Il Natale è un periodo intriso di magia e attesa, un momento in cui due figure iconiche catturano l'immaginazione, specialmente quella dei bambini, seducendoli con promesse di regali: Babbo Natale e Gesù Bambino. Queste due entità, pur convivendo nella celebrazione natalizia, presentano differenze significative sia nelle loro origini che nel simbolismo che incarnano. Ma chi porta realmente i doni in questo periodo dell'anno? Per scoprirlo, ripercorriamo le loro storie, le loro caratteristiche e i significati che essi rappresentano.
"Santa Vs. Jesus": Un Gioco controverso
Esiste sul mercato anglofono un gioco da tavolo chiamato “Santa Vs. Jesus” che contrappone esplicitamente Gesù a Babbo Natale. Questo gioco è «ritenuto blasfemo» o comunque malvisto dai cristiani, in quanto l'idea è che Babbo Natale e Gesù Cristo siano in competizione tra loro per assicurarsi, in vista delle festività, il maggior numero di “credenti”. I giocatori possono impersonare la signora Claus, elfi e renne nella squadra di Babbo Natale, oppure la Madonna, l'angelo Gabriele o uno dei magi con Gesù. Il gioco è nato grazie al successo di una campagna di finanziamento, a dimostrazione che l'idea ha trovato un certo seguito. Tuttavia, se lo spunto viene dalla domanda su “chi porta i regali ai bambini” (Gesù Bambino o Babbo Natale?), ritrarre in termini così dis-sacranti Babbo Natale e Gesù che lottano per «governare sul Natale» ne fa due personaggi di pura fantasia. In tal modo, si perde il dato storico-culturale, immaginando un Natale che esista a prescindere dalla fede nell'incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù.
Le Origini e le Caratteristiche dei Personaggi
Babbo Natale: Dal Vescovo di Mira al Simbolo Globale
La vera storia di Babbo Natale inizia nel IV secolo in Turchia, quando San Nicola (il futuro Santa Claus) divenne vescovo di Myra (oggi Dembre). Le sue spoglie vennero conservate nella cattedrale fino all’inizio dell’anno 1000, quando dei cavalieri italiani le portarono a Bari, la cui patrono è appunto San Nicola. La cultura classica greca narra che Poseidone, dio del mare, fosse un dispensatore di doni, e nei primi anni di consacrazione, San Nicola veniva chiamato “il marinaio”, con molti templi dedicati a Poseidone riadattati alla figura del Santo. Pare inoltre che il nome stesso del santo derivi da quello del dio greco Nickar, anch’egli ritenuto nell’antichità un dio molto generoso.
Babbo Natale, quell'anziano e rubicondo gigante in ottima salute che incontriamo per le strade o vediamo nelle vetrine dei negozi durante il periodo natalizio, proviene dagli Stati Uniti, ma non è nato in America. Vi giunse, come un emigrante, il giorno del suo onomastico. Il 6 dicembre 1492, Cristoforo Colombo entrò nel porto di Bohio, a Haiti, e lo ribattezzò con il nome cristiano di San Nicola. A partire da quel giorno, Nicola fece una brillante carriera, diventando quel Santa Claus o Babbo Natale che è poi il simbolo della festa nel mondo.
Rispetto all’ascetico santo originario, oggi Santa Claus è ingrassato e arricchito, per rappresentare la potenza e l'opulenza che caratterizzano la società occidentale. Questa trasformazione, caratterizzata dall’antichissima tradizione che vuole il ritorno dei morti, cioè degli antenati, non è recente. La figura di Babbo Natale è ben nota a tutti: un uomo paffuto con una lunga barba bianca e una pelliccia rossa che porta sempre con sé un sacco di regali. Babbo Natale consegna i regali con una slitta trainata da numerose renne, ma non da solo; molti elfi lavorano tutto l'anno per preparare centinaia di migliaia di doni per i bambini di tutto il mondo. A volte, oltre ai regali, i bambini meritevoli ricevono una Lettera di Babbo Natale personalizzata, in cui si rivolge a loro per nome e accenna a piccoli particolari della loro vita.

Gesù Bambino: La Nascita del Salvatore
La nascita di Gesù viene tradizionalmente situata nell’inverno dell’anno 1 a.C. (anche se probabilmente avvenne intorno al 7 o 6 a.C.) a Betlemme, una piccola cittadina a sud di Gerusalemme, luogo di nascita anche di Davide. Maria, Madre di Gesù, e Giuseppe, suo padre putativo, erano in viaggio da Nazaret a Betlemme per un censimento quando Maria fu colta dalle doglie. Giunti in città la sera tardi senza trovare posto in un albergo, furono costretti a cercare rifugio in una stalla, o, secondo altre versioni, in una grotta, dove un bue e un asino riscaldarono il neonato con il loro respiro. Così è rappresentata da duemila anni la natività: una grotta, un uomo, una donna, un piccolo bambino deposto in una mangiatoia, scaldato solo dal fiato degli animali. Gesù è venuto alla luce come dono di Dio per salvare i peccatori, elevare gli emarginati e convertire i pagani.
Il Gesù Bambino è un piccolo personaggio con capelli biondi e ali d'angelo, che porta regali nel giorno di Natale. Tradizionalmente, durante la cena della vigilia di Natale, un adulto si alza da tavola per andare verso l'albero di Natale e, poco dopo, chiama i bambini per dire loro che il Bambino Gesù ha lasciato dei doni sotto l'albero. Il Bambino Gesù simboleggia la speranza e la nuova energia.

Simbolismi e Conflitti nel Natale
Il Dono, il Consumismo e la Gratuità
Babbo Natale è un simbolo spesso contestato perché i doni, la ricchezza, l'opulenza, il consumismo e lo spreco che alla sua figura si accompagnano contrastano con la povertà del Bambino Gesù, nato in una grotta e riscaldato dal fiato di un bue e di un asinello. Questi miti così diversi sembrano inconciliabili, eppure convivono. Babbo Natale è associato alla pace, alla calma e alla saggezza, mentre Gesù Bambino simboleggia la speranza e la nuova energia. I due personaggi sono completamente diversi, ma allo stesso tempo condividono l'amore per i bambini e la gioia di fare regali.
Con il loro dono agli esseri più deboli e indifesi, ovvero i bambini, sia Babbo Natale sia il Bambino Gesù attivano, in una società mercantile e contrattuale in ogni suo aspetto, il tema della gratuità. Essi ribadiscono che, senza gesto gratuito e senza dono, i padri muoiono privi della consolazione di un futuro, e ai bambini manca la prospettiva di un avvenire. Il tema che permane è quello del tempo che abbraccia le generazioni, le quali possono succedersi l'una all’altra perché, al di là dei nostri calcoli economici, un gesto gratuito le genera e le alimenta. Per questo il Natale è una festa così importante: accomuna riti pagani e speranze cristiane e, al di là di tutti gli steccati, parla di pace in quell'unica forma credibile - perché non contrattuale - che è il dono che un padre porge a suo figlio.
video di Babbo Natale
Il Tempo Ciclico e il Tempo Lineare
Nonostante l'apparente identità di significati legata al dono, Babbo Natale e il Bambino Gesù restano tra loro incompatibili. Non tanto perché uno è vecchio e l'altro è neonato, ma perché il primo incarna l’idea del «tempo ciclico», che ripete se stesso nella rassicurante successione delle stagioni e delle fasi della vita. Nel tempo ciclico non c'è rimpianto né attesa, non esiste futuro diverso dalla pura e semplice ripresa del passato. Incarnando questa temporalità, Babbo Natale è rassicurante e i doni che offre ai bambini sono per la loro crescita, affinché il ciclo si compia nella successione delle generazioni.
Invece, la nascita di Gesù inaugura un «tempo lineare» che ha una finalità: la redenzione degli uomini e l'avvento del Regno di Dio. Nel tempo lineare che Gesù Bambino inaugura, il primato non appartiene al passato della tradizione che si ripete, ma al futuro che promette "nuovi cieli e nuove terre”. Queste due diverse visioni del tempo - l'una colloca la speranza nella ripresa del passato, l'altra nell'attesa del futuro - indussero Paolo VI, nel febbraio del 1969, a trasformare la festività di San Nicola da obbligatoria a facoltativa. In questo modo, i culti agropastorali a sfondo pagano, che la festa riprendeva nel suo omaggio alla tradizione, non avrebbero oscurato il messaggio cristiano, che è attesa del futuro.
Credere in Babbo Natale e Credere in Dio
La domanda "Credere in Dio è come credere in Babbo Natale?" è un interrogativo classico. Poiché non riusciamo a dimostrare la realtà di un essere supremo che chiamiamo Dio, una delle spiegazioni della credenza in tale essere sta nel paragonarla a quella in Babbo Natale, della cui non esistenza siamo tutti convinti. Inoltre, essendo la credenza in Babbo Natale legata alle fasi fanciullesche dello sviluppo, si è suggerito che la credenza nell’esistenza di Dio possa essere il sintomo di una condizione non adulta dell’umanità. Tuttavia, la credenza nell’esistenza di Dio è ancora ben presente in buona parte dell’umanità e non può essere sradicata dalla condizione umana. La credenza teistica non è insensata né irrazionale, ma è considerata una credenza di fondo che non necessita del ricorso a evidenze nel senso scientifico.
La realtà storica della vita di Gesù come manifestazione della vita divina non è una realtà storica "positiva" nel senso di un realismo naturalistico. Ciò che differenzia il contenuto della credenza nell’esistenza di Dio dal contenuto di qualsiasi altra entità è la risurrezione e le testimonianze ad essa. L'esperienza storica di Gesù, documentata da fonti, è ciò che resta per stimolare i contemporanei, invitandoli a guardare meglio in ciò che si manifesta nella stalla di Betlemme. Come recita il vangelo: "Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere."
La Coesistenza nel Neopaganesimo Moderno
Oggi, vivendo un neopaganesimo di ritorno, non necessariamente anticristiano, il Bambino Gesù può convivere con Babbo Natale e concorrere alla celebrazione del valore della famiglia. In questo contesto, i doni del padre, materiali e valoriali, figurano come condizioni per la buona crescita dei figli. La famiglia, nucleo portante della società, sempre più importante quando la società è meno protettiva, compone le due tradizioni: quella pagana che guarda al passato, al tempo in cui i padri hanno accumulato la ricchezza da cedere, e quella cristiana che guarda al futuro, al tempo dei figli destinatari di quella ricchezza di cui in ogni ricorrenza natalizia si porge un simbolico anticipo sotto forma di dono, gratuità e aiuto, al di fuori di ogni logica di mercato.
Nessun dualismo, nessuna competizione. Entrambe le figure rievocano il simbolo del dono, del regalo. Per i bambini, non è tanto importante chi porta i regali di dicembre, Babbo Natale o Gesù Bambino; quello che importa è la magia delle feste di Natale. Ogni bambino ha lo stesso desiderio nel cuore: godersi il periodo natalizio con gioia, aspettando con impazienza i doni dei suoi sogni. Rivivono questa gioiosa storia ogni anno, ed è questa la vera magia del Natale. Quindi, non importa se si crede in Babbo Natale o in Gesù Bambino, ma piuttosto nel significato profondo che il Natale porta con sé.