Il Santuario della Madonna della Grotta a Modugno

Origini e Contesto Geografico

Il Santuario rupestre della Madonna della Grotta è sito a circa tre chilometri da Modugno, sulla strada provinciale per Carbonara, su una sponda della lama Lamasinata. Realizzato all’interno di una cavità naturale, ha origini antiche, anche se non è possibile datare con precisione il primo insediamento a carattere religioso. In un documento del 1189 è citato come “Sancta Maria de Cripta Maiore”.

Il sito fu edificato in momenti diversi su una laura basiliana, creata nella roccia dalle acque della Murgia barese. La sua origine risale probabilmente all'VIII-IX secolo, legata alla presenza di una comunità di monaci basiliani giunti in Puglia dopo l'editto iconoclasta di Leone Isaurico nel 726, in fuga dalle repressioni. Nella zona sono stati trovati altri insediamenti ipogei, un fatto frequente sui costoni delle lame pugliesi.

Mappa della zona di Modugno con Lama Lamasinata che mostra la posizione del santuario

L'Evoluzione Storica e Architettonica

Nel periodo medievale fu costruito un monastero benedettino, la cui presenza è testimoniata sin dal 1071. Un’abbazia benedettina dell’XI secolo, poi trasformata in villa, faceva parte dell'insediamento. Fu anche costruita una grotta annessa a un monastero benedettino posto sopratterra e a esso collegato. Elementi architettonici furono aggiunti nel Seicento.

Nei secoli l’insediamento ha subito numerose manomissioni. L'edificio, incastonato fra una pineta di lama Lamasinata e la provinciale per Carbonara, presenta un coronamento merlato e un torrione laterale con in cima un torrino, assumendo l'aspetto di un palazzo tardo rinascimentale. Il tempio si trova in una cavità scavata nella roccia dall’azione erosiva delle acque che confluivano verso la lama.

Foto esterna del santuario della Madonna della Grotta a Modugno

Il Culto di San Corrado di Baviera

Il santuario è profondamente legato alla figura di San Corrado di Baviera, noto anche come Corrado il Guelfo o Corrado Bavaro. Intorno al 1125 (sebbene un'antica tradizione indichi il 1139) giunse in Puglia, proveniente dalla Baviera e diretto in Terrasanta, il frate cistercense pellegrino Corrado Bavaro (1105-1127 o 1105-1155).

Corrado si ammalò e trovò rifugio presso la comunità benedettina di S. Maria ad Cryptam. Visse qui per circa due anni (o l'ultimo periodo della sua vita), in uno speco di circa otto metri adiacente alla grotta, conducendo una vita da eremita nel digiuno e nella preghiera, dormendo sulla roccia nuda e suscitando ammirazione e fama nei dintorni. Visse da eremita fino alla sua morte avvenuta il 17 marzo 1127 (la data è incerta, un'altra tradizione indica il 17 marzo 1155).

La sua tomba, nella cappella di S. Maria ad Cryptam, divenne meta di pellegrinaggi. Il santuario ha ospitato le sue ossa fino al 1303. Il 9 febbraio di un anno non precisato, i molfettesi si impossessarono del corpo, inumandolo nella Cattedrale e riconoscendolo come santo patrono della città. A San Corrado nel santuario è dedicato lo speco, un cunicolo di otto metri, ove soggiornò.

Immagine dell'interno del santuario della Madonna della Grotta, con particolare sullo speco di San Corrado

Tesori Artistici e Archeologici

Il santuario conserva una serie di interessanti testimonianze storiche e artistiche. Tra queste, va innanzitutto ricordata l’icona della Vergine della Deposizione, un affresco di tipico stilema basiliano ma risalente al periodo benedettino e, quindi, databile tra il 1260 e il 1310. Di data anteriore, e quasi certamente di epoca basiliana, sono i resti di un volto di rara bellezza, un palinsesto raffigurante forse il volto di Cristo. Tra le tracce riscopertre vi sono anche tre affreschi e due tombe.

Di notevole fattura sono i frammenti di uno splendido mosaico pavimentale del XII secolo, in bianco e rosso. Esso è costituito da tasselli di pietra calcarea di forma quadrata, rettangolare o romboidale disposti, secondo lo schema dell’opus reticolatus, all’interno di riquadri di forma rettangolare realizzati con listelli dello stesso materiale. Il pavimento musivo è diviso in grosse tessere di pietra. A ridosso della cripta di San Corrado, si possono notare alcuni motivi decorativi e due graffiti nella malta del pavimento con riferimenti cristologici.

L’altare particolarmente colorato è composto da una pala lignea con una rappresentazione della Madonna e i fedeli addolorati davanti al corpo di Cristo.

Foto dell'affresco della Vergine della Deposizione o di un dettaglio del mosaico pavimentale

Il Ruolo dei Padri Rogazionisti e le Attività Attuali

L'insediamento ha subito numerose manomissioni nel corso dei secoli, ma accurati lavori di scavo e di restauro, eseguiti nel 1974 e successivamente nel 1993-94, hanno restituito l’originaria bellezza e semplicità di preziose opere. L'Antico Santuario è anche un sito archeologico tutelato dalle Belle Arti, che ne ha curato il restauro.

Il 29 marzo 1974, i Padri Rogazionisti di Bari acquistarono la Madonna della Grotta con il terreno adiacente. Essi, attraverso gli scavi, riscoprirono il valore storico e religioso del luogo, denominato "S. Maria in Crypta", ripristinandone il culto e il valore delle tracce, come il pavimento musivo, due tombe, tre affreschi e il cunicolo di San Corrado. Le tracce presenti nella chiesa rupestre sono riconducibili alla presenza dei monaci benedettini fino al 1303 e di San Corrado Bavaro.

Ora, i religiosi fondati da Sant'Annibale Maria di Francia (Messina 1851-1927) curano pastoralmente il Santuario e promuovono il culto mariano e la Preghiera per le Vocazioni. Presso il santuario ha sede il Centro Giovanile Rogazionista che offre incontri formativi a carattere vocazionale per un cammino di formazione e spiritualità per giovani. La Casa è sede giuridica dell’Associazione Laici Animatori Vocazionali Rogazionisti - Lavr e del Gruppo Famiglie Rog.

Il santuario è meta di pellegrinaggi, anche in transito verso Medjugorje e Monte Sant'Angelo, e ospita celebrazioni di Anniversari di Matrimonio e benedizioni di automobili.

Foto del Centro Giovanile Rogazionista o dei Padri Rogazionisti presso il santuario

Feste e Ricorrenze

La festa principale del santuario si svolge il Lunedì di Pasqua, giorno in cui, secondo una tradizione secolare, molti devoti e pellegrini trascorrono la giornata nel santuario.

Altre importanti occasioni festive includono:

  • 1 giugno: Sant'Annibale Maria di Francia, preceduto da un triduo.
  • 17 marzo: Transito di San Corrado di Baviera, patrono di Molfetta, preceduto dal triduo.

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