Il Tradimento di Giuda Iscariota: Cronaca e Motivi

Il tradimento di Gesù da parte di Giuda Iscariota è uno degli eventi più noti e drammatici nella storia del cristianesimo. Non si trattò solo di un singolo atto, ma la culminazione di una serie di scelte e motivazioni che portarono Giuda, uno degli apostoli, a consegnare il suo Maestro alle autorità. Questo evento cruciale ebbe luogo nella notte in cui Gesù fu arrestato, innescando una serie di sviluppi che avrebbero portato alla sua crocifissione.

La Notte dell'Arresto: Nel Giardino del Getsemani

Il Patto e la Preparazione del Tradimento

La mezzanotte era passata da un bel po' quando si concretizzò il piano di tradimento. I sacerdoti avevano pattuito di dare a Giuda 30 monete d’argento in cambio del suo atto. È evidente che, dopo essere stato congedato da Gesù durante la cena pasquale, Giuda si recò immediatamente dai capi sacerdoti (Giovanni 13:27). Questi ultimi avevano radunato le loro guardie e anche un gruppo di soldati. Per questo, Giuda condusse un gran numero di capi sacerdoti e farisei alla ricerca di Gesù.

Forse il primo luogo dove Giuda li accompagnò fu quello in cui Gesù e gli apostoli si erano radunati per celebrare la Pasqua. Tuttavia, in quel momento attraversarono la Valle del Chidron e si diressero verso il giardino di Getsemani. Mentre saliva insieme alla folla sul Monte degli Ulivi, Giuda sapeva esattamente dove andare. In quell’ultima settimana, Gesù e gli apostoli avevano viaggiato avanti e indietro da Betania a Gerusalemme, e si erano fermati spesso nel giardino di Getsemani. Era notte, e Gesù avrebbe potuto trovarsi nell'ombra degli olivi. Dato che i soldati potevano non averlo mai visto prima, si rendeva necessario un segno distintivo per riconoscerlo.

Il Segno del Bacio e le Parole di Gesù

Dopo essere entrato nel giardino con la folla, Giuda vide Gesù insieme agli apostoli e andò dritto verso di lui. “Salve, Rabbi!”, disse Giuda, e poi gli diede un tenero bacio. Gesù, di fronte a questo gesto carico di significato, chiese: “Amico, cosa sei venuto a fare?” (Matteo 26:49, 50). Rispondendo alla sua stessa domanda, proseguì con un rimprovero velato: “Giuda, tradisci il Figlio dell’uomo con un bacio?” (Luca 22:48).

Gesù viene baciato da Giuda nel Giardino del Getsemani, con i soldati che si avvicinano

L'Arresto di Gesù e la Reazione degli Apostoli

Gesù si fece avanti, mettendosi sotto la luce delle torce e delle lampade, e domandò: “Chi cercate?”. La folla rispose: “Gesù il Nazareno”. Lui replicò con coraggio: “Sono io” (Giovanni 18:4, 5). Invece di approfittare di questo momento per dileguarsi nell’oscurità, Gesù domandò di nuovo chi stessero cercando. “Gesù il Nazareno”, risposero ancora una volta. Con calma Gesù proseguì: “Vi ho detto che sono io. Perciò, se è me che cercate, lasciate andare questi uomini”. Persino in questa situazione critica, Gesù non si dimenticò di quello che aveva promesso: non avrebbe perduto nessuno dei suoi discepoli (Giovanni 6:39; 17:12). Si prese cura dei suoi fedeli apostoli e nessuno andò perduto “tranne il figlio della distruzione”, Giuda (Giovanni 18:7-9).

Quando videro i soldati rialzarsi e avvicinarsi a Gesù, gli apostoli capirono quello che stava per succedere e chiesero: “Signore, dobbiamo colpire con la spada?” (Luca 22:49). Uno di loro, Pietro, colpì l’orecchio di Malco, un servo del sommo sacerdote. Gesù però toccò l’orecchio di Malco e guarì la ferita. Poi insegnò un’importante lezione comandando a Pietro: “Rimetti la spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada moriranno di spada”.

Gesù non volle sfuggire all’arresto. Infatti spiegò: “Come si adempirebbero le Scritture, secondo le quali deve accadere così?” (Matteo 26:52, 54). E aggiunse: “Non dovrei bere il calice che il Padre mi ha dato?” (Giovanni 18:11). Poi chiese alla folla: “Siete venuti ad arrestarmi con spade e bastoni come se fossi un ladro? Ogni giorno ero seduto nel tempio a insegnare, eppure non mi avete arrestato”. Il drappello di soldati, l’ufficiale in comando e le guardie dei giudei presero Gesù e lo legarono. Vedendo quello che stava succedendo, gli apostoli scapparono via. Comunque “un giovane”, forse il discepolo Marco, continuò a seguire Gesù tra la folla (Marco 14:51).

42 Gesù di Nazaret - L'orto del Getsemani

Le Radici del Tradimento: Perché Giuda Scelse questa Via?

Dalla Fede al Dubbio: La Perdita di Credo

Inizialmente Giuda fu affascinato dalla figura di Gesù, diversamente non avrebbe accettato di diventare apostolo. Tuttavia, a un certo punto, lo troviamo privo di fede, come appare nel capitolo sesto del Vangelo di Giovanni. Gesù stesso pronunciò un’espressione significativa nei suoi confronti: “Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo! Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo ed era uno dei Dodici” (Gv 6,70-71). In quell’occasione, dopo aver sentito che Gesù aveva detto: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51), “molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui” (Gv 6,66). Il Vangelo poi riporta queste parole di Gesù: “Ma tra voi vi sono alcuni che non credono” (6,64). Tra questi vi era Giuda.

Quando molti si allontanarono, alle parole di Gesù: “Volete andarvene anche voi?” (Gv 6, 67), San Pietro rispose: “Signore, da chi andremo?”. Nonostante la sua perdita di fede, Giuda continuò a rimanere tra gli apostoli. Scrive il domenicano Marie-Joseph Lagrange: “Venuto a lui per motivi di interesse e di ambizione dovette sentirsi allora contrariato nella sua cupidigia e nel suo orgoglio. Una circostanza sconosciuta aveva cambiato in avversione la simpatia per il maestro. Perché non andarsene anche lui con gli altri? Gesù, pur mostrando di non voler essere creduto vittima di un errore, soffrì la presenza di chi lo doveva tradire”.

L'Avarizia e l'Ambizione Personale di Giuda

Un altro episodio che fa comprendere gli interessi di Giuda si verificò quando Gesù si trovava nella casa di Lazzaro, appena risuscitato dai morti. Maria, sua sorella, gli unse i piedi con un vasetto di profumo assai prezioso. Giuda ne fu indispettito e disse che sarebbe stato meglio vendere quel profumo per darne il ricavato ai poveri. Tuttavia, in realtà, il ricavato sarebbe finito nelle sue mani, poiché il Signore gli aveva affidato la cassa.

Il Vangelo di Giovanni è chiaro su questo punto: “Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa prendeva quello che gli mettevano dentro” (Gv 12,6). Se Giovanni dice che era ladro, significa che probabilmente era stato scoperto con le mani nel sacco. Giuda continuava a stare accanto a Gesù per puro interesse. Padre Lagrange conferma: “Avaro e preoccupato per l’avvenire, si metteva a parte del denaro”.

Rappresentazione di Giuda Iscariota che tiene la borsa del denaro

Il Sentore della Morte di Gesù come Catalizzatore

Giuda infatti aveva il sentore che qualcosa stava per accadere intorno a Gesù. E questo divenne ancora più chiaro quando il Signore difese il comportamento di Maria, dicendo: “Lasciala fare perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura” (Gv 12,7). Commenta padre Lagrange: “Gesù non aveva mai annunziato con tanta forza la sua morte imminente. Egli si vedeva già disteso, imbalsamato per mano delle pie donne… Dal canto suo Giuda è convinto di non poter più contare su di lui: dal momento che era perduto, era meglio cercare di trarne profitto. Entrò pertanto nel suo cuore l’idea del tradimento, eccitata dal raffronto che aveva ricevuto. Aveva cessato di avere fiducia nel suo capo, da lui forse mai amato, dapprima perseguendo delle chimere, ed ora scoraggiato”.

Il Contesto dell'Arresto: Il Ruolo delle Autorità

La Presenza del Tribuno Romano

In testa ai soldati che accompagnarono Giuda vi era il comandante, un tribuno romano (cfr. Gv 18,12). Padre Lagrange spiega che “l’arresto era stato preparato dai capi dei sacerdoti: essi avevano fornito gli uomini e li avevano armati di spade e bastoni. Per maggior sicurezza però avevano domandato al tribuno romano incaricato di montare la guardia nel tempio una squadra della coorte di stanza a Gerusalemme. Il tribuno venne in persona portando alcuni soldati che, secondo l’ordine, avevano armi e fiaccole. San Giovanni, che è il solo a ricordare la presenza del tribuno, lo mette naturalmente al posto d’onore”. Questa presenza sottolinea l'importanza e la formalità dell'arresto, non lasciata solo alle guardie del tempio.

42 Gesù di Nazaret - L'orto del Getsemani

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