In tempi attuali, caratterizzati dalla carenza di vocazioni sacerdotali, la comunità alcamese raccoglie la testimonianza vivente di come, ancora oggi, quella di diventare presbitero non sia una scelta anacronistica. La vocazione non nasce da sé, né vive per se stessa, ma scaturisce dal cuore di Dio e germoglia nella terra buona del popolo fedele.

Nuove ordinazioni nella Diocesi di Trapani
Il ventinovenne alcamese Luca Milazzo riceverà dal vescovo Pietro Maria Fragnelli l’imposizione delle mani, insieme a Christian Collica, ventisettenne trapanese. Il percorso di Luca Milazzo, dopo la maturità scientifica, è proseguito con la licenza in Teologia biblica presso la Facoltà teologica di Palermo. Dopo l’ordinazione diaconale, ha maturato un’esperienza pastorale in Cattedrale e, nel giugno scorso, è stato nominato vicedirettore dell’Ufficio catechistico con cura dell’Apostolato biblico.
Christian Collica, anch'egli diplomato al liceo scientifico, ha conseguito il baccellierato in teologia presso la Facoltà teologica di Sicilia e attualmente sta perfezionando la licenza in ecclesiologia. Originario della parrocchia Nostra Signora di Fatima a Trapani, ha svolto il servizio diaconale nella parrocchia di San Paolo Apostolo ad Erice e, dal mese di giugno, è collaboratore nelle parrocchie di San Giuseppe e Sant’Antonio di Padova a Castellammare del Golfo.
| Nome | Provenienza | Formazione |
|---|---|---|
| Luca Milazzo | Alcamo | Licenza in Teologia biblica |
| Christian Collica | Trapani | Baccellierato in teologia |
Il senso profondo del ministero sacerdotale
Essere prete significa agire nella persona di Cristo a favore degli altri. Come sottolineato da diversi sacerdoti, il presbitero deve essere innanzitutto un esperto di umanità, capace di ascoltare e di vivere la verità che predica. In un mondo in costante mutamento, la sfida per la Chiesa è quella di essere una "Chiesa in uscita", portando l'annuncio del Vangelo non solo nelle chiese, ma nelle case, nei luoghi di lavoro e ovunque l'uomo soffra o cerchi risposte.
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La sfida dell'obbedienza e della prova
La vita sacerdotale non è priva di prove. Molti presbiteri affrontano momenti di distacco, come il trasferimento in nuove parrocchie o la rimozione da incarichi prestigiosi. Tali passaggi, pur dolorosi, vengono talvolta interpretati come un'opportunità di crescita spirituale, simile al sacrificio di Abramo: un invito a riporre la propria fedeltà e il proprio ministero nelle mani di Dio, affidando a Lui il futuro della comunità.
La vocazione in famiglia
La chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata non è un evento isolato, ma spesso matura all'interno di famiglie che vivono la fede con semplicità. Non mancano casi in cui, in un unico nucleo familiare, sboccino diverse vocazioni, come quella di un figlio sacerdote e di una figlia monaca di clausura. Questa testimonianza dimostra che il Signore sceglie liberamente i suoi servi, chiamandoli a percorsi diversi ma uniti nel medesimo amore per la Chiesa.

L'impegno pastorale nel tempo
Il legame tra un sacerdote e la sua comunità è profondo. Dopo anni di missione, una parrocchia diventa casa e la comunità si trasforma in famiglia. Esemplare è il caso di don Luca Milia, che dopo oltre dieci anni di servizio presso la comunità di Milena, ha ricevuto la cittadinanza onoraria, a testimonianza di un percorso condiviso fatto di solidarietà, coesione e civile accoglienza. Il sacerdote, pur chiamato all'obbedienza e al trasferimento, lascia una traccia indelebile nella storia dei fedeli che ha guidato.