L'Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù a San Felice si propone come una comunità educativa che mira a favorire l'autonomia responsabile e la maturità della persona. La sua missione è contribuire alla formazione cristiana, alla crescita umana e culturale, seguendo i principi del Progetto Educativo delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, nel pieno rispetto della libertà di scelta individuale.

Il Convitto: Una Comunità per la Crescita
Il Convitto accoglie ragazze tra i 14 e i 18 anni, provenienti originariamente dalle valli circostanti e oggi da tutto il Trentino e da fuori regione. La maggior parte delle studentesse frequenta uno dei tre indirizzi della Secondaria Superiore di 2° dell'Istituto Sacro Cuore.
Il Convitto si configura come una comunità aperta a esperienze formative significative, caratterizzata da un clima di libertà, carità e testimonianza di valori cristiani. La dimensione sociale e la vita di gruppo sono considerate fondamentali per lo sviluppo armonico della personalità, facilitando l'espressione delle capacità intellettive e relazionali e la maturazione interiore dei valori religiosi, umani, culturali e sociali.
Si sottolinea l'importanza della collaborazione con le famiglie, che sono invitate a interessarsi attivamente alla vita del Convitto e a non delegare le proprie responsabilità educative.
Servizi del Convitto
Le studentesse hanno accesso al servizio mensa dell'Istituto, che include colazione, pranzo e cena, secondo le modalità indicate e previa consegna del buono pasto.
Per quanto riguarda l'alloggio, le stanze sono descritte come comode e decorose. Sono inoltre disponibili spazi comuni quali cucine e sale di lettura.
L'alloggio è garantito dal 1° settembre al 30 giugno. È possibile, tuttavia, pernottare esclusivamente per sostenere esami fino a fine luglio, con la possibilità di trasferimento in altra stanza.
Costi e Modalità di Pagamento
La retta viene fissata annualmente e versata in 4 rate. L'iscrizione va rinnovata ogni anno, con il versamento della quota principale entro il 30 giugno. Le altre rate sono previste per il 10 ottobre, il 10 gennaio, il 10 aprile e il 10 maggio.
È importante notare che la retta non comprende la fornitura e il lavaggio di lenzuola e biancheria, né i detersivi per i bagni e le cucinette.

Spazi Comuni e Attività
L'Istituto mette a disposizione ampi spazi comuni dedicati alla socializzazione e aule studio attrezzate con postazioni computer, stampante e collegamento internet.
Le ragazze che lo desiderano, accompagnate dalla Direttrice, possono partecipare a incontri di carattere spirituale organizzati dalle parrocchie della città. È inoltre incoraggiata la partecipazione alla ricca offerta culturale della città, sia essa di interesse sociale, religioso o ludico.
Un ambiente accogliente è predisposto per instaurare rapporti positivi con altre giovani universitarie e con gli altri membri della comunità del Sacro Cuore.
Storia e Evoluzione dell'Istituto
L'Istituto affonda le sue radici nella fondazione operata dalle Figlie del Sacro Cuore della Beata Teresa Verzeri a Bergamo nel 1831. L'apertura a Brescia avvenne nel 1847, dove l'istituzione opera tuttora.
Lo scopo principale dell'Istituto è sempre stato l'educazione della gioventù. Nel corso dei decenni, l'istituzione si è adeguata alle esigenze dei tempi, trasformando i suoi servizi da convitto o pensionato a tipologie di scuole richieste dalla popolazione.
Storicamente, l'Istituto ha ospitato un collegio femminile, un Istituto Magistrale parificato, scuole elementari e un asilo, seguiti da una scuola media, un Istituto Tecnico Commerciale (Ragioneria) e un Istituto Tecnico Femminile. Attualmente, ospita ancora l'ultimo triennio dell'Istituto Tecnico femminile, sebbene il nuovo ordinamento scolastico ne preveda l'esaurimento.

Mostra "Ribelli al confino" e Memoria Storica
Dal 22 al 27 aprile 2025, l'Istituto "F.S.C.J. Seghetti" ha ospitato la mostra itinerante "Ribelli al confino", promossa dall'ANPPIA e curata dallo storico Anthony Santilli. La mostra è accompagnata da una graphic novel che narra la storia dei confinati sull'isola di Ventotene durante il ventennio fascista, con un linguaggio accessibile alle nuove generazioni.
L'inaugurazione ha visto la partecipazione di autorità civili, tra cui l'Assessore alla Memoria storica del Comune di Verona, Jacopo Buffolo, accolti da suor Gianna Lessio, gestore dell'Istituto, e dal coordinatore didattico, prof. Mauro Pavoni. È intervenuto anche Roberto Bonente, segretario della sezione veronese dell'ANPPIA, che ha ricordato come l'Istituto Seghetti abbia ospitato la moglie di Giovanni Roveda, sindacalista e antifascista, durante la preparazione della sua liberazione dal carcere degli Scalzi.
La comunità scolastica è stata protagonista dell'evento: un gruppo di studenti dell'Istituto Seghetti ha curato l'allestimento dell'esposizione, arricchendola con oggetti e documenti storici. Tra questi, una lettera originale di Sandro Pertini, in cui si opponeva alla grazia richiesta da sua madre al Tribunale Speciale fascista, concessa dall'Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea.
Alcuni studenti hanno presentato contributi di approfondimento sul confino come arma di repressione e sul ruolo delle donne nella resistenza. Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Diomira Pertini, figlia di Eugenio e nipote di Sandro Pertini, che ha condiviso il ricordo della propria infanzia segnata dalla deportazione del padre a Mauthausen.
La mostra si propone come un invito a riflettere sull'attualità della memoria storica, intesa non solo come esercizio del passato, ma come strumento di consapevolezza e responsabilità per costruire un presente più giusto.
Il VENTENNIO FASCISTA in ITALIA
La Sede e il Patrimonio Storico
Il bell'edificio cinquecentesco che ospita l'Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù conserva elementi di grande valore storico e spirituale. L'ordine, fondato da Santa Teresa Verzeri, è oggi presente in quasi tutti i continenti.
Attorno all'ampio cortile porticato si dispongono diverse sale affrescate e la cella della religiosa. Qui sono custodite molte delle sue lettere, opere e oggetti personali, tra cui la sua vestaglia, il suo abito da viaggio e le sue posate in argento. Ancora intatti sono il suo letto e il suo scrittoio, adornato da uno splendido crocefisso seicentesco donatole dall'Arcivescovo di Trento Sidene.
