Il contesto del Giubileo, con le sue iniziative e il suo impatto sulla città, si intreccia con le analisi sulle condizioni socio-economiche del Lazio, in particolare per quanto riguarda il mercato del lavoro e le esigenze del personale. La discussione odierna tocca sia momenti di celebrazione e speranza, come il Giubileo dei detenuti, sia le pressanti sfide strutturali che affliggono la regione e i suoi cittadini, evidenziate da un recente documento della CGIL.
Il Giubileo dei Detenuti: Opportunità e Rinascita
Nel corso della prima delle tre giornate dedicate a celebrare il Giubileo dei detenuti, importanti figure istituzionali si sono riunite per sottolineare l'importanza di percorsi di inclusione e reintegrazione. Tra i partecipanti figuravano il sindaco di Roma Capitale e commissario straordinario del Governo per il Giubileo, Roberto Gualtieri, il capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, e il pro-prefetto del Dicastero dell’Evangelizzazione, mons. Marco (nome di fantasia).
All'incontro erano inoltre presenti la presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma, Marina Finiti, la garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, Valentina Calderone, e il garante regionale del Lazio, Stefano Anastasia, oltre al direttore generale di AMA S.p.A. Le testimonianze dei detenuti hanno evidenziato il valore del lavoro come strumento di riscatto.
Un partecipante, di nome Marco (nome di fantasia), ha dichiarato: «Con l’aiuto del Comune di Roma, dello Stato, dell’AMA, abbiamo trovato una situazione meravigliosa. Ringraziamo il progetto e chi l’ha realizzato». Un altro, Paolo (nome di fantasia), ha aggiunto: «Il lavoro è una cosa meravigliosa. Prima non ci credevamo, adesso abbiamo fatto un percorso per cercare di ritrovarci nel mondo del lavoro. Conoscevo già bene Roma, però non avevo mai visto quanto fosse così bella. E adesso è bello pensare che, col nostro lavoro, Roma sia ancora più bella».

"Ritorno alla Normalità": Le Proposte della CGIL per Roma e il Lazio
Le parole del segretario generale della Cgil Roma e del Lazio, Natale Di Cola, che richiamano la celebre frase di Doc di Ritorno al futuro - «Il vostro futuro non è ancora stato scritto, quello di nessuno. Il vostro futuro è come ve lo creerete, perciò createvelo buono» - hanno introdotto il valore politico del documento “Ritorno alla normalità”. Questo è stato presentato a Roma presso la sala Laudato Sì del Campidoglio.
L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di Capigruppo, Presidenti di Commissione dell’Assemblea Capitolina e del Consiglio Regionale del Lazio e delle forze politiche, ha permesso al sindacato di proporre un piano per la normalizzazione della città di Roma e della Regione Lazio. Le proposte vertono su lavoro, fisco e servizi sociali. Questo "ritorno alla normalità" dovrebbe iniziare dal 2026, anno in cui la capitale uscirà dalla procedura di commissariamento per il debito e si concluderà il piano di rientro per la sanità regionale.
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I Mali che Affliggono Città e Regione
La Cgil ha evidenziato che i problemi che affliggono Roma e il Lazio sono numerosi e di lunga data. Nonostante una crescita del 10% del valore nominale delle paghe nel settore privato tra il 2021 e il 2025, il valore reale, secondo l’analisi della Cgil capitolina, rimane inferiore di circa 9 punti percentuali rispetto al 2021. La retribuzione annuale lorda per il 43% degli under 35 del Lazio non supera i 10mila euro, e oltre il 43% dei dipendenti non vede applicato il contratto nazionale di riferimento per la parte salariale. Anche quando i contratti vengono rinnovati, questo non è sempre sufficiente, afferma il sindacato. La fiammata inflattiva post-guerra in Ucraina, il costo del carrello della spesa che incide ancora sulle classi più disagiate, il drenaggio fiscale e le addizionali locali hanno ulteriormente compresso le retribuzioni nette.
Qualità e Precarietà del Mercato del Lavoro
Permane una condizione di bassa qualità del mercato del lavoro. Il 55% dei lavoratori è impiegato in micro imprese, che spesso non dispongono di una struttura adeguata o della volontà di innovare. L’occupazione degli under 25 si attesta al 3,8%, un punto inferiore alla media italiana. Una distanza simile, dell’1,3%, si rileva tra gli occupati nella fascia 15-34 anni a Roma in confronto con le statistiche nazionali. Inoltre, il 40% delle donne residenti nella regione nel 2024 non ha avuto un impiego e il 51% dell’occupazione femminile è concentrata nell’educazione, nei servizi sanitari e nel terziario.
Roma, come racconta il documento della Cgil, si conferma la capitale della precarietà. Quasi la metà dei contratti, il 48%, dura un solo giorno, e a livello regionale solo circa il 15% dei nuovi contratti è a tempo indeterminato. Dal punto di vista numerico, l’occupazione nella capitale nel 2024 ha superato i livelli pre-Covid, segnando un incremento del 2% sul 2019. Tuttavia, questa crescita si concentra nei settori a più basso valore aggiunto e con retribuzioni più povere. L’industria, infatti, impiega solo il 6,7% degli occupati contro il 20% della media nazionale. Anche nel terziario avanzato, che impiega un quarto degli addetti di Roma (un dato superiore alla media nazionale del 17,6% ma inferiore al 38% di Milano), si registra un arretramento, soprattutto nelle qualifiche più alte.

Istruzione, Disuguaglianze e Costo della Vita
Sotto il profilo educativo, i livelli di istruzione nel mercato del lavoro capitolino si confermano più alti della media statale, eppure si rafforza il fenomeno dell’overeducation, con la quota di laureati in lavori a bassa qualifica che è salita dal 6,4% all’8,6% tra il 2011 e il 2019. A preoccupare il sindacato è anche la crescita delle ore di cassa integrazione, arrivate a 15,5 milioni nel primo semestre dell’anno, con un balzo del 14%.
La Cgil Roma e Lazio denuncia, ancora, una crescita delle disuguaglianze e un aumento della polarizzazione. Il 10% della popolazione detiene il 60% della ricchezza, mentre il 30% della popolazione del Lazio è a rischio povertà. L'emergenza abitativa rimane una questione che per il sindacato richiede un’immediata azione. Il combinato disposto tra il Giubileo e gli affitti brevi ha di fatto svuotato il centro storico.
I residenti di Roma e Lazio sono inoltre i più colpiti dalle addizionali Irpef su lavoro e pensioni, che in un decennio hanno generato un prelievo extra per comune e regione di 11 miliardi, che si somma ai 3,3 miliardi del fiscal drag nel triennio 2022-2024. Nel complesso, i fondi del Pnrr e le maggiori entrate dovute all’anno giubilare non hanno prodotto l’atteso salto di qualità.
Le Dieci Proposte della CGIL per il Rilancio
Per ridare slancio al mercato del lavoro, avviare un fisco più equo, ridurre le disuguaglianze e rafforzare il perimetro del welfare pubblico, la Cgil di Roma e Lazio ha inserito nel documento un piano articolato in dieci proposte. Nel decalogo compaiono:
- L’azzeramento della maggiorazione dello 0,4% dell’Irpef relativa alla gestione commissariale e di quella dello 0,5% legata al risanamento del debito sanitario per i redditi più bassi.
- Un blocco degli aumenti delle tariffe dei servizi pubblici.
- L’innalzamento delle soglie ISEE per esenzioni ed agevolazioni.
- Un potenziamento della macchina amministrativa comunale e regionale, aumentando personale, salario e risorse.
- Un piano di investimenti per ampliare i servizi sociali e il welfare, dall’infanzia alla non autosufficienza fino al sostegno al diritto alla casa.
- Il finanziamento di politiche industriali e misure per le nuove generazioni.

Natale Di Cola ha concluso ribadendo l'importanza di queste iniziative: “Abbiamo avanzato una proposta di fine legislatura sia al comune che alla regione per uscire dalla logica emergenziale, per un ritorno alla normalità per i cittadini di Roma e Lazio, capace di cambiare alcuni fondamentali. Crediamo che dal 2026 ci potranno essere le condizioni per rafforzare i redditi, attraverso una riduzione delle addizionali, ampliare servizi e andare verso una maggiore equità fiscale e sociale. È un riconoscimento per i lavoratori che stanno portando avanti il tessuto produttivo romano e laziale”. Ha aggiunto inoltre: “Dobbiamo aggredire quelle difficoltà che manifestano le persone e che persistono nonostante il rinnovo dei contratti a causa dell’inflazione e dell’erosione del potere di acquisto. Pensiamo che tutti questi temi debbano essere affrontati in momenti di confronto pubblici, per mettere più soldi in tasca ai cittadini, consolidare il welfare pubblico, affrontare l’emergenza abitativa”.
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