La Serra Quisquina è una fitta querceta situata nell’entroterra siciliano, tra le province di Palermo e Agrigento. Questo luogo incantato ospita l'Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, un organismo architettonico rurale di grande fascino e profondo significato storico e naturalistico.

L'Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina: Storia e Spiritualità
Il nome "Coschin", di origine berbera, significa "oscurità" o "luogo in ombra", riflettendo perfettamente l'atmosfera misteriosa e sacra dell'Eremo. Questa è una delle rare occasioni in cui il nome di un luogo coincide con il suo carattere interiore, presentandosi al nostro tempo tecnologico con un grande carico naturale di storia, storie e cultura.
La Leggenda di Santa Rosalia e la Nascita del Santuario
La storia dell'Eremo è intimamente legata a Santa Rosalia. Nel 1150, in una grotta a quasi 1000 metri di altitudine in questa zona, si rifugiò una giovane fanciulla, Rosalia, figlia del conte Sinibaldo, signore di queste terre. Fuggiva dalla vita abbiente palermitana e da un matrimonio combinato. Rosalia visse in solitudine in questa grotta per 12 anni prima di tornare a Palermo e rifugiarsi sul Monte Pellegrino. L’epigrafe, ancora oggi leggibile e graffita sulle pareti d'ingresso della grotta, recita: "Ægo Rosalia Sinibaldi Quisquina Et Rosarum Domini Filia Amore Domini Mei Jesu Christi In Hoc Antro Abitare Decrevi."
La storia dell’Eremo vero e proprio ha inizio nel 1624, quando fu scoperta la grotta e l’epigrafe della Santa. Nelle vicinanze fu subito costruita una cappella. Qualche anno dopo, il mercante genovese Francesco Scassi, venuto a conoscenza della storia di Santa Rosalia e della grotta, decise di investire tutto il suo denaro nella costruzione dell’Eremo.
Sviluppo Architettonico e Vita Eremitica
Il complesso fu costruito a partire dal 1690 grazie a Francesco Scassi che, dopo aver edificato la chiesa, delle cellette, una cucina e una stalla, decise di ritirarsi in questo luogo e di fondare una congregazione indipendente di frati. Questa divenne ben presto del tutto autosufficiente, dotata di frantoio, granaio, calzoleria e falegnameria. La fama e la prosperità portarono all’Eremo moltissimi nuovi frati, così i Ventimiglia, Baroni di Santo Stefano, provvidero ad ampliare e ad arricchire la struttura, permettendo all'Eremo di ospitare fino a un centinaio di frati.
Nonostante l'espansione, i frati veri e propri non furono mai più di dieci. I novizi dovevano passare un periodo di prova prima di diventare membri effettivi della congregazione, una selezione necessaria vista la varietà di gente che giungeva all’Eremo, inclusi figli di famiglie povere, delinquenti e banditi che godevano di asilo religioso. Il complesso si sviluppò nel corso dei secoli, inserendosi organicamente nell’ambiente circostante. La riedificazione della nuova chiesa e del monastero, così come oggi li vediamo, fu compiuta nel 1772, grazie a donazioni e rendite assegnate da fedeli e soprattutto da Giuseppe Emanuele Ventimiglia principe di Belmonte. Un contributo fondamentale fu dato dall’ingegno dell’eremita Ignazio Traina, monaco e architetto, a cui si deve l’ideazione della chiesa e, probabilmente, dell’intera fabbrica, edificata sempre a tutela del nucleo mistico della grotta.

Architettura e Interni del Santuario
Il Santuario, in stile barocco a navata unica, è posto a 986 m s.l.m. ed è caratterizzato da uno stile architettonico definito ambientale, cresciuto a tappe quasi in maniera organica e ben mimetizzato con l'ambiente circostante. L’interno della chiesa è decorato dagli affreschi dei fratelli Manno e di Federico Panepinto. Vicino all’altare maggiore si trova la statua marmorea della Santa, ritratta nell’atto di incidere la sua propria epigrafe, opera del palermitano Filippo Pennino (1775), realizzata in marmo ibrido. Sono presenti anche gli alari in marmo, opera dei fratelli Musca.
Una botola posta di fronte all’altare centrale conduce alla cripta, dove si trovano i corpi dei frati mummificati con la stessa tecnica usata ai Cappuccini di Palermo. Il percorso museale permette di scoprire la vita degli Eremiti che hanno vissuto nella struttura, dalle celle alla cucina, passando per la dispensa, il refettorio, le latrine e la stanza del Principe di Ventimiglia, per concludere il giro nella cripta.
Declino, Riscoperta e "Itinerarium Rosaliae"
Alla fine del XIX secolo, numerosi episodi contribuirono al declino della congregazione, e i pochi veri religiosi rimasti furono messi in minoranza. Questa fase di decadenza si concluse nel 1928, quando la congregazione venne sciolta e i frati cacciati dalla struttura. Tuttavia, alcuni frati rimasero, e l'ultimo eremita noto fu Fra Vicè (Vincenzo), che visse in solitudine gli ultimi anni della sua vita, sostenendosi con elemosina, e morì nel 1986 all’età di 98 anni.
Grazie all’interessamento del Principe Ventimiglia, il 25 settembre 1625 vennero ceduti agli stefanesi alcuni frammenti delle reliquie della Santa, collocate in un mezzobusto raffigurante Santa Rosalia. Il 5 giugno 2015, alla presenza del Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo della Diocesi di Agrigento, è stato inaugurato “L’Itinerarium Rosaliae”, un sentiero lungo 180 Km che collega i due principali Santuari di Santa Rosalia: quello della Quisquina con quello di Monte Pellegrino a Palermo. L’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina è tuttora meta di pellegrinaggi, soprattutto nei giorni in prossimità della festa di Santa Rosalia, celebrata ogni anno a inizio giugno con un intenso programma di eventi che coinvolge l'intera comunità di Santo Stefano Quisquina.
All'interno dell'Eremo è stato allestito anche il Museo etno-antropologico della civiltà contadina, in quella che un tempo era la legnaia.
Come Raggiungere l'Eremo
- Da Palermo: Dallo scorrimento veloce PA-AG, uscire e superare Lercara Friddi; al bivio di Filaga seguire le indicazioni per Santo Stefano Quisquina. Svoltare a sinistra e prendere la SP24 (indicazioni per Cammarata) per circa 1,5 km fino alla destinazione.
- Da Agrigento: Dallo scorrimento veloce PA-AG, uscire e superare San Giovanni Gemini e proseguire per circa 16,7 km su strada panoramica SP24 fino alla destinazione.
- Da Sciacca: Dalla SS.115, uscire e superare Ribera e proseguire in direzione Bivona. Seguire la Strada Statale 118/SS118 in direzione di Santo Stefano Quisquina.
L’eremo di Santa Rosalia alla Quisquina - Sicilia 2015 - Living Agrigento
Castelli per Matrimoni in Sicilia: Un Sogno da Favola
Mentre l'Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina rappresenta un luogo di profonda spiritualità e storia, la Sicilia offre anche magnifiche location per chi sogna un matrimonio da favola. Spazi ampi e giardini incontaminati in un’atmosfera senza tempo, con un panorama mozzafiato, sono l'ideale sia per eventi all’aperto che per matrimoni invernali. Un castello è la location perfetta che consente agli sposi di regalare ai propri invitati un’esperienza indimenticabile, specialmente grazie agli ampi spazi che permettono agli ospiti di fermarsi per un breve soggiorno dopo i festeggiamenti.
Immaginate di riunirvi con i vostri cari in un grande salone tra ottimi piatti della tradizione e il tepore delle candele per un matrimonio invernale, oppure, in estate, tra i profumi del giardino e gli ombreggi delle querce.
Location Esclusive Vicino a Palermo
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Castello di Solanto
A pochi chilometri da Palermo, a strapiombo sul mare, si erge il Castello di Solanto, una delle ultime dimore aristocratiche di Sicilia. A metà tra due baie, domina un tratto di costa incantevole, regalando una vista privilegiata. Durante la stagione estiva, nel parco, dotato anche di piscina, e sulla grande terrazza si possono realizzare scenografici e raffinati ricevimenti.
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Castello di San Nicola L'Arena
In un angolo di terra dall’atmosfera magica quasi fuori dal tempo, il Castello di San Nicola L'Arena vi farà rivivere i grandi fasti di corte di epoca normanna.
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Antica Dimora Seicentesca a Santa Flavia
Un matrimonio in un’antica dimora seicentesca a Santa Flavia significa immergersi in un'atmosfera da favola. Offre una maestosa corte interna incorniciata tra il cielo azzurro e il profumo dei gelsomini. Un giardino e una bellissima piscina sono ideali per un aperitivo sotto un cielo stellato durante l’estate, mentre un ampio atrio è perfetto per chi desidera sposarsi durante l’inverno in una location dall'atmosfera d'altri tempi.
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Castello dei Ventimiglia
Il Castello dei Ventimiglia è una location riservata e accogliente in uno dei borghi medievali più suggestivi della Sicilia. Ad accogliervi una piccola cappella affrescata dal Serpotta per le cerimonie religiose, mentre l'ampia sala e la corte interna vengono riservate al rito civile con la possibilità di organizzare anche un piccolo rinfresco.
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Castello Lanza Branciforte di Trabia
Il Castello Lanza Branciforte di Trabia è una location di impareggiabile bellezza, dove storia e fascino si fondono per regalare l’atmosfera di una favola senza tempo. Le sue origini antiche e la sua storia illustre conferiscono un’aura di autentica nobiltà, mentre l’antica torre normanna aggiunge un tocco di maestosità.

Location Esclusive Vicino ad Agrigento
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Castello di Chiaramonte
Il Castello di Chiaramonte è un luogo di rara bellezza, dove storia e fascino si intrecciano per dar vita a un matrimonio da favola. Residenza nobiliare del Trecento, oggi accoglie gli sposi come location esclusiva per celebrare il giorno più importante con eleganza e suggestione.
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Castello Ducale Colonna
Tra la Valle dei Templi e la montagna sorge il Castello Ducale Colonna, una dimora medievale immersa in dodici ettari di parco. Il castello offre scenari scenografici per celebrazioni indimenticabili.