La solennità dell'Epifania del Signore, celebrata il 6 gennaio, è un momento di profondo significato per la Chiesa Cattolica, che venera la triplice manifestazione di Gesù Cristo: a Betlemme, adorato dai Magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni; e a Cana di Galilea, dove mutò l'acqua in vino. Attorno a questa festa, di antichissima origine e ricchissimo contenuto, sono sorte e si sono sviluppate molte tradizioni e genuine espressioni di pietà popolare, tra cui spicca la benedizione del gesso e della casa, particolarmente sentita in regioni come il Friuli-Venezia Giulia.

L'Antica Usanza della Benedizione del Gesso
In molti luoghi del mondo, e con particolare vivacità in Italia, specialmente nelle regioni del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, ma anche in altri luoghi dell'arco alpino, è viva la tradizione di scrivere con del gesso benedetto sulla porta di casa una sequenza di numeri e lettere. Tale pratica, come ad esempio "20 † C † M † B † 24" o simili, è finalizzata a invocare la benedizione di Dio sull'abitazione e sulle persone che la abitano. È un'antica usanza che fa parte delle tradizioni cristiane legate alle festività natalizie e all'Epifania, ed è praticata non solo dai Cattolici, ma anche da altre confessioni cristiane come Anglicani, Luterani, Metodisti e Presbiteriani.
Radici Bibliche e Significato
Questa usanza ha profonde radici bibliche, legate in particolare alla Pasqua. Nel libro dell'Esodo (Es 12.1f) nell'Antico Testamento, viene ricordato che gli Israeliti segnarono le porte delle loro case per essere salvati dalla morte. Allo stesso modo, la pratica dell'Epifania serve a proteggere le case cristiane fino all'Epifania successiva, quando l'usanza viene ripetuta. Le famiglie compiono questo atto perché rappresenta l'ospitalità della Sacra Famiglia ai Magi e, per estensione, a tutti i Gentili. Serve quindi come benedizione per invocare la presenza di Dio nella propria casa, a custodia e protezione per tutto l'anno dei membri della famiglia.
Il Riconoscimento della Chiesa Cattolica e il Simbolismo di C+M+B
La Chiesa Cattolica riconosce questa pratica come genuina espressione di pietà popolare, come si legge nel Direttorio su Pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti, approvato da San Giovanni Paolo II nel 2001. Il documento specifica che tra le tradizioni legate all'Epifania vi è «la benedizione delle case, sulle cui porte vengono segnate la croce del Signore, la cifra dell’anno appena iniziato, le lettere iniziali dei tradizionali nomi dei santi Magi (C+M+B), spiegate anche come abbreviazione di “Christus Mansionem Benedicat” [Cristo benedica questa casa], scritte con gesso benedetto». Questi gesti, spesso compiuti da cortei di bambini accompagnati da adulti, esprimono l'invocazione della benedizione di Cristo per intercessione dei santi Magi e, in alcune comunità, sono anche occasione per raccogliere offerte da devolvere a scopi caritativi e missionari.

Il Rito della Benedizione del Gesso e della Casa
Per coloro che desiderano praticare questa tradizione, è possibile seguire un rito di benedizione del gesso e della propria casa. Il rituale, che può essere officiato da un sacerdote o da un membro della famiglia, invoca la protezione divina. Di seguito sono riportate le preghiere tradizionali.
Benedizione del Gesso
Il rito inizia con la benedizione del gesso, come si legge nel Rituale romano:
- V. Nostro aiuto nel nome del Signore.
- R. Colui che ha fatto il cielo e la terra.
- V. Il Signore sia con voi.
- R. E con il tuo spirito.
Preghiamo:
Bene†dici, Signore Dio, questo gesso tua creatura: perché abbia un salutare effetto per il genere umano; e concedi, per invocazione del tuo santissimo nome, che chiunque l’avrà gustata o con essa avrà scritto sulle porte di casa sua i nomi dei tuoi Santi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, per la loro intercessione e i loro meriti, riceva la salute del corpo e la protezione dell’anima. Per Cristo nostro Signore.
- R. Amen.
Benedizione della Casa
Una volta ottenuto il gesso benedetto, un prete o un membro della famiglia può benedire la casa nel modo seguente:
- V. Pace a questa casa.
- R. Quindi, concluso il cantico, si ripete l’antifona.
- Padre nostro in silenzio fino a
- V. E non ci indurre in tentazione.
- R. Ma liberaci dal male.
- V. Tutti quelli di Saba verranno.
- R. E porteranno incenso e oro.
- V. Signore, ascolta la mia preghiera.
- R. E il mio grido giunga fino a te.
- V. Il Signore sia con voi.
- R. E con il tuo spirito.
Preghiamo:
O Dio, che in questo giorno colla guida d’una stella hai rivelato ai Gentili il tuo Unigenito; concedi benigno, che, mentre noi già ti abbiamo conosciuto per fede, giungiamo a contemplare lo splendore della tua maestà. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
- R. Amen.
Responsorio:
Risplendi, risplendi, Gerusalemme, poiché viene la tua luce: sorta è su di te la gloria del Signore, Gesù Cristo nato da Maria Vergine.
- V. E le Genti cammineranno alla tua luce, e i re allo splendore che nasce in te.
- R. E la gloria del Signore è spuntata su di te.
Preghiamo:
Bene†dici, o Signore Dio onnipotente, questa casa, affinché in essa ci siano salute, purezza, forza di vittoria, umiltà, bontà e misericordia, l’adempimento della tua legge, il ringraziamento a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. E rimanga questa benedizione su questa casa e su tutti coloro che vi dimorano. Per Cristo nostro Signore.