La figura di Padre Pio da Pietrelcina è indissolubilmente legata a una spiritualità profonda e a una vita di intense sofferenze. Tuttavia, i suoi “figli spirituali” e i suoi confratelli testimoniano anche un lato meno conosciuto ma altrettanto significativo: la sua capacità di diffondere gioia e di viverla intimamente, anche in mezzo alle tribolazioni. Questa gioia, radicata in una fede incrollabile, si manifestava attraverso il suo umorismo, la sua carità incondizionata e la sua profonda unione con Dio.
La Gioia Cristiana Secondo Padre Pio
La gioia o letizia è definita come il contrario della tristezza, una virtù propria dei figli di Dio e dell’anima colma di Lui. Per gli uomini senza Dio, la gioia consiste nell’agiatezza, che è assenza di sofferenza dovuta alle preoccupazioni d’ordine materiale o di malattie. La letizia cristiana, invece, va d’accordo con la sofferenza che ci viene dalle tribolazioni d’ogni genere, o con la tristezza buona che proviene dal pensiero di aver offeso Dio con i peccati. Ricordiamo san Paolo che scrive ai Corinti: «Sovrabbondo di gioia nelle mie tribolazioni» (2Cor 7,4).
Padre Pio ha servito Dio con quest’atteggiamento gioioso nonostante il peso delle sue sofferenze, perché Dio è stato l’unico bene della sua vita, il suo unico punto di riferimento. Per lui, la gioia non era l'assenza di dolore, ma la presenza costante di Dio.

Un Cuore Che Si Rallegrava: Il Confessionale e la Comunione
La gioia più grande di Padre Pio si manifestava nel confessionale, quando poteva assolvere un penitente veramente pentito. A Padre Pellegrino, che gli chiese se rimanesse imperturbabile in questi casi, Padre Pio rispose: «Anch’io sento tanta gioia nel cuore e ringrazio Dio nel mio intimo. Tanto più che per me in questi casi è come concedere il passaporto per il Paradiso o visitarlo, anzi, consegnare ancora su questa terra, già il posto in paradiso». La gioia di Padre Pio, in questi casi, risiedeva nella consapevolezza di aver strappato un’anima a satana per ridarla a Dio, o come disse lui, di “aver consegnato il posto in Paradiso”, la sede della gioia senza fine. Egli si rallegrava come il Buon Pastore che ritrova la pecora perduta o come gli angeli nel Cielo che si rallegrano per la conversione di un peccatore, poiché è il peccato che ci toglie la vera gioia allontanando Dio dalla nostra anima.
Per Padre Pio, come per tutti i santi e le anime innamorate di Dio, il momento della santa Comunione era il più sospirato, ove l’anima avvolta dalla presenza di Dio, si univa a Lui fino a diventare quasi una sola cosa con Lui in una gioia tutta intima. Così Padre Pio descrisse al suo direttore spirituale quanto avveniva nella sua anima durante il ringraziamento dopo la Santa Messa: «Il Cuore di Gesù ed il mio, permettetemi l’espressione, si fusero. Non erano più due cuori che battevano, ma uno solo. Il mio cuore era scomparso, come una goccia d’acqua che si smarrisce in un mare. Gesù n’era il Paradiso, il re. La gioia in me era sì intensa e sì profonda, che più non potei contenere; le lacrime più deliziose mi inondarono il volto… Sì, la gioia sola che riempiva il mio cuore fu quella che mi fece piangere sì a lungo».

Il Lato Umano e Spirituale della Gioia: Umorismo e Carità
Padre Pio amava la musica e suonava il pianoforte e l'armonica a bocca, rivelando un lato più leggero della sua personalità, spesso oscurato dalla sua immagine di asceta sofferente. Si divertiva e sapeva divertire, consapevole che l’uomo ha bisogno anche di questi momenti per ricrearsi. Partecipava alla ricreazione dei confratelli e spesso ne era l’animatore, sapeva raccontare barzellette, storielle e faceva delle battute di spirito, tutto nello spirito di carità per donare pace a qualche fratello o risollevare qualche anima che ne aveva bisogno. Il suo umorismo era apostolato e non soltanto un semplice svago. Sapeva utilizzare tutti i piccoli ritagli di tempo per rilassarsi e rilassare gli altri, raccontando quasi sempre barzellette a sfondo didattico e morale. Era sempre vivace e brillante, contagiando con la sua arguzia e ilarità tutti coloro che lo attorniavano.
La sua carità e bontà non conoscevano limiti. Ricordava che «la carità prima di tutto» e che non si deve guardare al colore della pelle della persona beneficata, ma considerare che siamo tutti creature di Dio, «il quale fa sorgere il sole per i buoni come per i cattivi». La sua compassione emergeva anche nel desiderio di alleviare le sofferenze altrui: «Mi dispiace tanto veder soffrire; per togliere un dispiacere a qualcuno, non troverei difficoltà a tirarmi una pugnalata al cuore! … Sì, questo mi sarebbe più facile. Più dolce la mamma non mi poteva fare, ma nemmeno più duro». Questo amore si estendeva anche agli animali, avendo un affetto particolare per i gatti che vivevano nel convento.
Aneddoti di Umorismo e Carità
- Un uomo, desideroso di fargli gli auguri di Natale con un bacio, fu accolto da Padre Pio con una dolcezza indescrivibile: «Sbrigati, figlio mio, non farmi perdere tempo!», abbracciandolo e baciandolo, riempiendolo di delizie celesti.
- Un fedele, come un bambino, desiderava sempre due colpetti sulla testa prima di partire da San Giovanni Rotondo. Padre Pio, nonostante la folla e la severità di padre Vincenzo, non gli fece mai mancare quel segno di predilezione, sorridendo e dicendogli: «Ne darei tanti di botte a te, ma tante!».
- Una vecchietta gli offrì una banconota di poche lire, risparmiata non comprando i fiammiferi. Inizialmente Padre Pio rifiutò, ma di fronte alla delusione della donna che pensava che la sua offerta fosse troppo misera, replicò: «Se la pensi così, dammela, dammela qua, la voglio!». Quella carta, l’obolo della vedova, la portò sempre con sé.
- Riguardo la carità verso i comunisti, Padre Pio disse a Padre Carmelo: «Figlio mio, la carità prima di tutto. Non dobbiamo guardare al colore della pelle della persona beneficata, ma considerare che siamo tutti creature di Dio... Ora per i comunisti è doppia umiliazione chiederla a noi, loro avversari. Anzi, per loro dobbiamo avere una maggiore delicatezza».
L'Angelo Custode: Compagno di Gioia e di Battaglia
Una fonte costante di conforto e di gioia per Padre Pio e i suoi figli spirituali era la presenza e l'intercessione dell'Angelo Custode. Padre Pio ne parlava come di un compagno fedele, un messaggero divino e un protettore. Questa intima relazione portava sollievo e soluzioni in situazioni altrimenti disperate, generando una profonda gratitudine e gioia.
Aneddoti sull'Angelo Custode
- Un avvocato di Fano, stanco al volante della sua auto con famiglia a bordo, si addormentò. Si risvegliò dopo quindici chilometri illeso. La moglie e il figlio minore avevano notato un modo di guidare diverso dal solito, che evitava collisioni. Padre Pio, appena lo vide a San Giovanni Rotondo, gli disse: «Tu dormivi e l’Angelo Custode ti guidava la macchina».
- Una figlia spirituale di Padre Pio, bloccata dalla neve mentre andava al convento, incaricò il suo Angelo Custode di avvisare il Padre del suo ritardo. Padre Pio in seguito confermò di aver ricevuto il messaggio, non lasciando tranquillo neanche di notte.
- Una donna seduta sul piazzale della chiesa, trovandola chiusa e temendo per la sorella morente, pregò l'Angelo Custode di avvisare Padre Pio. Dalla finestra del convento, poco dopo, sentì la voce del Padre che chiedeva: «Chi mi chiama a quest’ora? Che cosa c’é?».
- A chi si lamentava di non poter venire sempre a San Giovanni Rotondo per le spese di viaggio, Padre Pio rispose: «E chi ti ha detto di venire qui? Non hai il tuo Angelo Custode?».
- Padre Pio vedeva abbassarsi il velo ed aprirsi il Paradiso, dormendo in un sorriso di dolce beatitudine e aspettando che il suo piccolo compagno della sua infanzia venisse a svegliarlo per sciogliere insieme le lodi mattutine.
- Padre Pio era spesso circondato dagli Angeli Custodi dei suoi figli spirituali che gli portavano messaggi, tanto da dire a padre Alessio, un po' bruscamente: «Uagliò, non vedi che ho da fare? Non hai visto tutti quegli Angeli che erano qui intorno? Erano Angeli Custodi dei miei figli spirituali che venivano a portarmi i loro messaggi».
- Il suo "angiolino" gli suggerì di aspergere con acqua benedetta le lettere prima di aprirle e lo consolò nelle sue lotte contro Satana, cullandogli lo spirito «in un sogno di speranza».
- L'Angelo Custode spiegava a Padre Pio lingue a lui sconosciute come il francese e il greco, come testimoniato in una lettera del 1919 in cui il Padre spiegò letteralmente il contenuto di una lettera in greco.
- Quando Padre Pio si lamentò con il suo angelo delle sue sofferenze, l'angelo rispose con parole di gioia e speranza: «Ringrazia Gesù che ti tratta da eletto a seguire lui da vicino per l’erta del Calvario; io vedo, anima affidata alla mia cura da Gesù, con gioia e commozione del mio interno questa condotta di Gesú verso di te. Credi tu forse che sarei così contento, se non ti vedessi così abbattuto? Io che nella carità santa molto desidero il tuo vantaggio, godo sempre più nel vederti in codesto stato. Tu difenditi, allontana sempre e disprezza le maligne insinuazioni e dove le tue forze non potranno arrivare non ti affliggere, diletto del mio cuore, io sono vicino a te».
- Padre Pio affidava all'angelo custode il compito di consolare le anime afflitte: «Lo sa il buon angelo mio custode, a cui tante volte gli ho andato il delicato ufficio di venirvi a consolare».
- In un dialogo riportato, Padre Pio interroga scherzosamente il suo Angelo Custode, dimostrando una familiarità giocosa e profonda: «Angelo di Dio, Angelo mio… non sei tu a mia custodia?… Dio ti ha dato a me! Sei creatura?… o sei creatura o sei creatore… Sei creatore? No. Dunque sei creatura ed hai una legge e devi ubbidire… Devi stare accanto a me, o lo vuoi o non lo vuoi… per forza…E si mette a ridere… che c’è da ridere?».

Carismi e Miracoli: Fonti di Consapevolezza e Conversione
Padre Pio ricevette dallo Spirito Santo numerosi doni straordinari, o carismi, che seppero orientare le anime verso la conversione e, di conseguenza, verso una profonda gioia spirituale. Questi carismi, frutto della sua intima unione con Cristo Crocifisso, includevano la profezia, le estasi mistiche, le guarigioni miracolose, la conversione di innumerevoli anime e il dono soprannaturale della bilocazione. Tali segni straordinari influenzarono ogni aspetto della sua esistenza, rendendolo un testimone autentico dell’amore redentore di Dio.
La Scrutazione delle Coscienze e i Frutti di Gioia
Il carisma della scrutazione delle coscienze gli permetteva di leggere i pensieri, i sentimenti e le intenzioni più intime dei penitenti, andando ben oltre quanto poteva essere confessato a parole. «Attraverso Gesù io vidi e sentii tutto», descriveva lui stesso. Questa conoscenza soprannaturale, profonda e diretta, pur manifestandosi a volte con atteggiamenti severi, mirava ad aiutare i penitenti a riconoscere i loro peccati e a vivere un autentico cammino di conversione e di ritorno a Dio, che è la via verso la vera gioia.
- Un barbiere, che lavorava la domenica e non andava a Messa, fu cacciato più volte da Padre Pio dal confessionale con una certa severità. Il frate voleva fargli comprendere l'importanza della Messa domenicale. Alla fine, il barbiere comprese e si ripropose di chiudere il negozio un'oretta più tardi la domenica per poter partecipare alla celebrazione, trovando così pace e ristoro spirituale.
- Un uomo che commetteva atti impuri e non riusciva a promettere di non farli più, fu sgridato e cacciato sette volte da Padre Pio. Disperato e volendo morire, si convinse che nel Padre vivesse Cristo quando, dopo una confessione, Padre Pio gli diede l'assoluzione a patto che in quindici giorni non avesse più peccato. Nonostante una ricaduta iniziale, l'esperienza lo portò infine alla conversione.
- Un direttore del Ministero del Tesoro, massone e non credente, chiese a Padre Carmelo di intercedere per la moglie gravemente ammalata di tumore. Padre Pio rispose: «Come posso parlare con Gesù, se non crede che esiste?». Turbato, il direttore tornò a San Giovanni Rotondo da solo, si confessò con Padre Pio, credette, e chiese l'intercessione per la moglie. Tornato a casa, la trovò guarita. Questa esperienza di fede e guarigione fu per lui e sua moglie una fonte di immensa felicità.
La Bilocazione e la Provvidenza Divina
Durante gli anni di noviziato, Padre Pio visse un episodio insolito di bilocazione. «Giorni fa mi è accaduto un fatto insolito: mentre mi trovavo in coro con fra Anastasio - erano circa le ore 23 del giorno 18 del mese scorso - mi trovai ad un tratto lontano dalla nostra chiesetta. Era all’interno di in una casa signorile, dove un uomo stava morendo mentre nasceva la sua bambina. Mi apparve allora Maria santissima. Mi disse: “Affido a te questa creatura; è una pietra preziosa allo stato grezzo: lavorala, levigala, rendila il più lucente possibile, perché un giorno voglio adornarmene”». La Madonna profetizzò che la bambina sarebbe venuta da lui in futuro, dopo averla incontrata a San Pietro. Diciotto anni dopo, nel 1923, una ragazza si recò a San Giovanni Rotondo. Padre Pio la riconobbe, ricordandole la notte della sua nascita e un suo precedente viaggio a San Pietro dove aveva ricevuto la confessione da un frate cappuccino. La ragazza, ammirata, divenne sua figlia spirituale, rimanendogli devota per tutta la vita.
La Storia di Padre Pio (parte 2) - RAI Storia
Testimonianze e Insegnamenti: La Felicità di Vivere con Dio
Le testimonianze di coloro che vissero accanto a Padre Pio sono preziose per comprendere la sua spiritualità e il suo approccio alla gioia. Padre Carmelo da Sessano del Molise, Giovanni Durante al secolo, fu suo figlio spirituale fin da bambino e, per un disegno divino, divenne il suo diretto superiore (Guardiano del convento di San Giovanni Rotondo dal 1953 al 1959). I suoi diari, resi pubblici poco prima della beatificazione di Padre Pio nel 1999, sono una minuziosa raccolta di episodi, parole e principi del Santo. Per Padre Carmelo, stare con Padre Pio fu sempre una fonte di gioia e un'occasione per avvicinarsi a Dio. Il loro primo incontro, quando Padre Carmelo arrivò come Superiore, fu emblematico: Padre Pio lo abbracciò sorridendo e disse: «Coraggio, non avere paura, saremo felici insieme», mostrando subito la sua obbedienza e umiltà.
Umiltà e Condivisione della Sofferenza
Padre Pio praticava l'umiltà in ogni occasione, rifuggendo le lusinghe della sua fama. Quando si propose di realizzare un filmato su di lui, inizialmente tentò di sottrarsi a quello che era un omaggio alla sua persona, dicendo: «Il permesso dei superiori a realizzare il film non è un comando, ma una concessione e alle concessioni si può rinunciare». Anche durante le riprese della Messa, il chiasso lo irritò al punto da voler lasciare l'altare. Tuttavia, trattenuto da Padre Carmelo, ritornò sui suoi passi e si scusò con ritrovata dolcezza: «Sono io a dover chiedere venia per essermi comportato in quel modo. Ma con quel chiasso non avrei potuto continuare. Già stavo poco bene prima della Messa, poi, sentendo tutto quel rumore non mi sono più frenato. Chiedo ancora scusa». Questo episodio rivela non solo la sua umanità ma anche la sua pronta umiltà nel riconoscere e scusarsi, riportando la calma e la pace.
Padre Pio considerava la lotta tra il bene e il male un peso drammatico ma imprescindibile dalla condizione umana. A Padre Carmelo spiegò: «Se noi non avessimo le tentazioni, le dovremmo chiedere al Signore, pensando alla gloria che ne viene a Lui e al bene che ne viene a noi, vincendole». Per resistere, raccomandava la preghiera intesa come comunione con Dio e quindi fonte di gioia e di conforto morale. Lui stesso dava il buon esempio, pregando incessantemente. Ricorda Padre Carmelo che una sera, trovandolo pronto per andare a letto, Padre Pio disse: «Devo dirmi due rosari e mezzo prima di addormentarmi», e alla domanda di quanti ne avesse recitati durante il giorno rispose: «Al mio Superiore devo dire la verità: ne ho detti trentaquattro. Riesco a recitarne tanti, perché quando confesso e i penitenti sono lunghi, prima faccio dire loro i peccati, poi permetto che parlino anche di altro. E mentre li ascolto, dico il rosario».
Anche per alleviare la sofferenza di una madre riguardo la sorte dei suoi genitori, Padre Pio rispose: «Stanno in Paradiso pure loro. Ora, figlio mio, cerchiamo di andarci anche noi», portando grande conforto.

Il Sorriso di un Santo: La Gioia Incarnata
È stato scritto che la gioia è il grande segreto del cristiano autentico, pieno di fede, amore e speranza. Padre Pio si sforzò durante tutta la sua vita di essere la persona più normale e naturale di questo mondo, senza minimamente creare intorno a sé alcun alone speciale. Per raggiungere il suo scopo, imparò, inventò e produsse un repertorio inesauribile di battute, barzellette ed aneddoti per trattenere nel piacevole relax i figli spirituali che lo andavano a visitare. Padre Pio aveva la qualità di un "attore mancato": bastava guardarlo e ascoltarlo quando raccontava aneddoti e barzellette, ogni parola e ogni gesto erano indirizzati a creare l’atmosfera adatta per lo scoppio di un’allegra risata. Le sue foto spesso mostrano il suo volto sereno e il suo sorriso sincero, buono e aperto alla gioia. Gli occhi del Padre sapevano sprigionare una luce e una vivacità uniche, segni manifesti della gioia divina che racchiudeva nel suo cuore, una gioia che desiderava trasmettere a tutti i suoi figli spirituali.