Santa Giovanna Antida Thouret, nata a Sancey-le-Long il 27 novembre 1765, è una figura luminosa di santità, il cui percorso è stato segnato da un profondo amore per la Chiesa e da una dedizione eroica verso i poveri e i sofferenti. La sua vita, trascorsa tra le turbolenze della Rivoluzione francese e l'impegno apostolico in Italia, rappresenta una testimonianza di fedeltà assoluta al Vangelo.

Le origini e il cammino vocazionale
Quinta di otto figli, Giovanna nasce povera in una famiglia di contadini. Rimasta orfana di madre a soli 16 anni, la sostituisce nella cura domestica come nel lavoro dei campi. In questo momento di immane dolore, l'unica che riesce a consolarla è la Vergine Maria; alla Madonna, Giovanna è particolarmente devota: per lei diventa una vera e propria mamma quando quella terrena la lascia sola. A sedici anni fece voto di verginità spontaneamente, davanti alla statua della Vergine.
Nonostante l'opposizione del padre, a 22 anni Giovanna riesce a entrare tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli a Parigi. Qui rimane fino al 3 ottobre 1793 quando, in piena Rivoluzione francese, la Convenzione decide la soppressione della Compagnia. Giovanna rischia la vita per non prestare il giuramento alla Costituzione civile imposto dal governo.
La fondazione e l'opera caritativa
Durante il periodo del Terrore, vestendo abiti civili, aiuta i sacerdoti e i fedeli nelle prigioni di Besançon. Nel 1797 apre una scuola per fanciulle povere, senza rinunciare all'assistenza degli infermi. Prima ancora che finisse la Rivoluzione, Giovanna Antida dà vita a Besançon alla congregazione delle Suore di Carità. Il 15 ottobre 1800 le religiose si consacrano a Dio nel servizio dei poveri.
La congregazione si espande rapidamente, arrivando fino a Napoli, dove Giovanna stabilisce la sua base nell’antico monastero di Regina Coeli. Il suo programma di vita è racchiuso nelle parole: «la gloria di Dio e la santificazione dei membri della congregazione attraverso le opere di misericordia».

Il calvario della fedeltà: "Filia Petri"
La vita di Giovanna fu segnata da una dolorosa prova. Nel 1819, Pio VII concede l'approvazione pontificia alla congregazione, ma l'arcivescovo di Besançon si oppone, pretendendo che l'istituto resti a livello diocesano. Quando Giovanna si reca a Roma per parlare con il Papa, a Besançon viene eletta una nuova superiora, cui viene vietato di accoglierla al suo ritorno.
Pur con il cuore spezzato nel vedere l'Istituto diviso, Giovanna decide di desistere e si stabilisce a Napoli. A lei si deve l'appellativo di "Filia Petri", grazie alla sua eroica fedeltà alla Sede Apostolica. Alle sue figlie lascia un'eredità spirituale profonda, esortandole: «Io sono figlia della Chiesa, siatelo anche voi con me».
Significato spirituale e motto
Il motto lasciato in eredità da Santa Giovanna Antida è «Dio solo!». In questo motto è compresa l'esigenza di vivere in pienezza la carità, principio che sospinge e rende feconda l'evangelizzazione. La sua vita si conclude il 24 agosto 1826 a Napoli, colpita da un’emorragia cerebrale. Solo nel 1954 avverrà la riunificazione dei due rami della congregazione da lei fondata.
La Carità Missionaria: Santa Giovanna Antida Thouret e le sue prime compagne
Riconoscimenti della Chiesa
- Beatificazione: Pio XI, 1926.
- Canonizzazione: 14 gennaio 1934.
- Apostolato attuale: Le Suore di Carità operano oggi in Italia, Francia, Svizzera, Inghilterra, Malta, Algeria, Medio Oriente, America e Indocina.