsoleto - e inserire la categoria grammaticale nonché le proprietà morfologiche, come il genere e il numero, scegliendo tra valori predefiniti derivanti dal progetto Universal Dependencies. A ciò si aggiunge la possibilità di specificare il tipo di termine, distinguendo ad esempio un acronimo, un'abbreviazione, un termine semplice o un termine complesso. Il sistema consente inoltre di associare un contesto d'uso, accompagnato dal link alla fonte e dall'indicazione della provenienza, di segnalare il registro, di documentare le collocazioni pertinenti e di aggiungere note supplementari quando ritenuto necessario. Uno dei maggiori vantaggi di FAIRterm 2.0 risiede nella sua flessibilità: è ora possibile aggiungere in qualsiasi momento nuove sezioni di lingua o di termine all'interno di una voce concettuale esistente.