Il volume "Giovani, vocazione e sinodalità missionaria", promosso dall'Istituto di Teologia Pastorale dell'Università Pontificia Salesiana, rappresenta un contributo significativo al dialogo avviato dal Sinodo dedicato a "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale". Questa pubblicazione non solo raccoglie le sollecitazioni e interpreta i contenuti del Sinodo del 2018, ma prospetta anche nuove piste di cammino per la pastorale giovanile.

Il Processo Sinodale e la Pastorale Giovanile
Il riferimento del volume non si limita all'Assemblea generale del 3-28 ottobre 2018, ma abbraccia l'intero processo sinodale: ciò che l'ha preceduta e soprattutto ciò che dovrà o potrà seguirne. È fondamentale pensare la pastorale giovanile in relazione a questo processo continuo e aperto, che si intreccia con l'attuale cammino ecclesiale e culturale, marcato da sfide epocali, come sottolinea Papa Francesco.
In questo contesto, la pastorale giovanile si libera da visioni settoriali e allarga i suoi orizzonti, comprendendosi come un luogo privilegiato per cogliere le sfide e aprirsi a nuovi percorsi ecclesiali e culturali. Questi percorsi sono nuovi perché nascono con i giovani e con una mentalità sinodale, promuovendo un approccio inclusivo e partecipativo.
I Documenti Sinodali Fondamentali
Per comprendere appieno il processo sinodale e il suo impatto sulla pastorale giovanile, è essenziale considerare tre documenti principali:
- L'Instrumentum Laboris: Questo documento raccoglie il contributo delle Chiese locali e ha costituito la solida base di confronto durante le settimane dell'Assemblea.
- Il Documento finale: Frutto del discernimento realizzato, costituisce la sintesi del lavoro dell'Assemblea e raccoglie i nuclei tematici generativi su cui i Padri sinodali si sono concentrati con particolare intensità e passione.
- L'Esortazione Apostolica Christus vivit: Di Papa Francesco, questa esortazione raccoglie e rilancia il cammino sinodale, fornendo orientamenti per l'azione pastorale futura.
Il Documento finale del Sinodo dei vescovi sul tema "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale", approvato il 27 ottobre 2018, è stato pubblicamente diffuso con l'approvazione di Papa Francesco. Anche le parole pronunciate a braccio dal Pontefice a conclusione del Sinodo, il 28 ottobre 2018, sono state riprese e valorizzate come parte integrante di questo processo.
L'Esperienza del Sinodo: Camminare e Ascoltare Insieme
La Voce dello Spirito e l'Empatia Sinodale
L'esperienza del Sinodo è stata descritta come un cammino insieme, in ascolto della voce dello Spirito, dove vescovi e partecipanti, pur provenienti da contesti culturali ed ecclesiali molto diversi, hanno avvertito una sintonia spirituale, un desiderio di dialogo e una vera empatia. Questo cammino con il successore di Pietro ha rinvigorito l'entusiasmo della missione, generando commozione e compassione evangelica, facendo sentire i partecipanti come un unico corpo che soffre e gioisce.
La presenza dei giovani ha rappresentato una novità significativa, permettendo che la voce di un'intera generazione risuonasse nel Sinodo. Camminando con loro, i partecipanti hanno sperimentato che la vicinanza crea le condizioni affinché la Chiesa sia uno spazio di dialogo e testimonianza di fraternità che affascina, superando ogni fatica e debolezza.
Il Contributo dei Giovani e l'Instrumentum Laboris
Il processo sinodale ha beneficiato ampiamente dei contributi degli Episcopati, dei pastori, dei religiosi, dei laici, degli esperti e degli educatori. I giovani sono stati coinvolti fin dall'inizio attraverso il Questionario online, numerosi contributi personali e, in particolare, la Riunione presinodale. Il loro apporto è stato essenziale, paragonato al racconto dei pani e dei pesci, dove il miracolo è stato possibile grazie alla disponibilità di un ragazzo che ha offerto generosamente quanto aveva. Tutti i contributi sono stati sintetizzati nell'Instrumentum Laboris.
Instrumentum Laboris e Documento Finale: Una Relazione Chiave
È cruciale chiarire la relazione tra l'Instrumentum Laboris e il Documento finale. Il primo costituisce il quadro di riferimento unitario e sintetico emerso da due anni di ascolto, mentre il secondo è il frutto del discernimento realizzato, raccogliendo i nuclei tematici su cui i Padri sinodali si sono concentrati. Il Documento finale è offerto al Santo Padre e a tutta la Chiesa come frutto di questo Sinodo, il cui percorso non è ancora terminato e prevede una fase attuativa.
Il Paradigma dei Discepoli di Emmaus nella Missione Ecclesiale
Don Luigi Maria Epicoco - Come i discepoli di Emmaus
L'episodio dei discepoli di Emmaus (cfr. Lc 24,13-35) è riconosciuto come un testo paradigmatico per comprendere la missione ecclesiale in relazione alle giovani generazioni. Questa pagina evangelica esprime ciò che è stato sperimentato al Sinodo e ciò che si auspica ogni Chiesa particolare possa vivere nel rapporto con i giovani.
Gesù cammina con i due discepoli che, non avendo compreso il senso della sua vicenda, si allontanano da Gerusalemme e dalla comunità. Egli percorre la strada con loro, li interroga e si mette in paziente ascolto della loro versione dei fatti per aiutarli a riconoscere quanto stanno vivendo. Successivamente, con affetto ed energia, annuncia loro la Parola, conducendoli a interpretare alla luce delle Scritture gli eventi vissuti. Accetta l'invito a fermarsi presso di loro al calar della sera, entrando nella loro notte. Nell'ascolto il loro cuore si riscalda e la loro mente si illumina, e nella frazione del pane i loro occhi si aprono.
In continuità con l'Instrumentum Laboris, il Documento finale è strutturato in tre parti scandite da questo episodio:
- «Camminava con loro» (Lc 24,15): Questa prima parte illumina il contesto in cui i giovani sono inseriti, evidenziandone punti di forza e sfide.
- «Si aprirono loro gli occhi» (Lc 24,31): Questa seconda parte è interpretativa e fornisce chiavi di lettura fondamentali del tema sinodale.
- La terza parte (implicita): Ritorno a Gerusalemme per annunciare ciò che hanno visto e udito.
L'Atteggiamento di Ascolto e la Centralità dei Giovani
L'evangelista, nel passo di Luca 24,15, fotografa il bisogno dei due viandanti di cercare un senso agli eventi vissuti, sottolineando l'atteggiamento di Gesù che si mette in cammino con loro. Il Risorto desidera fare strada insieme a ogni giovane, accogliendo le sue attese, anche se deluse, e le sue speranze, anche se inadeguate.
L'ascolto è un incontro di libertà che richiede umiltà, pazienza, disponibilità a comprendere e impegno a elaborare in modo nuovo le risposte. Trasforma il cuore di coloro che lo vivono, soprattutto quando ci si pone in un atteggiamento interiore di sintonia e docilità allo Spirito. Non è solo una raccolta di informazioni o una strategia, ma la forma in cui Dio stesso si rapporta al suo popolo, vedendo la sua miseria e ascoltando il lamento per liberarlo (cfr. Es 3,7-8).
I giovani, chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza, desiderano essere ascoltati, riconosciuti e accompagnati. Molti percepiscono che la loro voce non è ritenuta interessante e utile in ambito sociale ed ecclesiale. Sebbene nella Chiesa non manchino iniziative e esperienze consolidate in cui i giovani possono sperimentare accoglienza e far sentire la propria voce, il Sinodo riconosce che non sempre la comunità ecclesiale sa rendere evidente l'atteggiamento del Risorto verso i discepoli di Emmaus. L'ascolto rende possibile uno scambio di doni in un contesto di empatia, consentendo ai giovani di donare il proprio apporto alla comunità, aiutandola a cogliere nuove sensibilità e a porsi domande inedite.
Sfide e Proposte per l'Ascolto nella Chiesa
L'ascolto costituisce un momento qualificante del ministero dei pastori, in particolare dei vescovi, che spesso si trovano oberati da molti impegni e faticano a trovare tempo adeguato per questo servizio indispensabile. Molti hanno rilevato la carenza di persone esperte e dedicate all'accompagnamento. Credere al valore teologico e pastorale dell'ascolto implica un ripensamento per rinnovare le forme del ministero presbiterale e una verifica delle sue priorità. Il Sinodo riconosce la necessità di preparare consacrati e laici, uomini e donne, qualificati per l'accompagnamento dei giovani.
Pluralità dei Mondi Giovanili e Sfide Contemporanee
Diversità Culturali ed Ecclesiali
La composizione stessa del Sinodo ha evidenziato la bellezza di essere Chiesa universale, mostrando la presenza e l'apporto delle diverse regioni del mondo. Pur in un contesto di globalizzazione crescente, i Padri sinodali hanno chiesto di mettere in evidenza le molte differenze tra contesti e culture, anche all'interno di uno stesso Paese. Esiste una pluralità di mondi giovanili, tanto che in alcuni Paesi si tende a utilizzare il termine "gioventù" al plurale. Queste differenze impattano profondamente sull'esperienza concreta dei giovani, riguardando le diverse fasi dell'età evolutiva, le forme dell'esperienza religiosa, la struttura della famiglia e il suo rilievo nella trasmissione della fede, i rapporti intergenerazionali, le modalità di partecipazione alla vita sociale, l'atteggiamento verso il futuro, la questione ecumenica e interreligiosa.
Dinamiche Demografiche e Contesti Socio-Economici
Di particolare rilevanza è la differenza relativa alle dinamiche demografiche tra i Paesi ad alta natalità, dove i giovani rappresentano una quota significativa della popolazione, e quelli in cui il loro peso si sta riducendo. Un'ulteriore differenza deriva dalla storia, che distingue i Paesi di antica tradizione cristiana da quelli segnati da altre tradizioni religiose e dove il cristianesimo è una presenza minoritaria o recente.
Vi sono poi differenze tra Paesi e al loro interno determinate dalla struttura sociale e dalla disponibilità economica, che separano chi ha accesso a crescenti opportunità offerte dalla globalizzazione da chi vive ai margini della società o nel mondo rurale, patendo gli effetti di esclusione e scarto. Vari interventi hanno segnalato la necessità che la Chiesa si schieri coraggiosamente dalla loro parte, partecipando alla costruzione di alternative che rimuovano esclusione ed emarginazione, rafforzando l'accoglienza, l'accompagnamento e l'integrazione.
La Questione di Genere e la Dignità Umana
Non si può dimenticare la differenza tra uomini e donne con i loro doni peculiari, le specifiche sensibilità ed esperienze del mondo. La Bibbia presenta l'uomo e la donna come partner uguali davanti a Dio (cfr. Gn 5,2), affermando che ogni dominazione e discriminazione basata sul sesso offende la dignità umana. Essa presenta anche la differenza tra i sessi come un mistero tanto costitutivo dell'essere umano quanto irriducibile a stereotipi. La relazione tra uomo e donna è compresa nei termini di una vocazione a vivere insieme nella reciprocità e nel dialogo, nella comunione e nella fecondità (cfr. Gn 1,27-29; 2,21-25) in tutti gli ambiti dell'esperienza umana: vita di coppia, lavoro, educazione e altri ancora.
Globalizzazione, Secolarizzazione e Colonizzazione Culturale
Molti Padri sinodali provenienti da contesti non occidentali segnalano come nei loro Paesi la globalizzazione porti con sé autentiche forme di colonizzazione culturale, che sradicano i giovani dalle appartenenze culturali e religiose di origine. Le interpretazioni del processo di secolarizzazione sono diverse: da alcuni è vissuto come una preziosa opportunità per purificarsi da una religiosità di abitudine o fondata su identità etniche e nazionali, per altri rappresenta un ostacolo alla trasmissione della fede.
La Chiesa al Servizio dei Giovani: Impegno Educativo e Pastorale
La Chiesa come Presenza Viva e Significativa
Non sono poche le regioni in cui i giovani percepiscono la Chiesa come una presenza viva e coinvolgente, significativa anche per i loro coetanei non credenti o di altre religioni. Le istituzioni educative della Chiesa cercano di accogliere tutti i giovani, indipendentemente dalle loro scelte religiose, provenienza culturale e situazione personale, familiare o sociale. In questo modo, la Chiesa offre un apporto fondamentale all'educazione integrale dei giovani in diverse parti del mondo.
Ciò si realizza attraverso l'educazione nelle scuole di ogni ordine e grado, nei centri di formazione professionale, nei collegi e nelle università, ma anche nei centri giovanili e negli oratori. Tale impegno si attua anche attraverso l'accoglienza di rifugiati e profughi e il variegato impegno nel campo sociale. In tutte queste presenze, la Chiesa unisce all'opera educativa e alla promozione umana la testimonianza e l'annuncio del Vangelo.
Processi Pastorali Completi e Giornate Mondiali della Gioventù
È stata sottolineata la necessità di sviluppare processi pastorali completi, che dall'infanzia portino alla vita adulta e inseriscano nella comunità cristiana. La Giornata Mondiale della Gioventù - nata da una profetica intuizione di san Giovanni Paolo II, che rimane un punto di riferimento anche per i giovani del terzo millennio - e gli incontri nazionali e diocesani svolgono un ruolo importante nella vita di molti giovani, offrendo un'esperienza viva di fede e di comunione che li aiuta ad affrontare le grandi sfide della vita e ad assumersi responsabilmente il loro posto nella società e nella comunità ecclesiale.
Sfide Pastorali e Necessità di Rinnovamento
Molti Padri sinodali hanno fatto notare che il peso dei compiti amministrativi assorbe in modo eccessivo e a volte soffocante le energie di tanti pastori, rendendo difficile l'incontro e l'accompagnamento dei giovani. Diverse voci hanno indicato come la parrocchia, pur rimanendo la prima e principale forma dell'essere Chiesa nel territorio, fatichi a essere un luogo rilevante per i giovani e come sia necessario ripensarne la vocazione missionaria. La sua bassa significatività negli spazi urbani, la poca dinamicità delle proposte, insieme ai cambiamenti spazio-temporali degli stili di vita, sollecitano un rinnovamento.
Molti notano come i percorsi dell'iniziazione cristiana non sempre riescono a introdurre ragazzi, adolescenti e giovani alla bellezza dell'esperienza di fede. Quando la comunità si costituisce come luogo di comunione e come vera famiglia dei figli di Dio, esprime una forza generativa che trasmette la fede; dove invece essa cede alla logica della delega e prevale l'organizzazione burocratica, l'iniziazione cristiana è fraintesa come un corso di istruzione religiosa che di solito termina con il sacramento della Confermazione.
I seminari e le case di formazione sono luoghi di grande importanza in cui i giovani chiamati al sacerdozio e alla vita consacrata approfondiscono la propria scelta vocazionale e maturano nella sequela. Talora questi ambienti non tengono adeguatamente conto delle esperienze precedenti dei candidati, sottovalutandone l'importanza.
Il Mondo Digitale e i Nuovi Luoghi di Incontro
L'Impatto della Cultura Digitalizzata
L'ambiente digitale caratterizza il mondo contemporaneo, con larghe fasce dell'umanità immerse in maniera ordinaria e continua. Non si tratta più soltanto di "usare" strumenti di comunicazione, ma di vivere in una cultura ampiamente digitalizzata che ha impatti profondissimi sulla nozione di tempo e di spazio, sulla percezione di sé, degli altri e del mondo, sul modo di comunicare, di apprendere, di informarsi e di entrare in relazione con gli altri. Un approccio alla realtà che tende a privilegiare l'immagine rispetto all'ascolto e alla lettura influenza il modo di imparare e lo sviluppo del senso critico. Web e social network sono una piazza in cui i giovani trascorrono molto tempo e si incontrano.

Fragilità e Opportunità nel Mondo Giovanile
Nella casa di Betania, dove il Signore Gesù ha sperimentato lo spirito di famiglia e l'amicizia dei fratelli Lazzaro, Marta e Maria, si trova un'analogia per l'attenzione ai giovani. Come Marta offrì ospitalità e Maria ascoltò docilmente, e Lazzaro fu richiamato alla vita, così il mondo giovanile è un cantiere prezioso per l'ascolto. I giovani, pur manifestando spensieratezza, apertura, disponibilità, generosità e desiderio di rapporti autentici, mostrano molte fragilità che richiedono attenzione da parte degli adulti.
Da parte dei giovani, i processi di maturazione richiedono oggi maggiore impegno e cura, ma spesso sono volontariamente rimandati per evitare l'ingresso nella vita adulta, rendendo indefinite le scelte importanti. Il lavoro, le relazioni sentimentali e le amicizie sono vissute in maniera distratta e superficiale, rendendo provvisorie e mutevoli le decisioni riguardo al futuro. Anche il mondo stesso spesso non offre segnali incoraggianti ai giovani: esperienze scolastiche "deboli", la precarietà del lavoro, conflitti familiari che portano alla separazione e al divorzio dei genitori, inducono molti a perdere fiducia nel futuro e speranza negli impegni da assumere nella vita.
La Fede come Scelta e la Ricerca di Dio
Una riflessione particolare può essere attivata sul tema dei giovani e il mondo virtuale (Internet), che da anni è sempre più appannaggio dei giovani, diventando non solo uno strumento di comunicazione, ma uno spazio di vita quasi costantemente occupato. Questo cantiere può attivare un confronto tra i giovani stessi su come avviene la scelta di fede.
I giovani oggi vivono la fede come una scelta di appartenenza a un gruppo piuttosto che come un incontro personale con Gesù. Spesso risulta più visibile la forma esteriore della fede che l'esperienza religiosa in sé stessa. È importante riconoscere, però, il loro desiderio di mettersi alla ricerca di Dio. Se la comunità ecclesiale non sostiene questo desiderio, l'incontro con Cristo spesso viene barattato con altre esperienze apparentemente più coinvolgenti. Risulta indispensabile pensare itinerari nuovi di accompagnamento in cui l'educatore o il sacerdote si attivino per fare memoria dell'azione dello Spirito Santo nella loro vita, con lo scopo di suscitare la stessa curiosità che ha mosso i primi discepoli a chiedere a Gesù "Maestro, dove abiti?" (Gv 1,38).
Nuovi Itinerari Pastorali e Luoghi di Incontro
Per rispondere alle sfide e alle esigenze dei giovani, la pastorale deve esplorare nuovi "luoghi" e "modi" di incontro e formazione:
- La "piazza": Questo è il luogo-simbolo che identifica i nuovi ambienti, non necessariamente fisici o geografici, in cui i giovani si incontrano (discoteche, pub, centri sportivi, spazi all'aperto della città, internet) per socializzare, divertirsi, fare amicizia, scambiarsi opinioni o consigli, e far sbocciare l'amore.
- Le esperienze di volontariato: Nelle opere-segno di carità delle Diocesi (centri di ascolto Caritas, mense per i poveri, centri di accoglienza), queste esperienze aiuteranno i giovani ad accrescere la disponibilità a mettersi accanto al misero con lo stile del Samaritano.
Un Cantiere per i Giovani: Domande per la Riflessione
Nel secondo anno della "fase narrativa" del cammino sinodale, un quarto cantiere è stato pensato per essere proposto ai gruppi giovani delle comunità parrocchiali, delle Associazioni, dei Movimenti, ma anche ai giovani lontani dall'esperienza di fede. Le varie domande sono state elaborate affinché siano i giovani stessi a rispondere. I gruppi di ascolto, pertanto, in questa modalità, saranno costituiti da giovanissimi, giovani e giovani adulti. Queste domande includono:
- Cosa chiediamo alla Chiesa e alla nostra Diocesi affinché l'esperienza di fede risulti parte integrante del nostro cammino di crescita?
- Quali percorsi formativi desideriamo che siano proposti nei gruppi parrocchiali, nelle Associazioni, nei Movimenti, affinché siano coinvolgenti, adeguati alla nostra generazione, in questo tempo?
- C'è attenzione da parte di noi, giovani cristiani, nei confronti dei nostri coetanei lontani dalla fede e dalle comunità ecclesiali di formazione e di aggregazione? Vengono programmate "buone pratiche" in tal senso? Possono essere raccontate?
- I "luoghi" e i "modi" dell'educazione dei giovani sono oggetto di attenzione da parte dei formatori, laici e sacerdoti?
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