Nato a Roma nel 1976, Giovanni Scifoni è un volto poliedrico del panorama artistico italiano: attore, scrittore e regista teatrale. La sua carriera artistica, iniziata come fumettista, lo ha visto evolvere in drammaturgo, conduttore televisivo e persino YouTuber, sempre con una mente sveglia e attiva. Affiancato dalla sua simpaticissima famiglia, composta dalla moglie Elisabetta (sposata nel 2005) e dai loro tre figli, Tommaso di 14 anni, Cecilia di 11 e Marco di 7, Scifoni coinvolge spesso i suoi cari nei suoi progetti creativi.
"Santo del Giorno": Un Esperimento Creativo che Nasce dalla Gratitudine
Il progetto "Santo Del Giorno", ideato per la prima volta dall'allora direttore di Tv2000 Paolo Ruffini, è un esperimento creativo che nasce dalla gratitudine e dalla volontà di innescare riflessioni sulla profondità di spirito e l'eroismo dei grandi uomini. Giovanni Scifoni prende in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per raccontare storie. Il suo approccio è sempre lo stesso: ogni volta si domanda "come faccio a parlare di quel santo a un bambino ateo?".
"I Santi? Molto spesso sono persone abbastanza sbrindellate, degli scappati di casa", sorride Giovanni Scifoni, ripercorrendo quelle gesta di cui narra di palcoscenico in palcoscenico. Egli spiega che i santi "si trovano per le mani un compito incongruo, totalmente superiore alle loro capacità e al loro talento. Eppure...". Secondo Scifoni, i santi sono "persone assolutamente comuni", come spiega all'ANSA. L'idea chiave del suo spettacolo è che "anche i santi hanno i brufoli", perché sono come noi, peccatori con le loro imperfezioni. Questo li rende molto simpatici e dimostra che c'è possibilità per chiunque, poiché "non tutti possono diventare eroi o artisti, vincere il Nobel o avere successo, ma tutti possono diventare santi".

Sul palco, insieme ai musicisti Maurizio Picchiò e Davide Vaccari, Scifoni prende in prestito vita e opere di quattro grandi personaggi: San Giovanni Bosco, Sant'Agostino, San Giovanni di Dio e Santa Francesca Romana. Con loro, ripercorre racconti dimenticati, ricordando quando "nonna parlava e non aveva paura a mescolare realtà e leggenda". Tra gli esempi di santi "sbrindellati" citati da Scifoni, spiccano:
- San Giovanni di Dio: descritto come "un pazzo vero, oggi diremmo un bipolare".
- San Giuseppe da Cupertino: "meraviglioso", tenta di fare il ciabattino ma viene cacciato, poi entra in convento dai francescani ma porta scompiglio durante la preghiera e viene nuovamente allontanato. Gli dicono che non è "buono" né per la vita pratica né per quella religiosa, eppure diventa il "santo dalla scienza infusa, che quando prega arriva a levitare".
Scifoni ama portare i suoi spettacoli "nelle piazze, tra la gente, anche sui sagrati delle chiese", come nella commedia di giro, dove il carrozzone arrivava in paese e la gente reagiva spontaneamente. I personaggi che racconta, egli prosegue, "per certi versi assomigliano più al clown che all'eroe, più a Charlie Chaplin che a Napoleone". Il suo spirito è un misto "un po' da narratore un po' da giullare, prendendo a piene mani da Dario Fo e Giorgio Gaber". I video SantoDelgiorno sono diventati virali sui social e su YouTube, dimostrando l'efficacia di questa idea originale e vincente.
#BeatiVoi #TuttiSanti: Giovanni Scifoni e Claudia Benassi ripercorrono la vita di Madre Teresa
Carriera Artistica e Altri Progetti
Tra Fiction e Teatro
Oltre al successo dei suoi video sui santi, Giovanni Scifoni è un attore molto richiesto nel panorama televisivo e teatrale. Dopo il successo di "Doc", la fiction di Rai1 in cui al fianco di Luca Argentero indossa il camice bianco del dottor Enrico Sandri, gli sceneggiatori Francesco Arlan e Viola Rispoli sono già al lavoro per la nuova stagione. Le riprese della seconda stagione sono previste tra marzo e aprile.
Recentemente, Scifoni ha terminato le riprese ad Arezzo di "Fosca Innocenti 2", la fiction di Canale 5 con Vanessa Incontrada e Francesco Arca. Pur non potendo rivelare dettagli, l'attore anticipa che il suo nuovo personaggio "arriva da lontano e porterà un bel po' di scompiglio tra Fosca e Cosimo".
Il 26 agosto sarà protagonista al XXIX Festival del teatro medievale e rinascimentale di Anagni (FR) con il suo one man show "Anche i santi hanno i brufoli", uno spettacolo che ha già portato in scena e riprenderà quest'inverno insieme a "Santo piacere", monologo vincitore de "I Teatri del Sacro". Un nuovo testo lo attende a teatro: si tratta di "Beginning" del londinese David Eldridge, al debutto dal 6 al 30 dicembre alla Sala Umberto di Roma, con Francesca Inaudi e la regia di Simone Toni. Scifoni anticipa che è "un testo di grande ironia che quasi spia dal buco della serratura un uomo e una donna, soli in una stanza, alla fine di una festa. Due mondi che si incontrano e si ribaltano fra loro".

La Produzione per la Famiglia e i Social
Scifoni ha profuso la sua energia anche in progetti pensati per la famiglia. Tra questi, la webserie "La mia jungla", girata con i bambini e sua moglie durante il lockdown e disponibile su RaiPlay, ha riscosso grande successo. Inoltre, è ideatore e conduttore di "Miti, Eroi e Merendine", un podcast in onda su RTL, in collaborazione con LUX VIDE. Scritto da Giovanni e Christian Raimo e pensato per tutta la famiglia, il podcast racconta i miti classici in chiave moderna, prendendo spunto dalle esilaranti esperienze quotidiane di Scifoni all’interno delle mura domestiche, garantendo "risate e applausi a scena aperta".
La Scrittura: "Senza Offendere Nessuno" e la Filosofia dell'Ornitorinco
Il successo professionale di Scifoni si estende anche alla scrittura. È in libreria il suo libro d’esordio "Senza offendere nessuno. Chi non si schiera è perduto" (Mondadori 2021). Nel libro, in 21 capitoli, Scifoni racconta la vicenda di un tizio che si chiama Giovanni, come lui, il quale affronta 21 problemi quotidiani. Il protagonista è continuamente e ossessivamente invitato a schierarsi, mentre cerca di rivendicare il suo essere un "ornitorinco", una persona che non ha una classificazione ben definita.
Scifoni spiega che l'ornitorinco "è un mammifero ma depone le uova, allatta i suoi cuccioli ma non ha i capezzoli, secerne il latte direttamente dalla pelle come fosse sudore, ha i piedi palmati, la coda da castoro, il becco come un’anatra e il pelo come una lontra. È un miscuglio e dal punto di vista ideologico è un animale inesistente". Per l'autore, il problema di oggi è la prevedibilità dell’opinione. Riflettendo su personaggi come Roberto Saviano, Vittorio Sgarbi, Fedez o David Parenzo, Scifoni osserva: "Non ho bisogno che Saviano parli per sapere come la pensa su di un determinato argomento, perché lo so già ancor prima che esprima la sua opinione. Quello che non so è come esprimerà la sua opinione, l’unica variabile è quindi la modalità dell’espressione". Secondo Scifoni, la figura dell’intellettuale come Pier Paolo Pasolini, le cui parole e dichiarazioni non erano mai prevedibili, oggi non esiste più.
Il libro nasce dal suo "nauseato" rifiuto degli schieramenti, dove "non esistono più le notizie, esistono gli schieramenti". L'autore critica anche la percezione del "pensiero unico dominante", che "è sempre quello degli altri". Egli ricorda come i cattolici si lamentino di un mondo ateo, mentre i suoi compagni e professori marxisti leninisti a scuola asserivano che il mondo era indottrinato dal pensiero unico dominante cattolico. "Ognuno pensa di essere un pensiero libero rispetto alla dominanza, questa cosa avviene continuamente e io non ne posso più! È insopportabile!", afferma. Nel libro, il protagonista Giovanni tenta di rivendicare il proprio essere ornitorinco, ma "non ce la fa mai", perché non si può vivere da ornitorinco dato che in natura "gli ornitorinchi non hanno posto".

Riflessioni Personali e Incontri Significativi
"Quando sbatti costantemente la testa su un tema vuol dire che per te è cruciale", riflette Scifoni. Per lui, lo sono "il sacro, il Vangelo, queste biografie". Questo interesse profondo si riflette nel suo lavoro e nella sua percezione di sé.
Ripercorrendo la sua lunga carriera e i molti anni di "officina", Scifoni ammette di vivere un momento molto felice dal punto di vista professionale, ricevendo credito e affidamenti per progetti importanti. Ha lavorato al fianco di Gigi Proietti nella miniserie televisiva "L’ultimo Papa Re" e in "Una pallottola nel cuore". Descrive Proietti come "un attore estremamente gentile e generoso sulla scena, che tendeva sempre a includerti quando recitavi insieme a lui. Proietti aveva a cuore come tu avresti detto la battuta, non solo come la diceva lui, che la diceva perfetta". Gigi Proietti è sempre stato un "maestro, un pedagogo", sentiva la responsabilità di essere un attore che insegnava ai più giovani e alle prime armi.
Un episodio divertente e significativo riguarda la sua etichetta di "cattolico praticante". Anni fa, su un set, un delegato Mediaset aveva raccomandato alla troupe di non bestemmiare per l'arrivo di Scifoni. L'attore sottolinea che "il set è il trionfo dell’imprecazione", e si è trovato "già marchiato e identificato", dovendo fare "una fatica incredibile per farsi voler bene". Questo lo porta a riflettere: "Sbagliato pensare che la convinzione ideologica di una persona rappresenti quella persona. Se incontriamo un cattolico, lo immaginiamo in un certo modo, se incontriamo un vegano o un fascista idem. Ma non è così".
Infine, riguardo la riapertura dei teatri dopo la pandemia, Scifoni esprime cautela: "È ancora troppo presto. Non sarà facile riprendere, la gente ha paura". Pur avendo spesso recitato per poche persone, ritiene che "il palcoscenico teatrale ha bisogno di folla, di pubblico che sta tutto stretto, che sgomita e applaude soddisfatto e felice".